Forum
REFERENDUM


| Contenuti | Ricerca | Invia | Rispondi | Avanti | Indietro | Su |


GALILEO GALILEI

Da: Claudio
Date: 10/21/2005
Time: 10:01:20 AM
Remote Name: 151.38.167.141

Comments

Galileo non fece nemmeno un giorno di carcere, né subì alcuna violenza fisica. Convocato a Roma si sistemò a spese della Santa Sede in un alloggio di cinque stanze con vista sui giardini vaticani e cameriere personale. La condanna che subì fu agli arresti domiciliari, il che comportò l'obbligo di restare per alcuni anni in spaziose ville (Da Villa Medici al Pincio alla villa "il Gioiello" ad Arcetri ) libero di ricevere chi volesse e di continuare i suoi studi, come in effetti fece. Presto inoltre gli fu tolto anche l'obbligo di restare in villa e gli restò solo quello di recitare una volta la settimana i sette salmi penitenziali (Questo obbligo durò tre anni, ma Galileo era credente, e continuò anche dopo. Tuttavia, il credente Galileo visse more uxorio con una donna che non volle sposare ma dalle quale ebbe tre figli. Inoltre, lasciata Padova, tolse i figli alla fedele compagna e si rivolse ad un alto prelato suo amico per riuscire a far entrare in convento le due femmine prima dell'età minima richiesta dalla Chiesa. Così le figlie di Galileo Galilei furono costrette ad entrare nel Monastero di San Matteo di Arcetri alle rispettive età di 13 e 12 anni. Nonostante fosse vulnerabilissimo dunque sul piano morale, la Chiesa, sempre accusata di fare del "moralismo", non contestò la sua condotta ma le sue idee). Ma per che cosa fu condannato Galileo? Non per aver sposato le tesi copernicane, ma in pratica per non aver consentito a mettere un "forse" davanti a quelle teorie. Giunto a quasi 70 anni con onori e aiuti da parte di tutti gli ambienti religiosi (a parte un platonico ammonimento del 1616 non diretto a lui personalmente), Galileo era stato convocato a Roma per non aver rispettato i patti: l'approvazione ecclesiastica per il libro «Dialoghi sopra i massimi sistemi» gli era stata concessa infatti purché presentasse come ipotesi (come del resto esigevano le conoscenze del tempo, ancora incerte) la teoria copernicana, che invece dava come sicura (Promise di adeguarsi. Non solo non lo fece ma inventò un personaggio dì nome Simplicio a cui mise in bocca i consigli di moderazione datigli dal papa che pure gli era amico e lo ammirava). Nei quattro giorni di dibattimento riuscì a formulare un solo argomento a sostegno della sua tesi, ed era sbagliato. Sosteneva infatti che le maree erano dovute allo "scuotimento" delle acque provocato dal moto terrestre. Tesi risibile, alla quale i suoi giudici colleghi ne opponevano un'altra, giudicata da Galileo "da imbecilli", ed era invece quella giusta, che basava l'alzarsi e l'abbassarsi dei mari sull'attrazione della Luna. ( Non è il solo infortunio scientifico: nel 1618 aveva detto che le comete sono solo illusioni ottiche e aveva duramente attaccato gli astronomi gesuiti della Specola romana che invece giustamente sostenevano che quelle comete erano oggetti celesti reali) Altri argomenti sperimentabili oltre a questa ragione fasulla Galileo non seppe portarne. (La prima prova sperimentale, indubitabile, della rotazione della Terra è del 1748, oltre un secolo dopo) Numerosi membri del clero furono favorevoli alle teorie eliocentriche, anche fra i cardinali, e finché si restò sul piano delle ipotesi il Sant'Uffizio si guardò bene dal bloccare una libera discussione sui dati sperimentali. L'irrigidimento avvenne solo quando si volle passare al dogma, quando si sospettò cioè che il nuovo metodo sperimentale in realtà tendeva a diventare religione (quello scientismo in cui in effetti degenererà (Nel 1616 infattì fu messo all'Indice il De revolutionibus di Copernico solo "donec corrigatur" e cioè finché non si fosse data forma ipotetica ai passi che affermavano il moto della Terra in forma assoluta). Il contrasto invece con la massiccia e precoce persecuzione protestante, del quale invece non si fa mai parola, non potrebbe essere più marcato. Copernico, cattolicissimo polacco, anzi canonico, installò il suo osservatorio su un torrione della cattedrale di Frauenburg. La sua opera «La rotazione dei corpi celesti», pubblicata nel 1543, fu dedicata a papa Paolo III, anch'egli appassionato astronomo, ed ebbe l'imprimatur dei domenicani. E fra Copernico e Galileo ci furono ben undici papi che non solo non disapprovarono la teoria eliocentrica, ma spesso l'incoraggiarono (Galileo stesso, anche dopo le sue prime opere favorevoli al sistema eliocentrico, fu accolto trionfalmente a Roma e fatto membro dell'accademia pontificia). Intransigente invece la posizione di Lutero e Calvino. Lutero scrisse: "Questo Copernico nella sua follia vuol buttare all'aria tutti i principi dell'astronomia".Così il libro del canonico polacco avrà come prefazione lo scritto scettico di un protestante che, preoccupato di possibili conseguenze per la Sacra Scrittura, prende le distanze precisando che si tratta solo di ipotesi. Eloquente anche il caso del protestante Keplero: giudicato blasfemo per aver parteggiato per una teoria creduta contraria alla Bibbia, dovrà scappare dalla Germania e rifugiarsi a Praga dopo essere stato espulso dal collegio teologico di Tubinga. Dai territori pontifici gli giungerà invece l'invito a insegnare nella prestigiosissima università di Bologna.( L'apertura degli ambienti ecclesiastici è confermato dal Cardinale Baronio che disse "L'intento dello Spirito Santo, nell'ispirare la Bibbia, era insegnarci come si va al Cielo, non come va il cielo") Galileo morì nel suo letto con la benedizione del Papa. Una delle figlie suore raccolse l'ultima parola: "Gesù!" ( Perfino la frase "eppur si muove!" fieramente lanciato in faccia agli inquisitori dopo la lettura della sentenza, in realtà fu inventata a Londra nel 1757 da un giornalista di nome Giuseppe Baretti ).


SCRIVI IL TUO MESSAGGIO CONTENUTI RICERCA NEL FORUM
HOME REFERENDUM OIKOS INFORMAGIOVANI