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SEMIALTERNO standard elettorale cittadinocentrico

Da: giulio mancabelli
Date: 10/21/2005
Time: 11:34:38 PM
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Sistema SEMI ALTERNO "how to play democracy tomorrow!" to whom it might concern!!! Toward a new real Renaissance! Dati i ripristini delle solite obsolescenze in corso si propone di prestare attenzione una proposta di “sistema elettorale integrativo ma alternativo il SEMIALTERNO” per ridare uno scatto di orgoglio a questo nostro BelPaese qual è l’Italia! Grazie o disgrazie alla nuova legge elettorale ritorniamo “o meglio ricadiamo” come nel gioco dell'oca, nuovamente nella casella del sistema elettorale proporzionale. Con ciò, anche ad un minimo di memoria storica, dovremmo renderci conto che abbiamo già in corso una modalità elettorale pseudo semi alterna con periodiche mandate a modalità elettorali al proporzionale seguite da mandate al maggioritario e viceversa.... e così via dicendo. Dove però, questi ciclici cambi o scambi di modalità: dal proporzionale al maggioritario e viceversa, oltre al dissipare notevoli risorse, essendo il tutto (inconsciamente o volutamente) diluito in una totale assenza di sistema elettorale organizzato a “ciclo completo” non possono rendere in funzionalità d’efficacia e d’efficienza! Non essendo i passaggi codificati da leggi e norme "istituzionalizzate" al di sopra delle parti in quanto se ne “debba” “voglia” provvedere ogniqualvolta legiferandone detti passaggi e/o salti da una modalità proporzionalista a quella maggioritaria o pseudo mista!!! Quindi, non possiamo permetterci di continuare a giocare un siffatto perverso gioco! Acquisito... che non esista il modello elettorale perfetto! Ma, il fatto stesso che nel compendio mondiale di modelli istituzional-elettorali ne esistano diversi e svariati è segno inconfutabile della loro perfettibilità!… Ed in un “momento della più totale globalizzazione” e competitività, non possiamo permetterci visioni miope “retrò” ripescare di comodo, soltanto alcuni aspetti del nostro percorso storico, per giustificare l’attuale “status quo”! Eventualmente ciò che potrebbe fare la differenza sarebbe la volontà per ricercare soluzioni più pertinenti... ovviamente, al di là del fatto che in ogni dove, ...nessun potere si autolimita! Per contro la storia non può considerarsi finita! Chi sarebbe quel padre che al figlio dà una serpe... quando gli chiede del pane! Riguardo alle leggi elettorali del ricercare soluzioni più pertinenti e, sul genere omnipervasivo: "total quality system"!!!... il "nostro animale politico” ben se ne guarderà dal volerlo fare! Riformarsi con modalità idealmente più corretto sarebbe gli contraddittorio! Giacché alcun potere si autolimita “codificare – istituzionalizzare” un siffatto "latente" semialterno significherebbe auto ridursi il più sublime dei privilegi ovvero, quello del decidere ogniqualvolta a che gioco giocare! “o meglio far giocare!” Un tale passo, quello di avere un vero sistema elettorale semialterno codificato permetterebbe di introdurci in un vero competitivo mercato anche nell’ambito della politica e, così, poter incamminare il nostro BelPaese verso più ambiziose mete! Quindi, oggigiorno, (o fino a quando l’Italia si desterà!) poco importa parlare di conservatori e progressisti quando la struttura elettoral - istituzionale rimarrà così obsoleta e funzionale al mero scopo d'auto perpetuarsi! Fintantoché non saranno tali criteri codificati e le regole non saranno ben definite rimarremmo schiavi della stessa perversione un'occulta dittatura "PROPINATACI" attraverso detti innamovibili “TAPPI con lacci, laccini e lacciuoli, ecc." e così mantenuti per diretta od indiretta pressioni da parte delle varie lobby ” (lobby quali forme organizzate e padroni dei "tappi" -D. diVico) dal politico di turno” che ne decide forme e modi secondo gli opportunismo di merito per mantenere o far rimpinguare le solite rendite di posizione. L'Italia per antonomasia sembra essere il vero regno delle "lobby d'Italia" (con servizi, gabelle ed intermediazioni, più alte e numerose rispetto agli altri Paesi Cee a la faccia di formalismi: antitrust!) che si arricchiscono bloccandone il Paese e portandolo ormai alla deriva, impedendogli di funzionare. Così facendo, resteremo sempre incartati… nello medesimo pseudo modello semialterno non ancora codificato!….. Passando dal maggioritario al proporzionale e/o viceversa in siffatti modi per continuativa “intercessione” del politico - croupier-mazziere di turno ci esporremmo al rischio di diventare vittime di eventi giocati altrove da (paesi emergenti e “virtuali”) giocatori e più agguerriti! (e se ne presenteranno sempre di nuovi) Saggio sarebbe premunirsi, organizzarsi iniziando dalle modalità sul come eleggere le nostre rappresentanze! Ciò purtroppo sembra perpetuarsi od accadere (per i più passivi e/o sprovveduti) indipendentemente dal governo che si ritrova!!! Così giunti marcata da una siffatta perversione del sistema elettorale (gestore d’insieme) su cui si regge se ne giustificano sotto ormai ogni profilo, le altrettanto in corso "secolarizzazioni" che ci condurrà ad una "Democrazia del partito unico" - entropia che potrebbe prefigurare l’auto collasso per consunzione di competitività, questa sembra essere l'unica prospettiva che ci rimane (“naturale” deriva!) Sì, il politico di turno quale effettivo "croupier-mazziere" decide quale sistema elettorale propinare all'elettorato..."a' la faccia della democrazia"! Ovviamente, ritrovandosi con un elettorato sempre ormai così pago e pronto ad "incassare" qualsiasi colpo…. giungendo perfino a pagarsi la farsa di“primarie” e prossime secondarie, ecc.! “Ai voglia che l’Italia si desti!” e chissà quando!.... Forse, sarebbe opportuno riflettere.. quale sistema elettorale scegliere, bisognerebbe avere un briciolo di memoria storica e riflettere su quanto stia accadendo… e quanto sia a suo tempo già accaduto, minimamente da quel ’19 in poi! Altre soluzioni possono essere alla portato: un sistema a ciclo completo ben regolamentato e codificato il SISTEMA SEMIALTERNO per progredire è lì latente e sempre disponibile! Basta meglio regolamentarlo! Per non sempre mordere le medesime ossa e/o continuare a vilipender la ragione! Per non negare un minimo d'orgoglio alle nostre prossime generazioni! Bisogna azzardare nuove soluzioni!!! "ubi societas, ibi ius!" Il semialterno nasce dallo sforzo per introdurre la necessaria concorrenzialità politica che i nostri tempi reclamano in modo da definitivamente toglierci dall'attuale inconcludente stallo avere sistematicamente maggioranze coese per "instaurare" una effettiva democrazia dell'alternanza: 1) introdurre più concorrenzialità nelle competizioni elettorali e rendere una più continuativa e perdurante “induttiva gestibilità governativa” pre e post elettorale....... 2) rendere palese quanto di asistematico già è in atto... uno dei tanti pseudosistemi che di tanto in tanto va in stallo… G. CLEMENCEAU: “Non potendo cambiare gli uomini, si cambiano senza tregua le istituzioni, leggi elettorali!” prerogativa in deterrenza alla solita nomenklatura!??? 3) chiedersi perché attingere al solito bouquet di vecchi ed obsoleti modelli anziché al semialterno! Quanto di più "naturalmente implicito esiste" semplice ed ovvio ciò che effettivamente permetterebbe di chiudere il cerchio! Il Semialterno vero uovo di Colombo, semplice e troppo ovvia, in sintesi: Il Semialterno è un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto. La sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a mandate elettorali Proporzionali PURE Quando la situazione fosse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi; es. prima degli attuali cinque anni), esso richiama una mandata elettorale ad induzione MAGGIORITARIA per "ripristinare governabilità o meglio, per meglio agevolarla!" Questa ultima mandata elettorale può essere all'uninominale od a premio di maggioranza, per poi in ogni caso, ritornare alla mandata al Proporzionale questa mandata elettorale “proporzionale” viene considerato di base del sistema stesso il semialterno! Giacché il proporzionale risulta maggiormente in grado di rendere più omogeneo anche il tessuto sociale sul territorio in quanto restituisce una maggiore - coerenza nella diversità! Ricreando maggiore “senso d'appartenenza” Questo appunto si ottiene suddividendo il territorio su due griglie circoscrizionali elettorali distinte per le ripartizioni collegiali, ma sovrapposte - l'una (di base) per le mandate al Proporzionale (di base e puro o diversamente rispetto al puro, in quanto questo dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti agendo indirettamente così a mo' di fattore di soglia) e - l'altra (complementare) per quella al Maggioritario che automaticamente viene richiamata in mancanza di governabilità (ovviamente nessuno potrebbe assicurare la governabilità ma, ciononostante contribuirebbe a creare delle dinamiche politiche effettivamente concorrenziali che si ripercuoterebbero più virtuosamente sul contesto anche nella successiva mandata al Proporzionale rispetto agli impaludamenti ed autoavvitamenti ed autoreferenzialità che ricreano gli attuali pseudomodelli in corso di attuazione! Inoltre, la rappresentatività dovrebbe indipendentemente dalle mandate se al proporzionale od al maggioritario dovrebbero perfettamente rispecchiare in percentuale quanti avranno effettivamente votato ovvero rappresentanza al 60% se in quella mandata hanno votato il 60% degli elettori 75% se al 75% ecc. ecc.. << per giustificarsi, una democrazia costituzionale non ha bisogno di un "presupposto"etico o religioso">> Habermas La democrazia è per lo più considerata una possibilità di ragionamento collettivo e di processo decisionale pubblico – una forma di governo attraverso il confronto – essendo il voto è, in prospettiva, solo un elemento in un quadro molto più ampio. Le "MILLE" ragioni e perchè per cambiare sistema: I tanti che si sono baloccati per anni con la personalizzazione della politica sacrificandone il lato istituzionale dovrebbero meditare… quando ed affinché ogni cosa possa sostanzialmente reggere deve a monte sussistere una struttura istituzionale “intransitiva “ ovvero, la concretezza istituzionale… delle cose che restano alle quali prossimamente - grazie o causa - la rivoluzione -telematica e massmediale- le leggi elettorali vi apparterranno sempre in modo più stretto! Nel giro di pochi anni sono scomparsi i “muri” politici, tecnologici e culturali che proteggevano e favorivano gli angoli più ricchi del pianeta: Europa occidentale e Nord America, essendo stato “livellato il terreno di gioco” annuncia Friedman “il lavoro intellettuale ed il capitale possono essere forniti da ogni luogo del pianeta” grazie a questa totalizzante pervasività introdotta, su tutti i fronti ed in tutti i campi, dalla tele-informatizzazione Questo nuovo “gioco glocale” assorbe e chiama in causa direttamente od indirettamente ogni ambito “hard and soft” dello scibile… alla ricerca di nuove declinazioni, nuovi archetipi e/o modelli, più completi, anche per gli aspetti gestionali politici il - semialterno - è una proposta giacché la -Total Quality System- diventa una comune esigenza, la massima declinazione per contrariare l'inefficienza, ridurre la discrasie, e gli spazi speculativi ecc. poiché, la maggiore "acculturazione" oltre ad aver fatto crollare i muri, sposta (alza) SEMPRE PIU' la FRONT - LINE verso gli ACCESSI verso gli INGRESSI... quindi, anche gli ambiti politici, organizzativi ed istituzionali, ne vengono coinvolti... le modalità con le quali si determinano le rappresentanze esigono nuove riformulazioni, le LEGGI elettorali . Nel merito, tutti dovremmo esserne coinvolti e chiamati a riflettere per non ripetere i medesimi errori, piangerci in continuazione addosso e/o leccarsi di tanto in tanto le solite ferite! Non possiamo permetterci di continuare a rimanere vittime di una casta irremovibile di burosauri collettori di interessi, che giocando su frammisti fattori: sociali, culturali ed istituzionali mantengano bloccata la transizione dalla prima alla seconda repubblica incartandone sempre più la situazione ed indebolendo sempre più il nostro ruolo sia in Europa che nel mondo. Un minimo scatto d'orgoglio dovrebbe risvegliarci da questa"totalizzante collettiva ipnosi" per svelarci l'inequivocabilità della situazione per rendeci conto di essere sprovvisti di un virtuoso sistema elettoral - istituzionale che riproduca vera competitività! "Un secolo fà" i nostri vicini cugini - la Francia, negli anni '56-'62 - hanno ridisegnato nella sua interezza il proprio sistema istituzionale adeguandolo alle nuove condizioni ambientali! Invece, l'italica eterna eccezione fa sempre sopravvivere "il vecchio" nella massima inefficienza ed irresponsabilità, con coalizioni di governo costituente di una pluralità di partitini, in continua reciproca polemica, interessati di più a rosicchiare voti al proprio vicino che a battere la coalizione avversaria l'ulteriore segno di mancanza di competitività generato dall'attuale perversione di sistema elettoral-istituzionale con i leaders intaccati da conflitti d'interesse o resi semplici amministratori di condominio... Così, in questo contesto incerto e sempre più imprevedibile, diverrà sempre più difficile, proprio perchè la sfiducia è reciproca, trovare un accordo sulle nuove regole del gioco, i processi d'aggiornamento sono sempre più inibiti ostacola ti da conflitti d'interessi il cui appannaggio non potrà che concretizzarsi ripristinando il solito "inciucio" attinto a quel solito obsoleto "bouquet*" di proposte elettorali 1) Solo un'efficace infusione di effettiva concorrenzialità politica permetterebbe di ottenere risposte in maggiore efficacia ed efficienza governativa pre, post e durante... il periodo elettorale; 2) Già nel '19 avevamo il Maggioritario e lo si è abbandonato per "problemi di gestibilità" per il proporzionale (la cui modalità a mandate monoripetitiva s'è "imbottigliato" nella "teoria" dei 2 forni) e, nuovamente si è cambiato per "analoghe questioni di gestibilità" per l'attuale "ibrido-Mattarellum" a 75% maggioritario e 25% proporzionale, i cui ultimi eventi dimostrano la scarsa gestibilità che questa "chimera" riproduce (determina troppa eterogeneità delle maggioranze conseguente scarsa coese, ecc....... Così come paesi che hanno in atto modelli maggioritarie tendono introdurre variabili proporzionaliste per riequilibrarsi, altri che riproducono modalità a mandate proporizionlista tendono fare il contrario per parzialmente riequilibrarsi rispetto allo stallo riprodotto! In gioco resta, come ottenere un Sistema declinatore per contestualmente massimizzare: libertà, governabilità, rappresentatività e partecipazione - senso di appartenenza,"accountability" - efficienza ed efficacia! Quindi per far si che detti modelli elettorali divengano più funzionali devono iniettare coconrrenzialità a tutto campo ed essere di contrasto alla deterrenza e/o ad a altro potere d'interdizione fine a se stesso inteso come speculazione fine a se stessa! Il fatto che nel compendio mondiale di modelli istituzional-elettorali ne esistano diversi e svariati è segno della loro perfettibilità!… ammesso esitano le volontà per farlo giacché in ogni dove, ...nessun potere si autolimita! e, .... la storia non può considerarsi finita! 3) Ci si mantiene in un siffatto inchiodato modo, ai soliti decantati vecchi obsoleti modelli, gestiti dai soliti "intransitivi politici e casta nomenklata - croupier" che rendono sempre transitivo il "pseudo"sistema elettorale in corso ed in un siffatto modo mantenuto, attingendo dal quel solito “boquet*”: - proporzionali (imperniato sulla dinamica centrifuga riproducente un polipartitismo dissipativo ed un conseguente centrismo governativo) o - maggioritari - Presidenziali o Semipresidenziali appartengono questi ultimi alla “matrice” maggioritaria (imperniato sulla dinamica centripeta formale riduzione partitica introduzione di un supposto bipolarismo ma che implementa un sostanziale granitco sterilizzante bipartismo!) , oppure - "Mattarellum" il nostro caso eccezzionale una vera e propria chimera imbottigliatrice (al 75% di maggioritario ed al 25% di proprozionale) che crea il massimo stallo della politica italiana (art. del Corriere di G. Sartori "Le mosche cieche e la devolution" del 12 c.m.) Tutti e comunque rappresentano dei “pseudo”modelli che ormai fanno acqua a tutte le latitudini generando per entropia stallo! Quando gli effetti della MAGGIORE e CONTINUATIVA generalizzata acculturazione, CONOSCENZA e le nuove disponibilità tecnologiche, informatica, telematica, ecc., non possono costringerci a giocare con le solite carte ed i soliti giochi da quel suddetto asfittico "bouquet" e/o ritrovarci sempre nelle medesime precedenti caselle del solito gioco dell’oca! I tempi richiedono nuove riformulazioni attualizzazioni e che venga iniettata effettiva concorrenzialità a tutto tondo anche nell’ambito istituzionale specialmente ciò che riguarda la scelta delle rappresentanze politiche e/o amministrative… i cui fulcri risiedono nelle leggi elettorali. Storicamente, si è sempre considerato progresso democratico ciò che implementasse il tasso contestuale di democraticità aumentando nel contempo il senso d'appartenenza e, si è sempre combattuto per contrastare l'assolutismo procedendo dalla divisione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario (Montesquieu)... e giù, il ricambio e la possibilità di revoca dell' esecutivo, la collegialità del governo, il primato del potere civile su quello militare... or ora per la suddetta "generalizzata acculturazione, ecc." la front line si sta ulteriormente spostando verso gli ingressi!!!…. Tutto questo incedere .....sposta (alza) SEMPRE PIU' la FRONT - LINE verso gli ACCESSI verso gli INGRESSI ed anche gli ambiti della politica non possono rimanerne immuni (se non per scelta di casta autoreferenzializzata che intende decretare nel merito la fine della Storia!!! Quando gli ultimi eventi “emozionalmente e non…” dimostrano che si stia aprendo un nuovo ciclo…. Cicli che introducendo il semialterno si aprirebbe più “fisiologiche concorrenziali” opportunità volte ad aprire quel processo necessario ed indispensabile ad una vera e sentita modernizzazione democratica! L’innovazione in corso reclama aggiornamenti per le modalità con le quali si determinano le rappresentanze.... appunto, le LEGGI ELETTORALI (che quando, vedi sopra, il mondo, si muove diversamente… volutamente vengono mantenute in un siffatto modo per anacronisticamente.... aumentare sempre più il GAP fra rappresentato e rappresentante (per allargare la zona speculativa) Che automaticamente fa abbassare il livello d’interesse del cittadino verso la politica per sistematicamente mancanza di effettiva concorrenzialità politica che ovviamente disincentiva la partecipazione da parte della cittadinanza. Essendo le interfacce fra eletti ed elettori, fra elettorato passivo e quello attivo (banalizzando si potrebbe per metafora considerare che per vincere i “grand prix” oltre ad un buon motore-istituzionale bisogna anche considerare di possedere la corretta consistenza del come contrastare l’usura... d’interfaccia (attivo - passivo) con delle altrettanto ottime "elettive" gomme!!!) Data la situazione: molti gli allarmi e, su molti fronti - l'Italia - fine di un modello di crescita! La competitività italiana ha il fiatone. Intanto l'Ocse avverte: l'Italia perde colpi. Calano gli occupati e il deficit/Pil è salito al 3% nel 2004, rollo dell’export dell’ultimo decennio (-40%) Milano. Fine di un modello di crescita. Così titola un report di Morgan Stanley firmato da Vincenzo Guzzo sullo stato dell’economia italiana. La nostra bilancia commerciale nel 2004 ha chiuso i conti in rosso per la prima volta che questo accade dopo il 1993, anno della svalutazione della lira. Il problema della perdita della competitività - commenta l’economista della banca d’affari americana – non è affatto sconosciuto alla classe politica del nostro Paese! E' la fine di un ciclo, la fine di una stagione, Ciascuno può usare l'espressione che preferisce. Il dato di fatto è che è ora di cambiare perchè le cose, se restano così, non potranno che peggiorare ancora di più. Ma cosa si è inceppato nella macchina italiana? “Alcuni osservatori – sottolinea Guzzo –indicano l’euro come il responsabile principale della stagnazione italiana. Altri danno la colpa alla specializzazione geografica, sottintendendo che tra i motivi alla base del crollo dell’export dell’ultimo decennio (-40%) c’è il fatto che i mercati principali in cui vendiamo le nostre merci non se la stanno passando... Basta dar colpa ai salari: la crisi nasce dagli altri fattori della produttività. L'Italia negli anni, si è specializzata nel vendere all'estero nel vendere prodotti a basso contenuto d'innovazione. Insomma, prodotti semplici, quasi elementari; questo, che a suo tempo, a contribuito a creare il miracolo economico ed espandere il benessere giacché quando i nostri costi di produzione salivano e si rischiava di mandarci fuori mercato, si svalutava la lira ed il gioco era fatto: si tornava a vender come prima; ma adesso quest'arma non c'è più e questo non può essere tutta colpa dell'euro poiché anche nel 2004 il passivo più forte è avvenuto con i paesi dell'area dell'euro, paesi che usano la nostra stessa moneta. Quindi, oltre al migliorare i nostri prodotti e mettersi a vendere roba con dentro un pò più d'innovazione, arricchire il catalogo. Ovviamente non possiamo prendercela con i salari, poiché ciò che è salito maggiormente è stato il costo del lavoro per unità di prodotto. Fatto il dato del 2000 uguale a 100 , nel 2004 l'Italia è arrivata vicino a 125, mentre la Germania è poco sopra quota 80 e la Francia naviga fra 1l 90 ed il 100, La Spagna è salita un pò, ma non arriverà a quota 100. L'Italia invece è proprio fuori linea. E qui, ripeto, non si tratta di salari (che non si sono mossi più di tanto), ma della produttività, siamo rimasti indietro rispetto ad altri paesi europei. In 10 anni la nostra performance esortativa è crollata del 40%! Un crollo che n on può passare inosservato! Oggi, in Italia, il problema non è rappresentato dai salari, ma da un sistema che non riesce a rinnovarsi ed a smuoversi... il rischio è che si e perda altro tempo inutilmente.... Le perversioni del sistema Italia che personalmente metto in primis la mancanza di un’effettiva concorrenzialità iniziando dall’”ingresso” del nostro sistema Italia, ovvero dal ns sistema elettoral-istituzionale! Sì, viviamo un modello che resta imperniato sul mero “entertainement “ con un comparto di Servizi …blindati da una regolamentazione scritta per proteggerli ai danni dei consumatori… cause ed effetti - prodotti… conseguenti di legiferazioni emanate da un archetipo che riproduce mera autoreferenzialità “a caste privilegiate!”…. Le ultime cronache Romano - Laziali sull'ammissioni dei partiti alla competizione elettorali ne sono l'emerita prova! Iniziando da come vengono designate le rappresentanze politiche, poiché qui, il modello stesso rimane privo di effettiva concorrenzialità, essendo ormai, più che obsoleto rispetto alle esigenze dei nostri tempi! Una perversione (l’anticocorrenzialità avvolge ogni livello e contesto) che sterilizza il tessuto economico, sociale, ecc. rischiando prossimamente quello umano! Giacché nega qualsivoglia nuova innovazione ancora sul nascere… se non ancora allo stadio del concepimento! E’ per questo che trovo in modo incontrovertibilmente necessario svecchiare questo nostro sistema così ingessato per disincagliarci da una siffatta stagnazione da “Grande fratello” o perverso Lievitano! Da PANE E CIRCENSI!!! Dovremmo uscire dall’inibizione od dall’illusione… che comunque, tutto s’aggiusti con il tempo. Tempo che si continua a sprecare… Dovremmo caricarci di coraggio per introdurre effettiva concorrenzialità proprio all’interno di quanto in corso di un siffatto anacronistico modello elettorale! Aprirci a nuove opportunità e prospettive vero il mondo, significa con orgoglio abbracciare la concorrenzialità a tutto tondo ed in ogni dove, iniziando ad iniettarlo anche nel ns sistema elettoral-istituzionale!!! E, per questo, a mio avviso, ciò di cui abbiamo necessità per non rischiare la “sterilizzazione totalizzante” l’auto – estinzione (intellettuale… ingegneristica sia per la produttività nell’hard quanto nel soft!) e/o una schiavizzazione “tout court”…. (anche economico finanziaria) dall’esterno…. L’Italia, un grande paese dove la concorrenza rimane il primo tabù! Un paese dove, l’imprinting dell’itermediazione fine a se stessa rimane eternamente secolarizzato e strutturalmente condizionante! Perché, oggigiorno, poco importa parlare di conservatori e progressisti quando la struttura elettoral - istituzionale rimane così obsoleta e funzionale al solo scopo di perpetuare "lo status quo": la medesima classe politica nello spazio-tempo! La vera alternativa non può che essere un nuovo aggiornato sistema! Il Governatore e la concorrenza assente “LA RESPONSABILITA’ DELLE REGOLE” di F. G. Trentotto per cento sono aumentati in meno di cinque anni i costi dei servizi bancari: quasi 10 % l’anno, 7 punti più dell’inflazione. Aumenti impiegati per pagare i costi di banche che anche dopo le ristrutturazioni, rimangono tra le più costose del mondo… Una ricchezza prelevata alle famiglie ed alle imprese. Non tute, per la verità. Alcuni imprenditori, indebitati fin sopra i capelli, sono diventatati, talvolta grazie ai finanziamenti delle banche stesse, loro azionisti. Da debitori di riferimento, azionisti di riferimento, siedono nei consigli di amministrazione delle banche ed ottengono, immagino, servizi a condizioni privilegiate Che cosa ha fatto il governatore, che strenuamente difende i suoi poteri in materia di antitrust, per portare un ò di concorrenza in questo mercato? Quali indagini ha ordinato per accertare se il prezzo dei servizi è fissato da un cartello?... La leggerezza con la quale Fazio ha usato il telefono dimostra quanto sia lontana la Banca d’Italia dalla cultura di una moderna autorità antitrust. Che cosa ha fatto per abbattere le barriere all’ingresso, per consentire l’arrivo di banche più efficienti? Un conto alla Hong Kong e Shangai, la migliore banca la mondo, non ha costi, balzelli, nessuna delle mille scuse che ogni mese sottraggono alla famiglie italiane 20 o 30 euro dal conto corrente. Proprio per questo olandesi, spagnoli, cinesi sono tenuti lontani: per non correre il rischio che, una volta arrivati, improvvisamente ci si accorga che il re è nudo. Vedere sul sito Mediobanca il rapporto sui fondi di investimento italiani, quasi tutti di proprietà di banche. In pochi anni hanno bruciato, rispetto a un investimento in Bot, quasi 100 miliardi di risparmio, nonostante costi che sono fra i più alti al mondo. Abbiamo perso un punto di quota nel commercio mondiale, eppure, nonostante margini ridotti all’osso, alcuni imprenditori continuano ad esportare a questi imprenditori che per arricchirsi basta rivendere le case acquistate alle aste pubbliche e poi chieder al Governatore qualche buon consiglio per gli investimenti, oppure gestire servizi elettrici,telefonici, autostradali, assicurativi in regime protetto. Fra qualche anno di imprese che spostano ne rimarranno pochine. A quel punto venderemo sì le nostre banche all’estero, ma per pagare il petrolio e non dovere spegnere la luce. E’ mai possibile che Fassino e D’Alema sembrano non capirlo? Stando a delle semplici “ultime” divulgazioni - rilevazione riportate da alcuni mass-media possono essere motivo di palesi riflessioni “alla portato di tutti!” rispetto a quanto altre pubblicazioni specialistiche evidenziano nel merito del nostro "italico" abissale divario rispetto agli altri paesi ….. ovviamente, si potrebbero effettuiare altri confronti su altri pinai... ma, al riguardo sembra esaustiva la sottostante tabella per evincere la virtuosità (o l’endemico vizio) del (pseudo) sistema o modello cui ogni paese faccia capo: Tabelle (delle invarianze sottese!) Brevetti Depositati % Please do it by yourself! Povertà dal G7 % Please do it by yourself! Again! ABITANTI TALENTO TECNOLOGIA TOLLERANZA CREATIVITA' USA 30.122 35.900.000 1) 7,29% Germania 21.899 4.500.000 7° 3° 5° 11) 5,06% Giappone 15.899 23.000.000 5) 5,64% Francia 7.273 3.700.000 10° 7° 8° 13) 4,87% Olanda 6.294 2° 5° 3° 6) 5,63% Gran Bretagna 4.694 12.400.000 4° 9) 5,24% Svuizzera 2.514 7° Italia 3.652 7.140.000 13° 11° 10° 17) 2,43% Canada 4.700.000 7) 5,41% FINLANDIA 1° 2° 4° 2) 7,23% SVEZIA 5° 1° 1° 3) 6,83% BELGIO 3° 6° 9° 10) 5,20% IRLANDA 6° 13° 14) 4,84% SPAGNA 8° 12° 11° 15) 3,95% DANIMARCA 9° 4° 2° 4) 6,65% GRECIA 11° 14° 12° 18) 2,13% AUSTRIA 12° 6° 12) 5,00% PORTOGALLO 14° 13° 14° 16) 3,01) NORVEGIA 8) 5,38% Poiché le modalità di confronto sono estendibili ad aspetti già menzionati nel precedente allegato come di seguito: Il semialterno attraverso gli enucleanti induttori di flessibilità e dall’alta mobilità ingenerata verticalmente ed orizzontalmente attraverso mandate distinte e diverse: proporzionale e/o maggioritario mantenendo sempre un’equilibrata declinazione - rapporto fra buro-centralizzazione ed esternalizzazione per definitivamente abbandonare la solita famigerata dinamica del privatizzare gli interessi e socializzare le perdite! Così come, la concorrenzialità politica riprodotta imporrà di sempre più ridurre il gap fra idealità e praticabilità dei programmi messi in circolazione dai partiti e praticare un più marcato ed effettivo riscontro fra programmi (e non bizantismi od arabeschi) pratiche governative e relativi consuntivi! Quindi ciò che eventualmente dovrebbe fare la differenza e/o che rende più efficace un sistema rispetto ad un altro è rappresentato da quanto esso stesso riesce per riprodotto concorrenzialità a contrastare ogni rischio di monopolizzazione (proporzionalisti) o bipolarizzazione (maggioritari, Presidenziali, Semipresidenziali ed affini) unica prerogativa dei soliti obsoleti modelli che lasciando sul campo illimitata deterrenza per mancanza di suddetta concorrenzialità politica! Inoltre, la democraticità è uno dei fattori che tutela il semi alterno, considerata attraverso vari parametri di valutazione: oltre ad un corretto rapporto fra governabilità, rappresentatività, economia di gestione, bisognerà valutare anche il senso di appartenenza ingenerato nel suo complesso (inclusivo od esclusivo), ovvero l'integrazione che l'economicità gestionale complessiva nei vari suoi aspetti determinerà. Partendo dal propositivo (dispendio in energia ed economia per campagne elettorali!) e su fino al governativo e suo consuntivo, quale essenziale termine di paragone. Così come bisognerà procedere a raffronti con altri precedenti esercizi-legislature, quanto paragoni esterni rapportando aspetti con altri Paese in riferimenti a: (tabella DEMOSatisfaction) P.i.l. reale; Reddito medio; Welfare; Differenziale di reddito fra minino e massimo dei cittadini, Potere d'acquisto effettivo; Grado di militarizzazione poliziesca; grado di inquinamento riprodotto, Tutela della salute e salubrità alimentare; Grado di Sicurezza sul lavoro; Tempo libero che concede, Tempi necessari (in giorni) per aprire una nuova impresa! Grado di soddisfazione, di Coerenza rispetto al mandato, e soprattutto "Qualità della vita e vita di qualità", ecc... Il Semialterno - il vero uovo di Colombo, semplice e troppo ovvia, in sintesi: Il Semialterno è un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto. La sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a mandate elettorali Proporzionali PURE Quando la situazione fosse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi; es. prima degli attuali cinque anni), esso richiama una mandata elettorale ad induzione MAGGIORITARIA per "ripristinare governabilità o meglio, per meglio agevolarla!" Questa ultima mandata elettorale può essere all'uninominale od a premio di maggioranza, per poi in ogni caso, ritornare alla mandata al Proporzionale questa mandata elettorale “proporzionale” viene considerato di base del sistema stesso il semialterno! Giacché il proporzionale risulta maggiormente in grado di rendere più omogeneo anche il tessuto sociale sul territorio in quanto restituisce una maggiore - coerenza nella diversità! Ricreando maggiore “senso d'appartenenza” Questo appunto si ottiene suddividendo il territorio su due griglie circoscrizionali elettorali distinte per le ripartizioni collegiali, ma sovrapposte - l'una (di base) per le mandate al Proporzionale (di base e puro o diversamente rispetto al puro, in quanto questo dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti agendo indirettamente così a mo' di fattore di soglia) e - l'altra (complementare) per quella al Maggioritario che automaticamente viene richiamata in mancanza di governabilità (ovviamente nessuno potrebbe assicurare la governabilità ma, ciononostante contribuirebbe a creare delle dinamiche politiche effettivamente concorrenziali che si ripercuoterebbero più virtuosamente sul contesto anche nella successiva mandata al Proporzionale rispetto agli impaludamenti ed autoavvitamenti ed autoreferenzialità che ricreano gli attuali pseudomodelli in corso di attuazione! semialterno un sistema elettorale olistico per superare l'obsolescenza dei pseudomodelli elettorali in corso! Poiché gli archetipi in attuazione ad ogni latitudini, essendo dei modelli monchi strutturalmente incompleti e privi di equilibri compensativi fanno ormai acqua da ogni parte! Specialmente da noi, bisogna avere il coraggio di superare l'era arcaica della democrazia e quanto di più obsoleto "retroverso"... e patetico impera! Quello in attuazione che ci soffoca. Un siffatto anacronistico (pseudo) modello elettorale istituzionale è "da rottamare" ma volutamente si mantine così imperfetto ed in un siffatto modo dalla buro-nomenklatura! Un modello che nel nostro italico caso riproduce continuativa litigiosità data l'eccessiva eterogeneità delle coalizioni.. che ci si ritrovano?! Coalizioni, la cui motivazione costitutiva -ancora al livello pre elettorale- risponde a dei semplici ciriteri d'interesse meramente speculativo elettoralistici a totale scapito della cittadinaza e dello stesso nostro Paese!!! Anzichè “fondarsi” su dinamiche “competitive” volte ad "esaudire" le esigenze della cittadinanza nella sua "maggiore" interezza! Questo accade perché siamo immersi in un contesto induttivamente non competitivo (per la perversione ingenerata dal suddetto monco sistema) qual'è il nostro, che “auto”drena effettiva competitività politica girando su una dinamica continuativa riproducente un bipolio governativo di centro destra o di centro sinistra rispetto ad una induzione a monopolio governativo centrista qual'era la modalità precedente, quella della prima repubblica poiché girava sull’altra continuativa dinamica riproduttiva del proporzionale Quando un effettivo completo sistema se fosse più "fisiologico" e volesse reputarsi sistema dovrebbe contemplare tutte le aperture, attivare competitività su tutti i fronti, verso tutte le possibilità: centrista o di centro destra quanto di centro sinsitra e/o qualt'altro. Questo ci permetterebbe di passare dai pseudosistemi dell'o,...o a quelli dell'e....e!!!! vedi SEMIALTERNO! Poichè un sistema perverso qual'è l'attuale ad induzione monodirezionale patologica, effetto delle solite mandate elettorali continuative uguali... anziché quelle rispondenti a criteri più fisiologici, ovvero, quelle più vicini a quanto accade in natura (casualmente oggi non va di moda ribadire che bisogna respirare con i due polmoni, anche se la fisiologia del cuore sarebbe più vicina al modello che si propone il semialterno la ricerca Da secoli, ci si é fermati ad Eboli!..." Sì, ci si mantiene in un siffatto inchiodato modo ai soliti decantati vecchi obsoleti archetipi gestiti dai soliti "intransiti politici croupier" che rendono sempre transistivo il "pseudo"sistema elettorale Inchiodati in un’"italiota" politica nostrana dell’o…o” e sempre più economicamente in ristrettezza ridotti a “o polenta o pizza"! Alla faccia delle possibilità dell'informatica, della telematica e di altri modelli... Nonostante, già M. McLuhan, scrivendo "La Galassia Gutenherg" affermasse che lo sviluppo dei processi superiori dell’uomo e le loro manifestazioni sono mediati dagli strumenti e dalle tecnologie culturali fornite dalla società in ogni epoca... per le questioni elettorali nostrane… essendoci in corso un analfabetismo di ritorno, si procede anche su questo versante a carponi!!!! Dove, ovviamente i nostrani mazzieri "croupier" dell'"What kind of democracy to play today!" mantengono lo "status quo" attingono sempre a quel solito anacronistico bouquet: proporzionale o maggioritario e/o "ad hoc" variabili del mattarellum" anzichè, approdare azzardando nuove soluzioni di facile portata per aprirci nuovi orizzonti, ovvero introdurre sistemi più concorrenzialmente aperti e non viceversa sempre chiusi o sclerotizzanti! (da quel solito famigerato bouquet!) Per non morire di consunzione, bisogna avere il coraggio di passare dai modelli al lumino ad olio alla turbo iniezione, introdurre concorrenzialità anche nell'ambito "elettoral-istituzionale" abbracciando soluzioni dell' "E...E..." (quanto ad esempio il SEMIALTERNO permetterebbe!) Nel Terzo millennio!!!….. Oggigiorno, poco importa parlare di conservatori e progressisti quando la struttura elettoral - istituzionale rimane così obsoleta e funzionale al solo scopo di perpetuare "lo status quo": la medesima classe politica nello spazio-tempo! La vera alternativa non può che essere un nuovo aggiornato sistema! Perché rimanere ancora! Ancorati se non prigionieri della italica filosofia “del chi ha dato a dato e chi ha avuto ha avuto!” Imprigionati nella totale secolarizzazione dello “status quo” incapaci di intravedere qualsiasi “minimale pallore” di luce, poiché imbrigliati dal totale marasma quotidiano! Schiavizzati dai postulati della retorica corrente…. giocata sul principio dell’”indicibilità o dell’indeterminazione totalizzante!” che tutto tende avvolgere e coinvolgere…… spalmato ormai, in ogni dove, per imperativamente mantenere lo“status quo”!!! Bisogna abbandonare i pseudomodelli elettoral - istituzionali figli di pseudosistemi incompleti e rispondenti a statuizioni formalmente corrette: Proporzionale - e loro derivati a matrice proporzionalistica od a matrice Maggioritaria - Presidenziale o Semi-Presidenziale inclusi od altre chimere e non ultimo, l'attuale nostro italico mix: una vera e propria anatra (zoppa) con una zampa al 75% di Maggioritario e l’altra al 25% di Proporzionale! Quindi, come pretendere che un siffatto italico modello possa correre, quando, non può nemmeno correttamente camminare! Tutto questo, affinché lo scettro permanga sempre impugnato dalla "buro-nomenklatura" dei solitiu politici di turno & Co che di volta in volta attingono a quel solito famigerato "bouquet" per mantenere costantemente e comodamente transitivo il "sistema - politico" nel suo insieme: facendo permanere lo "status quo". Quando, viceversa, un vero sistema elettoral istituzionale dovrebbe risultare "avalutativamente" intransitivo per arrogarsi l'attributo di sistema completo! facendo in modo che l'animale politico divenga effettivamente transitivi e non come or ora accade vi si allarghi il "nido"!!! Questo è quanto il sistema semi alterno si prefigge... fornire ed effettivametne implementare: sussidiarietà a tutto tondo!! Passare ad un sistema più completo più pertinente ai nostri tempi per così, con orgoglio imprimere un passo di rinnovamento al nostro paese.... e non morire d'inerzia!! I tempi non possono che essere maturi per cambiare....! per una vera, concreta, efficace alternativa per approdare ad un nuovo standard elettorale “cittadinocentrico” il SISTEMA SEMIALTERNO per imprimere vigore, vitalità ed espandere un concreto senso d'appartenenza! il SEMIALTERNO è una risposta al grido quel grido di libertà che viene dal FUTURO? SEMIALTERNO per rendere attivo ed efficace il diritto di cittadinanza nel terzo millennio! Oggigiorno - nel terzo millenio - il principio di democrazia viene universalmente riconosciuto come una delle maggiori sfide dell'umanità e per renderlo universalmente effettivo nella pratica bosogna espandere le oportuinità attraverso un modello che effettivamente propugni sussidiarietà! Ma, i "buro nomenklati - detentori" dei pseudosistema democratico, ad ogni latitudine, in corso, permettono il perpetuarsi di questa contraddizione per mantenere lo STATUS QUO! Questo è il semplice segno che il tempo richiede oltre ad una nuova riformulazione del patto sociale che sottende alle decisioni della politica..., si debbano aggiornare anche i criteri preposti alle selezione delle rappresentanze democratiche, i cui fulcri risiedono nelle leggi elettorali Poiché gli effetti della MAGGIORE e CONTINUATIVA generalizzata acculturazione, CONOSCENZA (es. vedi per la metafora della scrittura e dell'informazione: l'immediatezza, l'ipermediatezza, l’ipertestualità e l’ipermedialità dall’editoria tradizionale al prossimo "content providing" dove, la stessa scrittura per fluidità e dinamicità supera quelle di ogni altra precedente tecnologia, ecc....) Tutto questo incedere .... nonostante, il lato oscuro della globalizzazione e del capitalismo informazionale, le infrastrutture e la struttura della "galassia digitale: il capitalismo informazionale e capitalismo culturale" ...sposta (alza) SEMPRE PIU' la FRONT - LINE verso gli ACCESSI verso gli INGRESSI ovvero verso le modalità con le quali si determinano le rappresentanze.... appunto, le LEGGI ELETTORALI che volutamente vengono in un sifatto modo mantenute per anacronisticamente.... aumentare sempre più il GAP fra rappresentato e rappresentante quando, indifferibilmente, bisognerebbe minimamente aggiornarle, particolarmente in questo nostro storico momento dove tecnica, informatica, telematica, ecc. potrebbero aiutarci ad agevolare le modalità per una più efficiente ed efficace declinazione democratica nella sussidiarietà! Invece, giorno dopo giorno, con la scusante della sola ricerca di governabilità rispetto agli altri elementi da tener presente: rappresentatitività, democraticità, "accountability" ecc. vedere tabella DEMOSatisfaction , si introducono soluzioni che fanno aumentare la buracrazie e drenano in continuazione democratiticà per così favorire i soliti (politici) croupier di turno della nomenklatura!!! Storicamente si è sempre considerato progresso democratico ciò che implementasse il tasso contestuale di democraticità aumentando nel contempo il senso d'appartenenza e, si è sempre combattuto per contrastare l'assolutismo procedendo dalla divisione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario (Montesquieu)... e giù, il ricambio e la possibilità di revoca dell' esecutivo, la collegialità del governo, il primato del potere civile su quello militare... Short -global- history La democrazia è per lo più considerata una possibilità di ragionamento collettivo e di processo decisionale pubblico – una forma di governo attraverso il confronto – essendo il voto è, in prospettiva, solo un elemento in un quadro molto più ampio. La democrazia ha origine assai prima dell’affiorare di pratiche rigidamente definite e precisamente collocate. Il cambiamento politico più significativo del XX secolo è stato forse il diffondersi della convinzione che la democrazia sia una forma di governo "normale" a cui ogni nazione ha diritto.... (Amartya Sen) Un contributo va certamente reso al potente ruolo giocato dal pensiero occidentale moderno, collegato all’illuminismo europeo, nello sviluppo delle idee liberali e democratiche. Le radici di queste idee generali, però, possono essere rintracciate in Asia ed Africa così come in Europa ed Amerca. La convinzione che la democrazia sia un’idea intrinsecamente “occidentale” è spesso ancorata alla pratica del voto nell’antica Grecia, in particolare ad Atene. Questo è certo un primato ma il salto logico che porta a sostenere la natura tipicamente “occidentale” od “europea” della democrazia genera solo confusione. Il problema sostanziale qui concerne la suddivisione del mondo in categorie prevalentemente razziali, attraverso le quali l’antica Grecia è vista come parte integrante ed esclusiva di una tradizione “europea” riconoscibile. Nell’ambito di questa prospettiva classificatoria, non pare affatto difficile considerare i discendenti dei Goti e dei Visigoti come legittimi eredi della tradizione Greca (“sono tutti euoropei”), mentre si fa fatica a prendere atto dei legami intellettuali tra greci ed antichi egizi, iraniani, malgrado l’interesse che gli stessi antichi greci mostrarono nei confronti di questi ultimi (piuttosto che dei Visigoti). Un’ulteriore difficoltà riguarda il fatto che il confronto pubblico fiorì, sì, nell’Antica Grecia, ma lo stesso accadde anche in altre civiltà antiche. Alcuni dei primi incontri pubblici specificatamente volti a dirimere le controversie ebbero luogo in India, a partire dal IV sec. a.C., nei cosiddetti “consigli” Buddisti, nei quali i sostenitori di differenti punti di vista si riunivano per discutere le loro divergenze d’opinione. L’imperatore Ashoka, che nel III sec. a.C. ospitò il più grande di questi consigli nella capitale Pataliputra (oggi Patna), tentò anche di codificare e promuovere quelle che deve essre stata una delle prime formulazioni di regole per il pubblico dibattito – una primitiva versione delle “Robert’s Rules of Order” del XIX secolo. Parimenti, la cosiddetta “Costituzione dei 17 articoli”, redatta dal principe buddista Shotoku nel 604 in Giappone, insisteva, in uno spirito molto simile a quello della “Magna Carta” di sei secoli successiva: “le decisioni relative ad importanti questioni non dovrebbero esser prese da una sola persona. Dovrebbero essere discusse da più individui”. Esistono precedenti di confronto pubblico e tolleranza nei confronti dell’eterodossia anche nei paesi musulmani, mondo arabo incluso. Quando nel XII secolo il filosofo ebreo Maimonide fu costretto ad emigrare da un’Europa intollerante, trovò rifugio nel mondo arabo ed andò a ricoprire una posizione di prestigio alla corte dell’imperatore Saladino al Cairo. Per citare un altro esempio, quando nel 1600 per decisione del tribunale dell’Inquisizione l’eretico Giordano Bruno fu bruciato sul rogo di Roma, Akbar, il grande imperatore Moghul dell’India (nato e morto musulmano), aveva appena ultimato il suo progetto di codifica legale dei diritti delle minoranze, tra i quali rientrava la libertà di religione per tutti. Akbar istituì inoltre ad Agra quello che fu forse il primo gruppo di discussione multireligioso, nell’ambito del quale ebbero luogo incontri regolari tra induisti, musulmani, cristiano, giainisti. Ebrei, parsi e prsino atei, per discutere i punti e le ragioni delle loro differenti opinioni e per capire come convivere. E l’Iraq, allora? Sarebbe un errore tentare di servirsi dei problemi immediati del paese per rinnegare la generale possibilità, oltre che la necessità, di democrazia in Iraq. D’altro canto, un’interpretazione ristretta e meccanica della democrazia sta costando all’Iraq un alto prezzo. Se è vero che le recenti elezioni sono state accolte calorosamente, è anche vero che in assenza di un dialogo adeguatamente aperto e partecipativo il processo elettorale è stato come settario, improntato sa formule etniche e religiose. Siamo di fronte ad un problema simile in Afganistan, dove si punta tanto sulle riunioni di capi tribali e sui consigli religiosi e non sulla promozione, più faticosa ma anche criticamente rilevante, di incontri aperti e generali. Tra i requisiti della democrazia rientra lo sviluppo delle opportunità di un confronto pubblico partecipativo, anche in Iraq. Questo significa promuoverei diritti civili, tra i quali la tutela da arresti arbitrari (e, naturalmente, dalla tortura), assicurare strutture destinate agli incontri pubblici ed una maggiore libertà di informazione. E’ importante assecondare, piuttosto che ostacolare, lo sviluppo delle identità non settarie di donne ed uomini e la riaffermazione dell’autostima degli iracheni in quanto iracheni. Il primo passo consiste nel pervenire ad una più lucida comprensione della natura del “governo attraverso il confronto”. Così come accadde per altri ambiti... già per "CASTELLS": il motore a vapore non ha certo creato la civiltà industriale da solo, ma senza il motore a vapore non avremmo avuto una società industriale. Senza il microprocessore e senza il DNA ricombinante non avremmo la società informazionale. La materia prima della società informazionale, così come il suo principale prodotto è l’informazione (digitale), così come nella società industriale lo era l’energia. In questo la rivoluzione tecnologica in corso è diversa da ogni altra rivoluzione che l’ha preceduta, perché mentre l’informazione e la conoscenza sono sempre state, per definizione, elementi essenziali in ogni processo di scoperta scientifica e di cambiamento tecnologico, nel cambiamento cui stiamo assistendo, per la prima volta nella storia, le nuove conoscenze sono applicate essenzialmente per generare e gestire conoscenza e informazione digitale” Questo determina un effetto moltiplicatore di comunicazione, ma non veicolata da radio, televisione, cinema, ma dalla loro “rimediazione” digitale. La revisione degli archetipi riferiti alla designazione delle rappresentanze è un'implicita esigenza derivata da quanto succedo in ogni ambito ed in special modo in quello mass-mediale... Dal 1991 al 2003 lo scenario hi-tech, infatti, ha subito un’accelerazione violentissima e per molti versi imprevedibile Una delle caratteristiche fondamentali dei media elettrici, secondo McLUHAN, e dei media elettronici secondo BOLTER, è proprio quella di avere come contenuto un altro media (rimediare). Ora, nel caso dei media digitali il fenomeno della remediation diviene tanto più eclatante, dal momento che la convergenza multimediale rende disponibili tutti i contenuti dei media tradizionali su un unico formato, quello digitale. I media digitali, tendo inglobare, “rimediandoli” tutti i media analogici. Oggigiorno, le tecnologie di rete sono state il drive fondamentale di un vero e proprio salto d’epoca messo in moto dalla ramificazione rizomatica della rete, che permette a tutti gli utenti potenziali di allacciarsi, via modem o telefono, al sistema nervoso del capitalismo digitale dell’”informazione veloce” globalizzata. In pochi decenni il capitalismo industriale si trasformato nel capitalismo culturale e dell’informazione... Invece, gli ad ogni latitudine, attuali "pseudo-modelli elettorali" (pseudo poiché rispondenti a statuizioni formalmente corretti) rimangono ancorati ad un tale arcaicismo per semplicemente mantenersi ad un altissimo tasso speculativo al "politico" inteso come quel buronomenklato "grande fratello". Inderogabilmente l'aggiornamento dovrebbe accadere anche per quanto riguarda l'adozione di determinati regolamenti, leggi, referendum, ecc... Quanto in rete sta già accadendo, nel web si può accedere a servizi interattivi di community on-line in forma sincrona o asincrona, cioè conoscere il parere di altri utenti su questo o quello, discutere on-line sui suoi contenuti e addirittura conoscere gli acquisti, i pareri, sulla stessa tematica effettuati dagli utenti di Amazon con gusti simili, possibilità garantita da sofisticati software di “metrica” della navigazione, basati sulle reti neurali costituiscono il cuore tecnologico di Amazon e di molti altri portali che hanno innescato il processo di “disintermediazione digitale” (quindi, a quando tale riduzione della intermediazione politica!!!) innescato dall’irruzione sul mercato di Amazon (la foresta pluviale dei libri on-line) verrà interrotto. Le suddette sollecitazioni massmediali stanno spostando la FRONT - LINE sempre più verso gli ACCESSI verso gli INGRESSI, verso le modalità con le quali si determinano le rappresentanze "le LEGGI ELETTORALI" non si può in continuazione privilegiare l'ormai autoreferenziale Buro-nomenklatura! Continuare a rimanere soggiogati ad un nuovo ma, sostanzialmente uguale dispotismo della maggioranza: - rispetto al mono-assolutismo -monopolio- riprodotto dai sistemi proporzionalisti; vedi ns precedenti governi centristi della Prima repubblica) - bi-assolustismo, bi-dispotismo -bipolio-della maggioranza prodotto da un duopolio frutto di sistemi maggioritari perversamente riprodotti in uguali mandate quando praticamente tali maggioranze, dato il notevole tasso d'astensionismo, non si potrebbero di per sè nemmeno dichiarare maggioranze!!! In un momento di transizione in cui gli stessi mass media: mass media il cui loro modello comunicativo si fonda, su una teoria della comunicazione che mira ad educare, informare, persuadere più o meno “occultamente” (Lasswell, 1948), a convincere o manipolare, più che a interagire e a cooperare); or ora, questi stessi si vanno trasformando ed evolvendo in nuovi media digitali - interattivi. Ovviamente, non si tratta di decretare la fine della televisione (né tantomeno della fine del libro), ma della sua “ri-mediazione” in nuovo modello, che a livello economico può essere definito con la formula: content providing digitale globale Ma per gli ambiti politici vedi leggi elettorali con la scusante del giocare unicamente sulla resa in governabilità si continua a sottrarre democrazia Ma cocciutamente il plagio "di una sifatta BURONOMENKLATURA" continuerà ad oltranza! L'espansione della democrazia diventa il punto focale della politica e dell'economia per lo sviluppo sociale, quindi le "leggi elettorali" sono "di fatto"quelle che fanno girare la democrazia" diventando realmente lo "start up" della democrazia. Quindi, il "mercato libero" deve essere inserito nell'ambito politico per effettivamente implementare la competizione e rendere gli accessi equi, specialmente in questo momento della nostra società degli accessi per aumentare diritti "entitlements" ed opportunità! E' ora di cambiare: vecchie idea ed organizzazioni come la stessa obsolescenza delle leggi elettorali devono costantemente essere sfidate, quando necessario ed essere rimpiazzate da nuove e migliori... quanto è successo d'evoluzione dell'informatica: dal tabulatore... al computer e del relativo "soft" dalle declinazioni gerarchiche a quelle aperte del tipo "linus", la stessa innovazione dovrebbe accedere ai sistemi elettorali! (per i quali non possiamo rimanere metaforicamente al cuneiformi) Se non vogliamo dalla pluto "buronomenklatura" inerzialmente "auto-alienarci! Quella buronomenklatura vocata alla totale propria auto -soddisfazione che essendo ormai, come accade per altre organizzazioni rappresentative (vedi tipo ONU) talmente staccate dalla base da diventare sempre più rischiosamente totalmente autoreferenziali! Sottendendo l'intrinseco rischio d'assolutismo! E' assodato che senza vibranti innovazioni (principio enucleato nella concorrenza!) delle modalità del come rendere "gestibile la governance" - governabilità, sia in politica quanto nel mercato e nell'economia, nella finanza ecc., tutto tende fossilizzare, soffocare, collassare, e rimanere vittima dei soliti speculatori, arraffoni monopolizzatori dello "status quo" ovvero la solita "buro-nomenklatura" che vive di rendita delle posizioni acquiste! Non abbiamo bisogno di citare Smith o Pareto per dire che la democrazia così come il mercato sono talmente reciprocamente intrecciati che per funzionare al meglio devono essere in continuazione "migliorati" "self upgrade"! ovviamente attraverso: governance modalities & Karisma! Questo viene comunemente detto: progresso ed evoluzione! Poiché già A. Dante ebbe a dire: "Fatti non foste per vivere come bruti! ma per...." SEMIALTERNO è il sistema per promuovere, espandere far avanzare ed incrementare la democrazia intesa come sussidiarietà in una interazione reciproca dal nazionale all'internazionle: locale & globale quindi, "glocale" A livello mondiale degni di nota restano in attesaa di una efficace risposta le mappe economiche, demografiche e democratiche per non conseguentemente, ripetere nelle eventuali "soluzioni" i medesimi errori: la produzione, delocalizazione ed immigrazione! SEMIALTERNO è una risposta! Per rendere To realy make democracy the founding wordlwide value for: political and civil liberties, security and stability, right to self-determination, empower citizenship; to implies competition and equal access. Then for discouraging mono o bipolio using the traditional obsolescence - the present pseudo electoral models "rispondenti a statuizioni formalmente corrette" where: the Proportional type are reproducing a tipical central party's monopolio governance and the Majoritarian type: Presidential o Semi-Presidential are reproducing a bipolio's pareties governance, each of those pseudo models (at Proportional and Majoritarian matrice), all things considered, would favor etablished parties and making new entry impossible and will suffocate or even killing any competition. Then to contrast these "de facto" total or semi authoritarianism -political "status quo"- the real alternative would be the semialterno a"real open" system, to implies competition and equal access, to mantain freer and open oportunities, informations, productions, collections and disseminations, and so on we will spread democracy, opportunities, propserities! SEMIALTERNO the sole "mandate" (real mission): to make democratisation a lenear - horizontal and vertical - process by essence for more and more expanding: "entitlements & provisions" in continuous "holistic" progress and fighting poverty! "SEMILATERNO un sistema per ridurre i GAPS!" Sistema declinatore per massimizzare: libertà, governabilità, economicitià, rappresentatività e partecipazione - senso di appartenenza,"accountability" - efficienza ed efficacia! implementando democraticità, sussidiarietà delegando ai livelli più vicini all’elettorato il maggior numero possibile di competenze “devoluzioni” e governance dalla formazione e dall’esercizio delle regole che l’autorità pubblica definisce in ragione dell’interesse pubblico, ai procedimenti bottom-up di partecipazione e negoziazione che tendono ad allargare il consenso attorno alle scelte e a coinvolgere nel processo delle decisioni gli attori pubblici e privati Quindi, il problema non è più governo o meno governo, ma riconoscere che ... l'autorità, inclusa la legittimità dello stato, deve essere rinnovata su base attiva" cioé occorre "democratizzare la democrazia!". Diventano così necessarie "forme di democrazia in aggiunta al processo elettorale ortodosso ormai ingessato!". Governance e la ricerca di maggiore partecipazione, condivisione, consenso... Si riconosce che nessun soggetto pubblico è legittimato ad agire esclusivamente in quanto titolare di una competenza, nemmeno nel caso sia un soggetto democraticamente eletto dai cittadini. Anche quest'ultimo è chiamato a rilegittimare il proprio ruolo attraverso il comportamento. Agire in modo aperto e trasparente, informare tutti i soggetti coinvolti, ricercare accordi preventivi e soluzioni condivise è dunque, la strada maestra per riacquistare quella autorevolezza che è stata smarrita attraverso la ripetizione meccanica di formule e di atti (la burocrazia). Bisogna ripristinare il senso della democrazia: capire la differenza fra democrazia rispetto alla "lotta" politica democratica essendo questa, altra cosa rispetto alla politica "tout court"! Quindi, bisonga evolversi e non rimanere prigionieri nel nostro "italico brodo di coltura" fermo al 1948 e dintorni, bisonga avere il coraggio di non rimanere vittime di solite infruttuose schermaglie quel retroverso "ping pong" di routine Non si può continuare ad essere retroversi ma, superare, andare... al di là della destra e della sinistra ... non cè revisionismo che possa liberare la destra dai suoi errori strorici come, non vi è giustificazionismo che possa esonaerare la sinistra dal riconoscere le poroprie valutazioni sbagliate del passato. Questo non significa giustificare tutto ciò che gli "occidentalisti" hanno fatto nel passato e stiano tuttora facendo. Così come non possiamo giustificare le non poche schifezze compiute dagli "anti-fasisti" in nome dei torti subniti dal tiranno. Diceva uno storico inglese che anche la macro-storia più soave è costellata di micro-strie maleodoranti. Ciò che dovremmo fare è liberare la prima dalle seconde Per non continuare a rimanere succubi di anacronistiche ed antidemocratiche decisione altrui “esercitate”! SEMIALTERNO la vera alternativa rispetto all'attuale, ad ogni altitudine, anacronistica obsolescenza: sistema organicamente strutturato per aprire il mercato politico in modo da sempre più ridurre i “Gaps” fra democrazia formale e sostanziale! (banalizzazione: per meglio capire gli elementi che dovrebbero essere transitivi rispetto a quello che dovrebbe rimanere intransitivo - il sistema!) Poiché il dominio della legge è altra cosa dal dominio di leggi di qualsiasi genere! Giacché ogni sitema elettorale ha l'obiettivo di disciplinare il rapporto di rappresentanza che sempre più si prefigge di conformare la composizione degli organi elettivi e dunque i rapporti di forza all'interno della classe politica, riducendo le elezioni a "un procedimento a partecipazione collettiva per definire quale delle "élites" in competizione sia la vincitrice della gara per il governo" Assodato che un regime politico possa essere definito democratico, deve basarsi, oltre che sul vincolo delle elezioni universali, su alcune condizioni formali e materiali: la divisione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario (già enunciata da Montesquieu), il ricambio e la possibilità di revoca dell' esecutivo, la collegialità del governo, il primato del potere civile su quello militare.... Oggiornare, rispetto a quei tempi, significa introdurre riforme per ridurre l'effetto deterrenza a coloro che monopolizzano la situazione, specialmente quello dei massmedia (e non rimanere intrappolati nelle grinfie degli intermediari), in modo da poter rendere la competizione ancora al livello elettorale concorrenziale, uguagliando i punti di partenza per tutti i competitori! Questo è quanto, in democrazia, permetterebbe di mantenere sempre vivo il processo quel processo di "distruzione creatrice" dove, le vecchie idee possono essere costantemente sostituite da altre nuove, migliori, efficienti e più efficaci. Giacché ovunque, nessun potere si autolimita! Le innovazioni vengono contrastate dall'establishment, le élite dominanti che già godono di una posizione privilegiata preferiscono che la situazione rimanga tale. solo riducendo la BUROCRATIZZAZIONE ed abbassando le gerarchie si potrà implementare sussidiearietà, si potranno aumentare l'efficienza e l'efficacia del sistema nel suo globale insieme, ora, il nodo è giunto al pettine; quello della questione elettorale: bisogna "stabilizzare il sistema" nel sendo di renderlo effettivametne elastico flessibile per passare dalla modalità transitiva (intrinseche ai vecchi modelli) a quella intransitiva (del semialterno) per definitivamente trasferire la transitività all'elettorato passivo, ovvero al rappresentante politico, colui che tuttora si permette di variare e/o cambiare il gioco attingendo ai soliti pseudomodelli. Solo così si potranno effettivamente ridurre iniziando dalla stessa modlaità gestione le imposizioni fiscali, tasse, sostanzialmente i costi, ecc.. Orbene "efficienza" concetto introdotto in termodinamica alla fine del diciannovesimo secolo che: significa massimo risultato, minimo tempo con il minimo di lavoro o di energia, termine traslato ed applicato da Taylor e Ford per riorganizzare il mondo del lavoro... un mondo questo del lavoro, in continua riformulazione ed ultimamente: flessibilità ed elasticità sono diventati critieri di massima declinazione... dove si è passati dalla "chain-, mass- alla lean-production al just in time!" dalla ... new- alla now-economy alla e-economy!... Così come l'automobile è stata l'estensione del piede, il computer ed internet l'estensione della mente!.... invece, per quanto riguarda i sistemi elettorali questi "aggiornamenti, adeguamenti" rimangono da secoli "ibernati"- bloccati, ancorati all'obsolescenza! Quando ormai tutto sta cambiando fisionomia, su molti fronti e livelli si possono leggere i primi sintomi d’inquietudine che qualcosa non funziona... bisogna avere il coraggio di interrogarsi: sulla forbice dei GAPS! che si stanno ulteriormnente allargando! Sull’inadeguatezza del sistema in corso, che rimane maggiormente imperniato sul mantenimento della "deterrenza" (della poltrona) anziché sull’esigenza di effettivamente affrontare e risolvere i problemi che sempre più attanagliano la gente della crisi "d'inadeguatezza" che si sta attraversando!... ancora per Nicolò MACCHIAVELLI "non esiste cosa più difficile da trattare,... che proporre nuovi modelli... Tutta la storia delle società si è fatta nei tempi locali, di un paese, di una regione, ecc… conformandosi e strutturandosi distintamente con proprie leggi ed ordinamenti…. Ora, il tempo reale, il tempo mondiale ha i sopravvento sullo spazio reale, sullo spazio tempo locale, sullo spazio-tempo della storia. Le grandi rivoluzioni industriale e dei trasporti e l’ultima delle trasmissioni, della comunicazione immediata grazie alle nuove tecnologie, ecc. si è passati: dall’uomo che andava incontro all’evento od all’informazione del suo tempo che si spostava nel mondo verso l’evento… ora, con la rivoluzione informatica è l’evento che semplicemente va verso l’uomo! Quindi, ora le telecomunicazioni possono superare il locale divenire glocale e dar vita ad un iper-centro dalla classica capitale alla cosmopolis alla omnipolis - la città delle città ottimisticamente parlando all’agorà virtuale oppure pessimisticamente leggendo al “diluvio informazionale” In un siffatto momento anacronistico risulta ricorrere ai vecchi archetipi... iniziando dalla guerra! che è innanzitutto un disastro culturale in quanto appiattisce tutto su stereotipi, e,... solo la conoscenza, la cultura e la ricerca potranno permetterci di superare i suddetti stereotipi e gli obsoleti archetipi per aprirci la strada ad una vera “agorà virtuale” ovvero ad una next age - Cyber democracy! Quindi, il Semilaterno per vivere in un sistema metodologicamente e tecnologicamente più fisiologico capace d'incidere in termini d'eccellenza e modernità "globalmente - olisticamente" su tutti i fronti ed ad ogni livello, cui dotarsi per vincere in termini di sistema! (come motore-carburatore istituzionale) La vera performance! Quindi, oltre ad abbattere i muri fisici; bisogna rompere i gusci virtuali della vecchia obsolescenza (pseudomodelli elettorali) che ancora ci adombrano la completa visione ed uscire per approdare a sistemi più completi! Solo iniziando a rendere efficiente il sistema elettorale si potranno effettivamente ridurre i costi gestionali politici ed amministrativi; ovvero riodurre imposizioni e tassazione! Tutto il resto sono chiacchiere! Se la prerogativa di un vero sistema è la qualità totale che il semialterno propugna per induttivamente incrementare ed implementarla - "cacciando gli sprechi!" Il Semi alterno è una risposta! Poiché non si possono risolvere vecchi e nuovi problemi ricorrendo alla solita obsoleta maniera! L’esigenza di “modernizzazione”, cioè di adeguamento a nuove esigenze, investe naturalmente i vari settori dell’ordinamento, perché è fisiologico che, col tempo, cambino le necessità e cambi dunque la legislazione, non è così per la Costituzione poiché questa rappresenta, in una comunità politica, l’ordine” di fondo – ordine dei diritti e dei doveri, dei poteri e delle garanzie – destinato a reggere nel tempo la vita della comunità, al di là di ogni cambiamento e “modernizzazione” nella vita sociale, economica, politica. Le Costituzioni nascono per essere durevoli, se non eterne, anche se accade talora che non durino; per la Costituzione non si pone, a priori, un’esigenza di “modernizzazione” cioè di adeguamento ai mutamenti che il tempo reca, proprio perché il suo compito non è quello di inseguire i mutamenti, ma di assicurare la stabilità. La prova della “bontà” di una Costituzione sta nella sua longevità… Ma per le leggi elettorali – quali filtri atti alla “determinazione” delle rappresentanze - la modernizzazione diventa perentoria per adeguarsi alla esigenze dei propri tempi! E, nel nostro Italico caso, ben tre bicamerali sono nel merito fallite: la Bozzi, la De Mita e la D’Alema, ed altrettanti sbornie referendarie si sono consumate al Leit Motiv: nessun potere si autolimita! sempre con la scusa del cambiare tutto per non cambiare mai niente! Hans KELSEN “il paese che chiede molte riforme ne riesce a realizzare poche” Raymond ARON: la Democrazia liberale è definita dalla "funzione permanente della rappresentanza partitica". Questo vuol dire che la Democrazia cresce e si sviluppa con il coinvolgimento, la partecipazione e il dialogo e l'aggiornamento - "l'UP GRADE!" Continuando a rimanere in balia di modelli elettorali privi di alcuna modalità "antitrust", nei confronti dei poteri (partitici, ecc.) di deterrenza già costituiti, risulta ancora più anacronistico… voler costruire un sistema imperniato sull’ulteriore "accentramento" autoriproduttivo in favore della solita BURO NOMENKALTURA puntano ossessivamente sull’onnipotenza del premier che diventa molto peggio del sistema presidenziale dove quest’ultimo risulterebbe più equilibrato avendo più contrappesi. Anziché, articolare il sistema per renderlo più democraticamente orientato su dinamiche distributive…. si continua ad accentrare potere, viviamo il più intenso momento storico di massima restaurazione!!! Arretramenti che rischiano di determinare un arretramento devastante per la democrazia anziché rafforzare le garanzie democratiche e costituzionali si procede nel nostro orami Italico orticello e su su…. procedendo, a sempre al contrario accentrare! Quando, la democrazia non è solo, come pensa qualcuno, un sistema che dà a chi vince strumenti e poteri per realizzare i suoi comodi! In democrazia si fissano le regole al riparo dell’arbitrio di chi comanda che non può annullare diritti, libertà, regole democratiche né soprattutto può cambiare le regole come vuole rischiando di mettere in scacco la stessa democrazia!! Democrazia "sistema che non viene imposto ma interiorizzato! Ad ogni latitudine, sempre più si evidenzia il rischio che s’allarghi la forbice del "gap" fra le decisioni che vengono prese dai rappresentanti rispetto alle volontà espresse o sottese dei rappresentati; specialmente sulle sempre più importanti questioni di carattere generale: welfare, massmedia, energia, questioni internazionali e non ultimo sugli interventi militari: la “guerra preventiva” Anzichè espostare la democrazia sarebbe opportuno darne un pò anche a noi! Quando la democrazia non può che nascere da una cultura di valori condivisi da responsabilità e partecipazione! Le contraddizioni nascono per conseguenza della scarsa democraticità riprodotta dai modelli in corso della vetustà dei pseudo sistemi in attuazione che diventano rispetto ai tempi sempre più obsoleti e fuori corso….. Tale solco "gap democratico”, viene ulteriormente mantenuto ed allargato dall’eccessiva verticalizzazione decisionale che i soliti “paradigmi privilegiati” permettono mantenere quei pseudomodelli elettoral - istituzionali figli di pseudosistemi (giacché incompleti) rispondenti a statuizioni formalmente corrette: Proporzionale (e/o a filo-matrice proporzionalistica) od a filo-matrice Maggioritaria: Presidenziale o Semi-Presidenziale inclusi od altre chimere e non ultimo, l'attuale nostro italico mix: una vera e propria anatra (zoppa) con una zampa al 75% di Maggioritario e l’altra al 25% di Proporzionale! Come pretendere che un siffatto italico modello possa correre, quando, non può nemmeno correttamente camminare! La corrente gravità dei fatti su tutti i fronti sembra eloquente! E' ormai, da qualche tempo che le innovazioni e le decisioni sul futuro non provengono più dalla classe politica... da cui il declino della fiducia nella politica e negli apparati della politica ortodossa. Le istituzioni della società globale vengono re inventate man mano che la tecnologia ridefinisce i rapporti tra gli individui e le organizzazioni.... Il declino d'interesse per la politica e parlamentare e la "depoliticizzazione" non sono la stessa cosa... se non l'eloquente esigenza di nuovi paradigmi! La democratizzazione sta scavalcando la "democrazia" intesa secondo i vecchi canoni, da cui l'esigenza di ricercare nuovi modi per sviluppare ulteriormente la democrazia! Essendo, i sistemi elettorali meccanismi, strumenti equiparabili a macchine concepite in primo luogo ad organizzare il modo di votare degli elettori (attivi) ed in secondo luogo a convertire i voti in seggi per determinarne le rappresentanze.... come per ogni sistema, l'importante è che giri.... in modo da produrre quanto le venga richiesto, senza andare ogniqualvolta in "tilt" o generi condizioni di patta o sia affetta da "sindrome d'auto-imballo" per mancanza dei requisiti di ricorsività sistemica Proprio perché, come ogni macchina e/o “sistema”… essa, può rispondere alle esigenze del proprio tempo, solo quando, enucleerà minimali requisiti di ricorsività sistemica "cibernetica", in modo "olistico sinergico": poli- e multi-livellare ovvero, trovare una via d'uscita da ogni monopolio o bipolio (di partito o di governo di deterrenza!) e/o da tutti i monopoli subordinati (sullo Stato, sull'economia e/o sulla società), questo è il problema centrale, e non basta abrogare questo o quell'altro articolo vigente... questo è quanto il semi alterno intende introdurre. Un così importante momento dell’"era degli accessi" - free access and competitive markets, internet -e, con le potenzialità che le nuove tecnologie informatiche permettono dovremmo poter vivere una democrazia più partecipata! Ed aperta a sempre nuove prospettive! Ove, ogni individuo – cittadino potrebbe poter maggiormente più dignitosamente contare date le proprie maggiori conoscenze e scolarizzazione e così incidere sulla realtà sempre glocale giacché ogni questione locale può sempre più avere ridondanze globali e viceversa. Ma, paradossalmente vengono giorno dopo giorno acquisite procedure e modalità per sempre più allontanare il cittadino dalle possibilità di incidere, per frenare la partecipazione, semplicemente mantenendo se, non addirittura rinforzando procedure obsolete, tali da in continuazione ridurgli sempre più lo spettro e la gamma opzionale di scelta ancora al livello elettivo! Criterio del mantenersi all’interno dei suddetti obsoleti paradigmi per mantenersi in posizione sempre privilegiata e/o di deterrenze a favore della solita buro nomenklatura. Introducendo soluzione e procedure sempre più anacronistiche stando alle potenzialità che le nuove tecnologie e l’informatizzazione permetterebbero, ma queste ultime vengono sempre più strumentalizzate a fini ed interessi di parte dai soliti speculatori di turno che impunemente continuare ad arraffare! Quando bisognerebbe avere il coraggio d’intraprendere soluzioni più appropriate che ripristinino: il paradigma etico di coerenza democratica! Ciò che il sistema semi alterno tende proporre! E' oggettivamente riscontrando che l'effettiva appetibilità di un qualsivoglia futuro progetto "democratico" riformatore sarà tale solo quando enucleerà il principio di sussidiarietà, ovvero dinamicamente sarà in grado di sempre più espandere - distribuire democraticità e senso di appartenenza, Questo è quanto si prefigge il sistema semialterno quale mezzo agevolatore e declinatore elettorale sistemocentrico garante del potenziale di reversibilità opzionali politiche quindi, enucleante la dinamica antitrust a tutto tondo, antimonopoli e deterrenze massmedia che rispettino criteri di credibilità e di economicità - indittuivamente implementante la caccia agli sprechi! "Non si può monopolizzare anche la ragione!" SEMIALTERNO sistema aperto per passare dall’ ”o…o” all' "e...e"! Sistema che non viene imposto ma condiviso ed interiorizzato! - il semi alterno - agevolatore virtuoso di governabilità nella concorrenzialità politica ricreante atmosfere a massima neutralità induttiva partitica (“anti – deterrenza”) in modo da contestualmente implementa sussidiarietà!... e contrasti mono e/o bipoli o quanto altro potere di deterrenza! Il fatto che nel compendio mondiale di modelli istituzional-elettorali ne esistano diversi e svariati, è l’evidente segno della loro perfettibilità!… ammesso esitano le volontà per farlo giacché in ogni dove, nessun potere si autolimita! Il Semialterno E' un sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto. La sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a mandate elettorali Proporzionali PURE quando la situazione fosse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi; es. prima degli attuali cinque anni), esso richiama una mandata elettorale ad induzione MAGGIORITARIA per "ripristinare governabilità o meglio, per meglio agevolarla!" Quest'ultima mandata elettorale può essere all'uninominale od a premio di maggioranza, per poi in ogni caso, ritornare alla mandata al Proporzionale; mandata elettorale considerato di base del sistema stesso: semialterno! Giacché il proporzionale risulta maggiormente in grado di rendere più omogeneo anche il tessuto sociale sul territorio in quanto restituisce una maggiore - coerenza nella diversità! Questo appunto si ottiene suddividendo il territorio su due griglie circoscrizionali elettorali distinte per le ripartizioni collegiali, ma sovrapposte (al riguardo vedere banalizzazione animata semialterno.swf e/o *.jpg): - l'una (di base) per le mandate al Proporzionale (di base e puro o diversamente rispetto al puro, in quanto questo dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti agendo indirettamente così a mo' di fattore di soglia) e - l'altra (complementare) per quella al Maggioritario che automaticamente viene richiamata in mancanza di governabilità (ovviamente nessuno potrebbe assicurare la governabilità ma, ciononostante contribuirebbe a creare delle dinamiche politiche effettivamente concorrenziali che si ripercuoterebbero più virtuosamente sul contesto anche nella successiva mandata al Proporzionale rispetto agli impaludamenti ed autoavvitamenti ed autoreferenzialità che ricreano gli attuali psudomodelli Il tempo della legislatura potrebbe essere mantenuto nei soliti cinque anni o diversamente in quanto quest'attribuzione temporale è altrettanto conseguente ad un'empirica rilevazione di supposta durata, quando già la stessa attuale "iperbolica" realtà risulta esserne di ben altra fatta ed esigenze! Il semialterno: un sistema elettorale capace di "girare e non sempre farsi girare dal solito politico di turno sull'usuale prerogativa del cambiare tutto per non cambiare niente! bensì, rendere transitivo l'elettorato passivo(il politico) e non sempre il sistema elettorale! George CLEMENCEAU: “Non potendo cambiare gli uomini, si cambiano senza tregua le istituzioni!” Quindi, l'eterno "intransitivo" privilegio del politico: essere il "gatekeeper - croupier delle vecchie e nuove situazioni ricreate o mantenute" e pescare nella solita obsoleta "famigerata" roulette elettorale (o bouquet) , la voluta o guidata "transitiva" modalità elettorale! Ogni mercato si è "autoriformato" a tutto tondo globalizzandosi e, rendendosi concorrenziale e competitivo attraverso una maggiore elasticità, flessibilità e questi meccanismi sono stati recepiti in ogni dove, Questi criteri si sono estesi in modo fulmineo nel campo lavorativo ma, per quanto riguarda le questioni organizzative politiche elettoral - istituzionali ciò, casualmente, non sembra ancora accadere. Qui, restiamo ben ancorati al feudo! Siamo fuori mercato "politico!" poiché l'attuale sistema è sprovvisto di quei minimali suddetti principi declinatori! Abbiamo il più alto numero di testate giornalistiche e la più bassa percentuale di lettori di giornali rispetto agli altri Paese... Abbiamo il più alto numero di gestori telefonici e le più alte tariffe europee, la stessa cosa diconsi per l'energia elettrica ed il costo della benzina... così non può continuare!!!!. Segno che a qualche livello se non a molti livelli iniziando da quello elettorale (di una sifatta obsoleta "italiota" struttura a cipolla! Probabilmente qualcosa non quadra!!! Giacché l'élite, la nomenklatura politico burocratica s'autoriproduce e si mantiene tale con sifatti privilegi di deterrenza dello "status quo" senza permettere alcuna "sostanziale" partecipazione e/o condivisione!!!! Quindi, qualsiasi prossima riforma politica potrà fregiarsi dell'appellativo di riforma, solo quando se applicata permetterà di effettivamente espandere a tutto tondo il principio di sussidiarietà rendendone sempre più capillare e pervasiva la cittadinanza implementandola! Immettere più mercato nelle istituzioni è quanto serve, ciò significa trasfondervi più società e meno pachidermica burocratizzazione, "l'Italia potrebbe permettersi una marcia in più! Per ridurre il Gap fra idealità e praticabilità fra programmi elettorali e consuntivi, ecc." Procedendo a superare il concetto di "numero blindato" anche per le assemblee parlamentari (oltre che a numericamente sfrondarle!) siano esse politiche che quell'altre amministrative Bisogna concepirle non più a numero fisso, bensì renderle elastiche in modo che il numero dei rappresentanti sia sempre distintamente vincolata in proporzione all'effettiva corretta espressività dell'elettorato attivo in ogni singola rispettiva votazione: quindi, assemblee con numeri minimi di rappresentanti per l'essenziale indipendentemente dalle mandate proporzionali o maggioritarie che siano con o senza premio di maggioranza anche questi aspetti dinamici renderebbero più osmotici i rapporti attivando in modo proattivo: corresponsabilità sia verticalmente che orizzontalment e, partecipazione orientata all'armonizzazione! Introducendo questa variabile che semplicemente non darebbe alcuna (indiretta) rappresentatività: all'elettorato attivo astenutisi, al voto bianco ed al nullo contribuirebbe a snellire anche le procedure legislative!??? E' attraverso questi correttivi che si riattiva il mercato politico per così innestare vera sinergia sistemica "osmosi" verticale ed orizzontale, a tutto tondo fra società e sistema istituzionale legittimando ulteriormente la rappresentatività. Con il semialterno verrebbero implementata effettiva concorrenzialità a tutto tondo ed a tutto campo - sistema ad implicito antitrust - anche per gli aspetti politici rendendo possibile il principio dell'accountability (o rendiconto) individuale del leader con il principio della "responsability" (o responsabilità) collettiva dell'esecutivo verso una maggioranza che garantisce al leader la possibilità di governare senza le solite meline! In questo modo si otterrebbe un sistema parlamentare effettivamente più potenziato dove il leader e la propria squadra sarebbero più vincolati da una reciproca collaborazione, poiché entrambi espressione di una unica maggioranza di governo! Il semi-alterno nel suo funzionamento, si rileverebbe essere un modello "Cittadinocentrico" e "capace" indirettamente di controbilanciare quel comma "senza vincolo di mandato!" Il SEMI-ALTERNO attiva una vera democrazia partecipata aperta ad una dinamica distributiva, implementa una maggiore maturazione civico - civile legittimando con maggiore intensità l'aspetto istituzionale (e non all'extra istituzionale quanto un maggioritario se applicato in modo perpetuo implicherebbe! Come detto, questo, genera astensionismo e per simmetria (verticale) inversa un proporzionale se riprodotto in altrettanto modo perpetuo, pur aumentando la partecipazione al voto darebbe risultati governativi dissipativi!) Il tutto implementato dalle possibilità della tecnologia telematica come supporto della democrazia per: a) contribuire a migliorare i servizi che la cosa pubblica offre ai cittadini; b) facilitare l'espressione della volontà dei cittadini per la scelta dei loro rappresentanti e per le decisioni di questioni relative alla gestione della vita associata; c) permettere efficaci controlli attraverso il feedback e la registrazione degli eventi amministrativi, mirando a rendere massima la soddisfazione di bisogni e aspirazioni degli utenti finali - qualità totale!. d) adottare decisioni concernenti problemi energetici, ambientali, industriali, aziendali; e) gestire le risorse naturali, pubbliche e private. Applicando i dettami della moderna organizzazione del lavoro e della teoria delle decisioni eliminando i documenti e registrazioni inutili che nessuno usa né controlla; unificare i formati dei moduli; riprogettare la ripartizione delle funzioni fra uffici pubblici, posta e banche, ecc. non per legare le soluzioni dei problemi a sistemi operativi, o hardware, ma solo a degli standards Coloro che nutrissero delle perplessità sull'applicabilità di una tale modalità - semialterno - ovvero, la possibilità del ricorrere ad una doppia e sovrapposta griglia elettorale per la suddivisione dei collegi (una griglia per le modalità proporzionali e l'altra per quelle maggioriatri), possono verificarne l'effettiva "praticabilità" analizzando quanto già sta accadendo con la legge elettorale nella Regione Trentino Alto Adige. Il Consiglio Regionale è composto dai consiglieri delle due Province di Trento e Bolzano eletti a diverse modalità: a Trento è prevista l'elezione diretta con doppio turno a modalità Maggioritaria, invece a Bolzano, resta la mandata al Proporzionale! La regione TRENTINO ALTO ADIGE in conseguenza della nuova legge elettorale, prevede che la confluenza dei 35 rappresentanti eletti in provincia di Bolzano a mandata (modalità) totalmente proporzionale, assieme ad altrettanti 35 rappresentanti della provincia di Trento, questi ultimi eletti in modalità (a mandata) al maggioritario determinano tutti assieme in 70 il governo regionale! Allora, nella regione TRENTINO ALTO ADIGE è già presente una prima imbastitura "strutturata" (anche se oncora non percepita!) di sistema "semialterno" essendovi due diverse suddivisione collegiali, ossia Proporzionalista per la Provincia di Bolzano e Maggioritaria per quella di Trento. Quindi, questa pre "costituita" struttura se diversamente strutturata ovvero se "specularmente" radoppiata su entrambi i territori del Trentino e di Bolzano già permetterebbe "calarci" un vero e più organico sistema: il semi alterno! E' lì, in attesa! per rendere la situazione più virtuosa! Ma, l'attuale intransitiva “OVATTATA DI PRIVILEGI - BURO NOMENKLATURA” ha deciso di mantenere ben distinte le cose in una siffatta maniera per meglio maneggiarvici e così, si rimane ancorati al solito partitocentrismo indomito (intransitivo) politico! Propinatore di nuove e transitive variabili di sistema mantenendo invece sempre transitivo l'aspetto elettoral istituzionale! Quando semplicemente si potrebbe approdare ad un più aggiornato e virtuoso operativo sistema cittadinocentrico quale il “semi alterno” permetterebbe! La stessa cosa trasuda nella compagine mondiale, analizzando quanto stia avvenendo: paesi con pseudomodelli Maggioritari tentano riformarsi introducendo correttivi al Proporzionale, viceversa fanno gli altri, da cui palesemente ed in modo lapalissiano si può evincere l'esistenza di un "latente semialterno disgiunto" (o per meglio dire ammaestrato e cosi mantenuto dal solito politico di turno) poiché non formalmente ancora dichiarato e formalizzato in termini più consoni di sistema! La disgiunzione è tale che il "latente" sistema "di fondo", deve ogniqualvolta, rimettersi all'intercessione del solito verticismo (potere di deterrenza in auge buro-nomenklatura) che attraverso sempre nuove commissione bicamerale (ben tre sono già storicamente fallite) e/o costituenti, referendum o lasciare che i partiti continuino a piene mani con i loro soliti “Business plan politici: qualche idea innovativa” speculativa, quanto si fece (per solita imitazione) nel periodo della bolla anni 2000 e dintorni! Quindi, “Business plan" leggeri, il cui scopo vero non è di determinare quando la società (società politica) andrà in pareggio vendendo qualche cosa ai propri clienti (cittadini), ma il cui reale e unico obbiettivo è una veloce andata in borsa (al potere) con un'Offerta pubblica di vendita (Opv programmi di campagna elettorale ben farciti! magari aggiornati e modellati alla bisogna delle "R-tecnologie", in termini LTV "Life Time Value") ricreato alla bisogna, dal solito partitocentrismo riattivarsi per mantenere lo “status quo”e/o al massimo ritornare alla solita precedente casella di quel solito famigerato gioco dell’oca o delle tre carte dei “psudomodelli elettorali in mantenimento: proporzionale, maggioritario e/o presidenziale”. Dove, l'unica prerogativa in corso sembra sempre più essere quella di allontanare i cittadini dal processo elettorale e decisionale democratico. L'attuale trend d'astensione sembra confermarlo... un cinismo che se così protratto potrebbe rischiare implosioni istituzionali! Giacché la disaffezione ed il continua aumetato disagio ingenerato, che non è frutto di una sorta di qualunquismo generalizzato ma, la precisa conseguenza della "non politica" ovvero, di una classe politica irremovibile che succede solo a se stessa, una vera nomenklatura fossilizzata ed immobilista senza idee... che non siano quelle del piccolo cabotaggio e della sopravvivenzanza giorno per giorno, senza futuro! Gli attuali suddetti tradizionali "monchi" modelli elettorali, lasciando aperti spazi speculativi (ovviamente, questo volutamente dagli stessi politici! In un siffatto modo così! mantenuti!.... per mieterci al meglio!) permettono di sempre più sostituire l'elettorato (cittadini, popolo) con quella nuovo e generosa industria massmediale (oltretutto monopolizzata!) che preconfeziona e confeziona risultati elettorali (specialmente nei modelli bipartitici blindati) sempre più senza candidati chiaramente diversi... orami al mero scopo o per quel tanto necessario, ad ingreggiar gli armenti!… Così continuando, in un siffatto modo, la politica non potrà rappresentare una virtuosa dialettica di volontà per progetti "sia pur antagonisti" dove, attraverso le votazioni si potranno scegliere le opzioni di maggioranza ma, sempre più si ridurrà ad un mero comitato di affari della classe dominante "autoreferenzializzata" a se stessa! Propinatrice della solita anacronistica modalità pseudosistemica: rappresentata da quei soliti logori sudetti modelli elettoral isituzionali che detta "nomenklata" partitocrazia (cinicamente) cavalcata per incrementare irreversibilità! Desumibile dalla cronaca corrente, e quant'altro! specialmente quando, come pratica per la tutela della salute o quel altro evento, per incapacità del gestirlo, si arriva a suggerire la disinformazione come strumento per ulteriormente” addomesticare l'opinione pubblica: imitando i polli di batteria! Così continuando allargando il “gap” aumenterà la pluto burocrazia ed incarterà la democrazia! Ed il tutto, sempre meno risponderà a criteri ed a requisiti di "sistema" se non vilipendere la ragione! O vogliamo rimanere "retroverse" vittime di quanto in effetti noi siamo in grado di effettivamente solo supinamente produrre: un ordinamento ignoto solo facendo si che esso si ordini da sé! Parlando di sistemi… sempre più marcatamente ed in molte discipline e dall’interdisciplinare, si riscontrano sempre più analogie e richiami ad aspetti di complementarietà! Lo stesso semplicemente si evince da un più attento “excursus storico” riguardo: “sistemi e modelli elettorali!” (al riguardo vedere excursu.swf) Qui, la questione della complementarietà s’impone -“contraria sunt complementa!”- essendo la stessa inscritta nella stessa filogenesi democratica! Dove, appunto a secondo dei momenti e periodi storici possono essere lette in diverse modalità: pulsioni, spinte, tendenze, fluttuazioni centrifughe (proporzionaliste – espansioni – esplosioni…) si susseguono in modo complementare a quelle centripete (maggioritarie – contrazioni – implosioni…) e viceversa. Semmai l’unica diversità che le ha contraddistinte nei diversi momenti storici, oltre alla loro intensità del come si sono manifestati nel passare da una dinamica all’altra (per inversione totale e/o parziale di “rotta” da quella: espansiva a quella contrattiva) che gli ha evidenziati, sono stati i tempi di scansione, ovvero la durata del loro periodo di tenuta o di transizione dall’una all’altra modalità. Nel passato i cicli risultavano essere molto lunghi, ma, or ora, essi si manifestano sempre più intensi e repentini (affastellati) da cui si evince il termine “semi”, data la loro non regolare scansione temporale ovvero del periodo di tempo che trascorre dal passaggio dall’una e l’altra dinamica ma, essi si rilevano sempre in modo “alternato” per altrettanto intrinseca obbligatorietà nel mantenersi (per obbligo naturale se non democraticamente fisiologico) sempre all’interno del medesimo paradigma di complementarietà Quando, se si dovessero organicamente strutturare e ricondurre a sistema non potrebbe che essere il SEMIALTERNO la vera risposta! Segno e dimostrazione che i tempi sono più che maturi per acquisirne i loro intrinseci criteri diventando sempre più attuale l’esigenza di ricorrere a questo “filgeneticamente” inscritto “SEMIALTERNO” archetipo declinatore Inoltre, il Semi - alterno risulta capace di meglio coniugare la tipicità e diversità Italiana mantenendosi nella sua filogenesi democratica e permette di favorire la contestuale declinazione massimizzando: governabilità, rappresentatività, economicità gestionale e senso d’appartenenza - partecipazione elettorale e civico civile, perché fondamentale risulta l’esistenza di una cultura politica che si basi sul fondamentale impegno verso la condivisione del potere per effettivamente assumerne le rispettive responsabilità; sulla nozione d’autocontrollo politico e sulla tendenza a coinvolgere il maggior numero di persone nei processi governativi: per ricondurre l’unità nella pluralità sociale ed individuale - et pluribus unum! B. PASCAL "la molteplicità che non ha il suo fondamento nell'unità e negazione, l'unità che non si basa sulla molteplicità è tirannia! SEMIALTERNO per sradicare in modo più realistico l’anomalia in corso, poiché finita l'era paternalistica discente (ammantata dalla secolarizzazione), tutti questi pseudo modelli ingeneranti e/o ricreanti nel breve e medio termine condizioni di stallo o di patta devono essere "rottamati" giacché appartenenti all'era arcaica della democrazia quando la tecnica l’informatizzazione pretende effettivi virtuosi aggiornamenti! Quindi, i tempi sempre più esigono soluzioni più pertinenti che declinino il ciclo, in modo che sempre più rispondano a criteri di qualità totale e globale. il semi alterno è l’implicita più organica risposta! Specialmente da noi in Italia, data l’inamovibilità di alcuni fattori "storico - filologici" sui quali si continua far melina, bisogna muoversi, vedonsi le solite questioni sempre aperte e mai irrisolte! Il momento inderogabilmente esige soluzioni più aggiornate in modo tale da poter coniugare contestualmente massimizzandone l'efficacia i seguenti fattori: - governabilità - intesa come virtuoso criterio incentivante aggregazioni governative omogenee e funzionali a concreta, tangibile fattibilità; - rappresentatività aumentando la - partecipazione nelle varie fasi politiche dal propositivo al consuntivo (e relativi livelli amministrtivi) per così estendere - maggiore senso di appartenenza, essendo il fattore d'inclusività "sociale" quello che per indotto, permette di ridurre l'asocialità (ed i costi per eventualmente contrastarla - lo Stato poliziesco costa!!!) od il depauperamento sociale quanto il rischio di pallottole vaganti, terrorismo, kamikaze; - economicità gestionale, chiarezza, - trasparenza e - rintracciabilità in tutti i suoi aspetti e livelli (iniziando dal suo propositivo elettorale, alla tutela del voto, fin su al suo consuntivo d'insieme di un completo e complesso sistema paese) in modo da risultare il più possibile virtuosa aumentando così effettivamente il mercato politico; - incrementando democraticità e - sussidiarietà, poiché in ogni dove, la minimale prerogativa indicativa di ogni evoluzione per poter superare l'arcaicismo è sempre stato, sia sul fronte scientifico che tecnologico quanto dovrebbe esserlo attualmente su quello politico – democratico - e civico - civile; l'evoluzione dell'informatica dovrebbe essere i'esempio da imitare: dal dos, via unix ai sitemi aperti "linus" questo aviamente, per poter superare l'obsolescenza in corso per ridurre sempre più l'intermediazione fine a se stessa! e non ultimo la tutela del voto: - introducendo modalità che riducano i rischi di manipolazione - ricorrendo a schede individuali dove, i marcatori per le opzioni sulla scheda, siano “se non dei terminal” almeno delle penne ad inchiostro indelebile e non semplici ridicole anacronistiche matite! Modelli più completi è l'unica risposta .... poiché evoluzione significa rinnovare e rinnovarsi .... vecchie e logore formule: monodirezionali e manichee non possono più rispondere alle esigenze della nostra realtà che risulta sempre più complessa ed articolata! La nostra società reclama ormai, ad ogni latitudine, nuove coniugazioni sistemiche organizzative dove il fattore cibernetico, il ciclo, la ricorsività, l'autoreferenzialità sia totalizzante ed aperta al futuro e non viziata e/o di parte costretta o mantenuta in cattività come l’attuale obsolescenza ad ogni latitudine ormai cinicamente esercita! I tempi pretendono soluzioni, sistemiche -cibernetici, a-avalutativi, auto-poietici- a tutto tondo a ciclo aperto e completo Il sistema elettorale semi-alterno è una risposta a tutti coloro che credono che la storia non sia ancora finita! L'equilibrio attraverso un elementare processo di quel implicito storico "pragma" non utopico, derivato semplicemente dal raschiare con maggiore attenzione, la tela per rilevare l'ordito sul quale è "dipinto" il mondo reale (e non dell'imitare in continuazione Penelope!). Quindi, Semialterno per definitivamente sgusciare in una democrazia più compiuta! Giulio MANCABELLI P.S.: Kaleidox Nel Terzo millennio!!!….. Oggigiorno, poco importa parlare di conservatori e progressisti quando la struttura elettoral - istituzionale rimane così obsoleta e funzionale al solo scopo di perpetuare "lo status quo": la medesima classe politica nello spazio-tempo! La vera alternativa non può che essere un nuovo aggiornato sistema! Allora! Perché rimanere ancora! Ancorati se non prigionieri della italica filosofia “del chi ha dato a dato e chi ha avuto ha avuto!” Imprigionati nella totale secolarizzazione dello “status quo” incapaci di intravedere qualsiasi “minimale pallore” di luce, poiché imbrigliati dal totale marasma quotidiano! Schiavizzati dai postulati della retorica corrente…. giocata sul principio dell’”indicibilità o dell’indeterminazione totalizzante!” che tutto tende avvolgere e coinvolgere…… spalmato ormai, in ogni dove, per imperativamente mantenere lo“status quo”!!! Ovviamente che la questione dei modelli democratici! non sia di facili soluzioni è più che notoria, date anche le storiche variegate altalenanti bizzarrie letterarie iniziando da: -”J. L. Borges” che a proposito di “PARLAMENTO ritiene necessaria un’assemblea veramente rappresentativa di cui ciascun votante sia membro…. aspettando l’implementazione informatica!!. - “I. Asimov” sugli “ELETTORI” nel suo “Diritto di voto” reputa sufficiente un solo votante veramente rappresentativo; - “N. E. Zamjatin” per il “VOTO” propone che esso non sia solo palesa, ma anche unanime! Provocazioni letterarie che possono essere facilmente accantonate per affrontarne più tosti “teoremi matematici” anche se risulteranno meno agevoli da accantonare tanto per citarne alcuni si potrebbero menzionare le esposizioni rimbalzate a K. May ancora da Condorcet (1785 e dintorni) per quanto riguarda gli aspetti della votazione a maggioranza. Sì, il paradosso del sistema di votazione a maggioranza, nel 1952 - Kenneth May ne dimostrò “matematicamente” l’efficienza di metodo attraverso una dimostrazione, provando come la votazione a maggioranza sia il “solo” procedimento di votazione fra due alternative che soddisfi le seguenti condizioni minimali: Libertà individuale: ongi preferenza individuale è accettabile, Dipendenza dal voto: il risultato della votazione fra due alternative è determinato dai voti su die esse, e solo da essi. Monotonicità: se un’ alternativa vince in una votazione, continua a vincere in ogni votazione in cui prenda più voti (inchiodato a solo due alternative). Anonimato: non ci sono votanti privilegiati Qui, l’esposto sottende che la votazione a maggioranza era la conseguenza logica di assunzioni che sono implicitamente contenute nel concetto astratto di democrazia, e se ne giustificava così il ruolo di metodo democratico per eccellenza! Ma, gli stessi aspetti quando ripresi dal realista Arrow si esprimono diversamente, iniziando col dar torto sia ai razionalisti alla Bentham che agli idealisti alla Kant (con i suoi imperativi: tecnici pragmatici e morali…). Questi ultimi supponevano che l’ordine sociale esistesse e si differivano solo nel credere che esso fosse deducibile o indipendente dagli ordini individuali. Orbene, Arrow con il classico suo “paradosso-teorema” dimostrò, a suo avviso, che non esiste nessun sistema di votazione che soddisfi certe condizioni minimali preserva la transitività delle preferenze con ciò si chiedeva in termini più espliciti se esistesse la democrazia! Arrow, attraverso il suo teorema, dimostrò che un particolare sistema di votazione (quello a maggioranza) non permette di estendere la transitività delle preferenze individuali a quelle sociali…con dei semplici enunciati dalle disarmanti sue ipotesi: Libertà individuali: ogni ordine transitivo di preferenze individuali è accettabile; Dipendenza dal voto: il risultato della votazione fra due alternative è determinato dai voti su di esse (in base agli ordini di preferenza individuali) e solo da essi; Monotonicità: se un’alternativa vince in una votazione, continua a vincere in ogni votazione in cui prenda più voti (ad implicita visione maggioritaria – Bipolistica!); Rifiuto della dittatura: non visite nessuno le cui preferenze individuali dettino il risultato di ogni votazione, indipendentemente dalle preferenze degli altri votanti. Enunciato che pur essendo un “Teorema di scienze politiche - sull’impossibilità di un sistema democratico di votazione”, gli è valso nel 1972 il premio Nobel per l’economia. Queste congestioni - implicazioni si affermano sempre più, probabilmente per la conseguenza dalle ormai sempre più ovvie lampanti connessioni se non collusioni fra economia e politica; dove, per la sua natura astratta il risultato si applica a qualunque situazione in cui sia necessaria una scelta collettiva fra un insieme limitato di alternative, essendo tale necessità, presente in ogni dove; nel campo economico: prodotti di un mercato, di politiche aziendali iniziando dal consiglio d’amministrazione, ai rappresentanti in un’assemblea di azionisti, ecc..: Pur denotando difficoltà nel passaggio dalla microeconomia dei soggetti individuali (produttori e consumatori) alla macroeconomia dei gruppi (mercati), esso richiama una serie di situazione analoghe, in risulta difficile od impossibile giustificare il comportamento globale di un sistema sulla base di comportamenti individuali delle sue componenti. In particolare, in informatica, il passaggio dalla microstruttura dei calcoli (i cui singoli passi sono meccanici) alla macrostruttura dei risultati (la cui esistenza o meno non si può prevedere in modo meccanico). Il parallelo fra economia ed informatica non è casuale: i due modelli alternativi di economia, basati rispettivamente sul: libero mercato(imperniato sulla dinamica centrifuga) in cui l’organizzazione globale emerge dal comportamento individuale e sulla pianificazione (imperniato sulla dinamica centripeta) in cui il comportamento individuale è diretto da decisioni centralizzate corrispondono a due modelli alternativi di calcolo: rispettivamente, quello biologico (esemplificato dalle reti neurali, in cui si integrano i comportamenti paralleli di un gran numero di componenti che sono l’analogo dei soggetti di mercato) e quello informatico (esemplificato dai calcolatori usuali, diretti da un’unità centrale operativa che è stato l’analogo dell’organismo di pianificazione del mercato). Pertanto per rimanere in tema di paradossi, questo non impedisce che l’esaltazione informatica possa oggi convivere, in bella coerenza, con due fenomeni complementari: la demonizzazione della pianificazione economica (soprattutto quella statale), e la santificazione di quei gemelli siamesi che sono il libero mercato e la democrazia. Paul Samuleson, premio Nobel per l’economia nel 1970, e consigliere economico di John Kennedy in primo luogo, egli candidamente ammetteva che la “ricerca della democrazia perfetta da parete delle grandi menti della storia si è rilevata la ricerca di una chimera, di un’autocontraddizione logica”. Soprattutto nel nostro periodo storico, quando politici e mezzi d’informazione mondiale non fanno che cantare incessantemente il mantra del supposto trionfo dei quella chimera arrivando di conseguenza a volerla esportare con la forza!!! Il parallelismo fra Samuelson ed Arrow si può vedere come un passo verso la crezione della “Characteristica universalis” vagheggiata da G. W. Leibniz ..... SEMIALTERNO Quindi, non ci si può più esimere dal cambiare........ per non rischiare, se girando continuativamente sulla medesima riproposizione proporzionlista: esplosioni od implosioni se si sceglierà l'induzione maggioritari! Quando le opsizoni possono essere più mirate quanto ribadisce il semialterno... Poiché al cittadino interessano risposte certe e sicure e governabilità indipendentemente che questa sia frutto di un solo partito di correnti o rimessa ad una coalizione di partiti! In ultima analisi... avere un sistema che risponda a requisiti di sistema (di qualità totale!) è ciò che importa al cittadino! Il semi alterno per facilitare la governabilità, nella mandata al maggioritario concede la maggioranza governativa attraverso un possibile premio di maggioranza ai vincenti! Ed in questo caso, riducendo proporzionalmente la rappresentatività ai vari partiti che non hanno vinto, quelli ovviamente risultati in minoranza, cioè concedendo minore handicap al minore dei perdenti! Senza escluderne rappresentatività al più piccolo ma ovviamente nessuna rappresentatività al disotto del quorum necessario ad ottenere la proporzionale rappresentanza. Proprio per questo la maggiore efficacia del semi alterno si espleta senza ricorrere ad alcuna soglia, in quanto è per la legge del vero mercato politico questa deve essere la prerogativa del sistema medesimo che ogniqualvolta se la auto - determina, qualificandosi così al meglio come come efficacia sistemica per la neutralità indotta, cioè come "a-valutatività". Questo deve sussistere per mantenere sempre aperta la porta alla concorrenzialità, poiché i modelli maggioritari tradizionali tendono radere ancora all’origine ogni diversa opzione rispetto alle due prevalenti e monopolizzanti la piazza mantenendo a mo' di tappeto inglese la solita bicoltura! (dove specialmente in paesi a presidenziale e/o maggioritario perpetuo (USA & GB) generalmente un prospero 21% tiene "ragionevolmente" sottomessa - quel 79% - della parte meno prosperosa). Considerazioni sulle ingenerate conseguenze dei modelli elettorali in attuazione: 1) L’affermazione secondo la quale il bipolarismo si sarebbe finalmente affermato da noi è vera ‘solo in parte’? Perché, se esiste una maggioranza in grado di governare, non è ancora chiaro se esista una minoranza in grado di svolgere una opposizione sufficientemente compatta e sufficientemente efficace da potersi presentare all’elettorato come veramente alternativa. E se questo non si verifica il sistema bipolare continua ad essere ‘imperfetto’. Nella precedente legislatura l’imperfezione c’era ma era simmetrica. Lamentavamo le sconnessioni e debolezze del centro-sinistra, ma vedevamo e sapevamo che quelle del centro-destra erano maggiori. Molti dicevano - lo fece lo stesso D’Alema a Gargonza - che questo era, paradossalmente, uno dei punti di forza del centro sinistra. “Se Atene piange - dicevamo - Sparta non ride”. A un certo punto, però, Sparta si è messa a ridere piuttosto soddisfatta. E invece Atene piange ancora. E piange pure più forte. Una democrazia bipolare, una democrazia dell’alternanza, non può considerarsi completa se uno dei due poli resta solo virtuale, e non mostra di essere in grado di sfuggire alla condanna di una mera virtualità. La situazione, nel nostro sistema politico, è, da questo punto di vista, nettamente peggiore che nel 1996. 2) In GB l'effetto Blair dimostra che l'eccessivo astensionismo e la continuativa modalità a mandata e maggioritarie ha determinato una palese tasmutazione genetica del concetto di destra e sinistra ed il governo Blair, palesemente viene considerato un governo "di destra" per le politiche in attuazione, vedi non ultima l'appoggio alla guerra preventiva in Iraq, ecc... 3) Origini "genetiche" del ns MATTARELLUM ovvero "l'italico pasticcio del voto alla tedesca" In Germania il sistema per l’elezione del Bundestag si fonda su grandi circoscrizioni — in sostanza coincidenti con i territori dei Länder — dentro le quali i seggi, attribuiti a ciascuna circoscrizione in rapporto alla rispettiva popolazione, si assegnano per metà in base a collegi uninominali, ove risulta eletto il candidato più votato, e per metà in base a una ripartizione tra liste concorrenti di candidati, presentate dai partiti. Il sistema è in realtà informato non solo per metà ma per intero al principio proporzionale, perché nella ripartizione dei seggi tra le liste si devono contare i seggi che il partito ha già conquistato con suoi candidati nei collegi uninominali: sicché in definitiva gli eletti di un partito dentro una grande circoscrizione risultano in numero più o meno proporzionale al voto complessivo che il partito ha ottenuto in essa. Non può partecipare alla ripartizione dei seggi tra le liste il partito che a livello nazionale non abbia ottenuto il 5% del totale dei voti espressi dal popolo. Il trapianto del sistema tedesco in Italia — che è stato considerato il mezzo per rimediare in modo decisivo ai difetti del sistema esistente per l’elezione della Camera — incontra ostacoli e presenta inconvenienti di un duplice ordine. Nell’immediato, occorrerebbe ridisegnare le mappe dei collegi uninominali, che attualmente rappresentano da noi non la metà, ma il 75% del totale dei seggi da coprire. Operazione complicata e lunga, alla quale non si può utilmente sostituire — senza più gravi complicazioni e seri pasticci — l’utilizzo temporaneo (come pure è stato suggerito) delle mappe dei collegi uninominali per il Senato, che sono in numero minore di quelli per la Camera e che, con artifici, potrebbero offrire il piedistallo per un’attribuzione in uninominale della metà dei seggi. Ma, più in generale, le obiezioni contro l’introduzione affrettata del sistema tedesco nel nostro ordinamento riguardano le illusioni che si fanno alcuni dei suoi fautori. Introdotto così come sta, e senza riforme ulteriori di vasta portata, il sistema tedesco non assicurerebbe in Italia né un’effettiva riduzione del numero dei partiti (assisteremmo a fusioni di partiti più o meno fittizie per superare lo sbarramento del 5%), né, soprattutto, la stabilità e l’efficienza del Governo. Per ottenere queste ultime, occorrerebbe inquadrare l’eventuale adozione del sistema elettorale tedesco in un più vasto e meditato nuovo modello di forma di Governo, implicante, tra l’altro, anche riforme costituzionali. Resta a vedere se, nella situazione attuale, maggioranza e opposizione siano in grado di accordarsi per la realizzazione di un tale nuovo modello, che non costituisca semplicemente un pasticciato e inefficiente compromesso per semplicemente mantener lo status quo! Quando semmai per alcuni il modello tedesco andava preso così com’è, col suo impianto integralmente proporzionalista e con i correttivi in esso previsti (clausola di sbarramento al 5% analogo a quanto prevede il Semilaterno ovvero il "quorum"), senza aggiungervi marchingegni estranei alla sua logica, come il premio di maggioranza o le norme "antiribaltone". Quanto all’indicazione del premier sulla scheda è da considerarsi una inutile sciocchezza essendo il nostro impianto Paralmentare quindi, tale innovazione diventa unas semplice eresia costituzionale. C'è da osservare che il "modello tedesco - incarna un rilevante peccato veniale-" non poggia esclusivamente sul sistema elettorale (paradossalmente si potrebbe sostenere che funziona nonostante il suo sistema elettorale). Quel modello nasce infatti nella Germania federale ancora sotto la tutela delle potenze occupanti, in una situazione in cui i partiti radicati e legittimati sono solo tre (due grandi e uno piccolo), mentre le formazioni estreme sono cancellate d’autorità dal panorama politico; e si consolida grazie alla forza di quei partiti e all’autorevolezza delle loro leadership. Cercare di trasportare quel modello nell’Italia di oggi vorrebbe dire, né più né meno, ritornare al sistema della proporzionale pura. Alle cui ben note degenerazioni difficilmente potrebbero porre rimedio i correttivi "tedeschi". La clausola di sbarramento è inefficace e facilmente eludibile, tant’è vero che già è in vigore col "Mattarellum" (nella misura del 4%), con i risultati che conosciamo e senza che nessuno dia mostra di accorgersene. Quanto alla "sfiducia costruttiva" quella norma in base alla quale un governo può essere bocciato solo da una maggioranza alternativa — essa non serve certo a evitare i cambi di maggioranza in corso di legislatura (tanto più in un Parlamento frammentato com’è il nostro): forse non incoraggia i ribaltoni, in quanto li rende espliciti, ma certo meglio li potrebbe legittimare più democraticamente a posteriori dopo una passata a mandata elettorale maggioritaria quanto il semialterno prevederebbe!. Applicare all’Italia di oggi un sistema tedesco nudo e crudo significherebbe in realtà cancellare con un tratto di penna dieci anni di dibattiti e di tentativi, forse ingenui e velleitari, volti a usare la leva della legge elettorale per risolvere — anche a prescindere dalle modifiche costituzionali — il problema principale di una democrazia moderna e funzionante: restituire ai cittadini il diritto di decidere su chi debba stare al governo e chi all’opposizione, garantire il rispetto di quella decisione, assicurare nel contempo la stabilità degli esecutivi e la possibilità dell’alternanza per via elettorale. Proprio perché né il proporzionalismo né il maggioritarismo sono da idolatrare o esecrare in blocco ma debbono essere ricondotti alla propria reciproca complementarietà attraverso un'articolazione ciclica quanto il semialterno prevede. Il semi alterno permetta di chiudere il ciclo (tipica prerogativa della compiutezza di ogni sistema per reputarsi tale!) che diversamente nelle modalità tradizionali rimarrebbe esposto alla induzione sempre centrifuga se girasse su dinamica perpetua proporzionale o su quella sua contraria: centripeta ovvero maggioritaria, modalità pregne di vizio ed il tempo ad ogni latitudine lo dimostra e sempre più lo evidenzia. Il semialterno enucleando in sé il dinamico auto-bilanciamento a complementare ricorsiva compenetrazione, risponde in modo più virtuoso, poiché dopo la mandata al maggioritario.. si ritorna sempre a quello proporzionale e senza soglia; unica prerogativa per combattere le rendite di posizione, senza ricorrere a marchingegni elettoralistici tipo l'antiribaltone da considerarsi a priori incostituzionali vedonsi art. 68! L'eventuale rischio di rimanere in balia alle monopolizzazioni potrebbe insorgere se il sistema semi alterno fosse articolato su base maggioritaria con eventuali richiami al Proporzionale... ma la base del semi alterno è inversa sul proporzionale! Proprio perché ...nella letteratura internazionale è la proporzionale maggiormente in auge ed il maggioritario che risulta in disgrazia! Proprio perché oggigiorno, poco importa parlare di conservatori e progressisti, quando dette strutture elettoral - istituzionali si mantengono ancorate a siffatti anacronistici archetipi o solfa* che dir si voglia per quel sempre più palese scopo... perpetuare la medesima classe politica nello spazio-tempo! Specialmente quando ulteriormente s'introducano sempre nuovi "feudali" dispositivi legislativi spesso addirittura contradditori anziché procedere a delegiferare! Quindi, bisogna ricercare soluzioni per contrastare la corrente imperante speculazione per combattere viziosi mono- o bi-poli in modo che si ampli la possibilità di scelta dei cittadini! Ovviamente, nessun può arrogarsi di possedere la verità, poiché non esistono ricette assolute, ne teoremi infallibili! Però, se il pensare alla grande non è ancora reato... ed il sistema risultasse di qualità ne implementerebbe le possibilità… a tutti, i cittadini di perseguire… perfettibilità! Quando l’acquisire “sistemi di qualità totale” dovrebbe essere la prerogativa primaria della POLITCA! Finora tutto questo, è stato smentito! Il cambiamento può solo nascere da un diverso approccio più sistemico e più cittadinocentrico, è quanto il semi alterno propone essendo questo teso ad introdurre e far riprodurre, implementandola, la dinamica della sussidiarietà in modalità espansiva al fine di rendere sempre più progressivo e concreto il"citizen empowerment!" Poiché al cittadino interessano risposte certe, concrete, sicure e governabilità indipendentemente che questa sia: frutto di un solo partito di correnti o, rimessa ad una coalizione di partiti! In ultima analisi... avere un sistema che dia governabilità in modo da contrastare qualsiasi mono- o bi-polarizzazione od altra rendita di posizione e che ingeneri concorrenzialità politica a tutto tondo implementante sussidiarietà, è ciò che importa al cittadino! Il semialterno attraverso gli enucleanti induttori di flessibilità e dall’alta mobilità ingenerata verticalmente ed orizzontalmente attraverso mandate distinte e diverse: proporzionale e/o maggioritario mantenendo sempre un’equilibrata declinazione - rapporto fra buro-centralizzazione ed esternalizzazione per definitivamente abbandonare la solita famigerata dinamica del privatizzare gli interessi e socializzare le perdite! Così come, la concorrenzialità politica riprodotta imporrà di sempre più ridurre il gap fra idealità e praticabilità dei programmi messi in circolazione dai partiti e praticare un più marcato ed effettivo riscontro fra programmi (e non bizantismi od arabeschi) pratiche governative e relativi consuntivi! Quindi ciò che eventualmente dovrebbe fare la differenza e/o che rende più efficace un sistema rispetto ad un altro è rappresentato da quanto esso stesso riesce per riprodotto concorrenzialità a contrastare ogni rischio di monopolizzazione (proporzionalisti) o bipolizzazione (maggioritari, Presidenziali, Semipresidenziali ed affini) unica prerogativa dei soliti obsoleti modelli che lasciando sul campo illimitata deterrenza per mancanza di suddetta concorrenzialità politica! Inoltre, la democraticità è uno dei fattori che tutela il semi alterno, considerata attraverso vari parametri di valutazione: oltre ad un corretto rapporto fra governabilità, rappresentatività, economia di gestione, bisognerà valutare anche il senso di appartenenza ingenerato nel suo complesso (inclusivo od esclusivo), ovvero l'integrazione che l'economicità gestionale complessiva nei vari suoi aspetti determinerà. Partendo dal propositivo (dispendio in energia ed economia per campagne elettorali!) e su fino al governativo e suo consuntivo, quale essenziale termine di paragone. Così come bisognerà procedere a raffronti con altri precedenti esercizi-legislature, quanto paragoni esterni rapportando aspetti con altri Paese in riferimenti a: P.i.l. reale; Reddito medio; Welfare; Differenziale di reddito fra minino e massimo dei cittadini, Potere d'acquisto effettivo; Grado di militarizzazione poliziesca; grado di inquinamento riprodotto, Tutela della salute e salubrità alimentare; Grado di Sicurezza sul lavoro; Tempo libero che concede, Tempi necessari (in giorni) per aprire una nuova impresa! Grado di soddisfazione, di Coerenza rispetto al mandato, "Qualità della vita e vita di qualità", ecc... REFERENDUM Un istituto referendario concepito nell'era (più o meno) del lumino ad olio in quel 1946 e dintorni, ovvero lo scorso millennio! Non potrà mai calzare una realtà post-industriale mass-mediale e “CIVILTA'” degli ACCESSI” iper-accelerata dall’ O… O… all’ E… E… (per quanto riguarda le modalità di trasferimento delle informazioni) quale è la nostra; quella che noi tutti, in prima persona quotidianamente viviamo. Allora, indifferibilmente risulta riequilibrare gli attuali rapporti anche per quanto riguarda i referendum dove, si necessitano sostanziali e procedurali adeguamenti. L'era della monocultura e monocoltura deve considerarsi esaurita. Quindi, non si possono più trovare soluzioni per isolamento... la sfera umana dalla biologica, e via dicendo, ecc. Propugnare il libero mercato, quanto ogni politico continua formalmente (ad ogni tornata elettorale si continuano a ripetere le medesime cose senza mai cambiare niente e si riprogetta il solito ponte di Messina!) propagandare ai quattro venti non può essere sufficiente per reputarsi "integri" liberal - democratici quando, per non continuare a vilipendere la ragione bisognerebbe introdurre i medesimi criteri anche a livello istituzionale! Allora, se si impongono rinnovamenti normativi, costituenti questi debbono avvenire sia per gli aspetti strutturali elettorali, istituzionali: quindi alle interfacce elettorali acquisendo modelli cittadincentrici e sistemocentrici, così come dovrebbe accadere per l'istituto referendario dove appunto, oltre all'abrogativo, vi bisognerebbe aggiungere il propositivo! Anche qui, si debbono abbattere i muri ed aprire gli accessi in modo da ri-equilibrare quanto di "sfasato" e/o da rottamare persevera: l'obsolescenza! Se progresso ha significato e significa aumentare: "entitlements & provisions" altrettanto coerentemente si dovrà propugnare per gli aspetti istituzionale con particolare riferimento al referendum esistendo digià l'abrogativo, bisognerà "completarne il ciclo", acquisendone il propositivo e per poi, entrambi aprirli ad un vero mercato opzionale articolandoli diversamente... per mantenere il tutto sempre aperto a nuovi stati nascenti! Si continua a pretende