LAccordo di pace in Kossovo
Z, Luglio '99
di Noam Chomsky
Il 24 Marzo, gli USA hanno spinto la NATO ad iniziare il pestaggio della Repubblica Federale Yugoslava (RFY, Serbia e Montenegro), incluso il Kossovo che la NATO considera una provincia serba. Il 3 Giugno la NATO e la Serbia hanno raggiunto un accordo di pace. Gli Stati Uniti hanno proclamato la vittoria, avendo concluso con successo "la battaglia di dieci settimane per costringere Milosevic ad abbozzare" ha scritto Blaine Harden sul New York Times. Non sarà quindi necessario usare le forze di terra per "ripulire la Serbia" come Harden aveva raccomandato in un articolo di fondo dal titolo "Come ripulire la Serbia". Tale suggerimento era da considerarsi normale, alla luce della storia americana, dominata dal tema della pulizia etnica dalle sue origini ai giorni nostri, con imprese celebrate con il nome che viene dato agli elicotteri dassalto e ad altre armi di distruzione. Va tuttavia fatta una considerazione: il termine "pulizia etnica" non è veramente appropriato: le operazioni di pulizia degli USA sono state ecumeniche. LIndocina e il Centro America ne sono due recenti dimostrazioni.
Mentre ha dichiarato la vittoria, Washington non ha ancora dichiarato la pace: il bombardamento continua sino a che i vincitori stabiliscono che laccordo sul Kossovo è stato imposto. Allinizio il bombardamento era stato fatto passare come un fatto di importanza cosmica, una prova di Nuovo Umanesimo in cui le "nazioni illuminate" (i loro ministeri degli esteri) aprivano una nuova era della storia umana guidata da "un nuovo internazionalismo dove la repressione brutale di interi gruppi etnici non poteva essere tollerata" (Tony Blair). Le nazioni illuminate sono gli Stati Uniti e i loro soci britannici, forse anche qualcun altro che si aggiunge alla loro lista di crociati per la giustizia. Apparentemente la qualifica di "nazioni illuminate" viene conferita per definizione. Non si vede alcun tentativo di fornire prove o argomenti a sostegno, sicuramente non dalla loro storia. Questultima, in ogni cosa che succede, è considerata irrilevante dalla familiare dottrina del "cambiare il corso", regolarmente invocata nelle istituzioni ideologiche per spedire il passato nel più profondo abisso dei buchi di memoria, per contenere la minaccia che qualcuno possa fare la domanda più ovvia: con istituzioni e distribuzione del potere sostanzialmente immutati, perché ci si dovrebbe aspettare un cambiamento radicale in politica, a parte qualche aggiustamento tattico ? Ma certe domande sono fuori dellordine del giorno. " Sin dallinizio il problema Kossovo ha più o meno significato come dobbiamo reagire quando accadono brutte cose in posti poco importanti" ha spiegato lopinionista Thomas Friedman sul New York Times, appena è stato annunciato laccordo. E va avanti tessendo le lodi delle nazioni illuminate per aver perseguito i loro principi morali che "una volta iniziata lespulsione dei provochi, ignorare il Kossovo sarebbe stato un errore e perciò usare una massiccia guerra aerea per un obiettivo limitato era lunica cosa sensata". Una minore difficoltà riguarda il fatto che la preoccupazione per " lespulsione dei profughi" potrebbe non essere stato il motivo della "massiccia guerra aerea". "LAlto Commissariato dellONU per i Rifugiati (UNHCR) ha registrato i primi profughi dal Kossovo (4000), il 27 Marzo, tre giorni dopo linizio dei bombardamenti. Il passaggio di frontiera è cresciuto sino al 4 Giugno, raggiungendo il totale di 670 mila nelle regioni confinanti (Albania, Macedonia), con circa 70,000 in Montenegro (nella Federazione Yugoslava), e 75.000 partiti per altre nazioni. Le cifre, sfortunatamente troppo familiari, non includono il numero sconosciuto di coloro che si sono spostati allinterno del Kossovo, qualcosa come 2-300.000 negli anni precedenti i bombardamenti, secondo la NATO, molti di più in seguito.
Indiscutibilmente la "massiccia guerra aerea" ha fatto precipitare una precisa escalation di pulizia etnica e altre atrocità. Tutto ciò è stato ampiamente riferito dai corrispondenti presenti sul posto e nelle analisi retrospettive della stampa. Lo stesso quadro viene presentato nei due maggiori documenti che cercano di ritrarre il bombardamento come reazione alla crisi umanitaria in Kossovo. Il più completo, fornito dal Dipartimento di Stato in Maggio ha lefficace titolo di "Cancellare la storia: la pulizia etnica in Kossovo"; il secondo è il capo daccusa a Milosevic e ai suoi complici, del Tribunale Internazionale sui Crimini di Guerra in Yugoslavia dopo che USA e Gran Bretagna "hanno aperto la strada ad un apprezzabile e veloce messa in stato di accusa con il fornire (al procuratore Louise Arbour) laccesso al materiale segreto e ad altre informazioni a lungo negatele dagli altri governi occidentali" scrive il New York Times , con due intere pagine dedicate allincriminazione. Entrambi i documenti affermano che le atrocità sono iniziate "allincirca il 1 Gennaio". In entrambi, tuttavia la cronologia dettagliata rivela che le atrocità sono continuate più o meno sino a quando i bombardamenti hanno condotto ad una precisa escalation. Questo, sicuramente, non sorprende. Il comandante generale Wesley Clark, allo stesso modo, descrive queste conseguenze come "interamente prevedibili"- unesagerazione, naturalmente; niente nei fatti umani è così prevedibile, sebbene uninfinità di prove ora disponibili, rivelano che quelle conseguenze erano state previste,per motivi di facile comprensione e senza laccesso a informazioni segrete.
Un piccolo elenco degli effetti della "massiccia guerra aerea" è stato offerto da Rober Hayden, direttore del Centro di Studi Russi ed Est Europei dellUniversità di Pittsburgh: "Il numero dele vittime tra i civili serbi nelle prime tre settimane di guerra era maggiore di quello delle vittime di entrambe le parti in Kossovo nei tre mesi precedenti linizio di questa guerra, e già quei tre mesi venivano ritenuti essere una catastrofe umanitaria" Evero che questi particolari rilievi sono di poco conto, nel contesto della isteria sciovinista agitata per demonizzare i Serbi e che ha raggiunto livelli inauditi, per il fatto che prendere apertamente a bersaglio dei bombardamenti la società civile ha avuto bisogno di giustificazioni di un certo fervore.
Per fortuna, almeno un suggerimento per una risposta più credibile alla retorica questione di Friedman, è stato fornito dal Times nello stesso giorno, in un reportage da Ankara di Stephen Kinzer.
Egli scrive che "i più conosciuti sostenitori turchi dei diritti umani sono finiti in carcere" e che le condanne sono avvenute "perché allo stato servive una condizione di tranquillità per raggiungere un accordo pacifico con i ribelli kurdi".
Pochi giorni prima, Kinzer aveva fatto intendere che nella vicenda cera qualcosa in più: "Qualcuno (i Kurdi) dicono di essere stati oppressi dalle leggi turche, ma il governo insiste a dire che hanno garantiti gli stessi diritti degli altri cittadini." Ci si può chiedere se questo rende davvero giustizia a qualcuno dei coinvolti nella più estrema operazione di pulizia etnica attuata a metà degli anni 90 , con decine di migliaia di assassinati, 3500 villaggi distrutti, qualcosa come 2 o 3 milioni di profughi e orribili atrocità facilmente paragonabili a quelle riportate giornalmente nelle prime pagine e attribuite al nemico designato, il tutto riportato nei dettagli dalle maggiori organizzazioni per i diritti umani, ma ignorato. Tutto ciò è stato portato avanti grazie al massiccio sostegno militare degli Stati Uniti , in crescita sotto Clinton, in unescalation di atrocità, e ha incluso la fornitura di aerei, elicotteri dassalto, equipaggiamenti antisommossa e altri mezzi di terrore e distruzione, assieme alladdestramento e al sostegno spionistico fornito ad alcuni dei peggiori assassini. Va ricordato che questi crimini proseguono, negli anni 90, allinterno della stessa NATO e sotto la giurisdizione del Consiglio dEuropa e della Corte Europea dei Diritti Umani, che continuano a rimandare il giudizio contro la Turchia per le sue atrocità sostenute dagli USA. Cè voluta parecchia disciplina per i partecipanti e i commentatori "per non notare" tutto ciò alle celebrazioni del 50 anniversario della NATO, in Aprile. Disciplina particolarmente impressionante alla luce del fatto che la celebrazione era offuscata dalle cupe preoccupazioni sulla pulizia etnica, ufficialmente svolta dai nemici designati e non dagli stati illuminati impegnati a ridedicarsi alla loro tradizionale missione di portare giustizia e libertà ai popoli che soffrono nel mondo e a difendere, se necessario con la forza, i loro diritti , in nome del Nuovo Umanesimo.
Questi crimini, per essere sicuri, sono solo lillustrazione della risposta data dagli stati illuminati alla questione profonda di "come possiamo reagire quando brutte cose avvengono in posti poco importanti". Dobbiamo interporci alla crescita dellatrocità, non "guardando da unaltra parte" con una "doppia morale" alle comuni violazioni quando certi fatti marginali ci vengono scortesemente presentati. Succede pure che la missione condotta in Kossovo, come si è rivelata chiaramente nel corso degli eventi, sebbene non la versione riflessa attraverso il prisma dellideologia e della dottrina, che non tollerano allegramente losservazione che la conseguenza della "massiccia guerra aerea" è il cambiamento da un anno di atrocità del tipo di quelle (appoggiate dagli USA) in Colombia negli anni )90, ad un livello che si potrebbe avvicinare alle atrocità della NATO in Europa se i bombardamenti, negli anni 90, continuassero.
Le schiere che marciano da Washington, tuttavia, sono le solite: mettere concentrarsi con la lente a laser sui crimini del nemico ufficiale e non permettersi di essere distratti da crimini analoghi o peggiori che potrebbero essere facilmente ridotti o eliminati grazie allimportante ruolo svolto dagli stati illuminati che li fanno continuare o crescere quando i loro interessi di potere glie lo suggeriscono. Obbediamo agli ordini e, quindi, rimaniamo sul Kossovo. Unanalisi un po seria sullaccordo del Kossovo deve riconsiderare lopzione diplomatica del 23 Marzo, il giorno prima della "massiccia guerra area" e paragonarla allaccordo raggiunto tra Serbia e NATO il 3 Giugno.
Dobbiamo distinguere due versioni: 1- i fatti e 2- come li ha rigirati la versione NATO-USA che inquadra rapporti e commenti negli stati illuminati.
Persino la lettura più superficiale rivela che i fatti e la loro versione stravolta differiscono nettamente. Per questo il New York Times ha presentato il testo dellaccordo con il sottotitolo : "Due piani di Pace : ecco le differenze" I due piani sono quello di Rambouillet presentato alla Serbia come "o lo accetti o ti bombardiamo "il 23 Marzo , e lAccordo di Pace del Kossovo del 3 Giugno . Ma nel mondo reale ci sono tra "piani di pace" due dei quali erano sul tavolo il 23 Marzo: lAccordo di Rambouillet e la risposta ad esso del Parlamento Serbo. Cominciamo con i due piani di pace del 23 Marzo, domandoci in che cosa erano diversi e come siano paragonabili allAccordo di Pace del Kossovo del 3 Giugno, poi occupiamoci brevemente che cosa ci possiamo ragionevolmente aspettare quando infrangiamo le regole e prestiamo attenzione ai (numerosi) precedenti.
Laccordo di Rambouillet richiedeva la completa occupazione militare e il controllo politico della NATO sul Kossovo, nonché loccupazione, a tutti gli effetti del resto della Yugoslavia, a discrezione della NATO. La NATO deve "costituire e dirigere una forza militare (KFOR) dentro e intorno al Kossovo "operante sotto lautorità e soggetta alla direzione e al controllo politico del Consiglio Atlantico (NAC) attraverso la catena di comando NATO"; " Il comandante della KFOR è lautorità suprema nel teatro a cui si riferisce questo capitolo [Implementazione dellAccordo] e le sue decisioni sono vincolanti per tutte le parti e le persone"" (una condizione irrilevante. In un breve programma di tempo tutto lesercito yugoslavo e la Polizia si devono sistemare in "siti di acquartieramento approvati" e , quindi, ritirarsi in Serbia, salvo piccole unità assegnate a compiti di dogana con armamento limitato ( il tutto specificato nei dettagli). Queste unità si limiteranno a difendere le frontiere dagli attacchi e a "controllare illeciti sconfinamenti", e non gli sarà permesso di spostarsi nel Kossovo al di fuori di questi compiti.
"A tre anni dallentrata in vigore di questo accordo, un congresso internazionale sarà convocato per stabilire lassetto finale del Kossovo." Questo paragrafo è stato regolarmente interpretato come una convocazione del referendum per lindipendenza, non menzionato.
Rispetto al resto della Yugoslavia. I termini delloccupazione sono stabiliti più avanti, nellappendice B) Status della Forza di Implementazione Militare Multi-Nazionale. Il paragrafo fondamentale recita : 8- Il personale NATO godrà, assieme ai suoi veicoli, natanti, aeromobili ed equipaggiamento, di libero, illimitato e incontrastato accesso attraverso la Federazione Yugoslava, compresi i suoi spazi aerei e acque territoriali. Questo include, ma non si limita a questo, al diritto di bivacco, manovra, acquartieramento e utilizzo di qualsiasi area o attrezzatura, per supporto logistico, addestramento, operatività. Il resto detta le condizioni che permettono alle forze NATO e ai loro dipendenti di agire come meglio credono sul territorio della Federazione Yugoslava, senza obblighi o preoccupazioni per le leggi della nazione e le sue autorità, alle quali, tuttavia, viene richiesto di aderire agli ordini della NATO "in via prioritaria e con tutti i mezzi appropriati". Una clausola stabilisce che :"tutto il personale NATO rispetterà le leggi yugoslave" ma con un aggiunta che la vanifica : "se ciò non pregiudica gli altri privilegi e immunità previsti in questa appendice". Si è sospettato che le cose siano state redatte in maniera da renderne sicuro il rifiuto. Forse è così. Edifficile immaginare che una qualsiasi nazione possa accettare tali termini, a meno che non riguardino una resa incondizionata. Nei numerosi reportage della guerra, si possono trovare pochi riferimenti allAccordo che siano vicini alla verità, in particolare per quello che riguarda la citata Appendice B.
Lultima parte, comunque è stata riportata tanto in fretta per farla diventare irrilevante ai fini di una scelta democratica. Il 5Giugno, dopo laccordo di pace del 3, il New York Times ha riportato nelle clausole dellAccordo di Rambouillet "una forza esclusivamente NATO avrebbe avuto il permesso totale di andare ovunque avesse voluto in Yugoslavia, al riparo da qualsiasi processo legale" citando anche il testo. Evidentemente, in assenza di spiegazioni chiare e ripetute dei termini basilari di Rambouillet , è stato impossibile per lopinione pubblica avere una qualche verosimile comprensione di cosa stava accadendo o controllare la precisione della nuova versione dellAccordo del Kossovo, preferita alla precedente . Il secondo piano di pace fu presentato come risoluzione del Parlamento Serbo il 23 Marzo.
Lassemblea respinse la richiesta di occupazione militare della NATO e si rivolse allOSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) e lONU per raggiungere un accordo diplomatico.
Condannò il ritiro della missione di controllo in Kossovo dellOSCE ordinata dagli Stati Uniti per preparare i bombardamenti del 24 Marzo. Le risoluzioni chiedevano negoziati che conducessero "ad un accordo politico per unampia autonomia per il Kossovo e la Metohija [nome ufficiale della provincia], con la sicurezza di una piena uguaglianza di tutti i cittadini e le comunità etniche e il rispetto della sovranità e integrità territoriale della Repubblica Serba e la Federazione Yugoslava."Inoltre, sebbene "Il Parlamento Serbo non accetti la presenza di forze militare straniere in Kossovo e Metohija, Il Parlamento Serbo è pronto a rivedere le dimensioni e le caratteristiche della presenza internazionale in Kosmet [Kosovo/Metohija] per portare avanti laccordo raggiunto immediatamente dopo la firma dellaccordo politico di autonomia accettato dai rappresentanti di tutte le comunità nazionali che vivono in Kossovo e Metohija." Le parti essenziali di queste decisioni sono riportate sui maggiori servizi via cavo e, quindi sicuramente a conoscenza di ogni redazione. Parecchie ricerche in database hanno trovato scarsi riferimenti, nessuno nella stampa nazionale e nelle maggiori riviste.
I due piani di pace del 23 Marzo rimangono perciò sconosciuti a gran parte dellopinione pubblica, persino il fatto che ce ne fossero due e non uno.
La linea standard è :"Milosevic rifiuta di accettare o solo discutere una pace internazionale (cioè lAccordo di Rambouillet) è ciò che ha fatto iniziare i bombardamenti NATO del 24 Marzo" (Craig Whitney, New York Times), uno dei tanti articoli che deplorano la propaganda serba propaganda sicuramente senza alcun dubbio ma con una certa dose di trascuratezza.
Così come erano intese dal Parlamento Serbo, le risposte sono ben conosciute dai fanatici, risposte diverse, a seconda del tipo di fanatici siano. Per altri ci dovrebbero essere modi di trovare le risposte : esplorare tutte le possibilità. Ma gli stati illuminati hanno preferito non seguire questa opzione; meglio bombardare, con le conseguenze previste.
Ulteriori passi del processo diplomatico e il loro riflesso sulle istituzioni dottrinali meritano attenzione, ma in questa sede non me ne voglio occupare, piuttosto ritorno allaccordo del Kossovo del 3 Giugno.
Come ci si poteva attendere, è un compromesso tra i due piani di pace del 23 Marzo. Sulla carta, almeno, NATO/USA hanno abbandonato la loro maggior richiesta, sopra citata, che aveva condotto la Serbia al rifiuto dellultimatum.
La Serbia, da parte sua, ha accettato "una presenza di sicurezza internazionale con partecipazione sostanziale della NATO [la quale ] deve essere impiegata sotto un comando unificato e un controllo sotto gli auspici dellONU" Un aggiunta al testo stabilisce che "il contingente russo non sarà sotto comando NATO e le sue relazioni con la presenza internazionale sarà stabilita da importanti accordi addizionali" Non ci sono termini che permettano laccesso al resto della Yugoslavia per la NATO o altre "forze di sicurezza internazionali "in generale. Il controllo politico del Kossovo non è in mani NATO ma in quelle del Consiglio di Sicurezza dellONU, che stabilirà "unamministrazione ad interim" La ritirata delle forze yugoslave non è specificata nei dettagli di Rambouillet, ma è simile sebbene più affrettata. Il resto sta nel quadro dei due piani del 23 Marzo.
Il risultato suggerisce che le iniziative diplomatiche potevano essere seguite il 23 Marzo, evitando una terribile tragedia umana che si ripercuoterà in Yugoslavia ed altrove e che è, sotto molti punti di vista, di lugubre auspicio.
Per essere precisi, la situazione attuale non è quella del 23 Marzo. Un titolo del Times, il giorno dellAccordo del Kossovo, se ne accorge con precisione: "I problemi del Kossovo sono allinizio" Tra gli "incredibili problemi" in agguato, Serge Schmemann osserva che il rimpatrio dei rifugiati "alla terra delle ossa, delle ceneri e delle tombe che un tempo fu la loro terra" e "la sfida enormemente costosa di ricostruire leconomia devastata del Kossovo, del resto della Serbia e dei paesi vicini" Egli cita la storica balcanica Susan Woodward del Brookings Institution, che aggiunge " tutta la gente che vogliamo aiutare a rendere il Kossovo sicuro, è stata distrutta dagli effetti dei bombardamenti" lasciando il controllo nelle mani del KLA (Kosovo Liberation Army). Gli Stati Uniti hanno severamente condannato il KLA come "gruppo indiscutibilmente terrorista" quando cominciò ad effettuare attacchi organizzati nel Febbraio 98, azioni che Washington stigmatizzò "molto duramente" come "attività terroristiche", dando probabilmente via libera a Milosevic per la dura repressione che condusse allo Stile Colombia prima che i bombardamenti precipitassero lescalation mirata. Questi "incredibili problemi" sono nuovi. Sono gli "effetti dei bombardamenti" e la virulenta reazione serba ad essi, sebbene i problemi che precedessero il ricorso alla violenza da parte degli stati illuminati erano piuttosto minacciosi. Passando dai fatti alla loro versione stravolta, i titoli esaltano la grande vittoria degli stati illuminati e dei loro leader che hanno costretto Milosevic a "capitolare" ad "abbozzare" ad accettare una "forza diretta dalla NATO" e ad arrendersi "così incondizionatamente che nessuno avrebbe mai potuto immaginare" sottoponendolo ad un "accordo peggiore del piano di Rambouillet che aveva respinto". Non è esattamente ciò che è avvenuto ma qualcosa di più comodo della verità. Lunico argomento serio dibattuto è se questo dimostri che il potere aereo da solo possa raggiungere alti propositi morali , o se, come affermano i critici ammessi al dibattito, ciò non è stato ancora dimostrato. Muovendosi verso significati più ampi , "leminente storico militare" dInghilterra John Keegan, "vede la guerra come una vittoria, non solo per la forza aerea ma per il Nuovo Ordine Mondiale proclamato da Bush dopo la Guerra del Golfo" scrive lesperto militare Fred Kaplan . Keegan ha affermato che " Se Milosevic realmente è un uomo sconfitto, tutti i suoi emulatori nel mondo devono riconsiderare i loro piani."
La valutazione è realistica, sebbene non nei termini che Keegan ha in mente: piuttosto, alla luce dei veri scopi e significati del Nuovo Ordine Mondiale, come rivelato da un importante documento registrato degli anni 90 che resta non pubblicato, con in più levidenza dei fatti che ci aiuta a capire il vero significato de "gli emuli di Milosevich nel mondo"
Semplicemente per mantenere la regione balcanica, la critica non tiene conto della pulizia etnica e delle atrocità allinterno della stessa NATO, sotto giurisdizione europea e crescente sostegno USA, e che non è stata condotta come risposta ad un attacco dei più potenti eserciti del mondo, sotto la minaccia di uninvasione. Tali crimini trovano legittimità nelle regole del Nuovo Ordine Mondiale, forse anche meritevole, così come lo sono le atrocità che, altrove si conformano agli interessi che stanno a cuore ai leader degli stati illuminati e che vengono regolarmente aiutate quando è necessario dagli stessi leader. Questi fatti, non tanto sconosciuti, rivelano che nel "nuovo internazionalismo.. la brutale repressione di interi gruppi etnici" non sarà semplicemente "tollerata" ma attivamente accelerata, esattamente come nel "vecchio internazionalismo" dellEuropa, degli USA e di altri illustri predecessori.
Dato che i fatti e la loro versione stravolta differiscono nettamente, si può arguire che i media e gli opinionisti siano realistici quando presentano la versione USA/NATO come se fosse lunica verità. Diventa La Verità come semplice conseguenza della distribuzione del potere e della volontà di aggiustare le opinioni per servire i propri interessi. Eun fenomeno regolare. Esempi recenti riguardano il Trattao di Pace di Parigi del 1973 e gli Accordi di Esquipulas dellAgosto 1987. Nel primo caso gli USA furono costretti a sottoscrivere il fallimento dei bombardamenti di Natale diretti a costringere Hanoi ad abbandonare laccordo USA Vietnam dellOttobre precedente. Kissinger e la Casa Bianca annunciarono improvvisamente in completa lucidità che avrebbero violato ogni elemento significativo del Trattato che stavano per sottoscrivere , presentando una differente versione che veniva usata negli articoli e nei commenti, in modo che quando il Nord Vietnam, alla fine, avesse risposto alle gravi violazioni USA dellaccordo, divenisse lincorreggibile aggressore che doveva essere, ancora una volta, punito. La stessa farsa/tragedia avvenne quando i presidenti Centroamericani raggiunsero laccordo di Esquipulas (spesso chiamato "Piano Arias") nonostante la forte opposizione USA. Tutto ad un tratto Washington incrementò metodicamente le sue attività belliche, in violazione di uno degli "elementi irrinunciabili" dellAccordo, quindi procedette a smantellare con la forza le altre condizioni previste, conseguendo il successo in pochi mesi e continuando a minare ogni ulteriore sforzo diplomatico sino alla vittoria finale. La versione di Washington dellAccordo, che deviava nettamente da esso negli aspetti fondamentali , divenne la versione accettata. Il risultato potè quindi essere proclamato nei titoli come "Vittoria del Fair Play USA" con gli Americani "Felicemente Uniti" coprendo la distruzione e lo spargimento di sangue, superati entusiasticamente "in unera romantica " (Anthony Lewis, titoli del New York Times, che riflettono tutti leuforia generale di una missione compiuta).
E superfluo andare a vedere il seguito di questi e di molti altri casi. Non cè ragione di credere che le cose andranno diversamente nella situazione attuale. Con la solita condizione: dobbiamo accettare che le cose vadano così.