Dalla ODEP alla solidarietà internazionalista:

Il seguente è un breve racconto consegnatoci da un prigioniero politico rispetto a quanto verificatosi prima del trasferimento al carcere di Colina II.

 

Santiago del Cile, 10

febbraio 1999

 

ALLA OPINIONE PUBBLICA

- Convincetevi, siete vinti ! -, gridava il colonnello Edmundo Letelier, mentre conduceva, vestito da civile, l'operazione repressiva.

L'operazione era stata preparata settimane prima, quando, attraverso alcune dichiarazioni alla stampa si era creato un ambiente propizio, di tensione, riferendosi a possibili sommosse dei prigionieri con presa di ostaggi.

L'atteggiamento del personale della gendarmeria dopo tali dichiarazioni era stato di costante provocazione, provocazione che culminava con una discussione in cui un compagno colpiva per difendersi il capitano della gendarmeria Cornejo. Successivamente, con l'aiuto di varii guardiani, lo stesso Cornejo bloccava il prigioniero politico e lo faceva portare in una cella di isolamento.

Un gruppo di compagni però, resosi conto dei fatti, si dirigeva dalla guardia interna al carcere ed otteneva la liberazione del compagno senza altre discussioni.

Momenti dopo, si presentava sul posto il personale della unità della gendarmeria in assetto antisommossa che iniziava a sparare bombe lacrimogene e ogni tipo di proiettili con fucili e pistole, colpendo alla testa e ad un braccio il compagno Marcelo Gaete, che immediatamente perdeva conoscenza e iniziava a sanguinare profusamente alla testa.

Insieme a 4 o 5 compagni allora siamo saliti al secondo piano senza che il fuoco fosse cessato. Ci rinchiudevamo nei moduli man mano che andavamo occupando i piani del penitenziario, ritirandoci. Questo terminava alle 16:30 nel modulo H-Sud e Nord rimanendo qui rinchiusi. Il modulo J ancora stava ricevendo le visite.

A partire dalle 17:30 con l'uscita dei visitatori del modulo J, si determinava un silenzio totale da parte del comando della gendarmeria. Alle 2:30 della notte del giorno sabato 6 febbraio cominciava l'operazione di repressione con cinque comandanti e un centinaio di uomini antisommossa che penetravano nel modulo J sparando gas lacrimogeno.

Questi riuscivano a rinchiudere rapidamente i compagni nelle loro celle, dopo di che cominciavano a tirarli fuori ad uno ad uno, ammanettandoli, spruzzando ad ognuno gas lacrimogeno al volto, portandoli al piano terreno a suon di colpi e lasciandoli a faccia in giù nel cortile e lì si continuava a picchiarli mentre i prigionieri tossivano e vomitavano.

Il colonnello Edmundo Letelier, vestito da civile, gridava: - Convincetevi, siete vinti ! - Gli uomini antisommossa tiravano calci in faccia ai compagni, calpestavano violentemente le loro teste schiacciando i loro volti contro il pavimento, colpendoli ripetutamente e usando anche i calci dei fucili.

Dopo approssimativamente due ore di tortura che culminavano con immersioni in una piscina di plastica, gli uomini antisommossa ricevevano ordine di radunare i prigionieri politici per provvedere a pestaggi selettivi. I compagni più torturati sono stati quelli del modulo J: Marcos Andrade, Alvaro Rodríguez, Marcelo Villarroel, tra gli altri. Durante ogni tortura si domandava ai prigionieri: - Chi è che comanda ? Chi siamo noi ? e Ricordatevi che siete vinti !!!! -

Parallelamente, verso le 4 della mattina, il comandante cominciava a portare a termine operazioni simili per i moduli H Sud e Nord, applicando anche lì torture selettive. Dopo essere ammanettati, spruzzati di gas lacrimogeni, condotti a colpi fino al cortile, siamo, infine stati condotti sempre a colpi attraverso il cunicolo oscuro alle camionette per il trasporto. Per un tratto di più o meno 150 metri siamo stati condotti ognuno di noi ammanettati con le mani dietro la schiena, con la testa tra le ginocchia e correndo. Ogni volta che uno cadeva erano pedate, colpi di bastone e di calci di fucile da parte degli uomini antisommossa di stanza al carcere di massima sicurezza.

Siamo quindi stati trasferiti a Colina approssimativamente alle 6 della mattina in gruppi di 10, nelle camionette della gendarmeria. Giunti a Colina, siamo stati condotti, sempre nello stesso modo, per un tragitto maggiore, fino alle celle di due metri per due, dove siamo rimasti ammanettati quasi per un'ora ancora (modulo di Colina II, 1, 14 e 12).

Alle 8 sono venuti a toglierci le manette non senza prima averci colpito e dopo aver chiuso la porta della cella, attraverso la finestrella, siamo stati colpiti con altro gas lacrimogeno.

L'operazione è stata condotta personalmente dal colonnello Edmundo Letelier.

Un Prigioniero Politico

 

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CAMPAGNA URGENTE DI FAX

Il Comitato Internazionalista Arco Iris invita tutti coloro che credono ancora nella Giustizia Sociale ad inviare fax di protesta alle seguenti autorità:

Presidente della Repubblica del Cile [Eduardo Frei]: Fax 0056 - 2- 6966952

Ministro degli Interni [Raúl Troncoso]: Fax 0056 - 2 - 6990394

Ministro della Giustizia [Maria Soledad Alvear]: Fax 0056 - 2 - 6964558

Ambasciata Cilena a Roma: Fax 06 - 8841452


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