PINOCHET, Lettera aperta di Don Vitaliano Della Sala al Card. Sodano
da "Il Manifesto", 23 febbraio 1999
A S. E. Card. Angelo Sodano
Segretario di stato di Sua Santità
Signor cardinale,
in questi giorni i mezzi di comunicazione hanno divulgato la notizia che
il Vaticano ha perorato presso la camera dei lord dInghilterra la causa di Pinochet,
invitando il Regno unito a non concedere lestradizione in Spagna dellex
dittatore cileno.
Richiesta avanzata sulla base di motivazioni umanitarie e in considerazione della
salvaguardia della stabilità politica e civile del Cile.
Gli appelli umanitari e ogni tentativo praticato per evitare fratture e spaccature nella
vita civile sono sempre giusti in linea di principio. A volte, però, non sono altrettanto
opportuni e finiscono per apparire come prese di posizione che fanno pericolosamente
inclinare dalla parte sbagliata la bilancia della giustizia e della verità. Non si può
dimenticare che in Cile, come troppo spesso in America Latina è accaduto, la
democratizzazione del paese che ha fatto seguito agli anni bui della dittatura è avvenuta
senza passare per laccertamento inequivoco delle responsabilità e senza che fossero
saldati i conti con la giustizia. Né ci sono garanzie che, se Pinochet facesse ritorno in
Cile, lì verrebbe sottoposto a un giusto processo.
Va ancora aggiunto che né la Gran Bretagna, né la Spagna sono regimi antidemocratici che
non offrono garanzie di imparzialità giuridica e trattamento umano dei processati.
Perché dunque spezzare una lancia a favore di un ex dittatore? Quando un gesto del genere
non può che apparire di parte? Mi viene da pensare che Lei, nunzio apostolico in Cile
mentre Pinochet sterminava senza alcun riguardo "umanitario" oppositori del
regime e non solo, abbia quasi da ricambiare qualche cortesia al vecchio dittatore. Non
ricordo che mi sia mai giunta allorecchio alcuna Sua perorazione presso Pinochet, in
quei frangenti vergognosamente noti della dittatura, in favore delle persone rinchiuse
nello stadio di Santiago, dimenticate nelle camere di tortura o fatte sparire per sempre.
Il documento del papa per la giornata della pace di questanno inizia dicendo che non
cè pace vera senza il rispetto dei diritti umani. Di tutti gli uomini,
reverendissima eminenza, non solo di quei potenti che si dichiarano
"cattolicissimi" e hanno in dispregio la vita umana degli "altri".
E allora, o i documenti e i pronunciamenti dei vescovi e del papa sono chiacchiere, o la
curia romana non è in sintonia con il pontefice, o linteressamento vaticano per
Pinochet è un errore diplomatico che richiede le Sue dimissioni.
Sono un parroco di un minuscolo paese di montagna e so che come ogni cristiano non conto
nulla; però, ogni sera, la recita del Magnificat mi ricorda che Dio rovescia i potenti
dai troni e innalza gli umili.
In comunione e con filiale franchezza.
Don Vitaliano Della Sala *
*parrocchia San Giacomo Apostolo, Sant'Angelo a Scala (Avellino)