Critica situazione nel carcere di massima sicurezza

COMUNICATO URGENTE ALLA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA

 

Oggi venerdì 5 febbraio, verso le ore 16:00, si è generata una situazione di tensione nel carcere di massima sicurezza (CAS) di Santiago. Per ragioni che al momento non si conoscono, un prigioniero politico avrebbe colpito un gendarme, ragione per cui è stato messo in una cella di punizione. I prigionieri politici hanno opposto resistenza e sono riusciti a sottrarlo alla punizione, rinchudendosi con lo stesso nel modulo H del penitenziario. I gendarmi, allora, in assetto antisommossa, sono intervenuti sparando paollottole di gomma e hanno ferito gravemente Marcelo Gaete, un prigioniero politico, per quanto si sa, militante del MIR (Movimiento de Izquierda Revolucionaria) condannato a 20 anni di carcere dalla giustizia militare. Secondo i familiari Marcelo si troverebbeal momento nell’ospedale del penitenziario.

Come avevamo precisato in una precedente dichiarazione, Edmundo Letelier, Direttore Nazionale della Sicurezza e dal 6 di gennaio responsabile del CAS (Cárcel de Alta Seguridad), ha iniziato a sviluppare misure di forza e quanto accaduto ha tutti i connotati di essere stata una provocazione, soprattutto basandosi su alcuni articoli apparsi su un giornale della capitale per tutta la scorsa settimana. Ciò permetterebbe a Letelier di risolvere la situazione creatasi con le mobilitazioni che da circa venti giorni stanno sostenendo un gruppo di prigionieri politici contro la segregazione interna e esterna. Bisogna ricordare che da circa 5 anni i prigionieri politici non possono comunicare con i detenuti di altri moduli né possono ricevere visite di amici, dal momento che solo sono autorizzate le visite di 5 familiari diretti ed ogni quindici giorni.

Alle 19:00 sono stati portati fuori dal carcere ventidue familiari che si trovavano in visita ed è entrato nel penale stesso un gran numero di poliziotti antisommossa. In questo momento si trovano davanti al penitenziario famigliari e amici dei prigionieri politici, per scongiurare un’eventuale punizione, rappresaglie, pestaggi o il trasferimento di prigionieri politici al carcere di Colina, così come è successo in altre occasioni.

A FERMARE LA REPRESSIONE CONTRO I PRIGIONIERI POLITICI !

MAI IMPUNITA’ !

 

ORGANIZZAZIONE DI DIFESA POPOLARE
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