Lettera rodriguista ai prigionieri in sciopero della fame
Dalla Organizzazione di Difesa Popolare "odep@reuna.cl"
Alla solidarietà internazionalista: La seguente lettera è stata inviata dalla dirigente rodriguista Lorena Astorga a Rafael Escorza, Jaime Celis e Fedor Sánchez. Nonostante il ferreo isolamento a cui sono sottoposti i prigionieri politici, abbiamo saputo che da sabato si è aggiunto allo sciopero della fame il prigioniero politico Ramón Escobar Díaz.
fraternamente
Vicky-ODEP
Ai miei fratelli che mantengono la dignità come un principio di vita.
Queste parole ve le scrivo in segno di rispetto e per limpegno infinito della vostra condotta etica che vi vede impegnati in uno sciopero della fame, unica risposta possibile di fronte a tanta ingiustizia ed indifferenza.
Sono tempi complessi quelli che viviamo, perché labbandono e la convenienza dei principi risultano essere uno dei principali richiami di questa società neoliberista e dei potenti. In molti, si sono fatti permeare da questi valori imposti, neutralizzando le loro coscienze in grande misura per lindifferenza di una società addormentata che ha perso la speranza che sia possibile vivere in libertà e giustizia.
Credo che oggi più che mai letica e la dignità siano valori della vita che devono portarci a combattere la politicheria in tutte le sue espressioni.
E la dignità di un uomo e di molti uomini, lalimento quotidiano per rimanere in piedi, costruendo una vita migliore. Molte volte in questi giorni ho pensato allessenza della resistenza e credo che possa trovare sinonimo nellazione, nella libertà.
Non dimenticate che noi siamo i morti di sempre, siamo quelli che siamo disposti a morire per vivere.
Il governo con la sua forma unica di mantenere con lordine lindifferenza, affronta i conflitti sociali con minacce, le stesse che facevano i servi della dittatura: o parli con sottomissione e in ginocchio davanti al potere, o con lappoggio dei neutrali ti annichilo.
Per questo, latteggiamento che mantenete con fermezza sebbene sia nel silenzio della notte, è uno schiaffo ai potenti e alla loro morale.
Il governo minaccia i prigionieri politici e non coloro che sono i responsabili delle violazioni dei diritti umani. Minaccia i lottatori sociali e non coloro che che sono i responsabili dellaccumulazione indiscriminata della ricchezza e amministratori dellingiustizia. Minaccia gli indigeni e non coloro che depredano il bosco e sterminano i popoli originari. Minaccia a coloro che con le mani legate soffrirono la tortura e non i torturatori. Minaccia i familiari dei detenuti, dei desaparecidos, degli assassinati politici e difende i genocidi.
Da questo governo solamente ci si può aspettare menzogne e impunità. Dai settori sociali che si vanno risvegliando, nasce lopportunità di una solidarietà e uno sguardo degno.
Unaltra volta nella storia, come ad altri fratelli, vi tocca lunica alternativa, vivere o morire con dignità. Questa volta avranno la parola i settori sociali, i giovani, i lavoratori e la comunità che vogliano ascoltare, e che facciano della solidarietà un impegno con la propria vita.
Il silenzio è complice dellimpunità di fronte ad atti tanto aberranti come la tortura e il crimine di stato. Per questo, credo che bisogna gridare con le nostre anime e con le nostre coscienze, che i nostri occhi raccolgano gli sguardi di coloro che già non ci sono più, che dalle nostre bocche escano grida di giustizia.
Coloro che difendono questo governo e il suo sistema passeranno alla storia, noi anche, loro per essere i responsabili del mantenimento dellingiustizia, noi per aver lottato per la democrazia, la libertà e la giustizia senza tentennamenti.
Forse oggi questa nitidezza storica non è tanto chiara, però la storia si costruisce in mezzo queste contraddizioni.
Questo governo pretende imporre la negoziazione come terrorista. Vi tortura, vi minaccia con altra repressione, con la strumentalizzazione di tutti i mezzi della comunicazione, ed esige che fermiate lo sciopero della fame e taciate della tortura attraverso i cosiddetti " neutrali" in riunioni segrete.
Questo governo vuole parlare e negoziare briciole per voi, alle spalle dellopinione pubblica e con il bastone nascosto nella mano destra. Vuole negoziazioni segrete per salvare le altre negoziazioni segrete con i fascisti ed i militari.
Noi non negoziamo né conversiamo alle spalle del popolo, perché le nostre richieste di giustizia e libertà sono parte di una lotta comune.
Fratelli, queste parole hanno lo stesso senso della dignità, quando siamo capaci di trasformarle in azione viva, non in suoni della bocca o in lettere inerti, per questo assumo limpegno insieme a molti altri anonimi di essere irremovibili ribelli, di trasformare questa rabbia che germina dal cuore in azioni di denuncia e di libertà.
Dal momento che un pugno di uomini ribelli riscattò dal carcere di massima sicurezza i ragazzi, mi sono convinta che per essere liberi bisogna oensare ed agire con dismisura, con attaccamento agli ideali ed ai principi che gli uomini ribelli, giusti e liberi abbracciano.
Con una rabbia illimitata verso coloro che sostengono il potere
Con un grande impegno tra fratelli
Lorena Astorga, la vostra sorella rodriguista