Dalla Organizzazione di Difesa Popolare (ODEP)
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Ai compagni della solidarietà internazionalista con il popolo Cileno:
Oggi domenica 22 Novembre alle ore 15:00 si è realizzata nel Parco O'Higgins un attività politica e culturale per la Giustizia e la Democrazia, che ha visto la partecipazione massiva di organizzazioni sociali e politiche. Il principale obiettivo era quello di prendere posizione di fronte alla situazione attuale. Vi inviamo a continuazione alcuni passaggi dell'intervento del compagno Patricio Cid, dirigente del Foro per la Democrazia, che ha parlato in nome delle organizzazioni extra-parlamentarie che hanno convocato questa iniziativa.
Vicky-ODEP
PER LA GIUSTIZIA E LA DEMOCRAZIA A COSTRUIRE L'UNITA' DEMOCRATICA DEL POPOLO
Compagne e compagni, amiche e amici: viviamo un momento molto significativo per il futuro del nostro paese. Nel mezzo della crisi economica mondiale che ogni giorno colpisce con maggior forza i settori più poveri della popolazione, il nostro paese passa attraverso una seconda crisi dovuta alla incapacità di risolvere il grave problema della mancanza di democrazia e una terza crisi come conseguenza della non soluzione del problema delle violazioni dei diritti umani. Per l'immensa maggioranza dei cileni è risultato chiaro che la famosa transizione alla democrazia non solo non è terminata, come alcuni sostenevano, ma anzi neanche è mai cominciata.
La responsabilità principale di questa situazione ricade sul governo della "Concertazione dei Partiti della Democrazia", il cui programma si è convertito in carta straccia dal momento che sotto vesti democratiche nasconde l'amministratore burocratico che continua i delineamenti del militarismo e della oligarchia.
La missione fondamentale dei governi della Concertazione era democratizzare la società cilena, però quello che hanno fatto è stato di mantenere il modello economico, istituzionale, culturale e sociale che svilupparono il militarismo e i grandi impresari. Senza dubbio, le ultime indagini segnalano che circa il 70% dei cileni è d'accordo con la necessità di una nuova Costituzione che permetta aprire le porte a un vero sviluppo democratico, convocando a un plebiscito e una Assemblea Costituente. Una percentuale simile di cileni è favorevole a che si stabilisca la verità in relazione ai crimini commessi dalla dittatura e perché ci sia giudizio e castigo per i colpevoli.
In questo contesto, con la consapevolezza di vivere in uno Stato senza una piena democrazia, tutti coloro che hanno denunciato e lottato con diversi mezzi per cambiare questa situazione sono stati pienamente sostenuti dai fatti stessi. Per questo, il Foro per la Democrazia, insieme a centinaia di organizzazioni sociali e politiche, esige l'immediata libertà dei prigionieri politici che oggi si trovano nei carceri di massima sicurezza e esige che, così come il governo della Concertazione ha invocato ragioni umanitarie per salvare Pinochet, attui in coerenza e invochi le stesse ragioni umanitarie per liberare Marcela Rodríguez e María Cristina San Juan, prigioniere politiche che si trovano gravemente malate. Ai personaggi del governo che si sono strappati le vesti difendendo il dittatore Pinochet con l'argomento della sovranità nazionale, diciamo loro che con la stessa forza e decisione assumano un atteggiamento coerente e esigano la libertà dei prigionieri cileni in Peru' e in Brasile.
L'arresto di Pinochet ha tolto la maschera alla destra dittatoriale. Siamo tornati a ritrovarci la destra attaccabrighe e golpista, la destra in cui si mescolano impresari e agenti dei servizi di sicurezza, la destra dove alcuni dei suoi senatori e deputati sono ricercati dal giudice Garzon e non possono mettere un piede fuori dalle nostre frontiere se non vogliono essere arrestati dall'Interpol. Siamo tornati a ritrovarci la destra dittatoriale la cui ragione di essere è la difesa e la riproduzione politica della dittatura. Questa destra golpista, con il beneplacito del governo e dei settori di destra della Concertazione, ha cercato di mettere paura alla società, ai democratici e all'insieme del popolo cileno con il vecchio racconto del "vecchio del saccheggio", minacciando un possibile golpe militare. Quale golpe militare può dare la destra quando le condizioni sociali, politiche, economiche e istituzionali esistenti nel nostro paese sono le migliori che mai potrebbe avere per continuare a sfruttare il popolo e per continuare ad accumulare potere e ricchezze?
Dobbiamo evidenziare con chiarezza che questa destra non solo si è smascherata sul piano nazionale; anche nel piano internazionale ha dimostrato di essere legata a un ottuagenario senza progetto futuro e, per tanto, che è una destra con una enorme debolezza strategica. Per questo non c'è da temerla per il racconto del "vecchio del saccheggio". Il "vecchio del saccheggio" già è stato condannato dal mondo intero e i crimini commessi dal "vecchio del saccheggio" e dai suoi seguaci civili e militari saranno conosciuti e sanzionati dalla storia.
Compagni e Compagne: un nuovo periodo ha inizio. Nei prossimi mesi si definirà se otterremo di avanzare nel processo di democratizzazione del nostro paese o, se al contrario, questo processo retrocederà o si affievolirà. Sulla base dello spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che inizia con il diritto alla sovranità del popolo e il diritto alla democrazia, invitiamo tutti i cileni a organizzarsi e a lottare per erigere con dignità e ribellione il PROGETTO DEMOCRATICO di cui il Cile e noi cileni abbiamo bisogno.
Invitiamo l'insieme dei settori democratici, i settori onesti e i settori vacillanti della Concertazione, invitiamo tutti i cileni, a cominciare di nuovo e a mobilitarci per COSTRUIRE UN PROGETTO VERAMENTE DEMOCRATICO, con un nuovo programma economico solidario che situi al centro delle proprie preoccupazioni gli uomini, le donne, i giovani, bimbi e bimbe del Cile, un progetto basato sull'amore e la speranza.
Il Foro per la Democrazia, insieme alle decine di organizzazioni sociali e politiche, invita a costruire l' "UNITA' DEMOCRATICA DEL POPOLO" sulla base di un progetto che rispetti pienamente i diritti umani, che includa il recupero della sovranità popolare perché l'insieme del popolo cileno ritorni ad essere parte attiva e decisiva nella costruzione del suo destino. Invita a costruire la UNITA' DEMOCRATICA DEL POPOLO che esiga plebiscito, una Assemblea Costituente e una nuova Costituzione e che assicuri la verità e la giustizia, annullando la legge di amnistia e esigendo l'immediata libertà dei prigionieri politici.
Siamo convinti che saremo capaci di rafforzare le nostre organizzazioni sociali e politiche per la UNITA' DEMOCRATICA DEL POPOLO. Siamo convinti che si moltiplicheranno le radio popolari, i collettivi a livello delle università, dei sindacati e dei quartieri, che saremo capaci di lottare a partire dalle nostre rivendicazioni locali e settoriali fino ad ottenere livelli di coordinamento che ci permetteranno di sommare forze per affrontare complessivamente i problemi nazionali. Crediamo fermamente che l'unità sociale e politica dei settori veramente democratici del popolo è possibile.
Avanti, compagni, avanti con tutte le forze della storia!
FORO PER LA DEMOCRAZIA
Santiago del Cile, 22 Novembre del 1998