COMUNICATO STAMPA DEL 10.12.99


STRANI "AFFARI SOCIALI" TRA I RETROSCENA DELLO SFRATTO ALL’OIKOS .

LE FASI DELLA VICENDA.

ANNUNCIATO UN DOSSIER SUI LATI OSCURI DELLE POLITICHE SOCIALI E EDUCATIVE DEL COMUNE


 


Nel Luglio 97 il quotidiano ‘La Repubblica’ pubblicò un elenco di associazioni che, a seguito di regolare istruttoria della competente commissione preposta dal Demanio comunale, erano risultate aventi diritto e per le quali erano in corso le pratiche di assegnazione. Tra queste associazioni c’era l’Oikos. Tant’è che il Comune, in tale circostanza, aveva nominato un consulente esterno per le definizione del canone ricognitivo, che teneva conto delle migliorie che l'associazione aveva apportato alla intera struttura.

I competenti uffici dell’assessorato al Demanio, avevano completato la pratica riguardante l’Oikos.

Agli inizi di quest’anno la ordinanza di assegnazione sembrava pronta per essere firmata. Improvvisamente si registra una incredibile marcia indietro.

La pratica non era più rintracciabile negli uffici. Nonostante la produzione di formale richiesta inviata ai responsabili della associazione non è stato consentito di prenderne visione della istruttoria e di intervenire in essa come previsto dalle vigenti leggi sulla trasparenza amministrativa.

Nel frattempo, la Comunità di Capodarco, che occupa i locali al piano inferiore di via Paolo Renzi, dopo aver infranto i sigilli giudiziari apposti da funzionari del Comune nel 1993 (come peraltro risulta, oltre che dai verbali della Polizia Municipale, anche da dichiarazioni rese alla stampa dagli stessi responsabili della suddetta comunità) si è vista attribuire dalla circoscrizione la realizzazione di un progetto per un finanziamento pubblico attivato dalla L 285 per la tutela dei minori per un importo di 660 milioni, che prevede l'uso degli stessi locali abusivamente occupati.

La polizia municipale del XII Gruppo ha redatto, nel corso degli anni, numerosi rapporti su presunti abusi edilizi di grave entità compiuti dagli occupanti del piano inferiore. Stranamente, però, solo quest’anno gli occupanti del piano inferiore venivano denunciati dall’Ufficio Tecnico competente

Tale circostanza è stata puntualmente segnalata dai responsabili dell'OIKOS per verificare eventuali omissioni del suddetto ufficio negli anni passati, mediante circostanziata denuncia alla Procura della Repubblica.

La Comunità di Capodarco ha recentemente presentato richiesta dei locali di Via Paolo Renzi 55, giacchè la XII circoscrizione ha constatato l’illegittimità della convenzione per la gestione del progetto praticamente già assegnato, in quanto gli stessi non sono stati in grado di fornire alcun contratto per l'utilizzazione dell'immobile segnalato.

Il 16 Novembre l’Oikos inviava al Dipartimento Demanio e Patrimonio la formale diffida a procedere nell’assegnazione di locali alla Comunità di Capodarco, per tre motivi: l'esistenza di una pregressa richiesta da parte dell’Oikos, lo status della Comunità di Capodarco, molto più vicina a una srl che a una associazione di volontariato, l'aver già assegnato il Comune altri locali di sua proprietà a Capodarco, alcuni dei quali ancora occupati abusivamente.

Il 26 novembre, dunque, la disposizione di rigetto della istanza dell'OIKOS con contestuale intimazione di rilascio dei locali.

Il 7 dicembre, infine, la sua notifica presso i locali di via Renzi.

Esaminando con più attenzione la disposizione emanata dal funzionario del Demanio, Luisa Zambrini, ci si rende perfettamente conto che i ‘presunti abusi edilizi’, inoltre non esistono. La vasca antincendio è stata ritenuta perfettamente legittima dal pm al quale era stata presentata denuncia, mentre per la realizzazione di ambienti utilizzando pannelli mobili in legno, non è stata ancora emessa alcuna sentenza.
Ed è comunque facile prevedere quale sarà il giudizio del magistrato.

La modalità utilizzata, inoltre, dalla signora Zambrini nella redazione del provvedimento espongono la stessa all'ipotesi dei reati di omissione, falso e abuso d'ufficio nonché all'inquietante sospetto che il suo comportamento sia stato diretto ad agevolare la Comunità di Capodarco, per interesse privato in atti d’ufficio. L’assessore Stefano Tozzi, rispondendo ad una richiesta inviatagli dal presidente della Commissione Affari Sociali del Comune, Luciano Ciocchetti (tra i primissimi a mobilitarsi contro lo sfratto dell’Oikos) ha dichiarato "Caro Luciano, a seguito della tua nota su "Oikos" l’unico intervento consentitomi dalla normativa vigente è verificare che non vi sia, eventualmente, "fumus persecutionis".
Al di là di ciò, come tu sai, la "Bassanini" pone il procedimento al di fuori della competenza politica"

Secondo l’Oikos, tuttavia, l’unica cosa che il Comune di Roma può fare per non perdere la faccia e dimostrare REALMENTE che non ci sia "fumus persecutionis" nei confronti dell’associazione , sconfessando apertamente il funzionario, aprendo un provvedimento disciplinare nei suoi confronti e revocando immediatamente il provvedimento senza aspettare il giudizio della Magistratura.

Qualsiasi ulteriore tergiversazione sarà interpretata come un atteggiamento apparentemente pilatesco, ma che in realtà è improntato ad arrecare un danno alle attività dell’Oikos.

A seguito della vicenda, l’Oikos chiederà una verifica di tutte le assegnazioni fatte nel Comune di Roma, per verificare se ci siano stati casi analoghi, prendendo lo spunto ad esempio, nei numerosi centri dove, per necessità sono stati fatti lavori di riadeguamento degli spazi occupati (pensiamo solo ai palcoscenici per i concerti, alle pareti divisorie, ecc.) e se anche in quei casi siano state mandate ispezioni .

E ce n’è anche per Rutelli:
Proprio dal suo gabinetto, nell’estate 1999, sono state inviate tre ispezioni nella sede dell’Oikos. Come mai tanto interesse caro Sindaco? Forse non gli è piaciuto il sito speciale che l’Oikos ha dedicato alle sue vicende politiche.

Ma le verifiche che chiederà l’Oikos non si fermeranno qui.

Un dossier su tutti i lati oscuri delle politiche sociali ed educative del Comune di Roma, verrà presentato, nei prossimi giorni al presidente della commissione Affari Sociali del Comune, per avviare una verifica generale del come siano stati spesi i miliardi per migliorare la qualità della vita, affidati ad alcune ben note società e cooperative, tra le quali proprio la Capodarco che con i suoi 12 miliardi di bilancio annuo, sembra fare la parte del leone.


Se vuoi esprimere la tua solidarietà invia questo testo per fax al numero 06/6869673

 

Si esprime la protesta contro la decisione di sfrattare l’OIKOS dalla sua sede di Roma. Tale atto costituisce un ostacolo all’attività di libera informazione, di difesa dell’ambiente e promozione della qualità della vita che i volontari dell’Oikos svolgono per la collettività

Firma
(della persona, dell'associazione o del gruppo)


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