IL GIORNALE
Roma Cronaca
Lunedì 10 dicembre 2000
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L'Oikos scrive a Ciampi per scongiurare lo sfratto della Sede
Una lettera al presidente della Repubblica per tentare in tutti i modi di opporsi allo sfratto. A scriverla è l'associazione Oikos, che da anni opera nel settore dell'0ecologia e della difesa ambientale. I volontari l'8 dicembre scorso hanno ricevuto una letera di intimazione lasciare la sede di via Paolo Renzi 55, che occupano da tredici anni. E immediatamente sono scesi sul piede di guerra, pronti a dar battaglia. «Nel luglio 1997 - racconta il presidente Alfonso D'Ippolito - la giunta rese nota una lista delle associazione che, in seguito a regolare istruttoria della competente commissione preposta al Demanio comunale, avrebbero finalmente ottenuto la regolarizzazione dell'assegnazione dei locali che occupavano. tra queste c'era anche l'Oikos, tanto per concludere la nostra pratica il Campidoglio aveva nominato anche un consulente esterno per la definizione del canone ricognitivo, che avrebbe dovuto tener conto delle migliorie che l'associazione aveva apportato all'intera struttura. E i competenti dell'ufficio Demani avevano portato a termine la pratica, tanto che sembrava mancasse solo la firma dell'assessore Tozzi». Ma poi, secondo l'associazione, c'è stata una marcia indietro. Il fascicolo, infatti non era più rintracciabile negli uffici. «Nonostante formale richiesta non ci hanno permesso di visionare la nostra istruttoria - continua D'Ippolito -, nel frattempo un'atra associazione ha occupato il piano inferiore del nostro edificio, presentando richiesta di attribuzione dello stabile. A quel punto il 16 novembre siamo stati costretti a inviare al dipartimento Demanio e patrimonio una diffida a procedere in tal senso per l'esistenza pregressa di un'analoga richiesta da parte nostra, per lo status di quella comunità, più vicina a una srl che a un'associazione di volontariato, e perché erano già stati assegnati loro altri spazi di proprietà comunale».
La risposta è stata una lettera del Comune, datata 26 novembre, che intimava ad abbandonare via Renzi. «Non ci è rimasto altro da fare - dichiara il presidente - che chiedere al Campidoglio di sconfessare il funzionario responsabile del provvedimento che ha portato al rigettare dell'assegnazione dei locali e allo stesso tempo sollecitare una revoca del provvedimento in attesa del giudizio della magistratura, chiamata a esprimersi sul caso. Ci chiediamo a questo punto se lo sgombero non sia una ripicca nei nostri confronti. L'attività dell'Oikos, infatti, è da sempre basata sulla denuncia di problemi e disservizi in ogni settore». A prendere le parti dell'oikos sono scesi in campo Silvano Moffa, presidente della Provincia, il deputato verde Paolo Cento e il consigliere regionale Francesco Babusci, che hanno presentato una serie di interrogazioni. E il 12 gennaio anche il consiglio circoscrizionale si interesserà della vicenda. «Ma intanto - conclude D'Ippolito - presenteremo un dossier su tutti i "lati oscuri" delle politiche sociali ed educative del Comune al presidente della commissione Affari sociali del Campidoglio affinché avvii una verifica generale su come siano stati spesi i miliardi affidati a società e cooperative, che avrebbero dovuto utilizzarli per progetti mirati a migliorare la qualità di vita dei cittadini».