INTIMIDAZIONE ALLA ATTIVITA' DI DENUNCIA DEL RAPPRESENTANTE IN EUROPA DEL FRENTE PATRIOTICO MANUEL RODRIGUEZ


 


VOGLIAMO DENUNCIARE QUANTO ACCADUTO.

Oggi 13 Novembre, verso le ore 10:00 a Milano nei pressi di Piazzale Duranti, vicino alla Radio Onda d'Urto una pattuglia di carabinieri provvedeva a bloccare per la strada il Rappresentante in Europa dell'organizzazione cilena del Frente Patriótico Manuel Rodirguez. Il comapgno cileno veniva bloccato per strada in compagnia di altri due giovani italiani che lo stavano accompagnando alla stessa Radio Onda d'Urto per una conferenza stampa dove il Rappresentante del Frente Patriótico Manuel Rodríguez avrebbe dovuto denunciare l'assenza di democrazia nel suo paese d'origine, i crimini di lesa umanità commessi dal dittatore Augusto Pinochet Ugarte, l'esistenza dei prigionieri politici e il crescente stato di polizia che vede in Cile minacciate le persone che quotidianamente si schierano in favore del giudizio per il generale Pinochet, oggi detenuto in Londra. Purtroppo però sembra che l'assenza di democrazia non sia solamente un caso cileno, a quanto pare bisognerebbe denunciare l'assenza di democrazia nel nostro paese. Infatti i carabinieri, senza chiedere nessun tipo di documento, esigevano dai due accompagnatori italiani e dal rappresentante cileno che questi si inginocchiassero . . . cosa che avveniva come nelle migliori delle democrazie, puntando le pistole alle tempie . . Ovviamente il Rappresentante del Frente Patriótico Manuel Rodríguez rifiutava di inginocchiarsi in atto di sottomissione, non avendo commesso nessun tipo di reato e non avendo nemmeno ricevuto spiegazioni. Successivamente a quanto pare gli stessi carabinieri cercavano di caricare sull'auto il rappresentante cileno, che ovviamente, memore delle barbarie cilene, offriva resistenza passiva a tale operazione che lo avrebbe privato del contatto con i due testimoni italiani . . Ad un certo punto la situazione è stata tale da permettere ai tre "sventurati" di rifugiarsi all'interno di Radio Onda d'Urto, provvedendo quindi a barricarsi all'interno della stessa e iniziando un programma radiale in diretta. Nei minuti successivi le forze di polizia giungevano in massa, con una presenza di 20 auto della polizia con uomini in assetto di guerra, forniti di giubbotti antiproiettili e quant'altro. La prontezza di spirito dei compagni della Radio e degli accompagnatori era tale da scongiurare un intervento armato delle forze dell'ordine. Giungevano infatti l'eurodeputato Luigi Vinci, insieme a rappresentanti di Rifondazione Comunista e avvocati della Radio. Alla fine la mediazione portava alla consegna dei documenti di identità del Rappresentante del Frente e dei suoi due accompagnatori alle autorità di polizia, alla denuncia da parte delle stesse forze di polizia per oltraggio a pubblico ufficiale e resistenza. Al momento attuale esiste la disponibilità di vari parlamentari in rappresentanza di vari partiti a presentare una interrogazione parlamentare tanto al Parlamento Italiano, quanto a quello Europeo e si stà valutando il dafarsi per le prossime ore. Riteniamo che sia quantomeno sospetta la motivazione fornita dalle forze dei carabinieri di Milano che motivavano il loro intervento con un accoltellamento che sarebbe avvenuto tra albanesi nel Piazzale Duranti poco tempo prima che le forze dei carabinieri intervenissero.

Esistono forti dubbi che si possa trattare di una intimidazione nei confronti del Rappresentante Cileno per la sua attività di denuncia, ma quanto vi è di oggettivo è che oggi 13 Novembre a Milano le forze dell'ordine hanno violato Diritti Umani garantiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata il 10 Dicembre 1948 e ratificata dal governo italiano; in particolare sono stati violati: l'articolo 3 e l'articolo 13 con relazione al diritto alla libertà ed alla sicurezza della persona, l'articolo 4 che stabilisce che nessuno può essere sottomesso a schiavitù né a servitù, e l'articolo 5 che prevede che nessuno può essere sottomesso a trattamenti crudeli, inumani e denigranti (cose per altro imposte con l'inginocchiamento forzato da una pistola puntata alla tempia), l'articolo 6 che prevede che ogni persona ha il diritto al riconoscimento della sua personalità giuridica (violato nel momento stesso in cui le forze dell'ordine non richiedevano documenti di identità), l'articolo 9 che prevede che nessuno possa essere arrestato arbtrariamente e l'articolo 18 e l'articolo 19 che prevedono che ogni persona abbia diritto alla libertà di pensiero e di coscienza e alla libertà di opinione e espressione.

Di fronte ad un tale fatto, chiediamo urgentemente al Minstro degli Interni, Rosa Russo Iervolino, di fornire spiegazione immediata rispetto all'accaduto.

FAX MINISTERO DEGLI INTERNI
(ALL'ATTENZIONE DEL MINISTRO ROSA RUSSO IERVOLINO)
06 - 46 54 95 34

INVITIAMO INOLTRE A FARE PRESSIONE PRESSO LA STAMPA E I MEZZI DI COMUNICAZIONE PERCHE' QUESTO FATTO NON RIMANGA NASCOSTO . . . PERCHE' SI FACCIA INFORMAZIONE E SIMILI EPISODI NON SI VERIFICHINO PIU' !!!

SOLIDARIETA' ADESSO !

COMITATO INTERNAZIONALISTA ARCO IRIS

BRESCIA 13.11.1998


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