From: Coordinamento Nazionale di Appoggio alle FARC-EP cnafarc@tfz.net
Subject: 9 OTTOBRE 1999: ROMA: MANIFESTAZIONE CONTRO L'INTERVENTO MILITARE IN
COLOMBIA
SABATO 9 OTTOBRE 1999
R O M A
ore 15:00
Via Pisanelli 4
Manifestazione Nazionale
Contro l'intervento militare in Colombia
Sit-in davanti all'Ambasciata Colombiana
Per la Solidarietà Internazionale con il
Popolo Colombiano
La Colombia è un paese situato all'estremità nordoccidentale del continente sudamericano ed è padrona di grandi ricchezze ed anche di profonde ingiustizie che hanno portato la sua popolazione ad organizzarsi in modi diversi per lottare per i propri diritti e per difendere la propria vita.
I governanti da sempre hanno utilizzato la violenza come un metodo per accumulare la ricchezza e lo Stato ha fatto permanentemente ricorso al terrorismo come metodo di controllo sociale. Si è così sviluppato un regime profondamente antidemocratico, monopolizzato dai partiti politici che ha impedito con tutti i mezzi lo sviluppo di alternative politiche diverse. Mostra dell'alto grado di intolleranza e della violenza dello Stato è stato lo sterminio fisico di più di 4.000 dirigenti della Unione Patriottica, principale movimento di opposizione in Colombia.
I diversi metodi repressivi: la guerra sporca, gli squadroni della morte, le esecuzioni selettive, le sparizioni, le torture, i massacri, ecc.., applicati con particolare sevizia dalle Forze Armate e dai gruppi paramilitari sono stati assimilati dai manuali nordamericani, ispirati dalla "teoria della sicurezza nazionale".
Nell'applicazione di questa teoria si è continuato ad aggredire militarmente , da più di 35 anni, coloro che in modo pacifico ed utilizzando le vie democratiche, lottavano per la terra ed il diritto di vivere in pace, è così nata la resistenza armata, che con lo scorrere degli anni, l'assenza di democrazia ed il terrorismo di Stato hanno alimentato e convertito nell'unica forma possibile d'opposizione.
Oggi i distaccamenti guerriglieri conducono un processo di cambiamento e di trasformazioni sociali, cercando al tempo stesso una soluzione politica negoziata al conflitto armato attraverso un processo di dialogo e di pace.
Per gli Stati Uniti d'America, l'avanzare del movimento guerrigliero e popolare in Colombia significano una minaccia per la loro egemonia ed ingerenza in America Latina. Per questo cercano di intervenire militarmente, utilizzando argomentazioni false e svianti come la lotta contro il traffico internazionale di narcotici, affare proprio dell'economia di mercato ed il cui principale beneficiario sono appunto gli stessi USA; nelle loro banche si recicla la maggior parte del denaro prodotto ed gli Stati Uniti sono inoltre il principale fabbricante dei costosi prodotti chimici utilizzati nella produzione della cocaina.
Recenti fatti e dichiarazioni di funzionari della amministrazione nordamericana, ci ricordano l'ambiente vissuto poco prima delle invasioni di Granada e Panamá, rispettivamente nel 1983 e nel 1989.
Le evidenze
Nel marzo del 1998 il Generale Charles Wilhein, capo del Comando Sud dell'Esercito degli Stati Uniti, si recò in Colombia. Dopo questo viaggio, il Dipartimento di Stato produsse un documento secondo il quale la guerriglia colombiana avrebbe preso il potere in cinque anni. Questo documento aveva come obiettivo quello di generare la preoccupazione dei paesi limitrofi ed obbligarli, così, a prendere misure contro le guerriglie colombiane. A questo proposito ci furono conversazioni con i paesi di frontiera con la Colombia per indurli a creare una forza multinazionale con capacità di frenare la rivoluzione colombiana.
Questa proposta solamente fu accolta dal governo di Alberto Fujimori che immediatamente militarizzò la frontiera adducendo un problema di sicurezza per il Peru'. Nelle altre zone di frontiera colombiana, si vanno presentando calcolate e perverse campagne per mostrare che la situazione colombiana rappresenta un "pericolo per la regione".
Quest'anno diverse commissioni nordamericane hanno visitato la Colombia, tra loro il Generale McCaffrey, lo "zar antidroga" degli Stati Uniti d'America, che nelle sue aggressive dichiarazioni invitò ad aumentare l'aiuto militare al governo colombiano (secondo al mondo per aiuti ricevuti). Successivamente si diresse ad altri paesi dell'America Latina con il proposito di impegnare popoli e governi della regione in un conflitto che non gli appartiene.
Anche il sottosegretario di Stato per gli affari politici, su diretto incarico del Presidente Clinton, ha visitato la Colombia ed ha espresso la sua "preoccupazione per l'avanzare della guerriglia in Colombia ". Mentre la presidenza del congresso americano si dirigeva a Clinton chiedendogli di "stabilire una base militare in Colombia o nelle vicinanze. "
Alla scarica intervenzionista si è sommata quella dell'estrema destra, della "Fondazione Heritage" argomentando che la Colombia sta cadendo in potere della sinistra. Però alle volte, la dimostrazione più contundente delle intenzioni statunitensi la costituisce l'incidente di un aereo, l'RC-7 De Havillan, che si sa contiene attrezzature per localizzare con precisione, registrare ed analizzare tutto ciò che succeda nello spettro radio-elettrico di un'area previamente selezionata. Successivamente la stampa locale afferma che "il Pentagono aveva iniziato uno spionaggio massivo di tutte le comunicazioni del Blocco Sud delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, in una operazione che coinvolgeva apparecchi nordamericani di alta tecnologia ed il Reggimento Aereo numero 160 delle Operazioni Speciali dell'Esercito degli Stati Uniti".
Tutto ciò è stato in qualche modo confermato dall'assessore alla sicurezza del governo peruviano, che ha recentemente affermato che la CIA gli aveva presentato un piano d'intervento in Colombia attraverso eserciti latinoamericani con l'appoggio dell'aviazione militare nordamericana.
Quali sono i veri propositi nordamericani
Il 22 giugno 1999 il Generale Charles Wilhelm, dichiara davanti alla commissione delle relazioni straniere del senato degli USA "La forza pubblica di Panama no è organizzata, né equipaggiata per affrontare le incursioni degli insorgenti colombiani ". Secondo questo Generale il problema della frontiera tra Panama e la Colombia pone in pericolo la sicurezza del Canale Marittimo.
Dall'altra parte il Generale McCaffrey dopo la visita in Venezuela dichiara che questo paese si sta convertendo in punto nodale del traffico di narcotici. Così le intenzioni dei guerrafondai degli Stati Uniti risultano evidenti: intervenire in Colombia, non compiere i trattati Torrijos-Carter di consegna totale del Canale Marittimo, il 31 Dicembre del 1999 e destabilizzare il Processo Democratico del Venezuela, condotto dal Presidente Chávez.
Convocazione
Di fronte a tale situazione, diverse organizzazioni politiche e sociali della Colombia, dell'America Latina e dell'Europa, hanno convocato per il prossimo 12 Ottobre la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L'INTERVENTO MILITARE IN COLOMBIA, un atto di solidarietà con il Popolo Colombiano, perché si rispetti la sua Sovranità ed il suo diritto alla libera autodeterminazione.
Dobbiamo dire no alla utilizzazione dei Popoli Latinoamericani per aggredire i loro stessi fratelli, no all'intervento militare nordamericano in Colombia.
COORDINAMENTO NAZIONALE DI APPOGGIO ALLE FARC-EP