Rutelli e i suoi rapporti con l’Oikos
"Un uomo politico in stretto contatto con il mondo del volontariato e dell’associazionismo"
I rapporti che le due giunte presiedute da FR hanno avuto con l’Oikos, sono stati caratterizzati da un clima costante di illegalità, nervosa indifferenza, censura, intimidazione.
Taluni atteggiamenti dell’amministrazione capitolina hanno sfiorato il grottesco e sono parsi, agli stessi membri dell’Oikos, incomprensibili e /o palesemente irrazionali, al limite del grottesco.
Nonostante l’Oikos (fondata nel 1979) fosse la più ‘anziana’ associazione di volontariato ambientalista e, soprattutto, la più concentrata sui problemi della città, FR la ha sempre guardata con un certo timore e insofferenza. Le ragioni di tale, progressiva ostilità, sono, probabilmente riconducibili a tre considerazioni: la prima è che l’Oikos si era opposta alla strumentalizzazione politica del movimento verde, che aveva raggiunto il culmine con l’ingresso in massa nella federazione romana di ex demoproletari, ex autonomi ed ex radicali fiancheggiati dalla lega ambiente, avvenuta a cavallo delle elezioni del 1989, il cui alfiere era proprio FR, che sosteneva "la necessità, per i verdi, di avere una forte connotazione politica di sinistra". La seconda ragione è che, a seguito del progressivo deterioramento dei verdi, l’Oikos accentuò la sua autonomia e il giudizio critico su quanti, invece di occuparsi di ambiente, preferivano la corsa sfrenata a qualsiasi poltrona gli venisse offerta. La terza, riguarda l’atteggiamento dell’Oikos di costante denuncia delle illegittimità compiute da tutte le amministrazioni pubbliche, in particolare per quelle perpetrate ai danni dell’ambiente, dei giovani, della qualità della vita.
L’ampio credito che l’associazione ha sempre riscosso nei media, è stato ed è, inoltre, uno degli elementi di maggior disturbo per FR & Co.
Sia l’Oikos che FR, ben sapevano che il sistema di aggiudicazione di appalti pubblici nei settori dell’ambiente e della qualità della vita, procedevano da anni, nella Città Eterna, secondo logiche non propriamente trasparenti. In tutte le gare d’appalto, infatti, i criteri di aggiudicazione sono dettati da regole che lasciano ampia discrezionalità alle commissioni aggiudicatrici.
Il trucco funziona così: una serie di fattori che determinano l’attribuzione dei punteggi utili, sono dettati da criteri, diciamo così oggettivi. Se per aggiudicarsi un appalto occorrono 50 punti, 30 di questi vengono attribuiti, ad esempio, per la quantità effettiva di servizi svolti, titoli pregressi, attrezzature fornite ecc., ma 20 vengono attribuiti alla "qualità" del progetto. "Qualità" che può essere quantificata solo da un giudizio soggettivo delle commissioni senza alcun criterio comprensibile .
Nel 1994
Il Comune fece un bando per la gestione del Parco di Monte Mario . L’avviso pubblico sembrava costruito apposta per la Legambiente Lazio, grande sponsor di FR alle elezioni del 1993. L’Oikos, però, che, di fatto, nel settore ha sempre avuto più titoli acquisiti, maggiore esperienza, migliori attrezzature raccoglieva, comunque la sfida .La procedura di aggiudicazione fu, però, un autentico giallo. La Legambiente, che presentò la domanda in carta semplice (contrariamente ai dettami procedurali) , venne riammessa oltre i termini e invitata a perfezionare la procedura di ammissione in carta legale. L’Oikos viene penalizzata dal criterio di valutazione sulla "qualità" e la commissione sbaglia persino il calcolo aritmetico dei punteggi. L’Oikos ricorre al TAR . Il contenzioso, a tutt’oggi, è ancora aperto .
1995
Nel mese di luglio la giunta comunale concede un contributo per l'incarico di vigilanza antincendio all’ OIKOS Protezione ambientale. L’incarico viene assegnato da un’apposita commissione che aggiudica, dapprima l’importo di 35 milioni. Successivamente una seconda riunione della suddetta commissione riduce, inspiegabilmente a 24 milioni 554 mila il contributo. Negli atti della Giunta Comunale, che approva la delibera, la prima riunione di commissione, viene semplicemente occultata, nonostante che copia dei suoi atti siano in possesso dell’Oikos.
Parte quindi la prima denuncia verso il Sindaco Rutelli, e gli Assessori: Linda Lanzillotta, Domenico Cecchini, Amedeo Piva, Giovanni Borgna, Piero Sandulli, Fiorella Farinelli, Claudio Minelli, Loredana De Petris, Angelo Canale, Esterino Montino, Renzo Lusetti e il segretario Generale del Comune Mario Famiglietti per il reato di abuso e falso in atto d’ufficio. L’indagine in merito è ancora in corso.
1996
Il contributo contestato nel 94 viene erogato l’anno successivo, in due soluzioni per un importo complessivo di lire 13.425.380). L’amministrazione comunale decide di trattenere ben 11.128.620 rispetto al contributo determinato.
La ragioneria comunale inoltre trattiene indebitamente anche il 4% del contributo, operando una procedura a cui non sono sottoposte le associazioni di volontariato. L’Oikos protesta e chiede l’intervento diretto del Sindaco, che, fa orecchie da mercante.
E’ ancora in piedi un procedimento legale per il recupero della somma. Anche tale circostanza viene notificata alla Magistratura .
Nello stesso anno la Giunta comunale, su proposta dell’Ufficio tutela ambiente e dell’Assessore De Petris, affida al WWF delegazione Lazio l’attività di volontariato per la prevenzione del degrado ambientale nelle aree di interesse naturalistico. all’interno del PTP 15/5 nel territorio di Decima-Malafede a svantaggio dell’OIKOS, che nell’area aveva operato, con numerose attestazioni di merito (tra cui il salvataggio della base dell’aeronautica militare di Castel di Decima)
L’Ufficio che ha curato l’istruttoria assegna al WWF 18 punti e all’OIKOS soltanto 17.
L’assegnazione avviene nonostante il WWF non avesse i requisiti per partecipare all’avviso pubblico in quanto sprovvista, dal 1995, dell’iscrizione al registro regionale del volontariato .
L’ OIKOS protesta contro tale decisione facendo tra l’altro notare di essere l’unica associazione a non avere un incarico di vigilanza tra quelle ritenute idonee.
Viene presentato in merito un nuovo ricorso al TAR. Anche in questo caso il contenzioso è ancora aperto .
1997
A gennaio del 1997 l’OIKOS inizia il suo servizio di assistenza e gestione presso il CIG (Centro informagiovani) della XIX Circoscrizione per effetto di una delibera promossa dall’Assessorato alle Politiche educative e formative condotto da Fiorella Farinelli .
La situazione che l’OIKOS trova all’inizio del suo incarico è inquietante. Nel centro della XIX, tra l’altro, non ci sono attrezzature, la banca dati acquistata per centinaia di milioni da una cooperativa di Modena è praticamente vuota. Si scopre inoltre che la trattativa privata applicata per l’acquisto della fatiscente banca dati, è stata applicata anche per la fornitura delle dotazioni hardware, con procedura palesemente irregolare. L’OIKOS segnala il problema e offre numerosi suggerimenti per correggere il progetto eccessivamente costoso ed inefficiente. Ne riceve per tutta risposta un atteggiamento da un parte ostile, dall’altro vagamente rassicurante da parte dell’amministrazione comunale. Si rivolge quindi, direttamente al Sindaco FR con una lettera aperta in cui denuncia lo scandalo. A tale lettera non viene data risposta, né risulta che sia stata inoltrata, per chiarimenti, all’Assessore e agli uffici competenti.
L’amministrazione comunale, inoltre, con deliberazione n.3695 del 26 settembre 1997, affida a trattativa privata, la proroga della gestione della banca dati, con scadenza al 31 dicembre 1997, al CONSORZIO IN & CO. per la somma di L.136.255.000 e non prende neppure in considerazione l’offerta formulata dall’Associazione che intendeva garantire lo stesso servizio a titolo gratuito.
Da un’ulteriore gara d’appalto per la gestione dell’Agenzia informagiovani, l’OIKOS viene esclusa in quanto la gara è rivolta esclusivamente ad organizzazioni commerciali iscritte alla camera di Commercio. (l’OIKOS in quanto organizzazione di volontariato non può avere tale requisito ), con una procedura che si discosta nettamente da quelle sino a quel momento usate per tale affidamento. L’appalto, viene di nuovo affidato al Consorzio Modenese (tra i cui esponenti figura un cognome molto noto in ambienti DS. Coincidenze?)
1998
Nel mese di gennaio l’Oikos viene espulsa arbitrariamente dal servizio informagiovani del Comune di Roma, dopo aver presentato denunce alla Magistratura in merito alle numerose irregolarità riscontrate.
Tali denunce sono sfociate nell’iscrizione al registro degli indagati dell’Assessore Farinelli, di alcuni dirigenti dell’Ufficio delle Politiche Educative e dei dirigenti del Consorzio modenese.
La delibera che non rinnovava la convenzione all’OIKOS, decideva invece per la proroga agli altri Enti gestori che, successivamente si consociavamo, per partecipare in Consorzio, come associazione temporanea di impresa, alla gestione del servizio.
Nel mese di Settembre non viene assegnata all’OIKOS la convenzione per attività di supporto di operatori volontari all'interno dell'archivio Storico Capitolino. L'offerta presentata dall'OIKOS (unica pervenuta in tempo utile) non veniva considerata sufficiente per assegnare l'incarico.
Si decideva la riapertura dei termini e il servizio veniva affidato ad altra organizzazione.
Nel mese di dicembre vengono sospesi arbitrariamente e senza alcuna comunicazione i rimborsi spesa per la campagna antincendio sostenuta dall’Oikos nell’estate precedente. I motivi di tale sospensione, non sono mai stati ufficializzati.
1999
Non vengono erogati i rimborsi per le spese sostenute per un’azione di rimboschimento avvenuta nel 1997. La pratica relativa risulta persa nei meandri della burocrazia comunale.
Nello stesso anno, viene sospesa l’ordinanza di assegnazione della sede operativa dell’Oikos, di proprietà del patrimonio demaniale. Nonostante richieste di accesso ai documenti amministrativi inerenti le procedure seguite dall’Assessorato al Demanio, non è stato mai possibile chiarire le ragioni della sospensione. Negli uffici competenti la pratica è stata a lungo introvabile. Va aggiunto, inoltre, che l’Oikos ha avuto in pre-assegnazione la sede in quanto organizzazione di protezione civile riconosciuta e che la Giunta comunale (Assessore Angelo Canale) aveva già nel 1996 annunciato alla stampa la definitiva regolarizzazione del contratto di locazione.
Nei mesi di aprile, maggio e giugno il Gabinetto del Sindaco invia una serie di ispezioni presso la sede dell’Oikos per verificarne le condizioni igienico-sanitarie, senza che, in base alle vigenti normative in materia di volontariato, ne abbia alcun diritto.
In seguito a ciò viene emessa una denuncia verso l’associazione ‘per la realizzazione di pannelli divisori mobili in legno compensato’. Inutile aggiungere che questo è l’unico provvedimento che, nella città di Roma, viene preso nei confronti di chi occupa locali pubblici.
Nel mese di luglio l’Oikos, per la prima volta in vent’anni, è messa in condizione di non svolgere la sua attività contro gli incendi boschivi in convenzione con il Comune di Roma, a seguito dell’assenza di garanzie sui piani di prevenzione e sul rimborso delle spese. L’Oikos svolge egualmente il servizio in condizioni di autofinanziamento e riceve l’espressione di solidarietà da parte del Presidente della Provincia di Roma .
Ad agosto la giunta delibera di querelare l’Oikos per una serie di documenti apparsi sul sito Internet dell’associazione, contro l’impiego di fondi destinati alla difesa dagli incendi per l’acquisto all’ ACEA di bocchette idriche inutili pagate 5 milioni l’una e rimaste inutilizzate perché completamente inadatte alla bisogna. La spesa sostenuta dall’amministrazione comunale in merito alle inutile bocchette antincendio è stata fatta oggetto di un esposto alla Corte dei Conti .
Nel mese di dicembre l’atto più grave. Un vigile urbano recapita presso la sede operativa dell’OIKOS di via Paolo Renzi una determinazione dirigenziale del Dipartimento Demanio e Patrimonio che ordina all’Oikos il rilascio dei locali. L’atto non ha alcuna motivazione giuridicamente valida ed è inoltre viziato da procedure che non rispettano le norme inerenti l’autotutela amministrativa.
L’Oikos ricorre al TAR. Il contenzioso, anche in tale questione, rimane ancora aperto .
2000
A Marzo l’OIKOS viene ancora una volta esclusa da una convenzione comunale.
Il progetto prevede l’impiego di operatori volontari nella attività di valorizzazione del patrimonio comunale con interventi e servizi vari all’interno delle biblioteche.
L’incarico viene affidato all’ AUSER che si dichiara disposta a svolgere il servizio con 144 operatori ad un importo di 291.792.000 .
L’OIKOS aveva offerto 194.400.000 dichiarandosi disposta a svolgere il servizio con 150 operatori volontari. In merito a tale questione è stato inoltrato un esposto alla Corte dei Conti .
Nel mese di Settembre due Vigili Urbani in divisa pretendono di entrare nella sede dell’Oikos per effettuare non meglio determinati controlli. Il Comando centrale e quello del XII Gruppo dei VVUU, dichiarano di non aver dato alcuna disposizione in merito. I due individui, dopo aver dichiarato che "avrebbero richiamato il giorno dopo" per aver un appuntamento con il responsabile legale dell’associazione, spariscono e diventano, a tutt’oggi, introvabili. Né si sa cosa siano venuti a fare e per conto di chi.
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