TORMARANCIA: UN VOTO CONTRO LA CITTÀ

 Comunicato della direzione dell'Oikos


 


Bene, con un solo voto Rutelli, i diessini e i loro alleati hanno vinto in consiglio comunale. Verdi, Rifondazione e Alleanza Nazionale hanno votato compatti contro la cementificazione del Parco dell'Appia Antica. Persino Forza Italia e CCD non se la sono sentita di subire l'impopolarità di una tale decisione e hanno abbandonato l'aula al momento del voto. La fedeltà agli interessi del cemento da parte del sindaco e dei diessini farà certamente piacere ai costruttori che non mancheranno, a modo loro, di ringraziare. Tuttavia, riteniamo che mai, nella storia recente della nostra città, uno schieramento politico si è trovato di fronte a così tante amare, possibili conseguenze in seguito ad una vittoria tattica. Proviamo ad enumerarne alcune: 

  1. La Destra del Polo non potrà essere più vista come uno spauracchio per giustificare il voto al centro - sinistra. Ha dimostrato di essere attenta ai bisogni della città e alla volontà dei cittadini più di coloro che hanno per anni gridato contro il saccheggio edilizio, salvo comportarsi come si sono comportati una volta al governo della città.
  2. Qualora glie ne fosse rimasta ancora un po', c'è da ritenere che sia andata completamente persa la credibilità personale di un sindaco che, 5 anni fa aveva salvato la sua carriera politica tra i Verdi e adesso si è macchiato della responsabilità storica di alterare definitivamente un patrimonio ambientale di tali proporzioni.
  3. Rifondazione Comunista non avrà più scuse per giustificare la sua presenza in un governo cittadino così apertamente schierato dalla parte dei poteri forti che questo partito combatte a livello nazionale e internazionale, e qualsiasi futuro quadro di alleanze con il centro sinistra, a cominciare dalle prossime elezioni regionali, non potrà non tener conto di quanto è avvenuto
  4. I Verdi, oltre a trovarsi nella stessa condizione di Rifondazione , dovranno sforzarsi molto per rassicurare il loro elettorato superstite che personaggi come Rutelli, cresciuti al loro interno, non abbiano a ripresentarsi sulla scena politica. Ciò implicherà uno sforzo di tutto il partito ambientalista per rifondare la loro identità su solidi principi e strategie coerenti che elimino definitivamente dal loro interno ogni confusione culturale e politica.
  5. Le associazioni ambientaliste, alcune delle quali hanno dimostrato un po' troppa accondiscendenza verso questa giunta comunale, dovranno assumere una posizione più impostata sui principi che dovrebbero difendere che non sui benefici che l'integrazione con il potere gli ha concesso.
  6. I militanti romani DS, che vengono dalla tradizione storica del vecchio PCI che elesse Antonio Cederna nelle sue liste, dovranno affrontare, a livello locale, un'altra grave crisi, di identità storica, politica e ideale . Questo avrà ulteriori conseguenze sull'andamento, già fallimentare, del consenso popolare sin qui riscosso dal loro partito, che rischia una sconfitta rispetto alla quale quella di Bologna è stata una barzelletta.

C'è, inoltre, una considerazione più preoccupante: è possibile che i DS, il maggior partito al governo della città, non abbia fatto la stessa elementare analisi sopra riportata ? E se l'hanno fatta, è possibile che i condizionamenti economici rappresentati dagli interessi dei costruttori, siano stati ritenuti più importanti del rischio di una serie di sconfitte elettorali, della perdita di preziose alleanze, della riabilitazione dei loro avversari politici ?

Una scheda informativa sulla battaglia per Tormarancia e il Parco dell'Appia Antica è disponibile all'indirizzo http://www.oikos.org/ambiente/tormaran.htm


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