LA VERITÀ SULL’AIDS

 

   
 
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Ai lettori del NG, mi sono reso conto che e' bene continuare a scrivere dello AZT, dal momento che anche gli esperti che intervengono sembrano all'oscuro della sua forte tossicita' (circa 1000 volte superiore a quella dichiarata ufficialmente) e soprattutto del metodo fraudolento con cui lo hanno messo in commercio. Per una migliore comprensione, suggerisco di leggere prima il messaggio "Qualche nota sullo AZT", di cui cio' che segue e' la continuazione.

Dal libro di Duesberg "Inventing the AIDS Virus", continuo la traduzione
della parte sullo AZT
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pag. 314



L'INSABBIAMENTO DELLO AZT (THE AZT COVER-UP)

Gli studi in doppio cieco, con i controlli che prendono placebo, sono una pietra angolare della scienza medica. Questo rigoroso standard aureo mette alla prova definitiva ogni promettente nuovo trattamento: quando si applica agli esseri umani, funziona davvero? Se appropriatamente strutturato, un tale studio elimina i pregiudizi dei ricercatori e fornisce i risultati di base. Si seleziona accuratamente un gruppo di persone con la appropriata malattia, quindi il gruppo e' segretamente diviso in due sottogruppi uguali per ogni caratteristica importante. Per provare una terapia per la tubercolosi, per esempio, tutti e due i gruppi di solito contengono lo stesso numero di pazienti. Ad un gruppo si fa il trattamento, all'altro si da' un placebo- una "pillola di zucchero", col significato di un trattamento simulato che appare identico alla stessa terapia. Questo elimina ogni effetto o azione di interferenza dovuta alla psicologia del paziente. Lo studio e' condotto in maniera a doppio-cieco, in modo che ne' i pazienti ne' i dottori sanno chi e' sotto trattamento o chi e' sotto placebo, fino alla fine dello esperimento. In circostanze normali, la fase II dello AZT avrebbe dovuto essere un tale studio a doppio cieco con contolli al placebo. Ma l'intensa pressione politica per approvare un farmaco per l'AIDS, incrementata dalle voci che si diffondevano velocemente nella comunita' omosessuale dei potenti benefici dello AZT, forzarono i funzionari della FDA a prendere scorciatoie. Sebbene lo studio fosse alla fine pubblicato come se fosse stato a doppio cieco con controlli al placebo, esso non lo fu affatto. La tossicita' del farmaco inevitabilmente rese lo studio palese entro poche settimane, essendo gli effetti sui pazienti dolorosamente ovvi. David Barry strutturo' l'intero studio dall'inizio alla fine. Egli fece uso della rete informale di collaboratori scientifici della Burroughs Wellcome (B.W.), selezionando dodici centri medici in tutto il paese per la partecipazione allo studio. Con la fornitura di 10000 dollari per paziente studiato a ciascuna clinica partecipante, indusse il bel numero di 51 ricercatori a saltare a bordo, un gruppo appesantito da vecchi cacciatori di virus colleghi di Barry. Questo solo fatto permise che molti scienziati medici con buone amicizie aiutassero a spostare in suo favore il peso politico, e li blocco' nella loro propria buona disposizione verso lo AZT. Perfino Michael Gottlieb, che aveva riportato i primi 5 casi di AIDS, si uni' al gruppo. Non c'era praticamente istituzione medica del paese non coinvolta e che avrebbe potuto offrire una seconda opinione indipendente. Barry scelse Margaret Fischl, una virologa dell'universita' di Miami, a guidare l'esperimento. Pertanto, la B.W. non solo fu co-autrice dello studio (Drucker, Nusinoff-Lehrman, Segreti, Rogers, Barry), ma finanzio' anche lo studio che serviva per l'autorizzazione a vendere il suo stesso prodotto. Eppure nessuno sembro' far caso a questo palese conflitto di interessi, nemmeno i numerosi ricercatori dello studio non appartenenti alla B.W.; nemmeno la FDA; nemmeno l'editore del New England Journal of Medicine, che pubblico' lo studio. Fu reclutato un totale di 282 pazienti con l'AIDS, alla meta' circa si dava AZT mentre l'altra meta' prendeva il placebo. La prova, condotta nel 1986, prevedeva il trattamento dei pazienti per sei mesi. Dopo quattro mesi i risultati annunciati sembravano stupendi, cosi' meravigliosi, infatti, che lo studio dovette essere fermato prima. Fischl ed i suoi associati decisero che per ragioni etiche non potevano far mancare un tale mirabolante farmaco al gruppo placebo. 19 persone che prendevano il placebo erano morte durante lo studio, comparate al solo morto del gruppo che prendeva lo AZT. 45 persone del gruppo placebo svilupparono malattie opportunistiche AIDS, mentre solo 24 nel gruppo AZT. E mentre il conteggio delle cellule T dei pazienti placebo continuava a declinare, il gruppo AZT vide un temporaneo aumento nelle loro cellule T. Risultati come questi porterebbero un qualsiasi farmaco all'approvazione della FDA. Ma anche una semplice ispezione dei dati pubblicati ufficialmente rivela alcuni problemi sinistri. Lo studio non indica se i pazienti furono selezionati da Fischl e colleghi secondo il loro uso di droghe ricreazionali come eroina o poppers. Dal momento che la maggior parte erano omosessuali maschi, questo potrebbe complicare le cose se, per esempio, il gruppo placebo comprendeva piu' utenti di droghe pesanti. La stessa Fischl ammise che un numero non documentato di pazienti poterono prendere altri farmaci durante lo studio, un fattore che introduceva un altro jolly. Quando il pioniere nella ricerca AIDS Joseph Sonnabend, di New York,

"lesse il rapporto dello studio sullo AZT, ebbe parecchie domande, ma la prima non aveva niente a che fare con lo AZT: perche' erano morti tanti pazienti placebo? 'Ero sospettoso sullo studio fin dall'inizio perche' il tasso di mortalita' era semplicemente inaccettabile', disse. "I miei pazienti semplicemente non morivano cosi' velocemnete e cosi' in tanti'. Sonnabend aveva un'altra difficolta'. Le cause di morte fornite alla FDA non erano in accordo con quelle che erano nella ricerca scritta dalla Fischl per il New England Journal of Medicine. 'Ricerca fatta male', disse Sonnabend."
Tuttavia, prendendo i risultati come sono, emerge una schoccante immagine della tossicita' dello AZT. 66 pazienti del gruppo AZT soffrirono "severa" nausea - una categoria che avrebbe dovuto essere menzionata solo se fosse stata clinicamente seria - comparata ai 25 del gruppo placebo. Tutti i pazienti su AZT videro i propri muscoli consumarsi, mentre solo 3 del gruppo placebo soffrirono questo sintomo. E ben 30 persone nel gruppo AZT sopravvissero solo con trasfusioni di sangue multiple per rimpiazzare le loro cellule del sangue avvelenate, comparati a 5 casi simili tra il gruppo placebo. I meno pubblicizzati "effetti collaterali" dello AZT andarono ben oltre i suoi presunti benefici. Uno studio successivo su quegli stessi pazienti rivelarono che la nitida immagine della Fischl svaniva misteriosamente una volta che tutti furono messi sotto AZT. Entro pochi mesi, il tasso di mortalita' del gruppo originario di prova dello AZT raggiunse rapidamente il precedente gruppo placebo. Dopo un anno, 1/3 di entrambi i gruppi era morto. Fischl, "la regina dello AZT", ed i suoi collaboratori fecero spallucce a questi nuovi risultati, suggerendo che i miracolosi effetti dello AZT in qualche modo vengono meno dopo alcuni mesi. Oppure i benefici non ci furono nemmeno all'inizio. Una inondazione di informazione precedentemente nascosta e' emersa dopo la prova, tutta volta a dimostrare che lo studio non fu in doppio cieco fin dall'inizio. I controlli crollarono completamente. I dottori scoprirono certamente, e presto, chi prendeva AZT e chi non lo prendeva, perche' lo AZT induce una seria distruzione delle cellule del sangue e del midollo osseo che le produce. Bruce Nussbaum, nel suo libro del 1990 "Buone Intenzioni", descrisse lo stato d'animo del primo mese di prova:

Un movimento per arrestare la prova si sviluppo' subito. La tossicita' dello AZT si rivelava estremamente alta, molto piu' alta di quanto indicato da Sam Broder nelle prove di sicurezza. I principali ricercatori (PI) cominciarono a preoccuparsi che lo AZT stava distruggendo le cellule del midollo cosi' velocemente che i pazienti sarebbero subito incorsi nella anemia aplastica, una malattia mortale. Cio' terrificava molti PI. "C'era una enorme pressione allo stop", ricorda Broder. "La gente diceva, "Dio mio, che succede, abbiamo queste anemie, che succede? Non abbiamo mai visto questo livello di anemie prima".

Per quei dottori che possono non avere visto i pazienti su AZT vomitare sangue, i test del sangue fatti di routine rivelarono i segreti. Michael Lange fu uno dei ricercatori dello studio, intervistato per un documentario britannico del 1992:

Io non credo che lo studio fosse in realta' cieco, perche' quando si prende AZT, le tue cellule rosse del sangue aumentano di dimensione...Questo puo' essere notato in una ordinaria conta del sangue, e poiche' le conte del sangue erano monitorate e l'informazione riferita ai pazienti, tale informazione era disponibile ai ricercatori.

I pazienti, inutile dirlo, spesso scoprirono che cosa prendevano da tali indizi. Ma essi avevano altri metodi. Da un lato, le pillole dello AZT e del placebo avevano un gusto diverso all'inizio dello studio. Quando alla fine i dottori scoprirono alcuni pazienti che assaggiavano gli uni le pillole degli altri, eliminarono il problema. Questo avvenne troppo tardi, naturalmente, per un controllo completo del danno. I pazienti che mancarono questa opportunita' scoprirono altre vie per aggirare i controlli. Secondo Christofer Babick, un attivista AIDS di People With AIDS Coalition:

Durante lo studio di fase II, ricevemmo molte telefonate al nostro ufficio di persone che volevano sapere se ricevevano il placebo oppure lo AZT. C'erano 3 laboratori a New York che erano in grado di analizzare i farmaci. Noi indirizzavamo le persone a questi laboratori. Se, difatti, essi prendevano placebo, essi facevano in modo di rimediare lo AZT. Spesso essi lo condividevano con individui che erano nello studio, cosi' veramente rendendo lo studio di fase II non cieco.

(NOTA MIA: sparirono oltre 60 flaconi di AZT durante lo studio. Nessuno voleva stare nel gruppo placebo e chi poteva permetterselo lo comprava al mercato nero a cifre spaventose. (Dal libro di J. Lauritsen "La guerra dell'AIDS)).

I pazienti avevano raccolto le voci iniziali sulla incredibile capacita' di guarigione data dallo AZT ed essi realmente non volevano prendere il placebo. Alcuni del gruppo placebo segretamnte presero invece lo AZT, cosi' spiegando la presenza dei suoi tossici "effetti secondari" tra quei pazienti. Il gruppo attivista Project Inform, all'inizio in opposizione allo AZT, provarono ad entrare in possesso dei documenti di lavoro interni per confermare che i membri del "gruppo placebo" con sintomi di tossicita' avevano usato lo AZT; nonostante invocassero la legge sulla liberta' d'informazione, non riuscirono a farsi dare i documenti.

(NOTA MIA: dopo un tempo enorme, J. Lautitsen riusci' ad avere un po' di documenti, se avro' tempo forniro' alcuni dettagli.)

Gli organizzatori dello studio misero in luce una definitiva montatura per aiutare il successo dello AZT. Il programma iniziale prevedeva che ogni paziente partecipasse per 6 mesi. Ma ben prima dei 6 mesi "lo studio a doppio-cieco, con il controllo al placebo" termino',

I RICERCATORI "CIECHI" VIDERO CHE IL GRUPPO CHE PRENDEVA AZT STAVA ANDANDO MEGLIO DEL GRUPPO CHE PRENDEVA IL PLACEBO COME POTERONO VEDERLO SE LO STUDIO ERA "CIECO"? (NOTA: maiuscolo mio)

I ricercatori potevano monitorare il conto degli AZT rispetto ai placebo sia dalla tossicita' dello AZT che da qualcos'altro. Non appena il conto apparve favorire lo AZT rispetto al placebo, il comitato di controllo della FDA blocco' lo studio. Insistendo che essi agivano sulla base di considerazioni etiche, gli organizzatori fornirono lo AZT immediatamente a tutti i pazienti. I pazienti furono in media 4 mesi nello studio originale, alcuni meno di 1 mese. L'analisi finale incluse tutti i pazienti, con proiezioni per riempire i dati mancanti. Come osservo' lo studio seguente, il tasso di mortalita' nel gruppo originale su AZT raggiunse velocemente il precedente gruppo su placebo. Se lo studio fosse stato cieco, o la FDA avesso scelto di aspettare 6 mesi, i tassi di morte relativi sarebbero stati radicalmente diversi. In ogni caso la pretesa della Fischl di controlli a doppio cieco e' platealmente disonesta. Una volta che i controlli cedettero, lo studio comincio' a sfaldarsi. Mentre alcuni supposti su placebo in realta' prendevano lo AZT, ad alcuni su AZT venne tolto il farmaco. Parecchi pazienti semplicemente non potevano tollerare lo AZT, ed i dottori dovevano fare qualche cosa per salvare le loro vite. "La terapia farmacologica fu temporaneamente interrotta o la frequenza delle dosi ridotta....se si notavano serie reazioni avverse", ammise la Fischl nei bei caratteri di stampa del suo articolo. "Il farmaco dello studio fu ritirato se si sviluppavano effetti tossici o un cancro che richiedeva terapia". Questa stupefacente svista rivela che i dottori sapevano proprio chi stava usando lo AZT. Ma nemmeno la Fischl disse a quanti pazienti AZT si smise di dare il farmaco, ne' per quanto tempo.

...FINE DELLA PRIMA PARTE...PAG. 319


L'INSABBIAMENTO DELLO AZT (CONCLUSIONE)

Ai lettori del NG,
come gia' detto, mi sono reso conto che e' bene continuare a scrivere dello AZT, dal momento che anche gli esperti che intervengono sembrano all'oscuro della sua forte tossicita' (circa 1000 volte superiore a quella dichiarata ufficialmente) e soprattutto del metodo fraudolento con cui lo hanno messo in commercio. Per una migliore comprensione, suggerisco di leggere prima il messaggio "Qualche nota sullo AZT", quindi il messaggio "L'insabbiamento dello AZT (parte 1)", di cui cio' che segue e' la continuazione.

Dal libro di Duesberg "Inventing the AIDS Virus", continuo la
traduzione della parte sullo AZT
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pag. 319

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Altri pazienti uscirono del tutto dallo studio. Qualcosa come il 15% del gruppo su AZT scomparve, possibilmente quei pazienti con gli effetti tossici piu' seri. La Fischl ed i suoi collaboratori non si presero la pena di tenere il conto delle perdite, dando corpo al sospetto che potevano aver escluso dallo studio proprio i pazienti piu' malati. Questo e' molto piu' probabile di quanto possa sembrare. John Lauritsen e' riuscito ad ottenere i documenti rilasciati secondo la legge sulla liberta' di informazione e trovo' parecchi esempi di dati incompleti o alterati. Non furono mai verificate le cause di morte, tramite autopsia, ed i moduli spesso elencavano ragioni "sospette". Naturalmente la Fischl e colleghi tendevano ad assumere che le malattie nel gruppo placebo erano collegate all'AIDS, mentre assumevano che le malattie nel gruppo AZT non erano collegate all'AIDS. I moduli sui sintomi riportati sembravano perfino peggio. Apparivano misteriosi cambiamenti, spesso settimane dopo il rapporto iniziale per un dato paziente, incluso la cancellazione dei sintomi originali. Le inesplicabili manomissioni generalmnte erano prive delle iniziali che indicavano l'approvazione del capo ricerca. Altri moduli di sintomi erano ricopiati su moduli nuovi, ma spesso mancavano gli originali per comparazione. E su alcuni moduli che riportavano gli effetti tossici dello AZT, i sintomi furono cancellati dopo mesi. Durante lo studio, una visita della FDA ad uno degli ospedali di prova a Boston, rivelarono problemi sospetti. "L'ispettrice della FDA trovo' molteplici deviazioni dalla procedura del protocollo standard", commento' in seguito un funzionario della FDA, "ed ella raccomando' che i dati di quel centro fossero esclusi dall'analisi dello studio multicentrico". Mesi dopo la fine dello studio, la FDA decise alla fine di ispezionare gli altri undici centri. Ma allora la maggior parte della evidenza era stata persa nella confusione. Troppi pazienti erano stati coinvolti nelle violazioni delle regole di prova, e la FDA alla fine decise di usare tutti i dati, buoni o cattivi che fossero, incluso i dati del centro di Boston. Un funzionario della FDA si lascio' scappare relativmente alla incredibile confusione "Quali che possano essere i dati "reali", chiaramente i pazienti di questo studio, sia su AZT che su placebo, riportarono esperienze di parecchi sintomi di malattia e di possibili effetti avversi del farmaco." Oltre alla riportata riduzione di morte, lo studio di fase II fece altre affermazioni sullo AZT: (1) esso aumentava i livelli delle cellule T dei pazienti AIDS immuno-deficienti e riduceva il numero delle infezioni opportunistiche di cui soffrivano. A parte tutte le violazioni delle regole di test, lo AZT puo' temporaneamente innalzare il conteggio delle cellule T. Lo stesso possono fare vari altri veleni e perfino un sanguinamento serio dopo un lungo periodo. Quando un qualche tessuto e' attaccato da una tossina, o si perde sangue a causa di un incidente, il corpo tende a sopracompensare la perdita producendo troppi rimpiazzi- per tutto il tempo che puo'. Ad un certo punto anche la capacita' di rimpiazzare le cellule bianche del sangue diviene una pretesa impossibile e il conto delle cellule T collassa in basso, esattamente come osservato nello studio della Fischl. Un aumento temporaneo nella conta delle cellule T non indica necessariamente che il paziente e' in miglioramento. (2) lo AZT blocca la produzione del DNA, non solo nelle cellule T umane o nei retrovirus, ma anche in un qualsiasi batterio esistente nel corpo. Pertanto esso agisce come un antibiotico indiscriminato, uccidendo le infezioni opportunistiche mentre distrugge il sistema immunitario. Perfino la Burroughs Wellcome (B.W.) aveva reclamizzato in precedenza il farmaco come antibatterico. Questo effetto puo' spiegare il piu' basso numero di tali infezioni nel gruppo AZT. Ma l'effetto dura solo per poco; una volta che il sistema immunitario e' devastato dallo AZT, i
microbi prendono il sopravvento permanentemente. Ignorando tutto il caos, la FDA approvo' il farmaco sulla base di questo esperimento. Apparentemente la strategia di implicare parecchi ricercatori medici di molte istituzioni aveva ripagato. Ci fu una sola voce critica che metteva in questione una terapia che infiltra un terminatore della catena del DNA nei corpi umani indefinitamente, la voce del batteriologo in pensione Seymour Cohen:

"La seria tossicita' dello AZT per il midollo osseo, cosi' come inaspettate interazioni di altri farmaci con lo AZT, indicano l'importanza di saperne di piu' riguardo agli effetti del composto. Chiediamo pertanto, quali cellule normali sono seriamente danneggiate? Il danno e' reversibile o irreversibile? Le cellule sono uccise ed i cromosomi frammentati, come ci si aspetta da un terminatore delle catene di DNA? Lo AZT ed il ddC sono mutagenici, o possibilmente carcinogenici? Queste domande non hanno avuto risposte, per quello che ne so."

Parecchi importanti scienziati, perfino virologi, si sentirono a disagio in relazione all'intero affare. Ma preferirono restare in silenzio o limitarono la loro preoccupazione ai commenti informali con la stampa. Per esempio, Jay Levy dell'universita' di California a San Francisco era stato uno dei primi scienziati ad isolare lo HIV. Un articolo su "Newsday" riporto' il suo commento sul farmaco: "Penso che lo AZT puo' solo accelerare la morte dell'individuo. Si tratta di una malattia del sistema immunitario", disse, "e lo AZT danneggia solo ulteriormente un sistema immunitario gia' decimato". Perfino Jerome Groopman, uno degli scienziati partecipi della fase II, espresse serie riserve. A capo di un gruppo di ricerca di un importante ospedale di Boston, scopri' presto l'effetto dello AZT sui suoi pazienti. "Quando Groopman lo dette a 14 pazienti su base compassionevole, solo 2 erano in condizioni di prenderlo ancora dopo 3 mesi. 'Scoprimmo che era quasi impossibiletenere i pazienti in cura col farmaco', dice Groopman". Sam Broder, d'altra parte, non sembro' mai avere avuto un ripensamento. "Quando i fratelli Wright decollarono col loro primo aereo sarebbe stato improprio dar luogo ad una discussione sulla sicurezza del volo", disse con nonchalance ad una commissione presidenziale sullo HIV nel 1988. Ma Martin Delaney, fondatore e capo del gruppo attivista Project Inform, San Francisco, era furibondo:

Le prove cliniche multi-centro dello AZT sono forse le peggiori e le meno controllate prove mai usate come base per dare l'approvazione ad un farmaco da parte della FDA... Poiche' la mortalita' non era un previsto punto finale, non furono mai verificate le cause di morte. Malgrado cio' ed una impressionante registrazione di tossicita', la FDA approvo' lo AZT in un tempo record, fornendo un IND (Investigational New Drug: nuovo farmaco di ricerca) in meno di 5 giorni e l'autorizzazione farmaceutica completa in meno di 6 mesi.

David Barry aveva gia' negoziato a porte chiuse per la rapida approvazione della FDA. Egli aveva una forte posizione contrattuale, dato il clima politico. Ma perfino questo era troppo lungo per lui ed egli chiese uno speciale permesso perche' la B.W. vendesse lo AZT in attesa dell'approvazione ufficiale. I funzionari della FDA si dettero da fare per una risposta, tirando fuori un permesso noto come Trattamento IND. Questo metodo non era stato usato quasi mai. In pochi giorni le cose tecniche furono spianate e Barry ebbe il suo permesso di vendita. In seguito egli doveva ottenere il permesso ufficiale. Lo voleva presto e basato su dati meno scientifici di quelli usualmente richiesti. La FDA cedette di nuovo, restringendo le procedure di parecchi mesi. Perfino gli studi dello AZT sui topi furono tolti dalle richieste. L'ostacolo finale consisteva in una riunione di un comitato di consulenza composto di scienziati e medici, le cui raccomandazioni avrebbero probabilmente deciso del destino dello AZT. Il gruppo si riuni' per un solo giorno nel gennaio 1987. I dadi erano truccati in favore dello AZT, dal momento che due degli undici membri erano consulenti remunerati dalla B.W. La FDA garanti' un permesso speciale perche' quei due ricercatori restassero nella commissione con pieno diritto di voto. Dozzine di scienziati dello studio di fase II intervennero per sostenere le loro ragioni, riempiendo la stanza di virtuali capo-claque. Passarono ore ed ore mostrando grandi quantita' di dati alla commissione, alcuni cosi' nuovi che nessuno aveva avuto il tempo di visionarli in anticipo. I risultati dei pazienti che seguirono il periodo di studio, che mostravano piu' alti tassi di mortalita' dopo che tutti erano stati messi sotto AZT, furono abilmente sepolti sotto una valanga di confuse statistiche. Abbagliati, i membri del comitato comincirono a sospettare che qualche cosa era andato storto nello studio. A quel punto Barry gioco' il suo asso: un alto funzionario dello FDA, Paul Parkman, intervenne e parlo', pur non essendo previsto che lo facesse. Dopo un sol minuto in cui tratto' la maggior parte delle preoccupazioni del comitato, Parkman chiuse con una dichiarazione drammatica: "Ritengo che arriveremo ad un piano che soddisfi le persone qui presenti". Improvvisamente le discussioni cessarono e l'umore si sposto' dall'opposizione a favore dello AZT. I funzionari della FDA non avevano mai interferito prima con queste riunioni, e l'intero comitato era sotto shoc. "Hai visto", disse il presidente del comitato ad un associato. "Ci sta dicendo di approvarlo". Pochi nella stanza sapevano che Parkman era amico personale di Barry, avevano lavorato insieme una volta su progetti di virologia. La commisssione fini' col raccomandare lo AZT, col solo voto contrario del presidente. La B.W. brevetto' di corsa il farmaco, cio' di cui nessuno si era occupato prima. Il supporto della FDA potrebbe sembrare uno scherzo crudele perpetrato da scienziati AIDS senza cuore. I pazienti che prendono AZT ricevono poco piu' che capsule bianche cerchiate da una banda blu. Ma ogni volta che ricercatori in laboratorio ne ordinano una partita per la sperimentazione, ricevano un flacone con una etichetta speciale (figura 2). Il simbolo di un teschio con le ossa incrociate appare su uno sfondo color arancio brillante, col significato di un rischio chimico inusuale. L'etichetta compare su flaconi che contengono appena 25 milligrammi di AZT, una piccola frazione (da un ventesimo ad un cinquantesimo) della dose giornaliera prescritta ad un paziente. L'avviso incluso sulla etichetta rivela segreti non comunicati all'ignaro paziente: (c'e' la fotografia della etichetta con l'ingrandimento di una zona in cui e' scritto: TOSSICO Tossico per inalazione, per contatto con la pelle e per ingestione. Organo bersaglio: Midollo osseo che produce il sangue. Se vi sentite male, consultate un medico (mostrategli l'etichetta se possibile). Indossare adatti vestiti protettivi).

 

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