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Raccomandazioni terapeutiche per HIV-positivi e malati di AIDS
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Raccomandazioni terapeutiche basate sulle ricerche del Dr. med.
Heinrich Kremer (Barcellona) [“La
Rivoluzione Silenziosa della
Medicina del Cancro e dell’AIDS“,
Macroedizioni 2003 – ISBN 88-7507-331-7], dei Prof. Dr. med.
Alfred Hässig (Berna), Dr. Eleni Papadopulos (Perth), Dr. Stefan
Lanka (Stoccarda), Etienne de Harven (Francia), MD Roberto Giraldo
(USA) e Gerry B. Mullis (USA), disponibili su
www.aids-info.net
e
www.ummafrapp.de
www.virusmyth.com
e lavori di L.A. Herzenberg, J.D.
Peterson e S.C. De Rosa, W. Droege, J.K. Shabert, G.
Ohlen-schlaeger, C. Richter, V.Hack, H. Rode, E.A. Newsholme, C De
Simone, S.J. Ferrando, C. de Back, M. Clerici, G.M. Shearer, M.C.
Dalakas, G.Tomelleri, E. Benbrik, G.A. Cannon, B.D. Cheson, e L.
Chaitow:
www.ncbi.nlm.nih.gov.
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Le diverse patologie che
definiscono la sindrome dell’AIDS - affezioni dovute a miceti
patogeni a livello polmonare, delle mucose, del cervello e degli
organi interni, nonché alterazioni degenerative a livello delle
cellule endoteliali dei vasi sanguini e dei vasi linfatici
(Sarcoma di Kaposi) - sono la conseguenza di una carenza
protratta di glutatione che altera la produzione di ossidi di
azoto (NO) e radicali di ossigeno gassosi negli immunociti ed in
altre cellule dell’organismo. In queste condizioni, le cellule
T-4 helper sono presenti prevalentemente sotto forma di cellule
con citochine dal profilo Th2 che – dopo il contatto con le
cellule B – producendo anticorpi, attivano la difesa contro
batteri e tossine, ma in misura minore rispetto alle cellule T-4
helper con citochine dal profilo Th1 che, a loro volta, attivano
cellule killer per attaccare con gas NO le cellule infette da
funghi, virus e micobatteri. Ove questa condizione di
commutazione Th1-Th2 persiste, la produzione di gas NO viene a
cessare completamente. L’incrementato decadimento delle cellule
provoca un maggiore rilascio di proteine del citoscheletro e dei
mitocondri; aumenta di conseguenza la produzione di anticorpi
contro queste e contro un gran numero di antigeni diversi.
Quando la quantità di tali anticorpi raggiunge un determinato
livello, i test degli anticorpi HIV danno il noto esito di
"HIV-positività" o “sieropositività”.
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Una commutazione Th1-Th2
persistente a livello di citochine delle cellule T-4 helper è il
risultato:
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di una sensibilità redox
fortemente accresciuta di natura genetica o non genetica, sempre
più frequente in seguito alla diffusione (dopo il 1945) dei
moderni vaccini ed antibiotici che esercitano un’azione
intracellulare. Se associata al contatto con le contaminazioni
tossiche normali nella nostra epoca (ambiente, alimentazione e
farmaci), conduce ad una rapida e persistente controregolazione
del tipo II (commutazione Th1-Th2) e compromette la sintesi del
glutatione e di altri enzimi antiossidanti (carenze di tioli).
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di un contatto ripetuto
con antigeni dovuto a lesioni ripetute ed interventi chirurgici,
alle infezioni croniche (ad es. epatite B) e all’assunzione di
acqua contaminata, alla penetrazione ripetuta di proteine
estranee nel circolo del sangue (causata dalle proteine
coagulanti nei preparati ematici e dallo sperma nei rapporti
anali non protetti), al contatto con sostanze tossiche negli
alimenti (conservanti e fungicidi), alla trasmissione attraverso
la pelle (colori ago nitrosativi e sostanze usate nella
lavorazione dei prodotti tessili) e al contatto con i metalli
pesanti (p. es. mercurio, alluminio e formaldeide nei substrati
dei vaccini e nell’amalgama delle otturazioni). Queste cause
conducono ad un’attivazione persistente dell’attività
immunitaria cellulare con una produzione eccessiva di gas NO. Ne
consegue l’inibizione delle citochine del tipo Th1 (per impedire
la distruzione del tessuto proprio) e, attraverso un consumo
maggiorato di tioli, ad un’alterazione permanente dello stato
redox nella cellula con conseguente controregolazione
persistente verso le citochine del tipo 2 e quindi all’aumento
della produzione di cellule helper Th2 che stimolano le cellule
B ad una produzione maggiorata di anticorpi.
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dell’assunzione di
nitriti tramite inalazione („poppers"), di acque e alimenti
contaminati da nitriti (soprattutto nei paesi in via di
sviluppo). I nitriti bloccano la sintesi delle citochine del
tipo 1 e la maturazione delle cellule helper T-4. Come
l’Azatioprina, gli antibiotici, i chemioterapici e i fungicidi
essi conducono ad una commutazione Th1-Th2 prolungata e quindi a
rigonfiamenti e cambiamenti degenerativi nell’endotelio dei vasi
sanguini e dei vasi linfatici (Sarcoma di Kaposi) e in altri
tessuti.
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di un deficit di
molecole di glutatione, frutto di una ridotta capacità di
sintesi del glutatione nel fegato a causa dei chemioantibiotici,
dell’epatite cronica, del forte consumo di alcool e
dell’assunzione di sostanze fortemente ossidanti, associato ad
un deficit di composti proteici tiolici (cisteina) assunti per
via alimentare. Una carenza protratta di glutatione fa sì che,
nel trasporto attraverso la cellula, l’ossigeno non possa più
essere gradualmente ridotto, altera la produzione di energia
nelle cellule tramite i mitocondri e provoca l’autodistruzione
tramite l’NO delle cellule killer quando attaccano cellule
infette da funghi, virus e micobatteri. Una carenza protratta di
glutatione favorisce la diffusione di funghi (ad es. Candida
Albicans) a livello intestinale e nelle mucose con conseguente
rilascio di metaboliti tossici (acetaldeide) che, a livello
epatico, compromettono la produzione di glutatione, mentre i
metabolici stessi possono essere metabolizzati solamente con il
glutatione e l’acido glucoronico. La carenza persistente di
glutatione nelle cellule che presentano antigeni infine fa sì
che le cellule helper T-4 vengano prodotte prevalentemente nella
forma di cellule Th2, in grado cioè di attivare le cellule B per
la produzione di anticorpi contro batteri e tossine, ma non
nella forma di cellule Th1 preposte all’attivazione di cellule
killer che, tramite il gas NO, attaccano le cellule infette da
funghi, virus e micobatteri.
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dei chemioantibiotici
(sulfonamidici e trimetoprim, come il Bactrim e Septrim),
insetticidi (p. es. il Lindan nelle pomate contro le piattole),
dei chemioterapici e nucleosidi analogici (come l’AZT,
Nevirapine). Questi bloccano la formazione e il rilascio di
acidi folici e purine, necessari per la costruzione del DNA nei
mitocondri. Essi bloccano gli enzimi contenenti ferro e rame,
necessari per la respirazione cellulare, chiudono la membrana
mitocondriale bloccando così la produzione di energia e
l’attività antiossidante. I mitocondri - organelli unicellulari
presenti nelle cellule umane - utilizzano l’ossigeno e gli
elettroni ricchi di energia provenienti dagli alimenti per la
sintesi della molecola vettore dell’energia metabolica ATP
(Adenosintrifosfato), necessaria per tutte le funzioni del
corpo. I mitocondri sono inoltre di fondamentale importanza per
il sistema redox, la disintossicazione (anche dei radicali di
ossigeno) e per il sistema immunitario. I chemioantibiotici
bloccano inoltre l’enzima diidrofolato riduttasi, necessario per
la produzione del tetraidrofolato, a sua volta necessario per la
produzione della cisteina e del glutatione a livello epatico, e
per la produzione della tetraidrobiopterina (TH IV) necessaria
per la produzione del gas NO con cui le cellule killer attaccano
le cellule infette da funghi, virus e micobatteri.
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Le conseguenze del trattamento
antiretrovirale ed antibiotico
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Allo stato attuale, nessuno è
mai riuscito ad isolare, fotografare o caratterizzare per via
biochimica come trasmettibili e riproducibili secondo i criteri
di Koch, i cosiddetti retrovirus HIV, ritenuti responsabili di
più di 30 patologie che definiscono l’AIDS. Con l’AIDS si
trasmettono solamente virus, batteri e funghi noti, in grado di
propagarsi solo nelle persone con uno squilibrio prolungato del
sistema immunitario. Per ipotizzare la presenza dei cosiddetti
retrovirus HIV, nel 1984 Gallo e Montagnier coltivarono i
linfociti helper di malati di AIDS con leucociti leucemici e
cellule embrionali presentanti un’azione fortemente incrementata
della trascrizione inversa, attivando la coltura con l’aggiunta
di idrocortisone, un ormone dello stress. La presenza
incrementata della trascrizione inversa in queste colture
cellulari veniva poi interpretata come la prova dell’esistenza
di un nuovo virus. Nei test HIV sviluppati in seguito, un
aumento degli anticorpi contro cellule leucemiche, associato a
diverse reazioni immunitarie, dà perciò l’esito di
“HIV-positività” o “sieropositività” quando raggiunge un
determinato valore stabilito empiricamente.
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I nucleosidi analogici
(aciclovir, nevirapine, DDI, ecc.) compromettono nel giro di
pochissimo tempo e in misura determinante la maturazione di
tutti gli immunociti nel midollo osseo: delle cellule B, delle
cellule T che successivamente vengono prodotte nel timo, delle
cellule dendritiche che presentano gli antigeni e dei macrofagi.
Il danneggiamento del processo di maturazione dei nuovi
linfociti B ha come conseguenza la forte diminuzione del loro
numero e della loro attività, e l’indebolimento della difesa
contro i batteri da parte degli anticorpi, che in questo modo si
possono propagare senza ostacoli nelle cellule. Quando le
cellule helper T-4 sono in circolo, nel tessuto linfatico
incontrano un numero molto minore di cellule B in grado di
attivarle. Le cellule helper T-4 con le citochine dal profilo
Th2 circolano per 24 ore nel plasma e nel tessuto linfatico
senza avere alcuna funzione. Ciò conduce ad un aumento delle
cellule helper T-4 misurabili nel plasma.
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I nucleosidi analogici e gli
inibitori della proteasi riducono fortemente il livello dei
tioli e, nei sieropositivi, acutizzano ulteriormente la carenza
di glutatione. La carenza di glutatione nelle cellule che
presentano antigeni fa sì che le cellule helper T-4 siano
presenti soprattutto con citochine dal profilo Th2 che
promuovono la produzione di anticorpi, e meno con il profilo
Th1, che attivano la difesa contro funghi, virus e micobatteri
tramite le cellule killer. Gli inibitori della proteasi
sintetici inibiscono la produzione delle proteine per i
nucleotidi, utilizzati per la costruzione di nuove cellule in
tutti gli organi. Perciò, chi assume queste sostanze, è a
rischio di diabete, spostamento degli acidi grassi dalle
estremità, metabolismo diabetico, retiniti, formazione di
calcoli renali (calcolosi) ed insufficienza epatica.
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I chemioantibiotici (Bactrim,
Septrin, TMPSMX, ecc.) che bloccano la sintesi degli acidi
folici, delle purine e dell’enzima DHFR, compromettono la
produzione di glutatione nel fegato, la produzione di NO e il
trasporto dell’ossigeno nelle cellule. In questo modo generano
un blocco persistente di tutta l’attività immunitaria cellulare
e, attraverso una commutazione Th1-Th2 permanente, generano
un’immunodeficienza funzionale permanente. Inibendo la
respirazione cellulare generano affezioni croniche da miceti
patogeni (PCP, Candida Albicans, ecc.) a livello di mucose,
nell’intestino (diarrea cronica) e della pelle. La
somministrazione prolungata di chemioantibiotici comporta anche
l’inibizione del tetraidrofolato necessario per la produzione
dell’uracile, e quindi all’inibizione dell’interleuchina 2, il
fattore di crescita delle cellule T. Inibendo l’acido folico
biologicamente attivo, i chemioantibiotici inibiscono anche la
trasformazione della base RNA uracile nella base DNA timina e
quindi la riparazione del DNA tramite la trascrizione inversa.
L’alterazione del genoma nei batteri che questi scambiano fra di
loro tramite plasmidi, conduce inoltre ad una resistenza
progressiva agli antibiotici.
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I nucleosidi analogici (come
AZT, DDI, DDC, ecc.), bloccando la produzione di DNA, riducono
per un periodo limitato le infezioni batteriche, fungine e la
formazione di particelle non meglio caratterizzate di sostanza
messaggera (RNA) ritenute particelle del virus HI. Ma i
nucleosidi analogici vengono fosforilati solo in ragione dell’1%
e praticamente non innestate nel nucleo, dove si presume che
fungano da terminatori DNA per l’inibizione dei virus HI. I
nucleosidi analogici e gli inibitori di proteasi e i inibitori
di fusione conducono inoltre ad un’alterazione della biosintesi
di proteine ed enzimi e, alterando la produzione dell’acido
nucleico, al danneggiamento sia del DNA del nucleo che di quello
mitocondriale. In questo modo, prima o poi, danno luogo a danni
gravi a livello del cervello, dei muscoli (infarto e paralisi) e
degli organi interni.
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In queste condizioni le cellule
passano sempre più a un metabolismo fermentativo anaerobico che
causa un eccesso di acido lattico nell’organismo o al wasting
(cachessia), in cui le cellule attingono le sostanze necessarie
direttamente dalle proteine dei muscoli, e conducono alla
formazione di cellule neoplastiche. In presenza di
un’alterazione persistente dei mitocondri a causa della carenza
di glutatione e di danni al DNA, questi dissolvono la loro
simbiosi con il nucleo della cellula (fenomeno di Warburg); in
questo caso nel nucleo della cellula vengono attivate sequenze
di DNA primordiali e il DNA nel nucleo garantisce la propria
sopravvivenza con la trascrizione inversa (trasferimento della
sostanza messaggero RNA nel DNA). In questo modo aumenta la
quantità di RNA misurabile nel plasma (il cosiddetto aumento
della carica virale).
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Per riparare i danni al DNA
sempre più frequenti con le terapie combinate (HAART), il
consumo di RNA aumenta sensibilmente, per cui il numero di
frammenti di cellule che, con il test PCR (reazione a catena
della polimerasi) viene misurata come carica virale HIV,
diminuisce. L’alterazione della sintesi degli acidi nucleici
prodotta dalle terapie combinate produce un’alterazione delle
sequenze di codifica del DNA del nucleo e mitocondriale,
compromettendo ulteriormente la riparazione del DNA tramite la
trascrizione inversa. L’esaurimento degli enzimi di riparazione,
infine, fa sì che i prodotti della trascrizione inversa non
possano più essere integrati nel DNA (nuovo aumento della
cosiddetta carica virale e definiva “resistenza contro le
terapie combinate”).
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Elementi di terapia a sostegno
del sistema immunitario
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La somministrazione di
glutatione ridotto (400-600 mg/dì) in capsule resistenti ai succhi
gastrici (S-acetil-L-glutatione in combinazione con Ginko bilobae
o antociani), permette di risolvere un’insufficienza protratta di
glutatione. (Marien Apotheke, Tel: 0049 (0) 6838 86140).
All’inizio della terapia di ripristino e in presenza di una
cachessia, somministrare fino a 5 grammi di glutatione al dì per
via endovenosa o parenterale. In presenza di problema intestinali,
il glutatione può essere somministrato anche sotto forma di spray.
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La Curcumina (6 x 500 mg al dì in
capsule) (Holistic Med, Mercusan), estratta dalla pianta
officinale Curcuma longa e altri polifenoli (PADMA 28
(www.cosvalit) o artemisia uwemba (www.nusag.com)) inibiscono
nella lunghezza d'onda dell'ultravioletto i segnali responsabili
delle infiammazioni prolungate, delle infezioni opportuniste e
degli sviluppi degenerativi (cancro). Soprattutto in presenza di
una carenza di glutatione non devono essere somministrato
contemporaneamente a altri polifenoli o a dosaggi elevati di
vitamina C, E e betacarotene in quanto si trasforma in una
sostanza pro-ossidativa che non sviluppa più alcun'azione
antinfettiva. (In presenza dei cosiddetti metalli di transizione
come il ferro (Fe) e il rame (Cu), la vitamina C viene trasformata
in una sostanza proossidativa, acutizzando così la carenza di
glutatione e di tioli).
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- L’apporto di composti
proteici di zolfo (N-acetil-cisteina 3-8 g/dì) – anche sotto forma
di ricotta e prodotti latteo-caesari – e di acido folico (5 - 30
mg/dì) consente di ripristinare il livello di glutatione. Gli
acidi grassi polinsaturi contenuti nell’olio di canapa, di lino,
di cardo e di anice stellata (5-6 cucchiai/dì) migliorano
l’assorbimento di ossigeno delle cellule e la protezione
cellulare.
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- La somministrazione di
glutamina (40 g/dì) e di L-arginina (20-30 g/dì) può supportare la
produzione di glutatione e la sintesi di NO a livello epatico,
entrambi decisivi per la modulazione della risposta immunitaria
delle cellule T-4 e per la remissione dei tumori.
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- Il coenzima Q10 (100 – 200
mg/dì) e l’antiossidante microidrina (Active-H) favoriscono il
trasporto degli elettroni nella catena di respirazione a livello
mitocondriale. L’acido folico (5-20mg/dì), l’acido alfalipoico
(300-600 mg/dì), la vitamina B1 (150-300 mg/dì), B6 e B12 e la
somministrazione di basse dosi di cromo (100-300 mg/dì), selenio
(250 mg) e zinco (10 mg/dì) possono supportare l’attività
mitocondriale e la riparazione dei danni al DNA mitocondriale.
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- I parassiti (p. es. vermi)
compromettono la sintesi dello NO. Un attacco contro questi con il
gas NO distruggerebbe il proprio tessuto. Le foglie di papaia in
capsule o in infuso sono efficaci contro parassiti intestinali. I
tiocianati contenuti nelle cipolle, nei broccoli, nel cavolo
cappuccio e in altre brassicacee, e nell’aglio (possibilmente
sotto forma di succo spremuto fresco) attivano i sistemi di
disintossicazione. L’acido glucoronico (nella bevanda fermentata
Kombucha, ricavata da un fungo fatto macerare con tè verde o
infusi di erbe) favorisce l’eliminazione delle sostanze tossiche a
livello epatico. L’attività epatica può inoltre essere stimolata
con epatoprotettori vegetali (p. es. artiglio del diavolo
(fiteuma), cardo mariano (Silybum marianum) e Liv. 52).
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- La L-carnitina serve per
l’introduzione degli acidi grassi macromolecolari (trigliceridi)
nei mitocondri. Una carenza di L-carnitina provoca l’aumento della
produzione energetica tramite fermentazione (glicolisi). La
somministrazione di 6 grammi di L-carnitina per 14 giorni permette
di compensare le carenze di carnitina spesso associate ai malati
di AIDS.
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- I polianioni (condroitina
solfato, cartilagine di squalo, estratto di mollusco perna
canaliculus oppure alghe marine (agar, kelp ecc.) consentono di
proteggere la matrice carica negativamente che esercita un ruolo
importante nel sistema immunitario. In funzione di inibitori di
proteasi naturali che attivano le antiproteasi specifiche del
corpo e legano i cationi che attaccano gli involucri cellulari, i
polianioni consentono di frenare i processi flogistici cronici che
favoriscono la necrosi delle cellule e un’attivazione eccessiva
dei macrofagi.
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- Le microalghe (p. es. alghe
chlorella - 3-4 g/dì) e gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6
ricavati da olio di lino, di canapa, di enotera e di pesce (3
cucchiai al dì) in quanto modulatori della prostaglandina possono
stimolare l’immunità cellulare. In casi particolarmente gravi, le
infezioni opportunistiche possono essere trattate con gli
inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 e con gammaglobuline.
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- L’equilibrio fra immunità
cellulare ed anticorpi (profili delle citochine Th1 e Th2) è
modulato dall’asse dello stress ormonale fra ipotalamo, ipofisi e
surrenali. L’ormone dello stress cortisolo, rilasciato a livello
di surrenali, attiva l’immunità basata sugli anticorpi. Il suo
pendant ormonale, il DHEA, presente ovunque nell’organismo,
supporta l’immunità cellulare. La somministrazione di DHEA-S in
presenza di uno stress psichico persistente permette di correggere
uno squilibrio durevole dell’asse dello stresso in direzione del
cortisolo. L’uso di ormoni steroide per la formazione degli
muscoli cause una soppressione continuante alla immunità.
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- I mitocondri controllano il
metabolismo cellulare nonché la trasformazione e ritrasformazione
delle cellule. Gli enzimi nei mitocondri sono controllati da ioni,
a loro volta modulati da più di 300 diversi sali minerali presenti
nell’organismo. Un approvvigionamento sufficiente è possibile con
miscele basiche di sali minerali (p. es. nel sedimento di
coralli).
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- La Candida Albicans può
essere combattuta efficacemente con capsule resistenti ai succhi
gastrici di acido caprilico (Mycopril Biocare, in Germania: Runge
Pharma), ricavato dalla noce di cocco, con biotina (vitamina H),
con aloe vera e sostanze probiotiche (Bevanda di pane Kanne, acidi
lattici destrogiri, Vitabiosa, EM, Mankoso), con i batteri bifidus
e acidofilus e con artemisia annua. Perché la terapia abbia
successo è necessario seguire una dieta completamente senza
zucchero e bevande addolcite, miele, farina bianca, prodotti a
base di latte acido, panna, tuorlo fresco, frutta secca, funghi,
prodotti fermentati (vino, tè nero, salse di soia, dato), prodotti
affumicati, sotto olio e sott’aceto o contenenti malto, che
dovranno essere sostituiti da un’alimentazione povera di grassi,
ma ricca di basi con carboidrati integrali (patate, fiocchi
integrali, pane e pasta integrali, riso integrale, joghurt
biologico fresco, noci fresche, succhi di frutta freschi, frutta,
verdura, insalate, olio d’oliva, aglio, pesce e carne biologica
fresca, nonché tè verde e infusi di erbe. L’equilibrio acidi-basi
può essere migliorato con la somministrazione di miscele di basi e
la digestione in generale con enzimi (Wobenzym). La
N-acetil-glucosamina, la crusca di riso, la L-glutamina e FOS
(Fructooligosaccharidi) favoriscono il ripristino della mucosa
intestinale.
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- Le malattie fungine e
infezioni interne, sulla pelle e in bocca possono essere trattate
con estratti di pompelmo (gocce) e con le emulsioni ricavate da
questi, efficaci contro un gran numero di funghi, virus e batteri
gram-positivi e gram-negativi. Esternamente sono efficaci anche le
creme con veleni di serpenti o zolfo, nonché l’olio di melaleuca o
l’acidophilus.
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- Con una riduzione mirata
dello stress (training autogeno, stretching e massaggi), l’uso di
sonniferi naturali (melatonina) e la rinuncia al consumo frequente
di droghe per migliorare le prestazioni fisiche e psichiche
(zucchero, caffè, alcool, nicotina, hashish, anfetamine, extasy,
ecc., cocaina, eroina e poppers), che producono un rilascio
maggiore di ormoni dello stress.
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- Le reazioni flogistiche ed
infezioni (epatiti e malattie veneree) ripetute possono essere
evitate riducendo al minimo le ferite, curando accuratamente le
ferite ed utilizzando il preservativo per i rapporti anali.
Rinunciando all’inalazione di nitriti (poppers) si evita
l’ingrossamento dei linfonodi che potrebbe dare luogo ad
alterazioni del tessuto (KS) e a patologie fungine (PCP).
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- Riducendo l’infusione di
proteine coagulanti con emoderivati.
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...
nei sieropositivi e nei
pazienti affetti da AIDS è possibile ripristinare l’endosimbiosi
cellulare e una risposta immunitaria flessibile. Nella
somministrazione limitata nel tempo di antibiotici è assolutamente
necessario proseguire con questa terapia di base.
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Il successo di
questa terapia supportante il sistema immunitario che deve essere
adattata al quadro clinico individuale può essere monitorato
misurando gli oligoelementi, il profilo degli ormoni dello stress,
il rapporto fra cellule T-4/T-8, l’attivazione dei macrofagi (test
della neopterina), il livello di ferritina nel siero, il livello
di glutatione nel plasma e nelle cellule helper T-4 e con il test
dell’anergia cutanea (test DTH, reazione della pelle agli
antigeni).
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Studiengruppe AIDS-Therapie
c/o F. de Fries,
Eglistr. 7, CH 8004 Zürich
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