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Raccomandazioni terapeutiche
per HIV-positivi
Le diverse patologie che possono definire
la sindrome di AIDS - affezioni dovute a miceti patogeni a livello di
polmoni, delle mucose, del cervello e degli organi interni, nonché
processi degenerativi nelle cellule endoteliali dei vasi sanguini e dei
vasi linfatici (Sarcoma di Karposi) - sono la conseguenza di una
produzione eccessiva prolungata di ossidi di azoto e radicali di
ossigeno gassosi negli immunociti ed in altre cellule dell’organismo
umano. In queste condizioni, le cellule helper CD-4 sono presenti
prevalentemente sotto forma di cellule con il profilo Th2 delle
citochinine che migrano nel midollo osseo, dove attivano la difesa
contro microbi e tossine producendo anticorpi, ma in misura minore
rispetto alle cellule Th1 CD-4 misurabili nel plasma e preposte alla
distruzione delle cellule infette da funghi, Mycobatteriao e virus. Ove
questa condizione persiste, l’incrementato decadimento delle cellule
provoca un maggiore rilascio di proteine del citoscheletro e dei
mitocondri; ne consegue un aumento della produzione di anticorpi contro
queste proteine. Quando la quantità di tali anticorpi - presenti ad
esempio anche nell’epatite cronica e nelle intossicazioni - raggiunge
un determinato livello, i test degli anticorpi HIV danno il noto esito
di „HIV-positivo".
Il livello elevato e
persistente di ossidi di azoto e radicali di ossigeno è dovuto a:
contatto ripetuto con antigeni (ad es. a
causa di lesioni ripetute, interventi chirurgici e assunzione di acqua
contaminata); contatto ripetuto di proteine straniere al sangue (nello
sperma durante rapporti anali, e nelle preparazioni sanginale)
contatto ripetuto di proteine straniere
al plasma (ad es. intercorso anale non protetto e proteine di coagulazione
(preparazioni sanguinale)
contatto prolungato con sostanze
tossiche contenute nei farmaci, negli alimenti e nei prodotti chimici,
(metalli pesanti presenti nei substrati dei vaccini, nelle otturazioni
con amalgama e nell’ambiente) e con i loro prodotti di
decomposizione;
inalazione di nitriti („Poppers")
immagazzinati nelle cellule sotto forma di NO. Questi vengono
rilasciati in seguito ad attività fisiche a causa di un maggiore
assorbimento di calcio, portando a rigonfiamenti e cambiamenti
degenerativi (Sarcoma di Karposi) soprattutto nelle cellule
endoteliali dei vasi sanguini e dei vasi linfatici con un piccolo
diametro dei capillari;
alterazioni dei mitocondri: si tratta di
organelli unicellulari presenti nelle cellule che, dall’ossigeno e
dagli elettroni ricchi di energia ricavati dagli alimenti,
sintetizzano la molecola veicolo dell’energia metabolica ATP (Adenosintrifosfato),
necessaria per tutte le funzioni del corpo, e che scambiano frammenti
di genoma con il nucleo della cellula (DNA).
Le ragioni del danno
persistente dei mitocondri e della loro funzionalità sono:
il danneggiamento del DNA mitocondriale
causato da antibiotici (p. es. Bactrim) che bloccano la sintesi e il
rilascio degli acidi folici e delle purine, necessari per il loro
sviluppo. L’esaurimento dei gruppi tiolici causato dagli
antibiotici, dai citostatici quali AZT, DDI, DDC e dai metalli pesanti
che legano i gruppi SH nella cisteina e nel
glutatione.
un deficit di glutatione, frutto di una
ridotta capacità di sintesi del glutatione nel fegato a causa dell’epatite
cronica (frequente negli omosessuali, negli emofiliaci e nei
consumatori di droghe), del consumo eccessivo di alcool o di un
deficit di cisteina assunta per via alimentare. Le molecole di
glutatione riducono i radicali di ossigeno e gli ossidi di azoto in
modo da non compromettere la produzione di ATP a livello mitocondriale.
Un deficit persistente di glutatione provoca l’autointossicazione
con ossidi di azoto delle cellule fagocite quando queste attaccano le
cellule contenenti funghi e virus;
l’alterazione del trasporto di
ossigeno nelle cellule tramite ossidazione dell’emoglobina ricca di
ossigeno (metaemoglobinemia) che eccede la capacità di riduzione dei glutationi. Spesso si tratta dell’effetto di sostanze tossiche a
forte potere ossidante, quali insetticidi (fra cui Lindan in pomata
contro le piattole), antibiotici, analoghi dei nucleosidi e poppers),
il deficit di antiossidanti di origine
vegetale in grado di legare i prodotti tossici di degradazione dell’ossigeno
nelle cellule e perciò di inibire processi infiammatori e reazioni di
stress.
Se esposti a sollecitazioni prolungate, i
mitocondri dissolvono la loro simbiosi con il nucleo della cellula
(fenomeno di Warburg); in questo caso nel nucleo della cellula vengono
attivate sequenze di DNA primordiali che, con una trascrizione inversa
(trasferimento della sostanza messaggero RNA nel DNA), devono garantirne
la sopravvivenza. In questa fase le cellule passano al metabolismo
fermentativo anaerobico che provoca un eccesso di acido lattico nell’organismo
e la crescita di funghi e patogeni opportunisti, per sfociare infine
nella cellula tumorale o nel Wasting (cachessia), fase in cui le cellule
ottengono le sostanze vitali direttamente dalle mioproteine. L’attivazione
prolungata dei macrofagi provoca reazioni errate nel sistema
immunitario, attivate dalle sostanze messaggero.
Fino al giorno d’oggi non è stato
possibili isolare, fotografare oppure caratterizzare biochimicamente e
secondo i criteri richiesti dalla virologia come virus trasmettibili e
riproducibili i cosiddetti retrovirus HIV, ritenuti responsabili di più
di 30 diverse patologie che definiscono l’AIDS. Quando Gallo e
Montagnier ne postularono l’esistenza nel 1984, i linfociti helper dei
pazienti AIDS venivano coltivati con leucociti leucemici e cellule
embrionali che presentavano un’attività fortemente maggiorata della
trascrizione inversa (trasmissione della sostanza messaggero RNA nel
DNA), se attivate con l’aggiunta dell’ormone dello stress
idrocortisone. La forte presenza della trascrizione inversa in queste
colture cellulari venne poi interpretata come prova della presenza di un
nuovo virus. Un enzima specifico del virus (transcriptasi inversa) non
è mai stato identificato.
Gli inibitori di proteasi prodotti
sinteticamente con lo scopo di inibire la produzione di proteine per i
frammenti di cellula chiamati particelle di virus Hi portarono, nei
soggetti trattati, a malessere, diabete, spostamento degli acidi grassi
dalle estremità al ventre, formazione di calcoli renali e insufficienza
epatica. Frenando la reazione infiammatoria persistente e tramite l’effetto
antibatterico contro funghi e batteri, nella cosiddetta terapia
combinata a base di inibitori di proteasi e analoghi dei nucleosidi (AZT,
DDI, DDC ecc.), le infezioni e questi frammenti non specificamente
caratterizzati della sostanza messaggero (RNA) si riducono per un
periodo limitato.
Le sostanze analoghe dei nucleosidi come
ad esempio l’AZT vengono fosforilate solo in ragione dell’1% e non
sono innestati nel nucleo dove si presume che fungano da DNA-Terminator
per l’inibizione dei virus Hi. Analogamente agli antibiotici chimici,
anch’essi danno luogo al danneggiamento dei mitocondri ed al loro DNA
ed a danni irreversibili a livello del cervello, del midollo osseo, dei
muscoli e degli organi interni, (come è stato dimostrato in una
sperimentazione su animali a partire dal 1990) e causano uno diminuzione continuata delle cellule CD-4, che
provoca una emergenza delle infezioni opportunistiche (PCP, cytomegalia, herpex simplex,
toxoplasmosi), che caratterizzano la sindrome dell' AIDS.
- L’apporto di composti dello zolfo
tramite sale marino, acqua minerale o alghe, di miscele proteiche
contenenti cisteina e metionina (compresse di cisteina - 3-8 g. al
dì, ricotta e prodotti latteo-caesari) ed acido folico - 300 mg al
dì – consente di migliorare la formazione di glutatione a livello
cellulare ed epatico.
- Gli antiossidanti di origine vegetale
(ad es. PADMA 28, 2-3 x al dì 1-2 compresse (disponibile da sergio@cosvalitaly.it)
oppure Artemisia Ouemba (disponibile da: www.nusag.com), in grado di
legare i prodotti di decomposizione tossici dell’ossigeno, e gli
inibitori di proteasi naturali (polianioni nelle alghe marine, al
Guar e preparati a base di cartilagine) in grado di attivare le
antiproteasi specifiche del corpo e di legare i cationi che
attaccano gli involucri cellulari, consentono di frenare i processi
infiammatori cronici che provocano una divisione cellulare
accresciuta.
- I coenzimi Q10 e NADH ed elevate dosi
di vitamina C ed E consentono di migliorare il trasporto degli
elettroni nella catena di respirazione delle cellule. L’acido
folico (300 mg al dì), i tioli L-carnitina (6 grammi al giorno per
14 giorni) e la somministrazione di basse dosi di selenio (250
microgrammi al girono) (lievito di birra) e zinco supportano l’attività
mitocondriale e la riparazione dei danni a livello del DNA
mitocondriale.
- Le infezioni opportunistiche
possono
essere trattate con modulatori della prostaglandina (acidi grassi
omega-3) a base di oli di pesce (3 cucchiaini al dì) oppure – in
casi più gravi - con inibitori selettivi della ciclossigenasi-2,
eventualmente difluorometilornitina in funzione di inibitore
poliaminico e gamma-globuline. Contro le infezioni fungine si
consiglia il trattamento con estratto di noccioli di pompelmo (Citricidal),
e localmente con oglio di melaloica, pomata con zolfo e gorgheggiare
con miele e aceto di mele.
- In caso di Wasting l’attività delle
cellule killer e dei neutrofili può essere supportata con la somministrazione
di glutamina (40 g al dì) e di L-arginina (20-30 g al dì). La
cistina (Fluemicil) deve essere
somministrato contemporaneamente per via endovenosa fino a
ripristinare la funzionalità della sintesi
del glutatione nel fegato.
- Il DHEAS (fino a 200 mg al dì)
permette la neutralizzazione di reazioni di stress prolungate nel
sistema immunitario (TH-1-TH2 Switch) causate dal rilascio di
cortisolo a livello di surrenali.I preparati a base di cardo (Silybum
marianum), Harpagophytum procumbens, Aloe vera, fogli di carica
papaya e di fiteuma sono indicati per la stimolazione dell’attività
epatica, mentre preparati a base di batteri probiotici e
acidolattici (Bevanda di pane Kanne) permettono il ripristino della
flora intestinale.
- Gli acidi grassi essenziali nell’olio
di lino, di cardo, di canapa, di soia, di enotera e di comino in
combinazione con ricotta (cisteina) permettono di migliorare l’assorbimento
dell’ossigeno.
- L’uso di oli essenziali, spalmati
sul petto e negli incavi del braccio permette di stimolare il
sistema immunitario attraverso i nervi e la matrice.
- Riduzione mirata dello stress
(training autogeno, stretching e massaggi) e rinuncia al consumo
frequente di droghe per migliorare le prestazioni fisiche e
psichiche (caffè, alcool, nicotina, anfetamine (Extasy), cocaina,
eroina e poppers),
- Evitare ferite, il contatto con proteine
straniere (con protezioni durante i rapporti anali),
infezioni e sforzi eccessivi;
- e un’alimentazione estremamente
povera di zuccheri, ricca di fibre e di basi con carboidrati ad alto
valore, patate, antiossidanti a base vegetale (verdura, frutta,
infusi alle erbe, thè verde), prodotti a base di latte fermentato,
proteine di soia e pesce, ma senza carne ricca di ferro (rossa)
consentono agli HIV-positivi ed ai
pazienti AIDS di ripristinare una resistenza flessibile.
Ove una somministrazione limitata nel
tempo di antibiotici fosse necessaria, questa terapia di base deve
comunque continuare.
Il successo di questa terapia preventiva
basata sul supporto del sistema immunitario può essere monitorato
misurando il profilo dell’ormone dello stress, il rapporto fra cellule
T-4-T-8-, l’attivazione dei macrofagi (test Neopterin), l’energia
cutanea (reazione cutanea agli antigeni) e il livello di glutatione
nel
plasma e nelle cellule T-4 helper.
Per maggiori informazioni sulle basi
scientifiche, su cui le presenti indicazioni terapeutiche sono fondate,
consultare le homepage www.virusmyth.com
ed www.aids-info.net oppure
rivolgersi al
Gruppo di Studio per la
terapia dell'Aids
Studiengruppe für AIDS-Therapie
Felix A. de Fries, Eglistr. 7,
CH-8004 Zurigo, Tel./FAX: 0041 (0)1 401 34 24 email: felix.defries@bluewin.ch
(Raccomandazioni terapeutiche basate
sulle ricerche di: Dr. med. Heinrich Kremer (Amburgo), Prof. Dr. med.
Alfred Hässig (Berna), Dr. Stefan Lanka (Stoccarda), Dr. Eleni
Papadopulos Eleopulos (Perth) informazioni: www.virusmyth.com,
www.continuummagazine.org,
L. A. Herzenberg, J.D. Peterson und S.C. De Rosa, W. Droege, J.K.
Sharbert, G.Ohlenschlaeger, C.Richter, V. Hack, H. Rode, ES Newshole,
C.De Simone, S.J. Ferrardo. C.de Back, M. Clerici, G.M. Shearer, M.C.
Dalakas, G. Tomelleri, E. Bembrik, G.A. Cannon B.D. Cheson sisponibilie
su www.ncbi.nilm.nih.gov
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