LE BOCCHETTE IDRICHE  D'ORO: ANCORA SPERPERI AL COMUNE DI ROMA

E INTANTO NON SI FA NIENTE PER PREVENIRE GLI INCENDI

LE BOCCHETTE IDRICHE  D'ORO


Cinque milioni l'una sembra che costino le bocchette per il rifornimento idrico dei mezzi antincendio fatte installare dal Comune di Roma all'ACEA, e qualche centinaio di milioni l'intero affare . La Società, "privatizzata" con tanto clamore, riceve quindi un prezioso aiuto finanziario da un ente pubblico, completamente inutile, però, per la lotta contro gli incendi.La possibilità che venissero installate le bocchette miliardarie era stato preannunciato dalla nostra associazione alcuni mesi fa, senza che nessuno si desse la pena di verificare quanto da noi denunciato. Il presidente della  Commissione Ambiente del Comune di Roma, Luigi Nieri, aveva richiesto, il 21 Maggio, urgenti informazioni a riguardo direttamente al Gabinetto del Sindaco. Evidentemente senza alcun risultato. L'Oikos, oltre ad esprimere preoccupazione per il fatto che gli incendi possano, anche a Roma, divenire motivo di speculazioni economiche, esprime tutta la sua contrarietà al fatto che, dopo tangentopoli, si possano ancora verificare episodi del genere.        


Roma 10.06.99

 

Comune di Roma

al Sindaco

alla Commissione Ambiente

 

Oggetto:

installazioni bocchette idriche
nelle aree verdi

 

Il 7 Aprile u.s., avevamo inviato la nota allegata alla presente, sollecitando azioni adeguate. Avevamo, successivamente ricevuto un vostro riscontro a tale nota nella quale si manifestava l’intento di voler verificare le procedure in corso. Siamo, purtroppo, spiacenti di dovervi comunicare che, nel frattempo, si è già provveduto, almeno in alcune aree, ad installare le bocchette idriche in oggetto. Questo non è che l’ulteriore conferma di un generale peggioramento dei comportamenti dell’amministrazione comunale, o forse, sarebbe meglio dire, di un ritorno alle allegre abitudini del passato.

Tra le altre cose facciamo rilevare:

1- Nella delibera "Grave stato di pericolosità" si consente, dopo anni in cui tale prassi era stata vietata, la bruciatura delle stoppie, con tutto quello che ciò comporta in termini di sicurezza della viabilità, di inquinamento atmosferico, nonchè di oggettiva pericolosità per il patrimonio boschivo.

2- Il mancato rilevamento, nel 98, delle aree boschive percorse dal fuoco.

3- La mancata corresponsione nei termini previsti dalla apposita deliberazione,  dei miseri rimborsi concessi alle associazioni di volontariato per la campagna del 98.

4- L’assenza di convenzioni per la prossima campagna del 99.

5- La totale assenza di piani per la prevenzione, nonostante le sollecitazioni da noi inviate da molti mesi.

Il comportamento dell’attuale amministrazione comunale, pertanto, dimostra sempre di più, a nostro avviso, palese disinteresse verso uno dei più gravi problemi riguardanti l’integrità del territorio e la sicurezza dei cittadini.
Non possiamo che prenderne atto e denunciare tale situazione in tutte le possibili sedi.

 

Il segretario

Prof. Alfonso D’Ippolito

 


Oggetto: installazioni bocchette idriche
nelle aree verdi

Secondo notizie non ufficiali, il Comune di Roma starebbe affidando all’ACEA l’appalto per l’installazione di bocchette idriche che avrebbero la funzione di prevenire e combattere gli incendi nelle aree verdi romane. Qualora tali notizie si rivelassero fondate, ci troveremmo di fronte alla ripetizione del grossolano errore già compiuto nel Parco di Monte Mario, laddove è stata ampiamente dimostrata la totale inefficacia degli impianti idrici fissi nella lotta contro gli incendi. Giacché riteniamo, con ampia documentazione, di poter dimostrare che una scelta del genere è interpretabile esclusivamente come uno spreco di pubbliche risorse, sarà nostra cura portare all’attenzione dell’autorità giudiziaria competente qualsiasi scelta dell’amministrazione capitolina che vada in tale direzione. Questa nota, da considerare come formale diffida, viene inoltrata agli enti in indirizzo per le rispettive competenze. 


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