CAMPI NOMADI : l’emergenza ambientale non è un fatto
secondario
“In
passato avevamo sottovalutato il problema, ma cominciamo a
renderci conto che i nuovi stili di vita dei Rom, nei loro
insediamenti, possono dar luogo a gravi problemi ambientali
che possono gravare sulla salute pubblica per parecchi
anni”- afferma Enzo Minissi, presidente
dell’associazione ambientalista di volontariato OIKOS
, che quest’anno celebra il suo trentennale di
attività a Roma e nel Lazio. “Nei primi
insediamenti c’era il problema dei liquami che percolavano
nella falda, aggiungendo inquinamento alle acque
sotterranee già da lungo tempo compromesse. Qualche albero
moriva per l’effetto dei detersivi versati sulle radici e,
dopo la partenza, restavano un bel po’ di rifiuti da
rimuovere. Piccoli guai che, però, avevano carattere
reversibile. Gli attuali insediamenti, di lunga permanenza
e con un florilegio di attività pericolose per l’ambiente
possono, invece, creare danni per la cui riparazione c’è
bisogno di interventi di bonifica lunghi e costosi.
Dall’accumulo di diossina e sali di rame nei suoli e nelle
falde causati dalla bruciatura dei cavi elettrici, agli
olii lubrificanti dispersi dalla rottamazione abusiva. La
persistenza di un’elevata popolazione in aree ristrette,
crea una concentrazione di liquami che provoca effetti da
avvelenamento chimico.” “Non sta a noi entrare in polemiche
sui tempi e le modalità di rimozione dei campi”- aggiunge
Alfonso d’Ippolito, segretario dell’Oikos-“
tanto più che in passato abbiamo ampiamente collaborato con
l’Opera Nomadi per soluzioni che tenessero conto
delle necessità umanitarie dei Rom, ma ci sembra
pericolosissimo, soprattutto per i bambini che, costretti a
vivere in ambienti che nulla hanno a che fare con le
secolari tradizioni dei Nomadi, rischiano seri danni per la
loro salute attuale e futura.” L’appello dell’Oikos è di
proseguire con fermezza seguendo l’esempio dello sgombero
di Casilino 700, qualora si riscontrino seri rischi
ambientali e, contestualmente, stroncare tutte quelle
attività che producono inquinamento negli insediamenti il
cui sgombero viene differito.
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