Il Messaggero
pag. 33

martedi 10 Agosto 1999

 


Emergenza

A Castelfusano ridotti in cenere dodici ettari di bosco: distrutti oltre trecento pini secolari

 

Una pioggia continua di acqua di mare dalle 8 del mattino sino alle prime ombre della sera non è bastata a spegnere gli incendi dolosi che da domenica interessano la pineta di Castelfusano. Secondo un primo bilancio sono andati persi 12 ettari di bosco con 300 pini secolari. Lo spiegamento di forze ieri è stato notevole. Per dodici ore hanno operato due Canadair con oltre 150 lanci, ciascuno da 6 mila litri d'acqua. Al loro fianco dal pomeriggio sono intervenuti anche due CH47 Chinook dell'Esercito con cestello da mille litri. "Non è facile spegnere le fiamme dal cielo - spiegano alla centrale operativa della Protezione Civile - perché le chiome dei pini frenano la caduta dell'acqua e si causano danni ai rami". In basso sono stati mobilitati i volontari dell'Aval (due autobotti), l'Ama (due cisterne) e il Corpo Forestale dello Stato (una botte). Appena due delle sei disponibili le autopompe funzionanti del Servizio Giardini. "Non parlo con i giornalisti" replica a tal proposito il direttore del Servizio Giardini del Comune di Roma, Angelo Bonuccelli. "Il Campidoglio ha gravi responsabilità in quello che sta accadendo" accusa Alfonso D'Ippolito dell'Oikos. "A Castelfusano non c'è controllo di nessun tipo" polemizza il portavoce dei verdi Angelo Bonelli. E i piromani non si fermano.


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