Le condizioni del tempo non influenzano la politica solo
quando si tratta di scegliere tra l’andare a votare o l’andare al mare: una
primavera piovosa come quella che abbiamo avuto e l’ondata improvvisa di caldo
estivo di questi giorni, rischiano di mettere in seria difficoltà la giunta
appena insediatasi al governo del Lazio.
In particolare, chi si occuperà di ambiente e protezione
civile, rischia di dover fare i conti con una situazione particolarmente
pericolosa, in quanto le abbondanti precipitazioni hanno fatto crescere la
vegetazione erbacea in maniera anomala, mentre il caldo improvviso la sta
facendo seccare.
"Condizioni simili si verificarono nel 1993, e fu un’estate
disastrosa" è il commento di Vincenzo Minissi, presidente dell’Oikos
che da vent’anni studia il fenomeno degli incendi boschivi in Italia "E
ci pare che nella Regione Lazio e a Roma, in particolare, il degrado
generale delle aree verdi si sia particolarmente aggravato negli ultimi anni:
non è solo un problema di alberi che cadono. Manca completamente una politica
di coordinamento delle risorse forestali in uno dei territori più ricchi e
interessanti d’Europa dal punto di vista vegetazionale".
Il segretario dell’associazione, Alfonso D’Ippolito
aggiunge: "Tutti i rilievi critici sulla gestione del problema degli
incendi boschivi nel Lazio sono da tempo stati portati all’attenzione della
Magistratura, data la totale assurdità delle scelte in materia fatte dall’ultimo
assessore all’ambiente del Lazio (peraltro sonoramente bocciato dagli elettori
alle ultime consultazioni elettorali). Basti pensare che nella delibera che
stabilisce i divieti da imporre in materia di prevenzione, quest’anno (come
peraltro l’anno scorso), fors’anche per un refuso tipografico, manca
il divieto esplicito di bruciare nei campi, anche incolti, lo stoppie delle
culture graminacee e leguminose, dei prati e delle erbe palustri e infestanti,
nonché gli arbusti e le erbe lungo le strade comunale,
provinciali e statali. Tale ‘dimenticanza’, che metterà in guai
serissimi gli uomini del corpo forestale e i volontari impegnati nel controllo
del territorio, la dice lunga sulla superficialità con la quale viene gestito
il settore ".
Il passaggio delle deleghe alle Province, la mancanza di un’organizzazione
capillare, la fumosa distinzione di competenze tra Guardie Forestali, volontari
e vigili del fuoco, completano un quadretto assai poco rassicurante.
Come ogni anno l’Oikos manterrà attivo un osservatorio e
un presidio di vigilanza attiva sul territorio, con la pubblicazione di tutte le
notizie e i documenti utili a capire e prevenire il fenomeno sul suo sito
Internet