INIZIA LA
STAGIONE DEI FUNGHI E I ROMANI SONO SENZA IL TESSERINO
OBBLIGATORIO: L’OIKOS CHIEDE UNA PROROGA DI UN ANNO E UNA
MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE
All’inizio sembrava una buona
legge, quella emanata dalla Giunta Badaloni per disciplinare
la raccolta dei funghi, ma, a due anni dall’emanazione, non
è possibile la sua applicazione, almeno a Roma. La legge
prevede il rilascio di un tesserino dopo aver seguito un corso
obbligatorio presso un’associazione ambientalista o una ASL,
ma, essendo senza copertura finanziaria, i costi dei corsi
devono essere sopportati dagli aspiranti raccoglitori e,
inoltre, non è stata fatta alcuna campagna di
pubblicizzazione adeguata. Il risultato è che in una città
come Roma le decine di migliaia di appassionati non potrebbero
in alcun modo aver la possibilità di frequentare i corsi, o
perché hanno saputo in ritardo delle nuove norme, o perché
le strutture che dovrebbero fornire i corsi sono impreparate a
reggere la mole di domande "Da alcune settimane -
commenta Enzo Minissi, presidente dell’Oikos - arrivano
decine di domande presso la nostra associazione che è stata
inserita in un elenco che viene distribuito in Provincia. Ma
noi non riusciamo ad entrare in contatto con gli uffici che ci
dovrebbero spiegare le modalità di rilascio dei tesserini al
termine dei corsi, e comunque, non possiamo in alcun modo
rispondere all’eccesso di domande. Oltretutto non riteniamo
che un corso accelerato possa garantire di evitare
avvelenamenti: si sa che chi resta avvelenato è sempre il
raccoglitore occasionale, che ignora totalmente la
normativa" Il passaggio di competenze nell’applicazione
della legge, dalle Regioni alle Province, ha ulteriormente
complicato la faccenda. "Tutta la legge, da noi
inizialmente apprezzata - commenta Alfonso D’Ippolito -
segretario dell’Oikos - sembra più che altro favorire le
associazioni che di fatto, hanno la possibilità di imporre il
prezzo che desiderano per ammettere la gente ai loro corsi.
Una strana commistione di obblighi pubblici e profitti privati
dalla quale prendiamo decisamente le distanze."
L’Oikos chiede quindi al
presidente della Provincia di Roma di prorogare ancora per un
anno l’obbligo del tesserino, pur mantenendo le altre norme
che vincolano la raccolta dei funghi a precise disposizioni, e
alla Regione Lazio di modificare la legge in maniera tale da
renderla applicabile.
Chiunque, infatti, venisse oggi
multato per non essere in possesso del tesserino, avrebbe
gioco facile, in sede giudiziaria, nel dimostrare l’impossibilità
di venirne in possesso per la mancanza di strutture
sufficienti ad offrire il corso di formazione richiesto.
Questo non farebbe che aumentare la confusione e l’indisciplina
nella raccolta, aggravando ulteriormente la già critica
situazione delle specie fungine del Lazio, molte delle quali
prossime all’estinzione.