Il Tempo
Cronaca di Roma, pag. 22
Domenica, 22 agosto 1999
di CLARA GERALDINI

 

L’OIKOS PRESENTA UN ESPOSTO SUL ROGO DELLA CAFFARELLA

"Il Comune non applica la prevenzione degli incendi"

 L’ordinanza del sindaco e la legge regionale prevedono la ripulitura delle sterpaglie nelle aree boschive

 

"IL PROBLEMA degli incendi Ŕ uno solo. Il comune di Roma non mette in pratica il piano di prevenzione, nonostante vi sia un’ordinanza del sindaco Rutelli e una legge regionale. E la gravitÓ dell’incendio della Caffarella Ŕ stata determinata proprio dal non rispetto di queste norme. Enzo Minissi e Alfonso D’Ippolito, rispettivamente presidente e segretario dell’associazione Oikos, da anni combattono per l’ambiente. L’incendio che ha devastato ettari del parco della Caffarella venerdý, per loro, Ŕ l’ennesima conferma che nella capitale, da parte politica e amministrativa, manca una cultura dell’ambiente. E se quest’anno l’Oikos non ha partecipato alle operazioni di spegnimento, Minissi e D’Ippolito non hanno certo rinunciato a portare avanti la battaglia contro il Campidoglio. Anche a colpi di carta bollata. "Il rogo della Caffarella finirÓ sul tavolo del magistrato e vedremo di chi sono le responsabilitÓ" annuncia il segretario che ha giÓ preparato un dettagliato esposto di quattro pagine. Premettendo la lunga lista di leggi e ordinanze che dovrebbero essere seguite nella prevenzione, D’Ippolito ricorda che nel territorio dove si Ŕ sviluppato l’incendio, "risulta attivato da parte dell’Ente Parco regionale dell’Appia Antica un sistema di vigilanza svolto da nove guardiaparco che svolgono servizio di vigilanza 8 alle 19 di tutti i giorni". Territorio dove, Ŕ scritto nell’esposto, "la gravitÓ degli eventi Ŕ stata determinata dal non rispetto degli obblighi descritti dalla delibera regionale e dell’ordinanza del sindaco che impone all’amministrazione gli obblighi di ripulitura su terreni espropriati". Tra l’altro, il sistema di vigilanza "non comprende i compiti di intervento sui focolai di incendio". Quindi, l’Oikos chiede alla magistratura "di verificare l’operato dell’amministrazione comunale, dell’ente regionale parco Appia Antica" sul rispetto delle normative e sul servizio di sorveglianza. "Quest’anno i piano di prevenzione degli incendi partiva dal 15 giugno – ricorda D’Ippolito – e prevedeva l’eliminazione delle sterpaglie e delle discariche. Ma nulla Ŕ stato fatto. Eppure esiste un ufficio apposito, l’unitÓ organizzativa per la protezione civile e i piani di sicurezza per il Giubileo". Basti pensare a quello che Ŕ successo quando nel ’94 and˛ a fuoco Monte Mario, "dove la societÓ che aveva in appalto l’area – sostiene il segretario – aveva speso un miliardo per 50 bocchette antincendio che non sono servite a nulla". Tanto che l’Oikos ha presentato su quel rogo un esposto alla Corte dei Conti.


HOME OIKOS BACK