Il Messaggero
Primo Piano Pag. 5
Domenica, 25 luglio 1999

 

 

In Piemonte Ŕ morto un volontario che cercava di spegnere le fiamme

Il Nord brucia e uccide: tornano gli incendi dolosi

 A La Spezia terrore in un villaggio turistico: decine di persone in fuga dai bungalow avvolti dal fumo
Allagamenti in Calabria e Campania

 

Vacanze da brivido

di LUCIA CORREALE

 

ROMA – Un week end bagnato e rovente al tempo stesso, disseminato di temporali e incendi, scrosciati e divampati senza guardare in faccia alle latidudini.
Contro le incursioni dei piro-terroristi a nulla e valsa l’iniziativa della settimana enigmistica, che, in collaborazione col dipartimento della Protezione Civile, ha curato un fascicolo di cruciverba e rebus tutti monogravicamente dedicati alla conservazione dei boschi e alla protezione dagli incendi.
Divampa il fuoco nei boschi, in centinaia di ettari di bosco tra Toscana, Sardegna, Liguria, Umbria e Piemonte. E proprio in Piemonte c’Ŕ stata, oltre al danno, una vittima: Ŕ morto un volontario impegnato a spegnere un vasto incendio scoppiato a Cursolo Orasso, in Valle Canobina, vicino a Verbania. La vittima, che aveva 55 anni e ha lasciato la moglie e due figlie, Ŕ precipitato in un burrone dopo aver perso l’equilibrio, probabilmente dopo aver perso l’equilibrio, probabilmente accecato dal fumo.
Una domenica di super lavoro per i Vigili del Fuoco anche in Liguria, dove il fuoco ha bruciato pinete e minacciato case e alberghi tra Levanto e Bonassola, in provincia di La Spezia. Momenti di panico si sono vissuti quando le fiamme hanno lambito il residence "La Francesca" e i soccorritori hanno fatto evacuare i bungalow allontanando gli ospiti via terra e via mare, grazie all’intervento di una motovedetta della capitaneria di porto. Tre turisti intossicati sono stati soccorsi a Levanto. Le fiamme, sicuramente di origine, dolosa, "ricordano nelle proporzioni il rogo dello scorso anno" ha detto il prefetto di La Spezia Mario Spanu, categorico nell’attribuire a "piroterroristi" la paternitÓ dell’incendio che ha lambito le Cinque terre.
Fiamme anche in Sardegna, colpita su diversi fronti: una mano dolosa ha colpito nella provincia di Alghero, appiccando il fuoco ad alcuni casolari di campagna che sono andati distrutti. A Cala Ginepro Ŕ stato evacuato un campeggio per precauzione e a Cala Liberotto, non lontano da Orosei, soltanto ieri sono stati individuati 19 focolai. L’incendio, anche quando sembrava ormai domato, Ŕ ripreso a divampare, alimentato dal forte vento di maestrale che soffiava sull’isola.
Ancora fiamme, ancora dolo e ancora forte vento in Umbria, dove ieri il fuoco ha distrutto 60 ettari di campagna nel comune di Parrano, in localitÓ Manziano, a ridosso del monte Peglia. Le fiamme si sono poi estese al territorio di Montegabbione a Castel di Fiori. Per spegnere l’incendio ci sono voluti quattro elicotteri, uno del corpo forestale e tre dell’esercito, pi¨ quattro squadre dei vigili del fuoco di Terni e Orvieto, pi¨ personale della Forestale e della comunitÓ montana.
Nel tardo pomeriggio di ieri un incendio di vaste proporzioni Ŕ scoppiato a Sant’Agostino, localitÓ balneare vicino Civitavecchia. Le fiamme hanno minacciato alcune villette della zona. A preoccupare i vigili del fuoco la presenza di molti bomboli di gas liquido nei giardini delle abitazioni. In serata le fiamme sono state circoscritte.
E oltre alle fiamme divampano anche le polemiche, sulla tempestivitÓ dei soccorsi, ma soprattutto sulla prevenzione degli incendi.
"Con quello che costano 100 ore di volo di un Canadair - ha detto Alfonso D’Ippolito, segretario dell’associazione ambientalista Oikos – si possono finanziare per un anno almeno 20 presidi periferici in grado di mobilitare in tempi brevi migliaia di volontari in territori a rischio".
Vento forte dunque che ha alimentato le fiamme, ma anche vento forte che ha portato temporali soprattutto al Sud, in particolare in Calabria e Campania.
Catanzaro e Cosenza, le cittÓ calabresi pi¨ colpite: la prima ha avuto il traffico paralizzato dalle imponenti piogge e la seconda Ŕ rimasta coperta da scrosci di pioggia che hanno raggiunto complessivamente i 13 millimetri d’acqua. Forti danni sono stati registrati anche nelle campagne dove le abbondanti piogge hanno allagato un terreno molto secco che non Ŕ quindi riuscito ad assorbire l’acqua.
Maltempo e temperature abbattute anche in Campania, dove ieri ha soffiato un forte vento. Cresce la preoccupazione per le zone del Salernitano e dell’Avellinese, che nel maggio dell’anno scorso furono colpite da una frana che caus˛ undici morti. Torna infatti lo stato di attenzione a Quindici (in provincia di Avellino); analoga situazione a Sarno (Salerno) dove si vigila sull’evolversi della situazione, ma per ora non si registrano emergenze, nÚ interventi dei vigili del fuoco.


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