Il Giornale
Lunedý 26 luglio 1999
Pag. 13
Di Andrea Acquarone

 

Il fuoco brucia mezza Italia
la pioggia allaga l’altra metÓ

  Non si fermano gli incendi che stanno devastando Sardegna e Liguria
Campania, Abruzzo e Basilicata flagellate da nubifragi e frane

 

Uno Stivale capovolto, Con il Nord in fiamme e il Sud sott’acqua. Il meteo folle non conosce nemesi: lÓ dove si invoca quella pioggia che aiuterebbe a domare il fuoco innescato da ignobili piromani il sole batte caldo e il vento ravviva le scintille; sul Meridione allagato dalla pioggia il canotto serve per uscir di casa. E comunque si giri l’ago della bussola emergenza Ŕ.

Riviera in fiamme

L’incendio scoppiato sabato su due fronti di fuoco che ha mandato in cenere quasi 800 ettari di macchia mediterranea tra Levanto e Bonassola, costringendo turisti e abitanti della zona collinare alla fuga, non Ŕ stato ancora domato.

"Data la situazione ancora molto critica – spiega Alfredo Milazzo, coordinatore provinciale del corpo forestale – abbiamo chiesto un ulteriore rinforzo da parte degli uomini della Marina militare ed anche l’intervento di un gigantesco elicottero russo capace di trasportare 20mila litri d’acqua, in sosta all’aeroporto di Genova". Brutte notizie invece per quanto riguarda il tanto atteso arrivo di altri Canadair. "Dal centro operativo romano – ha spiegato una funzionaria della prefettura di La Spezia – ci hanno risposto picche. L’emergenza – dicono – Ŕ anche in altre parti d’Italia, per cui non Ŕ possibile inviare qui altri mezzi".

Sotto controllo, almeno questo, l’incendio sempre sul versante di Levanto, nelle localitÓ Lavaggio, Rosso e Lizza, che si era esteso su un fronte di oltre un chilometro. E ieri bruciava anche il verde di Millesimo, in Valbormida. Pi¨ preoccupante la situazione nel Genovese, sul monte del Faiallo, sulle pendici del Turchino e alle spalle di San Quirico, dove ancora in serata erano impegnati numerosi uomini della Forestale e dei pompieri.

Emergenza anche nel Ponente. Da ormai quasi due giorni stanno andando in fumo anche i pini ed ulivi: nell’immediato entroterra di Albenga Ŕ fuggi fuggi: la colonna rovente stava ieri avvicinandosi minacciosa ai centri abitati.

Tre fermi a Cagliari

Per il terzo giorno consecutivo il fuoco non ha risparmiato neppure l’isola. Nel pomeriggio le fiamme hanno devastato le campagne di Bonnanaro e la periferia di Siligo, nel Sassarese. Fiamme anche nei comuni di Villacidro (Cagliari) e di Fordongianus (Oristano), dove per˛ il tempestivo intervento di mezzi dal cielo ha consentito di limitare i danni, Sconcertante invece l’etÓ di tre presunti incendiari fermati ieri dai carabinieri: tre ragazzi, di 12,13 e 15 anni, visti allontanarsi furtivi alla zona il localitÓ Funtaneddas, sulla collina dietro l’ospedale di Muravera (Cagliari) trasformata in un tizzone ardente. Gli investigatori stanno adesso cercando di stabilire se proprio loro abbiano lanciato le esche incendiarie trovate nei focolai.

Le polemiche

Divampano come ad ogni disastro annunciato di questa Italietta fragile, male organizzata ma pure troppo minata dai delinquenti. Le fiamme difficilmente si accendono da sole. Legambiente e Associazione ambientale Oikos si scagliano contro la mancanza di prevenzione e programmazione degli interventi.

Sud in apnea

Weekend battuto dalla pioggia in gran parte del Mezzogiorno. Indaffaratissimi i pompieri del Salternitano, costretti a lavorare da sabato fino alle 4 di ieri mattina per fronteggiare i danni dei violenti temporali. Sul litorale di Pontecagnano l’acqua ha allagato parte del campeggio "Isola verde". Ma Giove Pluvio si Ŕ scatenato anche sulla costiera amalfitana, provocando smottamenti sulla strada provinciale nei pressi di Ravello. Brutta avventura in Abruzzo per una cinquantina di scout accampati a 1.500 metri d’altitudine. Dopo un’intera notte passata sotto gli scrosci e con le tende allagate, con un torrente in piena che gli impediva il rientro verso l’abitato, ieri sono stati soccorsi da personale del Corpo forestale e dai carabinieri. Nel Chietino, l’allagamento della statale tra Francavilla al Mare e Ortona ha reso necessario il "dirottamento" del traffico lungo la parallela autostrada A/14. Bloccate anche alcune strade provinciali nei pressi di Ortona. La situazione di Francavilla poi, per l’allagamento dei sottopassi che collegano statale a litorale e la situazione ancora critica nella parte nord, ha spinto il sindaco a chiedere lo stato di calamitÓ naturale. Anche in Calabria le piogge intense hanno provocato danni e un brusco abbassamento della temperatura.

Tragedia sfiorata e danni ingenti infine a Melfi, in Basilicata. Una frana caduta da Monte Vallure ha colpito l’abitato. La massa di fango ha trascinato per molti metri diverse automobili, vi sono stati attimi di paura anche per chi si trovava ai piani bassi di diverse abitazioni invase da acqua e terra. I danni si aggirerebbero sui dieci miliardi.

Fango e acqua, causati dal violentissimo nubifragio che ha interessato gran parte del Vulture.Melfese, hanno invaso nel pomeriggio lo stabilimento della "Gaudianello" - azienda specializzata nell’imbottigliamento di acque minerali – che ha sede a Monticchio di Rionero in Vulture (Potenza). Melma e detriti hanno danneggiato diverse attrezzature dello stabilimento, nel quale lavorano circa 140 persone. Secondo i primi rilievi, Ŕ improbabile che oggi la produzione nello stabilimento possa riprendere con regolaritÓ.


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