Il Tempo
Lunedý, 26 luglio 1999
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 Il fuoco non si ferma, allarme in Liguria

Nel Levante sono giÓ bruciati duecento ettari di macchia mediterranea
Le fiamme hanno raggiunto i trenta metri d’altezza

 

ROMA – Il Levante ligure Ŕ stato, per il secondo giorno consecutivo, sotto scacco delle fiamme che, complice anche il vento secco, non si sono placate. Anche la Sardegna per il terzo giorno Ŕ stata investita dal fuoco e tenuta in ostaggio dai piromani. Il bilancio anche ieri Ŕ stato di boschi e macchia mediterranea devastati. Nel pomeriggio domenicale le fiamme hanno interessato le campagne di Bonnanaro e la periferia di Siligo, nel sassarese.

Non sono mancate poi le polemiche per gli "intoppi" burocratici che hanno impedito, per un giorno intero, il decollo da Genova del "gigante" di fabbricazione russa, l’elicottero Mi26t anti-incendio che con una capacitÓ di 20.000 litri d’acqua avrebbe assicurato una maggiore efficacia dell’intervento della Protezione civile. Un elicottero "gemello" opera giÓ in Calabria senza obiezioni.

L’emergenza ligure, che impone evacuazioni sempre pi¨ numerose, e non solo di turisti, avvolge da quasi due giorni tutta la zona di Levanto e Bonassola, LocalitÓ del levante ligure, vicino alle Cinque terre. In fumo giÓ 200 ettari tra boschi e macchia mediterranea. Sotto controllo l’incendio sul versante di Levanto, nelle localitÓ Lavaggio, Rosso e Lizza, che si era esteso su un fronte di un chilometro e mezzo di bosco. Mentre l’inferno avvolgeva anche le alture alle spalle di Albenga.

Fuggiti dall’inferno di fuoco decine di turisti in vacanza presso il villaggio "Verso il mare" di localitÓ Cenesi (Albenga) e con loro abbandonano le case gli abitanti di alcuni edifici sparsi nel verde dell’entroterra ligure di ponente. Dopo un’apparente tregua, l’incendio che da sabato sera interessa la zona di Arnasco, ieri ha nuovamente ripreso vigore. Le fiamme, che hanno raggiunto i 30 metri di altezza, si sono propagate velocemente verso il comune di Vendone e l’intera zona Ŕ rimasta avvolta da una densa nuvola di fumo grigio.

La "mappa" dell’intervento di volo della protezione civile Ŕ stata aggiornata di ora in ora. Sull’incendio pi¨ "pericoloso" a Levanto (La Spezia) hanno via via operato fino dalle prime luci dell’alba di domenica quattro Cl415 (da Genova e Olbia) due G222 (da Pisa), due Nh500 ed alcuni elicotteri regionali. Pi¨ tardi Ŕ decollato l’elicottero russo Mi26t che le autoritÓ aeroportuali avevano bloccato. Sempre in Liguria tre Canadair Cl 415, e Ab212 e un G222 hanno operato in localitÓ Arsano-Cisano (Savona), un altro Cl 415 (da Genova) e un G222 hanno "messo sotto controllo l’incendio di Avegna (Genova) insieme ad elicotteri regionali.

In Sardegna, a Malafar (Sassari), hanno operato il maxi-elicottero americano F64f e un Ab412 su un incendio scoppiato nel tardo pomeriggio di ieri. A Orisei (Nuoro) sono intervenuti un Ab412 e il maxi-elicottero americano F64f "Camilla" (9000 litri d’acqua) che il Dipartimento della Protezione civile sta sperimentando insieme agli elicotteri russi Mi26t. Sono invece domati gli incendi in Umbria, a Parano dove hanno operato due elicotteri pesanti Ch47 e un Ab212 dei vigili del fuoco di Arezzo.

Legambiente e Associazione ambientale Oikos si scagliano contro la mancanza di prevenzione e la programmazione degli interventi. "Di fronte al disastro ambientale dovuto agli incendi che ogni anno provocano un danno stimabile intorno a mille miliardi – denuncia Legambiente – ci troviamo praticamente indifesi". E aggiunge: "Gli incendi vengono appiccati con l’intento di realizzare speculazioni edilizie, come forma di protesta verso le istituzioni, come ripicche tra privati". Per Oikos, "dal fango al fuoco si passa da un’emergenza all’altra" tutte prodotte "dal dissesto idrogeologico e la mancanza di piani coerenti di gestione del territorio. E propone: "impiegare i giovani disoccupati nell’opera di prevenzione dei boschi dagli incendi, mettendo in campo non pompieri improvvisati ma una presenza organizzata di intervento che pu˛ – secondo Alfonso D’Ippolito – provvedere a rimuovere il pericolo di sterpaglie e possa sviluppare azione di sorveglianza contro i malintenzionati".


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