Il Messaggero
pag.34
mercoledì, 1 settembre 1999
di Giuseppe Motisi

 

Oggi il primo giorni di preapertura

 Caccia, si ricomincia: senza più tassa e qualche limitazione

Gli ambientalisti lamentano ancora la mancata delimitazione delle aree protette

 

Da questa mattina via libera alla caccia a Roma e provincia con la prima delle tre giornate di pre-apertura. Oltre ad oggi le doppiette romane potranno sparare, in attesa dell’avvio definitivo della stagione venatoria fissato per il 19, anche il 4 e il 5 settembre sia da appostamento fisso che temporaneo, ma senza l’ausilio del cane.

Si potranno però abbattere solamente alcuni animali per un numero limitato di capi: ad ogni cacciatore è infatti consentito catturare per ciascuna specie non più di dieci esemplari di tortora, merlo, cornacchia grigia, ghiandaia e gazza, non più di quattro esemplari di colombaccio e non più di due esemplari di alzavola e germano reale, per un numero complessivo di venti capi massimo a giornata.

Ma sono soprattutto due le novità in arrivo per le circa 40.000 doppiette romane, metà delle quali risiede nel comune di Roma: la prima è che a partire da quest’anno l’Assessorato alla Caccia ha deciso di abolire la marca da bollo di L.20.000 da applicare sul tesserino venatorio, la seconda è la possibilità di potersi spostare liberamente nei due A.T.C. – Ambiti territoriali di caccia – in cui è diviso la provincia di Roma.

Ad accompagnare l’inizio della stagione venatoria sono giunte puntuali le proteste del mondo ambientalista, in particolare dell’associazione "Oikos" che ha chiesto al ministro dell’Ambiente Ronchi di abolire la pre-apertura e ha inviato una nota al Campidoglio, alla provincia e alla regione lamentando la mancanza di un’adeguata tabellazione delle aree protette.

Nel Lazio i cacciatori sono poco meno di 76 mila di cui 40 mila risiedono nella provincia di Roma ed hanno un’età media tra i 30 e i 40 anni. Aumenta di anno in anno tra le loro fila anche la presenza delle donne.


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