Il Tempo
Mercoledì, 1 settembre 1999
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Oggi la pre-apertura della stagione venatoria nel Lazio in attesa di quella "ufficiale"

Doppia "riserva" di caccia in provincia

Gli ambientalisti chiedono di escludere le regioni più colpite da incendi

Nel mirino delle doppiette ci sono per il momento tortore, merli, gazze, colombacci, cornacchie grigie, ghiandaie, alzavole e germani reali.

 

DOPPIETTE in spalla e occhio pronto, ma soprattutto attenzione prima di premere il grilletto. I cacciatori laziali potranno usufruire oggi di un primo "assaggio" della nuova stagione. Prende infatti, l’avvio la cosiddetta "preapertura" di stagione, ovvero una sorta di "anticipo" di calendario consentito solo in determinati giorni e per alcune specie. E ci sono anche "sorprese" positive per gli appassionati di questa attività che risiedono e cacciano nel territorio della provincia capitolina.

Nel Lazio, oggi, il 4 e il 5 settembre si inizierà con la caccia da appostamento fisso o temporaneo: sarà possibile cacciare la tortora, il merlo, il colombaccio, la cornacchia grigia, la gazza, la ghiandaia, l’alzavola e il germano reale.

Per l’apertura generale bisognerà invece attendere il 19 settembre; la stagione si concluderà il 31 gennaio 2000. Per l’intera stagione, la caccia è consentita per tre giorni a settimana a scelta tra il lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. L’esercizio venatorio è consentito da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.

Come ogni anno non solo mancate le polemiche tra ambientalisti e cacciatori. L’associazione di protezione ambientale Oikos ha chiesto al ministro dell’ambiente Edo Ronchi un decreto che annulli le cosiddette preaperture e che vieti la caccia nelle regioni maggiormente colpite dagli incendi. I responsabili dell’Oikos hanno inoltre affermato di avere inviato una nota al Campidoglio, alla Provincia di Roma e alla Regione Lazio chiedendo la tabellazione e la perimetrazione delle aree in cui la caccia è vietata.

Novità sono previste nella provincia di Roma dove l’assessorato alla caccia e pesca rende noto che i cacciatori avranno la possibilità di cacciare anche in un secondo ambito territoriale di caccia (Atc). La Provincia di Roma ha inoltre annunciato che è in corso di attuazione un coordinamento di polizia provinciale per garantire la caccia senza che si verifichino incidenti.

"Queste iniziative – ha detto l’assessore provinciale alla caccia Stefano Gaggioli – incontreranno il favore dei cacciatori che hanno a cuori l’ambiente. Auguro a tutti un calorosi in bocca al lupo".

Nel Lazio i seguaci di Diana sono poco meno di 76 mila. Circa 40 mila risiedono nella provincia di Roma e di questi, la metà nel solo comune di Roma, in cui risiede quasi il 30 % dei cacciatori di tutta la regione. Il cacciatore laziale ha in media tra i 30 e 40 anni e da qualche tempo sembra in aumento il numero delle donne. Tra i cani più richiesti, il Setter inglese, il Pointer e il Segugio italiano a pelo raso.


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