IL GIORNALE · Lunedì 9 agosto 1999 - CRONACA DI ROMA

 

 

 

La capitale degli incendi si infiamma la polemica

 

 

Accuse al Comune

Ieri a fuoco 150 ettari, problemi sulla Colombo.

Dal ‘98 casi raddoppiati. L’Oikos non ha dubbi:

"Il gabinetto del sindaco non fa prevenzione"

 

 

Leggerezza

 

L’ordinanza che prescrive lo stato di grave pericolosità è quasi "clandestina" :

nessuna traccia su Televideo e Internet

 

 

 

 

Roma brucia e divampano anche le polemiche. Ieri è stata un’altra giornata di fiamme: oltre 170 le chiamate ai vigili del fuoco, 150.gli ettari dì macchia, di pineta o di sterpaglie andati in fumo da Ostia all’Aurelia alla Giustiniana.

Le fiamme hanno perfino costretto alla chiusura delle corsie laterali della Colombo per alcune ore. E c’è chi se la prende con il Comune per la scarsa capacità di prevenzione messa in campo. L’associazione ambientalista Oikos ieri ha diffuso un duro e lungo comunicato nel quale rimarca tutte le presunte mancanze del Campidoglio. "La capitale finisce in ginocchio di fronte alla prova del fuoco - si legge nella nota - e qualsiasi situazione si trasforma in un pandemonio". Alfonso D’Ippolito, segretario dell’Oikos, punta il dito in particolare contro il gabinetto del sindaco: "E a questo ufficio - spiega - che va attribuita la responsabilità maggiore di questa situazione. Da almeno un paio di anni a questa parte va in ginocchio davanti a tutte le emergenze)

"Gli incendi registrati in città tra il15 giugno e il31 luglio di quest’anno dal Gabinetto del sindaco - spiega D’Ippolito -sono stati ben 223, cioè 95 in più dello scorso anno. E per di più bisogna considerare che la piovosità del mese di luglio è stata superiore alle medie stagionali e che frequenti sono stati i temporali che si sono abbattuti sulla città.

Al contrario, probabilmente, di quel che si verificherà nel mese di agosto, che già si è manifestato con un clima particolarmente torrido".

Per l’Oikos, dunque, "bisogna voltare soprattutto nella difesa del patrimonio boschivo, oltre 80mila ettari, dagli incendi, cominciando con il denunciare ogni carenza dell’amministrazione capitolina, che si ostina a perseguire una politica di emergenza, rifiutando di lavorare concretamente nel settore della prevenzione.

A conferma di ciò l’associazione elenca una serie di "leggerezze" commesse dal Comune sul fronte degli incendi: "L’ordinanza del sindaco che prescrive lo stato di grave pericolosità - osserva D’Ippolito -non è assolutamente conosciuta dai romani. Quest’anno non vi è traccia di essa né sul televideo comunale né sul sito Internet del Campidoglio. Nessuna conferenza stampa è stata convocata per illustrame il contenuto e l’unica in-formazione è avvenuta attraverso la tardiva affissione di appena 5.000 manifesti". Inoltre, prosegue il segretario dell’Oikos, "l’ordinanza è scritta in stile burocratese che risulta incomprensibile alla maggior parte dei cittadini (molti degli interessati sono agricoltori), e quest’anno è stato spostato per giunta dal primo al 15 giugno l’inizio del periodo di grave pericolosità per il rischio di incendi". Infine, insiste D’Ippolito, "in considerazione della scarsa attitudine dei vigili del fuoco a interventi di incendio boschivo, nonché della difficoltà dei loro mezzi negli interventi su strade sterrate, nella capitale mancano forze adeguate per spegnere gli incendi". Per questo l’Oikos rllancia per l’ennesima volta la proposta di impiegare i giovani disoccupati. nella prevenzione degli incendi. "Non si tratta di mettere in campo pompieri improvvisati – conclude il presidente dell’Oikos, Vincenzo Minissi – ma di avere una presenza costante e coordinata che provveda a rimuovere il pericolo delle sterpaglie e a garantire la sorveglianza contro i malintenzionati",

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