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INCENDI BOSCHIVI: LA CATASTROFE SI RIPETE
Compito assai sgradito quello di dover commentare, ancora una volta e sperando inutilmente che sia lultima, il bollettino catastrofico che rimbalza sui media, inesorabilmente, tutte o quasi tutte le estati italiane. Evero che negli ultimi tre anni landamento atipico delle condizioni meteorologiche, con estati fresche e relativamente piovose, aveva concesso una tregua sul fronte degli incendi. Con filosofia tipicamente italica, però, tali condizioni benevole sono servite esclusivamente a far ridurre ancora di più la già scarsa attenzione dello Stato e degli altri enti preposti, verso un fenomeno estremamente minaccioso per lintegrità dellambiente naturale e la sicurezza della popolazione. Non va dimenticato che frane, smottamenti, alluvioni ecc., sono da intendersi strettamente correlate alla distruzione e al degrado della copertura arborea dei suoli, e che lelenco dei morti, degli ustionati e degli intossicati che riceviamo destate, non è che il macabro preludio di quelli autunnali e primaverili sui sepolti vivi, schiacciati e annegati dalle maree di acqua, fango e detriti che si rovesciano senza freni sul territorio semidesertificato dellItalia che non sa badare a sé stessa. La presenza al governo di un personaggio efficiente ed onesto come lattuale responsabile della protezione civile, Barberi, di ministri e sottosegretari appartenenti al partito dei Verdi, e, in generale, di una Sinistra che in passato aveva fatto una bandiera delle battaglie per la salvaguardia del territorio, non sembra aver giovato al miglioramento della situazione. Ci tocca quindi, ancora una volta elencare tutte le ragioni del perché un fenomeno, tutto sommato di scarsa pericolosità e facilmente controllabile, debba assumere tali proporzioni, indegne di un Paese europeo. 1)- NIENTE PREVENZIONE Gli incendi boschivi scoppiano esclusivamente in presenza di vegetazione erbacea secca. Basta effettuare la ripulitura di 3 o 4 mt. nelle fasce perimetrali dei boschi, (dato che allinterno di essi la scarsità di luce non permette la crescita della vegetazione infestante), e gli incendi non possono svilupparsi. I costi di tali operazioni sono irrisori, ma proprio per questo nessuno si scomoda ad accedere ai fondi a disposizione: meglio cercare di (non) risolvere il problema spendendo tanti soldi dei, quali, si spera, qualcosa resterà in tasca agli amici. In Francia risolvono ancora più efficacemente ed economicamente il problema della vegetazione infestante, incentivando gli allevatori di pecore e capre a spostare le loro greggi nelle aree a rischio prima della calura estiva. Lanimale ingrassa e il bosco è ripulito e sicuro. Una tale elementare ingegnosità sembra eccessiva per i farraginosi uffici preposti alla difesa del territorio, quasi sempre frammentati in settori che corrispondono esclusivamente agli interessi clientelari dellassessore di turno. 2)- NIENTE CONTROLLI- Ci sono aree che possono essere facilmente sorvegliate da pochi volontari o da altro personale, quale militari di leva, cassintegrati, polizia municipale, ecc. Il deterrente per i piromani è enorme, dato che costoro colpiscono confidando nellassoluta libertà di movimento. Eppure nessuno, o quasi, svolge queste blande azioni di pattugliamento di poche ore giornaliere che da sole potrebbero ridurre il fenomeno degli incendi, di fatto , solo alle ore notturne, quando lazione delle fiamme è scarsamente pericolosa. 3)- INTERESSI ECONOMICI- Più soldi spesi = più incendi. Questo vale sempre. Sapete qual è la regione italiana con il maggior numero di incendi (dati 96 del Corpo Forestale)? Il Piemonte, miei cari, dove, peraltro, destate se la piove piuttosto spesso. E sapete qual è la regione dove si spende di più contro gli incendi? Ebbene, sempre il Piemonte. La legge italiana di Protezione Civile impone che a combattere contro gli incendi sia solo personale non retribuito, proprio perché, per ancestrale maliziosità, lintuizione della relazione fuoco = soldi, qualcuno ce lha avuta. Eppure aggirando la legge o contando sulla disattenzione della magistratura, numerosi enti pubblici continuano a retribuire personale per le operazioni di spegnimento. Piccoli episodi in paeselli sperduti, si penserà. Ebbene no! Questo avviene, ad esempio, a Roma ove i dipendenti del Servizio Giardini vengono pagati con ore di straordinario per andare a spegnere gli incendi appiccati allerba alta che loro stessi non hanno tagliato negli orari di normale servizio.
4)- POMPIERI IMPREPARATI- LItalia è il paese al mondo con il più alto numero di Vigili del Fuoco retribuiti dallo Stato. In tutti gli altri la protezione civile ordinaria è affidata agli stessi cittadini. Questi vigili in condizioni normali sono pure troppi, e infatti si prodigano a salvare gattini, aprire la porta di casa a chi rimane chiuso fuori, oppure, molto più semplicemente, a svolgere mansioni che nulla hanno a che vedere con la sicurezza, anche grazie alla possibilità di usufruire dei benefici burocratici di tutti i dipendenti dello Stato (questo significa che possono, ad esempio, lavorare nelle segreterie politiche degli assessori). Quando scoppiano gli incendi, i Vigili del Fuoco diventano improvvisamente insufficienti e i loro ineffabili sindacati richiedono nuove assunzioni (a proposito, è già successo questanno?). Perché tutto ciò. Per saperlo basta controllare quanti di loro hanno scelto i mesi di Luglio e Agosto per andare in vacanza. I Vigili del Fuoco, inoltre, sono forniti di mezzi e attrezzature inutilizzabili contro gli incendi boschivi (le loro autobotti non possono andare fuoristrada). Non hanno la necessaria preparazione tecnica e scientifica per fronteggiare un fenomeno che coinvolge ecosistemi complessi come quelli boschivi: senza specifiche conoscenze agro-forestali, non è possibile pianificare con successo unoperazione di spegnimento. Nonostante tutte queste ovvietà, ancora si spendono soldi per impiegare i Vigili del Fuoco in un lavoro che non gli compete, che non sanno fare e che, a giudicare dalle loro uniformi spesso troppo pulite o dall'inusuale candore della iuta delle loro manichette antincendio, forse non hanno nemmeno una gran voglia di fare. 5) IL CORPO KAFKIANO FORESTALE DELLO STATO Da quando nel 1970, ufficiali e allievi della scuola per Guardie Forestali di Cittaducale tentarono, assieme al principe Junio Valerio Borghese, uno dei più ridicoli colpi di Stato mai concepiti al di fuori della letteratura umoristica, potremmo dire, usando una vaga metafora, che il corpo in questione ha un po perso di credibilità. Grave errore è stato non considerare i notevoli cambiamenti avvenuti nei decenni successivi, con una presenza di ufficiali e nuove leve con altissima sensibilità e preparazione tecnica ed ecologica, unite ad una provenienza sociologica da territori montani, che faceva di quasi ognuno dei suoi appartenenti, un elemento preziosissimo nella lotta agli incendi boschivi. Purtroppo, anche qui, vuoi per il pastrocchio seguito all "abolizione" (?) referendaria del Ministero per lAgricoltura (da cui il Corpo dipende), vuoi per i ritardi e le confusioni nella stipula delle convenzioni regionali, vuoi per la presenza al suo interno di sindacati tra i meno lungimiranti, il Corpo non sa più da chi dipendere. E soprattutto non ha nessuno che lo difenda quando si tratta di contendere finanziamenti agli esosi Vigili del Fuoco. Risultato: nonostante la legge sugli incendi boschivi gli attribuisca la direzione e la pianificazione delle operazioni di lotta agli incendi boschivi, la sua consistenza numerica e la sua dotazione tecnica sono talmente scarsi, che finisce per non contare nulla o quasi. Anche perché non dispone di uffici stampa e amicizie compiacenti tra i media che faccia risaltare il suo ruolo, che, laddove viene svolto, è realmente efficace e incisivo. 6) ARRIVA LAVIAZIONE !- Il tanto decantato Canadair, ogni volta che sgancia con grande spettacolarità il suo carico dacqua, soffoca circa 25 metri di fiamme. Il successivo scarico avviene, in genere dopo 10-15 minuti in condizioni mediamente favorevoli. Centro metri allora, quindi, di fiamme non SPENTE DEFINITIVAMENTE, perché i tizzoni covano ancora e possono riaccendere lincendio. Unora di attività di uno di questi aerei costa circa 20 milioni, se non andiamo errati. In condizioni normali (vento leggero, vegetazione verde)un incendio procede di circa un metro ogni 5-10 secondi. Per difetto possiamo dire che in un ora un incendio percorre circa 300 mt. . Non credo che ci siano bisogno di calcoli ulteriori per capire che il fare affidamento come prima risorsa nella lotta antincendio, ai Canadair o ad altre aeromobili non è altro che uno spreco inutile di pubbliche risorse. Luso di tali velivoli è giustificato solo se essi sono in grado di intervenire tempestivamente, cioè nei primi 10 15 minuti dallo scoppio di un incendio, e comunque hanno bisogno di squadre a terra che finiscano di spegnere i tizzoni e svolgano il grosso del lavoro di spegnimento delle fiamme, lasciando allaereo il compito di raggiungere con lestinguente le zone più inaccessibili. Invece con la tipica mentalità fatalistico messianica , quando scoppia un incendio dovuto alla solita incuria, sindaci, pompieri, notabili in vacanza ed altra varia umanità, si attaccano a radiotrasmittenti, telefonini e quantaltro, chiedendo a gran voce lintervento degli spettacolari quanto inutili Canadair. Dato che il giocattolino in questione costa decine di miliardi (più quello che abbiamo già detto per ogni ora di esercizio), e che di personaggi come quelli citati è piena lestate italiana, è comprensibile la confusione che regna al COAU (Comando Operativo Aereo Unificato) nel selezionare la priorità da assegnare alle richieste. Risultato: gli aerei arrivano in ritardo o in numero insufficiente. Fortunatamente la coscienza e la preparazione dei piloti e il loro autentico coraggio, risparmiano la maggior parte delle sciagure, dato che con lanci precisi e puntuali riescono quasi sempre a spegnere la parte delle fiamme che minaccia direttamente i centri abitati . In questa breve esposizione ho ricordato quali sono le cause che determinano la gravità e lincontrollabilità del fenomeno incendi in Italia. Le soluzioni sono esattamente simmetriche ai problemi: contare più sulla prevenzione, aumentare i controlli, gestire meglio il personale, non credere ai miracoli, ma soprattutto, attenzione alla corruzione che ancora può allignare dietro grossi interessi economici legati allutilizzo di tecnologie costose. Penso che anche il già citato responsabile nazionale della Protezione Civile, Barberi, sia di questo avviso. Ce la farà a spuntarla contro i miserabili interessi di questa italietta corrotta e assassina di sé stessa?
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