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Ecc.ma PROCURA GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI della REGIONE LAZIO
ESPOSTO-DENUNCIA
presentato dallASSOCIAZIONE OIKOS, organizzazione di volontariato iscritta al Registro Regionale del Lazio con DPGRL 2167/94 e allalbo regionale di Protezione Civile con DPRL 148/90, , con sede in Roma, via Paolo Renzi n. 55, in persona del legale rappresentante pro-tempore, prof. Alfonso DIppolito nato a Pollutri (CH) il 21.11.1954 e ivi residente in via San Rocco 48, elettivamente domiciliato in Roma, presso lassociazione che rappresenta in Roma via Paolo Renzi 55 e lassociazione VERDI AMBIENTE E SOCIETA associazione nazionale di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dellambiente con Decreto del 29/03/94 nonché riconosciuta Organizzazione non lucrativa di Utilità sociale, nelle persone del presidente pro-tempore sen Guido Pollice, nato a Avellino l1/10/1938, e del sig Stefano Zuppello nato a Roma il 6/09/1957, coordinatore nazionale della campagna "preveniamo gli incendi".
PREMESSO - che codesta On.le Corte dei Conti sta già svolgendo una indagine su scala nazionale su come sono state impiegate le risorse messe a disposizione dallo Stato ai fini di combattere il fenomeno degli incendi boschivi;- gli incendi boschivi costituiscono la maggiore causa di degrado del patrimonio naturale della regione Lazio sia per lazione diretta di distruzione delle biomasse sia per lazione indiretta che provoca lo squilibrio del territorio e il successivo dissesto geologico; - che il Comune di Roma con D.D. n 350 del 23.12..1998 ha varato la collocazione di n 43 idranti a colonnina mod B.1. UNI70 denominate più comunemente bocchette antincendio in alcune circoscrizioni del territorio comunale secondo il piano riportato di seguito
- Che per tale piano è stato prevista una spesa di non superiore a Lire 122.253.094 a beneficio della ACEA Spa ; - Che alla spesa sopraindicata vanno presumibilmente aggiunte quelle necessarie per la installazione e per la messa in opera ; - Che la superficie complessiva del comune di Roma di 129.000 ettari, ai sensi del P.R.G. del 1997 (il cosiddetto Piano delle certezze ) può essere suddivisa nella maniera sottoriportata
- Che larea agricola e le aree verdi (allinterno delle quali devono essere incluse le Riserve Naturali e le Aree protette) vanno a determinare il territorio agro-silvo-pastorale del comune di Roma (80.640 ettari) ; - Che alcune zone del territorio comunale (in particolare XIII, XII, XX, IV Circoscrizione) in considerazione delle fitocenosi ivi presenti, nonché della forte presenza antropica e dellintenso impatto esercitato dalle arterie stradali, deve essere considerato, nel periodo 1 giugno-30 settembre, uno dei territori maggiormente a rischio per quanto concerne il fenomeno degli incendi boschivi. - Che lo stesso rischio non è presente in altre zone del territorio comunale (la I, la II, la III, la IX Circoscrizione etc) ove le aree verdi sono costituite prevalentemente da giardini e Ville Storiche.
SI OSSERVA - La disposizione dirigenziale citata giustifica lintera operazione, affermando che tra le carenze evidenziate dallo studio e dallanalisi del fenomeno degli incendi boschivi nella Capitale emergerebbe un insufficiente numero di bocchette antincendio necessarie al rifornimento degli automezzi adibiti a tale servizio. Una esplicita richiesta di potenziamento delle prese dacqua, in prossimità delle aree verdi, finalizzata a rendere più efficace la lotta agli incendi sarebbe stata evidenziata da una nota del Dipartimento X Servizio Giardini con nota n 1946 del 23.10.98- Gli episodi di incendio che si sono verificati a Roma nellultimo decennio hanno, al contrario, dimostrato, la scarsa utilità di bocchette antincendio fisse nelle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi. Piuttosto clamoroso fu il caso del Parco di Montemario, (a suo tempo dotato di un sistema di bocchette antincendio costato circa un miliardo) dove nessuna delle 70 prese dacqua fu in grado di funzionare in occasione dei primi focolai. Il calore sprigionato delle fiamme e lazione del fuoco resero anzi inservibile per lungo tempo il sistema di apertura e chiusura delle bocchette stesse, che ha impedito di usare per anni la costosa dotazione di prese dacqua. - Lubicazione degli idranti descritta in premessa risulta
configurata in zona edificata rivelando una distribuzione, forse casuale, che, però, non
pare avere alcuna priorità neppure in merito ai territori comunali ricadenti in arre
verdi o in agro romano maggiormente esposti al rischio degli incendio. - LUbicazione delle 8 bocchette previste nel territorio della XII
Circoscrizione rivela, altresì, una concezione del territorio quantomeno originale.
Nessuna delle prese dacqua previste risulta infatti, essere stata collocata
allinterno della Riserva Naturale di Decima Malafede, che di fatto, è una delle
zone del territorio comunale, maggiormente esposta a rischio. Considerazione analoga può
essere fatta per quanto riguarda la mancata localizzazione di prese dacqua in altre
zone del territorio comunale. - Alcune prese dacqua risultano configurate allinterno di alcune sedi del Servizio Giardini (San Sisto, Laurentino, Villa Mazzanti, ove sono già presenti sistemi di prese dacqua o di irrigazione - Quanto meno singolare è, inoltre, la collocazione dellidrante in V circoscrizione, al Capolinea ATAC di Ponte Mammolo di fronte allingresso delle metropolitana Linea B in un punto spesso nevralgico a causa dellintenso traffico veicolare, nonché dei numerosi pendolari che quotidianamente frequentano la zona.
SI ESPONE - Alla luce delle osservazioni qui formulate, lintervento descritto non sembra presentare molta utilità e appare pressocchè inefficace in merito alla lotta degli incendi boschivi che si svolge a Roma.Le risorse alluopo destinate non sembrano garantire alcun effettivo beneficio.
SI CHIEDE alla luce delle osservazioni qui formulate di accertare i fatti descritti in premessa, verificando la realizzazione del piano di installazione-ubicazione delle nominate bocchette antincendio, individuando i criteri di priorità eventualmente utilizzati, che hanno portato a determinare questo tipo di spese e non un altro e valutando, altresì, se lesclusione dal piano di ubicazione delle zone più a rischio del comune di Roma, per potenziare un territorio in maggior parte edificato, comunque, già dotato di prese dacqua non vada a configurare danno o inadempienza nei confronti del pubblico erario.
SI CHIEDE altresì, a norma degli artt. 90 e 408 c.p.p., di essere sentita per fornire elementi di prova nonché di essere informata delleventuale archiviazione della presente istanza..
Con osservanza
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