COMINCIANO GLI INCENDI E A QUALCUNO SALTANO I NERVI

 

Possiamo dire che la stagione degli incendi a Roma è stata ufficialmente inaugurata giovedì 24 Giugno, con le fiamme che hanno lambito un ospedale, il Gemelli, e hanno causato un bel po’ di problemi in altre parti della città. D’altra parte le abbondanti piogge dei giorni precedenti hanno abbassato la capacità di propagazione del fuoco, e il danno, a parte la paura, sembra abbastanza contenuto. Chi non si è contenuto, invece, è stato qualche funzionario del gabinetto del Sindaco, che alle nostre critiche verso l’operato del Comune di Roma riferitegli da una cronista de "La Repubblica" sembra si sia lasciato andare ad un effluvio di improperi nei nostri confronti, che la cronista ha tradotto con un enigmatico "secondo il gabinetto del sindaco l’Oikos non sempre è stata all’altezza della situazione". Sembra essere diventata un’abitudine da parte dei responsabili della Protezione Civile di Roma e del Lazio, ogni volta che qualche giornalista gli chieda perché non si fa la prevenzione, perché non c’è un’organizzazione antincendio, perché il patrimonio boschivo vada distrutto, ribattere con attacchi all’Oikos (che oltretutto, dato che sono basati sul nulla, gli fruttano solo querele per diffamazione e calunnia) come se attaccando un’organizzazione di volontariato molto critica verso di loro, questo possa esorcizzare il problema degli incendi. E si badi che la nostra associazione, per quello che riguarda la lotta attiva contro gli incendi, si è sempre occupata di una zona, quella di Decima Malafede, distante parecchie miglia dal Gemelli, e che, come avremo modo di spiegare in altra sede, quest’anno non intende rischiare la pelle dei suoi volontari coinvolgendoli nella farraginosa ‘organizzazione’ antincendio del Comune di Roma. Per cui, decisamente non coinvolti direttamente nelle loro magagne, se non come cittadini attenti che hanno messo a disposizione tutta la loro conoscenza per cercare di prevenire tutti i possibili rischi.

I nostri visitatori sanno che l’Oikos, nella sezione dedicata all’ecologia della mente, si occupa ampiamente di problemi legati alle patologie della comunicazione e relazione che colpiscono le persone che cercano costantemente di celare a loro stessi quello che sta succedendo veramente. Uno dei modi che le personalità paranoidi preferiscono utilizzare per evitare di fare i conti con una realtà che giudicano minacciosa, è quello di attribuire la responsabilità di una certa classe di eventi, ad elementi che, per il solo fatto di essere presenti nel contesto ove la classe di eventi si manifesta, diventano nell’ideazione delirante, in qualche modo responsabili delle conseguenze negative degli stessi eventi. Un po’ tutti noi imprechiamo contro varie divinità quando inciampiamo in uno scalino o ci diamo una martellata sul dito. Molto spesso ce la prendiamo con i sindaci quando troviamo ingorghi di traffico (invece di lasciare, saggiamente, la macchina nel parcheggio in determinati giorni). L’invettiva contro il prossimo invece che contro i nostri errori personali è una cosa tipicamente umana e, entro certi limiti, tollerabile. Ma certi atteggiamenti , quando sono compiuti da persone che hanno sulle spalle la sicurezza di una città o di una regione, fanno, ovviamente, rabbrividire.

Ricordiamoci che l’estate è appena iniziata e che ci aspettano ancora i due mesi più pericolosi. Speriamo che qualcuno intervenga prima che sia troppo tardi.


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