§ 14. — L.R. 2 settembre 1974, n. 43. — Provvedimenti per la difesa e lo sviluppo del patrimonio forestale (1).


 


1. I boschi di proprietà dei Comuni, di altri Enti e privati, ubicati nel territorio della Regione Lazio, inclusi in zone di rilevante interesse vegetazionale e ritenuti meritevoli di conservazione in base a provvedimenti di legge o amministrativi nazionali o regionali, sono sottoposti alle speciali disposizioni di cui alla presente legge.

 

2. Negli atti amministrativi che determinano le zone di rilevante interesse vegetazionale e i boschi ritenuti meritevoli di conservazione possono essere disposti in tutto o in parte i seguenti divieti:

a) la manomissione e l’alterazione delle bellezze naturali;

b) la raccolta delle specie vegetative più rare che saranno indicate in apposito regolamento;

c) le esecuzioni di taglio boschivo, anche parziale;

d) le costruzioni edilizie di qualsiasi genere;

e) l’esercizio della caccia, l’uccellagione e la pesca, con qualsiasi mezzo esercitate;

f) l’apertura di cave di pietre;

g) i movimenti di terreno, dissodamenti e gli scavi;

h) la riduzione a coltura dei terreni boschivi.

 

3. Per i limiti imposti dalla Regione, indicati alle lettere c), e), f), dell’art. 2, verrà corrisposto, da parte della Regione stessa, un adeguato indennizzo ai proprietari o ai possessori, tenunto conto dei mancati redditi derivati dall’applicazione della presente legge.

 

4. L’indennizzo di cui all’art. 3 sarà determinato dalla Giunta regionale caso per caso, sentito l’interessato.

Contro la determinazione di indennizzo è ammessa la tutela in base alla legislazione vigente. La Regione, in ogni caso, proporrà alla controparte il deferimento della controversia ad un Collegio Arbitrale ai sensi delle norme previste dal codice di procedura civile.

 

5. Fino all’esaurimento della procedura di cui all’articolo precedente, l’interessato dovrà astenenersi da qualsiasi forma di utilizzazione del bosco che violi i divieti di cui all’art. 2.

 

6. La Regione, quando ne riconosca preventivamente la opportunità, concederà contributi agli Enti, alle Cooperative ed ai privati che razionalmente, e sotto la vigilanza dell’Ufficio regionale competente, compiano lavori di rimboschimento di terreni cespugliati, erbati o nudi, di loro appartenenza, purché tali lavori non rientrino nella categoria di quelli sussidiabili ai sensi degli artt. 90-91 della legge 30 dicembre 1923, n. 3267. Inoltre, in concomitanza o in alternativa, concederà gratuitamente i semi e le piantine occorrenti.

 

7. Per l’attuazione delle disposizioni contenute nella presente legge, è autorizzata, a carico del bilancio di previsione dell’anno 1974, la spesa di L. 250.000.000 (duecentocinquantamilioni).

A tale onere si farà fronte, ai sensi della legge 27 febbraio 1955, n. 64, mediante prelievo di pari somma dal cap. 2982 del bilancio di previsione dell’anno 1973.

Con decreto del Presidente della Giunta regionale saranno apportate le conseguenti variazioni al bilancio 1974.

 

8. La somma di L. 250.000.000 di cui al precedente articolo viene iscritta nei capitoli di nuova istituzione:

- cap. 2736 con denominazione: «Indennizzo dei mancati redditi derivanti dai limiti nei tagli dei boschi e nel pascolo»

L. 200.000.000

- cap. 2737 con denominazione: «Contributi o concessione di semi e piantine per lavori di rimboschimento»

L. 50.000.000

I fondi stanziati con la presente legge, qualora risultino in tutto o in parte non utilizzati nel corso dell’esercizio finanziario cui si riferiscono, saranno trasportati all’esercizio successivo con la stessa utilizzazione senza necessità di specifici ulteriori provvedimenti.

 

9. La spesa derivente dall’applicazione della presente legge negli anni finanziari successivi graverà sui capitoli del bilancio regionale di cui al precedente articolo.

 

(1) Pubblicata sul B.U.R. 20 settembre 1974, n. 26 (S.O.).


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