LEGGE REGIONALE N. 22 DEL 16/04/1984 LIGURIA (parte seconda)


 


 

ARTICOLO 38

(esclusione dell’autorizzazione)

Non sono soggetti alle autorizzazioni di cui all’articolo 34 e agli atti di assenso previsti dal regolamento di cui all’articolo 43 della presente legge i mutamenti, le trasformazioni ed i movimenti di terreno indicati negli articoli stessi qualora conseguano esclusivamente ad opere di sistemazione idraulica di corsi d’acqua pubblici nonché lo sdradicamento di alberi ed arbusti nell’alveo dei corsi d’acqua pubblici e i tagli di piante radicate nelle sponde di detti corsi d’acqua, se riconosciuti necessari per consentire il regolare deflusso delle acque.

Per gli interventi indicati al comma precedente continuano ad applicarsi le vigenti disposizioni di polizia idraulica previste dal testo unico delle disposizioni di legge sulle opere idrauliche approvato con regio decreto 25 luglio 1904 n. 523 e successive modificazioni e integrazioni.

La utilizzazione i prodotti derivanti dallo sdradicamento di cui al primo comma del presente articolo può essere consentita, dall’organo cui sono attribuite le funzioni tecniche di polizia idraulica, a compenso del costo per lo sdradicamento e l’asportazione dei prodotti stessi dall’alveo e, quando il valore di questi ultimi non sia ritenuto dall’organo medesimo superiore al costo suddetto, lo sdradicameto di alberi ed arbusti dall’alveo è soggetto al solo nulla osta tecnico rilasciato ai sensi dell’articolo 93 del regio decreto 523/ 1904 citato nel comma precedente.

Qualora le opere di sistemazione idraulica, il taglio di piante e lo sdradicamento di alberi e di arbusti di cui al primo comma del presente articolo siano solo parte di un più vasto complesso di interventi in terreni sottoposto a vincolo per scopi idrogeologici, il richiedente le autorizzazioni di cui all’articolo 34 deve allegare alla relativa istanza il nulla osta ai fini idraulici e demaniali rilasciato ai sensi del regio decreto 523/ 1904 sopra citato.

( ... )

in alveo per i quali è prescritta la concessione all’uso dell’area demaniale interessata, l’istanza per ottenere l’autorizzazione di cui all’articolo 34 deve essere corredata del nulla osta ai soli fini idraulici all’uopo rilasciato dal competente organo cui siano attribuite le funzioni tecniche di polizia idraulica, fermo restando il divieto ad intraprendere detta esecuzione prima dell’assentimento della concessione sopracitata.

 

ARTICOLO 39

( Relazioni intercorrenti fra autorizzazioni per scopi idrogeologici ed altri atti di competenza della Regione interessati dai medesimi terreni)

Qualora la Regione debba rilasciare a qualsiasi fine, esclusa la tutela di bellezze neutrali, salvo quanto disposto all’articolo 38 quarto e quinto comma, autorizzazioni, approvazioni o altri atti d’assenso su programmi, purché esecutivi, relativi ad interventi che interessano terreni sottoposti a vincolo per scopo idrogeologici il relativo atto regionale sostituisce le autorizzazioni previste dall’articolo 34 della presente legge.

In tal caso, tuttavia, il competente organo regionale, sentita la Comunità montana o il Consorzio di Comuni per l’esercizio delle deleghe in agricoltura interessato territorialmente, è tenuto a prescrivere e le modalità di trasformazione o le opere di cui al secondo comma dell’articolo 36 della presente legge, ritenute necessarie.

L’apertura, la rettifica e la sistemazione di opere di viabilità forestale come definita dall’articolo 25 nei terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici sono soggette soltanto gli atti abilitativi previsti dalle prescrizioni di massima e di polizia forestale e dagli atti a queste ultime equiparati salvo quanto stabilito dal testo unico delle disposizioni sulle opere idrauliche approvato con regio decreto 25 luglio 1904 n. 523 e successive modificazioni e integrazioni.

 

ARTICOLO 40

(Competenze)

Le funzioni amministrative concernenti l’imposizione del vincolo per altri scopi ed i connessi adempimenti di cui agli articoli 17 e seguenti del regio d3creto legge 30 dicembre 1923 n. 3267, esercitate dalle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e trasferite alle Regioni ai sensi dell’articolo 69 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977 n. 616, sono di competenza della Giunta regionale dalla data di entrata in vigore della presente legge, fatta salva la definizione dei procedimenti in corso.

ARTICOLO 41

(Ulteriori finalità dei vincoli)

I vincoli di cui all'articolo 17 del regio decreto legge 30 dicembre 1923 n.3267 possono essere richiesti e imposti, con le modalità indicate dallo stesso articolo 17 e dall'articolo 40 della presente legge, anche in funzione di difesa degli abitati, delle strade e di altra opera pubblica o di pubblico interesse.

ARTICOLO 42

(Tutela dei boschi)

Tutti i boschi sono tutelati in considerazione delle funzioni di interesse generale che essi svolgono.

In tutti i boschi, anche se non sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici o per altri scopi, si applicano le prescrizioni di massima e di polizia forestale di cui all’articolo 43 ovvero gli atti a queste equiparati.

È vietata la riduzione della superficie forestale in atto alla data di entrata in vigore della presente legge salvo casi espressamente autorizzati.

L’esercizio del pascolo nei boschi è soggetto alle seguenti restrizioni:

a) nei boschi di nuovo impianto o sottoposti a taglio generale o parziale oppure distrutti dagli incendi, non può essere ammesso il pascolo prima che lo sviluppo delle giovani piante e dei nuovi virgulti sia tale da escludere ogni pericolo di danno;

b) nei boschi adulti troppo radi e deperenti è altresì vietato il pascolo fino a che non sia assicurata la ricostruzione di essi;

c) nei boschi è di regola vietato il pascolo delle capre.

Il pascolo nei boschi è consentito solo se autorizzato dagli enti delegati; il pascolo delle capre è consentito da questi ultimi solo eccezionalmente e per determinate località.


 


 

ARTICOLO 43

(Regolamento per le prescrizioni di massima e di polizia forestale)

Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approva il regolamento contenete sia le prescrizioni di massima di cui all’articolo 34, secondo, terzo e quarto comma e all’articolo 42 terzo e quarto comma, sia le norme di polizia forestale.

Il regolamento con le prescrizioni di massima e di polizia forestale, oltre a quanto indicato al primo comma del presente articolo e all’articolo 19 del regio decreto 16 maggio 1926 n. 1126, deve prevedere:

a) le norme circa i movimenti di terreno che non siano distretti alla trasformazione a coltura agraria dei boschi e dei terreni saldi con particolare riguardo alla viabilità;

b) le modalità di governo e di trattamento dei boschi con particolare riguardo per quelli ubicati nei crinali dei rilievi collinari e montani, per quelli situati ai limiti della vegetazione arborea nella zona delle Alpi marittime e per quelli posti in terreni in equilibrio precario, in forte pendenza e soggetti a valanghe;

c) le modalità di taglio dei boschi di conifere situati nelle zone soggette a frequenti incendi al fine di favorire l’introduzione artificiale o naturale di specie arboree di latifoglie;

d) le cautele da adottare nel taglio dei boschi situati nei terreni di scarso spessore soggetti a erosione superficiale e dilavamento;

e) le modalità di raccolta dello strame, delle foglie e dei semi, fermo restando il divieto di raccogliere strami e foglie nei boschi degradati;

f) le modalità di taglio dei cedui anche alo scopo di favorire la conversione dei cedui in c3edui composti e in fustaie;

g) le modalità di utilizzazione dei cespugli e la raccolta e lo sdradicamento delle ceppaie;

h) le norme per la raccolta, il trasporto e il commercio di piante, rami e cimali di specie arboree e arbustive provenienti dai boschi destinati ad uso << alberi di Natale >>;

i) le cautele e gli interventi da adottare per gli attacchi parassitari quando possono assumere carattere epidemiologico;

l) le modalità per il ripristino dei boschi distrutti o degradati;

m) le regole da adottare per il ripristino del bestiame nei boschi;

n) le modalità, nei castagneti da frutto, per la capitozzatura e la preparazione delle piante all’innesto, per la formazione dei ripiani di terreno sistemato, per la lavorazione di dei terreni, per la estirpazione delle erbe dannose e dei cespugli invadenti, per la ripulitura della superficie del terreno, per la raccolta delle castagne, nonché per la estirpazione delle ceppaie;

o) le modalità per l’impiego del fuoco negli oliveti per l’eliminazione dei residui vegetali, anche con deroghe alla distanza dal bosco di cui all’articolo 54.

Le autorizzazioni e gli atti di assenso in genere nonché gli accertamenti tecnici che saranno eventualmente previsti dal regolamento contenente le prescrizioni di massima e di polizia forestale competono all’ispettorato ripartimentale dalla foreste competente per il territorio.

In sede di prima applicazione, la Giunta regionale elabora e propone al Consiglio il regolamneto di cui al comma precedente entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge.

Fino alla data di approvazione di tale regolamento restano ferme le prescrizioni attualmente in vigore; le funzioni che dette prescrizioni demandano alla Camera do commercio industria, artigianato e agricoltura e non attribuite dalla presente legge ad altri organi sono esercitate dai responsabili dell’ispettorato ripartimentale delle foreste competente per territorio

 

ARTICOLO 44

(Taglio dei boschi)

Il taglio dei boschi, in assenza di piano di assestamento e di utilizzazione di cui al Capo I, Sezioni II e III della presente legge, deve essere autorizzato dal competete assessorato ripartimentale delle foreste.

Alle piante di alto fusto per le quali è stata rilasciata l’autorizzazione al taglio deve essere preventivamente apposta alla base delle ceppaie l’impronta del martello forestale.

 

ARTICOLO 45

(Ulteriore tutele dei prati e dei pascoli)

Fermo restando quanto disposto dal regolamento contenente le prescrizioni di massima e di polizia forestale e dagli atti a questi equiparati, nei prati e nei pascoli posti in terreni soggetti al vincolo per scopi idrogeologici di cui all’articolo 1 del regio decreto legge 30 dicembre 1923 n. 3267 ed all’articolo 33 della presente legge è proibito lo sci d’erba.

I Comuni, qualora intendano disciplinare lo sci d’erba come attività sportiva ricreativa e agonistica e qualora la vocazione dei terreni lo consenta, sono tenuti ad individuare le zone in cui lo sci d’erba è esclusivamente consentito, in sede di formazione dello strumento urbanistico generale ovvero, qualora sino già dotati di tale strumento mediante apposita variante allo stesso. La individuazione da parte del Comune delle zone suddette dovrà essere avvalorata da accertamenti sulla situazione idrogeologica.

 

ARTICOLO 46

(Castagneti)

Restano ferme le disposizioni della legge 18 giugno 1931 n. 973 per l’utilizzazione del legno di castagno.

 

ARTICOLO 47

(Sugherete)

La demaschiatura e l’estrazione del sughero gentile delle piante di quercia - sughera è soggetta alle norme di cui alla legge 18 luglio 1956 n.759.

 

ARTICOLO 48

(Pioppeti)

Le disposizioni della presente legge non si applicano ai pioppeti, per i quali continuano ad applicarsi le specifiche disposizioni vigenti in materia.

 

ARTICOLO 49

(Specificazione delle funzioni delegate)

In relazione al settore delle sistemazioni idraulico - forestale e idraulico agraria di cui al presente Capo II, alle Comunità montane ed ai consorzi di Comuni per l’esercizio delle deleghe in agricoltura sono delegati, per i territori di rispettiva competenza:

a) tutti gli adempimenti per l’approvazione e l’esecuzione diretta o in concessione dei progetti esecutivi, ivi compreso il collaudo, relativi a:

- opere di sistemazione idraulico - agraria, idraulico forestale ed altre opere idrauliche previste dagli articoli 39 e seguenti del regio decreto legge 30 dicembre 1923 n. 3267 e successive modificazioni ed integrazioni e dall’articolo 28 della presente legge;

- opere di bonifica montana nei comprensori di bonifica di cui alla legge 25 luglio 1952 n. 991 e successive modificazioni e integrazioni e all’articolo 30 della presente legge;

b) l’approvazione del piano di coltura e di conservazione di cui all’articolo 32

c) il rilascio delle autorizzazioni di cui agli articolo 34, 35, 36 e 37 della presente legge e i connessi adempimenti, ivi compresa la diffida a eseguire lavori e l’esecuzione d’ufficio di cui all’articolo 61, secondo comma, salvo quanto demandato alla competenza della Regione dall’articolo 35, ultimo comma;

d) l’autorizzazione dell’esercizio del pascolo nei boschi di cui all’ultimo comma dell’articolo 42;

e) la presa di possesso e l’esecuzione d’ufficio di cui all’articolo 66, secondo comma;

f) i lavori di manutenzione delle opere di cui alla precedente lettera a);

g) la vigilanza sull’attuazione degli interventi derivanti dalle funzioni delegate ai sensi del presente articolo.

Per l’esercizio delle funzioni delegate si applicano per quanto compatibili con la presente legge le disposizioni contenute nella legge regionale 123 gennaio 1978 n. 6 e successive modificazioni e integrazioni.

Le Comunità montane ed i Consorzi di Comuni per l’esercizio delle funzioni delegate si avvalgono, previe le necessarie imprese, dell’Ufficio del Genio Civile e dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, secondo le rispettive competenze.

Gli enti delegati sono tenuti a trasmettere alla giunta regionale copia delle autorizzazioni di cui all’articolo 34 della presente legge anche al fine di consentire l’emanazione da parte della Giunta di direttive per l’esercizio da parte degli enti stessi dalle funzioni di vigilanza di cui alla lettera g).

 

ARTICOLO 50

(Piano regionale per la difesa e la conservazione del patrimonio boschivo)

Il piano regionale per la difesa e la conservazione dl patrimonio boschivo di cui all’articolo 1 della legge 1 marzo 1975 n. 467 viene approvato dalla Giunta regionale, sentiti anche i consorzi di comuni per l’esercizio delle deleghe in agricoltura ed è sottoposto a revisione quinquennale.


 


 

ARTICOLO 51

(Stato di grave pericolosità)

Lo stato di grave pericolosità di cui all’articolo 9, primo comma della legge 1 marzo 1975 n. 47 viene dichiarato dal Presidente della Giunta regionale.

Durante il periodo di grave pericolosità in tutti i boschi, parchi e nelle altre superfici boscate nonché in ogni altra parte del territorio nella quale possa esservi pericolo mediato o immediato d’incendio è vietato: accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producano faville o brace, fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare comunque pericolo mediato o immediato di incendio.

 

ARTICOLO 52

(Viali tagliafuoco)

I viali tagliafuoco possono essere ottenuti anche mediante l’impiego di prodotti chimici e con la piantagione di essenze vegetali ignifughe o comunque resistenti al fuoco.

I viali tagliafuoco sono considerati opera pubblica di bonifica.

Nei viali tagliafuoco il transito veicolare è consentito soo ai mezzi antincedio, fermo restando quanto espressamente previsto e consentito dalle norme della legge regionale 7 gennaio 1980 n.6 e successive modificazioni ed integrazioni.

 

ARTICOLO 53

(Fuoco prescritto)

E’ consentito l’uso del fuoco nei boschi per combattere le fitoepidemiologie, per la prevenzione e la lotta contro gli incendi, per la gestione e l’assestamento venatico e per il governo dei castagneti da frutto in coltura.

L’uso del fuoco per gli scopi di cui al comma precedente viene prescritto dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste competente per territorio, previa acquisizione degli elementi utili ed in particolare: le condizioni meteorologiche, la quantità di combustibile, gli accorgimenti predisposti per evitare il diffondersi del fuoco dall’area di terreno interessata.

L’uso di cui sopra deve avvenire sotto il diretto controllo del Corpo forestale dello Stato.

L’uso del foco per la prevenzione e la lotta contro gli incendi boschivi è consentito anche durante lo stato di grave pericolosità di cui al precedente articolo 51.

La pratica del controfuoco nello spegnimento degli incendi boschivi. Ove necessaria e possibile, è ordinata dal componente di grado più elevato del Corpo forestale dello Stato presente sull’incendio.

 

ARTICOLO 54

(Abbruciamento di residui vegetali)

Salvo quanto previsto dall’articolo 53 e dal regolamento per le prescrizioni di massima e di polizia forestale ai sensi dell’articolo 43 lettera o), l’uso del fuoco per l’abbruciamento di residui vegetali è consentito a distanza superiore a cinquanta metri lineari dal bosco.

Gli interessati sono tenuti a darne comunicazione, precisandone giorno e ora, al Comando stazione forestale competente per territorio che può prescrivere le cautele da intraprendere atte ad evitare il diffondersi del fuoco.

 

ARTICOLO 55

(Fuoco libero)

Fermo restando gli ulteriori divieti previsti dall’articolo 51, secondo comma della presente legge, nei pericoli di grave pericolosità dichiarati ai sensi dello stesso articolo 51 è comunque vietato accendere fuochi liberi all’aperto.

 

ARTICOLO 56

(Ulteriori cautele per la prevenzione degli incendi boschivi)

L’azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, le aziende esercenti le ferrovie in concessione e gli organi di gestione delle ferrovie in gestione commissariale governativa, le società di gestione delle autostrade, l’Azienda nazionale autonoma strade, le Amministrazioni provinciali, i Comuni ed i proprietari frontisti delle strade vicinali e interpoderali sono tenuti a mantenere pulite, in particolare durante il periodo di grave pericolosità dichiarato ai sensi dell’articolo 51 della presente legge, le banchine e le scarpate delle vie di comunicazione di loro pertinenza immediatamente adiacenti al bosco.

 

ARTICOLO 57

(Divieti e vincoli per le zone boschive e per i prati e i pascoli percorsi dal fuoco)

Nelle zone boscate percorse dal fuoco, comprese nel piano regionale per la difesa e la conservazione del patrimonio boschivo, è vietato l’insediamento di costruzioni di qualsiasi tipo.

Tali zone non possono comunque avere una destinazione diversa da quella in atto prima dell’incendio.

Nei prati e nei pascoli sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici è proibito il pascolo per i dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l’incendio.

 

ARTICOLO 58

(Servizio regionale per le prevenzione e la lotta agli incendi boschivi)

Il servizio regionale per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi provvede, ai sensi della legge 1 marzo 1975 n.47, alla difesa dei boschi dagli incendi e si articola in un centro operativo regionale, in centri operativi provinciali e nelle squadre di pronto intervento formate di volontari e organizzate a livello locale a cura del Comune.

Il servizio regionale per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi è affidato al Corpo forestale dello Stato.

Con successiva legge regionale si provvederà a disciplinare l’organizzazione dei centri operativi regionali e provinciali e delle squadre di pronto intervento nonché le modalità di collegamento fra di essi e con i competenti organi dello Stato e con gli enti locali.

 

ARTICOLO 59

(violazioni delle prescrizioni di massima e di polizia forestale dei boschi in genere)

Per la violazione delle prescrizioni di massima e di polizia forestale contenute nel regolamento di cui all’articolo 43 della presente legge in tutti i boschi si applicano le seguenti sanzioni amministrative pecuniarie:

1) da lire 4.000 a lire 20.000 per:

a) ogni pianta o ceppaia abbattuta o estirpata in contrasto con le norme del regolamento relative alle modalità dei tagli;

b) ogni ceppaia non rinnovata in violazione alle norme del regolamento relative ai cedui senza matricine;

c) ogni ceppaia non rigovernata in violazione alle norme del regolamento relative alle operazioni colturali dei boschi cedui;

d) ogni ara o frazione di ara, in caso di inosservanza delle norme del regolamento relative all’allestimento e sgombero delle tagliate e al ripristino dei boschi distrutti o deteriorati;

2) da lire 5.000 a lire 25.000 per:

a) ogni pianta tagliata o ceppaia sradicata e per ogni pianta potata in violazione al regolamento;

b) ogni pianta, ramo o cimale di specie arborea arbustiva proveniente dal bosco e destinata ad "albero di Natale", trasportato o commerciato in violazione al regolamento;

c) ogni pianta non tagliata o ceppaia non estratta in violazione alle disposizioni del regolamento relative alla lotta fitosanitaria ovvero in violazione di quanto specificamente prescritto ai sensi del terzo comma dell’articolo 20;

d) ogni pianta o ceppaio di castagno non tagliata o riceppata in violazione alle disposizioni del regolamento relative alla lotta fitosanitaria concernente il castagno;

e) ogni capo di bestiame ovino immesso in violazione ai divieti di pascolo previsti dal regolamento;

f) la mancata denuncia per inosservanza delle norme concernenti i terreni arbustati o cespugliati;

3) da lire 6.000 a lire 30.000 per ogni capo di bestiame diverso da quello ovino immesso in violazione ai divieti di pascolo previsti dal regolamento;

4) da lire 80.000 a lire 400.000 per le violazioni di norme contenute nel regolamento e diverse sia da quelle indicate ai numeri 1, 2 e 3 del presente articolo sia da quelle indicate agli articoli 61, 62 e 67 primo comma della presente legge.

 

ARTICOLO 60

(Esecuzione di movimenti di terreno o di altre attività senza le prescritte autorizzazioni nei terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici)

Nei terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici il proprietario o possessore dei terreni che ponga in essere attività od esegua movimenti di terreno senza le autorizzazioni di cui all’articolo 34 della presente legge è sottoposto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 150.000 a lire 750.000 per ogni decara.


 


 

ARTICOLO 61

(Inosservanza delle modalità esecutive o di talune prescrizioni di massima nei terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici)

Nei terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici il proprietario o possessore dei terreni che non osservi le modalità esecutive prescritte caso per caso con le autorizzazioni di cui all’articolo 34 ovvero non osservi le disposizioni generali previste dal regolamento di cui all’articolo 43 della presente legge relative alle modalità della soppressione e utilizzazione dei cespugli e alle modalità dei lavori di dissodamento dei terreni saldi e della lavorazione del suolo nei terreni a coltura agraria è sottoposto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 100.000 a lire 500.000 ed è tenuto a compiere i lavori impostigli rispettivamente dall’ente delegato di cui all’articolo 49 o dall’Ispettorato Ripartimentale delle foreste.

Qualora i soggetti tenuti a compiere i lavori imposti a norma del precedente comma non vi ottemperino, l’ente delegato o l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, secondo le rispettive competenze, previa diffida, addotta le misure necessarie per l’esecuzione d’ufficio e provvede a carico del trasgressore per il recupero delle spese degli atti e dell’esecuzione d’ufficio, rendendone esecutiva la nota e facendone riscuotere l’importo con la modalità previste dal regio decreto 14 aprile 1910 n.639.

 

ARTICOLO 62

(Taglio o danneggiamento di piante e altri danni nei terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici o per altri scopi)

Nei terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici o nei boschi sottoposti a vincolo per altri scopi coloro che taglino o danneggino le piante o arrechino altri danni in violazione del regolamento di cui all’articolo 43 della presente legge, sono sottoposti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria dal doppio al quadruplo del valore delle piante tagliate o del danno arrecato e hanno l’obbligo di compiere i lavori loro imposti dall’Ispettorato Ripartimentale della Foreste. In caso di inottemperanza si applica il secondo comma dell’articolo 61.

Per le violazioni al divieto di circolazione fuori strada con mezzi motorizzati sui terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici si applicano le sanzioni previste dalla legge regionale 7 gennaio 1980 n.6 e successive modificazioni e integrazioni.

 

ARTICOLO 63

(Pratica dello sci d’erba nei prati e nei pascoli soggetti a vincolo per scopi idrogeologici)

Nei prati e nei pascoli soggetti a vincolo per scopi idrogeologici coloro che pratichino sci d’erba sono sottoposti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 10.000 a lire 100.000.

 

ARTICOLO 64

(Violazioni commesse nei vivai forestali)

Nei vivai forestali coloro che taglino o danneggino le piante o arrechino altri danni sono sottoposti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria dal sestuplo al decuplo del valore della piante tagliate o del danno arrecato.

 

ARTICOLO 65

(Violazioni delle norme contenute nel disciplinare tecnico economico di utilizzazione dei pascoli montani)

Le violazioni delle norme contenute nel disciplinare di cui al primo comma dell’articolo 13 comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lie10.000 a lire 100.000.

 

ARTICOLO 66

(Violazioni relative all’uso di terreni rinsaldati, rimboschiti o bonificati)

L’inosservanza del divieto di cui all’articolo 32 primo comma nonché delle prescrizioni contenute nel piano di coltura e di conservazione di cui al secondo comma dello stesso articolo 32 comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 50.000 a lire 500.000.

Qualora a carico del proprietario siano accertate, nel corso di dodici mesi, due o più violazioni agli obblighi predetti l’ente delegato competente può prendere possesso del terreno per un periodo di tempo determinato senza alcuna indennità e provvedere d’ufficio, a spese del proprietario negligente, ai lavori occorrenti in base al piano di coltura e conservazione;

per il recupero delle spese degli atti e dell’esecuzione d’ufficio si applica il secondo comma dell’articolo 61.

 

ARTICOLO 67

(Violazioni alle disposizioni per la prevenzione e la lotta contro gli incendi boschivi)

Per i trasgressori alle norme di prevenzione degli incendi boschivi previste nel regolamento di cui all’articolo 43 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 20.000 a lire 200.000.

Per coloro che bruciano residui vegetali i violazione del disposto dell’articolo 54, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 25.000 a lire 250.000.

Per i soggetti di cui all’articolo 56 che non provvedono a quanto disposto dallo stesso articolo si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 30.000 a lire 300.000 per ogni cento metri lineari di banchina o scarpata non ripulita.

Per i trasgressori ai divieti di cui all’articolo 51, secondo comma si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da lire 50.000 a lire 500.000.

 

ARTICOLO 68

(Violazioni delle norme relative alle zone boscate ed ai prati e pascoli percorsi dal fuoco)

Nelle zone boscate ed nei prati e pascoli di cui all’articolo 57:

a) coloro che violino le disposizioni di cui al primo e secondo comma sono sottoposti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 100.000 al lire 500.000 per ogni decara o frazione di decara;

b) coloro che violino la disposizione dei cui al terzo comma sono sottoposti al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da lire 8.000 a lire 40.000 per ogni capo di bestiame immesso.

 

ARTICOLO 69

(Applicazione delle sanzioni amministrative pecuniaria)

Le funzioni amministrative riguardanti l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla presente legge sono delegate:

a) alle Comunità montane ed ai Consorzi di Comuni per l’esercizio delle deleghe in agricoltura, quele previste dagli articoli 59 numero 2 lettera e) e numero 3, 64, 65, 66 nonché quelle previste dall’articolo 61 quando la violazione riguarda le modalità esecutive prescritte dalle autorizzazioni di cui all’articolo 34;

b) ai Comuni tutte le altre.

Alle sanzioni amministrative pecuniarie di cui alla presente legge si applica la legge regionale 2 dicembre 1982 n.45.

All’accertamento e alla contestazione della sanzione, ivi compresa la notifica delle violazioni, procedono i soggetti indicati nell’articolo 6 della legge regionale n.45/1982 citata nonché il Corpo forestale dello Stato.

Qualora l’accertamento della violazione sia stato effettuato da appartenenti al Corpo forestale dello Stato, gli enti cui spettano, a norma della legge 45/1982, i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie sono tenuti a versare un quarto della somma introitata al Fondo assistenza e previdenza per il Corpo forestale dello Stato costituito con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 1981n. 384.

 

ARTICOLO 70

(Rapporti con le singole leggi di istituzione dei parchi e riserve naturali)

Le leggi regionali istitutive dei parchi e riserve naturali ai sensi della legge regionale 12 settembre 1977 n.40 recano norme di raccordo con le disposizioni contenute nella presente legge e in ogni caso le prescrizioni più restrittive in esse contenute prevalgono su quelle previste dalla presente legge.


 


 

ARTICOLO 71

(Impiego del Corpo forestale dello Stato)

L’impiego del Corpo forestale dello Stato in tutti i casi in cui lo stesso è previsto dalla presente legge avviene a norma dell’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972 n.11 e dell’articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977 n.616.

 

ARTICOLO 72

(Convenzione per l’esercizio di talune funzioni di competenza della Regione)

Per gli interventi di cui agli articoli 21, 22, 29 la Giunta regionale è autorizzata ad avvalersi della collaborazione di enti, istituti, centri di ricerca e di informazione scientifica, istituti universitari e privati professionisti.

 

ARTICOLO 73

(Valutazione delle piante tagliate per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniaria)

Negli illeciti forestali cui è connessa l’applicazione di sanzione amministrativa pecuniaria la valutazione della piante tagliate è effettuata dagli organi competenti ai sensi della legge regionale 2 dicembre 1982 n.45 e dell’articolo 69 della presente legge sulla base di apposite tariffe approvate con il Regolamento di cui all’articolo 43 della presente legge.

Per la formazione di tali tariffe si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 41, 42, 43 e 44 del regio decreto 16 maggio 1926 n.1126.

 

ARTICOLO 74

(Valutazione del danno arrecato per l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie)ù

Negli illeciti forestali cui è connessa l’applicazione di sanzione amministrativa pecuniaria, la valutazione del danno arrecato effettuata dagli organi competenti ai sensi della legge regionale 2 dicembre 1982 n.45 e dell’articolo 69 della presente legge si applica, in quanto compatibile, l’articolo 45 del regio decreto 16 magio 1926 n.1126.

 

ARTICOLO 75

(Sostituzione di precedenti norme)

Le disposizioni della presente legge sostituiscono:

a) del regio decreto legge 30 dicembre 1923 n.3267: gli articoli 7, 8, 9, 10, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 32, 34, 35, 36, 37, 38, 54, 130, 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137, 138;

b) del regio decreto 16 maggio 1926 n.1126: gli articoli 20, 21, 22, 46, 47, 48, 50, 51, 52, 53, 54, 137, 138, 139, 140, 141, 142, 143, 144;

c) della legge 9 ottobre 1967 n.950: gli articoli 1, 2 e 3;

d) della legge 1 marzo 1975 n.47: gli articoli 9, terzo e quarto comma; 10 primo, secondo e terzo comma; 11;

e) della legge regionale 12 gennaio 1978 n.6 gli articoli: 12, terzo comma; 14, 15, 16, 17;

f) ogni altra norma incompatibile con le disposizioni contenute nella presente legge.

 

ARTICOLO 76

(Norme finanziarie)

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 1

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 2

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

a) mediante utilizzazione degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti ai seguenti capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1984:

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 3

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

a) mediante utilizzazione degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti ai seguenti capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1984:

- capitolo 2330 "Contributi a Comuni ed altri Enti per la gestione dei patrimoni silvo-pastorali e per la compilazione dei piano economici", per gli interventi previsti dall’articolo 9;

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 4

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

a) mediante utilizzazione degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti ai seguenti capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1984:

OMISSIS

- capitoli 2305 e 2306 "Spese per la lotta fitosanitaria e per studi e sperimentazioni sulle malattie delle piante e dei prodotti forestali e sui mezzi per combatterle", per gli interventi previsti dall’articolo 21;

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 5

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

a) mediante utilizzazione degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti ai seguenti capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1984:

OMISSIS

- capitoli 2320, 2321 e 2322 "Spese per operazioni tecnico-colturali, comprese quelle di estrazione, selezione, imbozzimatura e imballaggio delle piantine da distribuire gratuitamente a norma dell’articolo 91 del rdl 30/12/1923 n.3267" e capitolo 2335 "Acquisto di terreni e spese di impianto e ampliamento di vivai forestali", per gli interventi previsti dall’articolo 23;

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.


 


 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 6

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

a) mediante utilizzazione degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti ai seguenti capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1984:

OMISSIS

- capitoli 2365 e 2366 "Contributi per la realizzazione delle opere ed acquisto dei mezzi e delle attrezzature per la prevenzione ed estinzione degli incendi boschivi", per gli interventi previstri dall’articolo 24;

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 7

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

a) mediante utilizzazione degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti ai seguenti capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1984:

OMISSIS

- capitolo 2200 "Manutenzione delle opere di bonifica montana e di sistemazione idraulico-forestale dei bacini montani" e capitolo 2205 "Spese per l’attuazione di opere pubbliche di bonifica montana", per gli interventi previsti dagli articoli 28 e 30;

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 8

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

b) mediante utilizzazione degli stanziamenti di competenza e di cassa iscritti ai seguenti capitoli dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1984:

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 9

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

OMISSIS

b) con le seguenti variazioni dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 1984:

- riduzione di lire 50.000.000 in termini di competenza dello stanziamento del capitolo 2330 "Contributi a Comuni ed altri Enti per la gestione dei patrimoni silvopastorali e per la compilazione dei piani economici";

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 10

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

OMISSIS

b) con le seguenti variazioni dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 1984:

OMISSIS

- istituzione del capitolo 2405 "Contributi a privati per la compilazione dei piani economici" con lo stanziamento di lire 50.000.000 in termini di competenza, per gli interventi previsti dall’articolo 15;

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 11

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

OMISSIS

b) con le seguenti variazioni dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 1984:

OMISSIS

- riduzione di lire 200.000.000 in termini di competenza dello stanziamento del capitolo 2345 "Spese per l’attuazione di interventi per il miglioramento dei boschi esistenti e la ricostituzione boschiva";

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 12

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

OMISSIS

b) con le seguenti variazioni dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 1984:

OMISSIS

- istituzione del capitolo 2410 "Contributi in conto capitale per opere ed interventi previsti nei piani di assestamento e di utilizzazione boschiva" con lo stanziamento di lire 200.000.000 in termini di competenza, per gli interventi previsti dall’articolo 16;

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 13

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

OMISSIS

b) con le seguenti variazioni dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 1984:

OMISSIS

- riduzione di lire 317.000.000 in termini di competenza dello stanziamento del capitolo 2347 "Spese per l’attuazione di interventi per il miglioramento dei boschi esistenti e per la ricostituzione boschiva- finanziate con fondi di cui alla legge 27/12/1977 n.984. Piani regionali coordinati";

OMISSIS

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 14

Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede:

OMISSIS

b) con le seguenti variazioni dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’anno finanziario 1984:

OMISSIS

- istituzione del capitolo 2415 "Contributi per i rimboschimenti e per la ricostituzione a bosco finanziati con fondi di cui alla legge 27/12/1977 n.984. Piani regionali coordinati" con lo stanziamento di lire 317.000.000 in termini di competenza, per gli interventi previsti dall’articolo 17.

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

 

ARTICOLO 76 SUBARTICOLO 15

Agli oneri per gli esercizi successivi si provvederà con legge di bilancio.

La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Liguria.

 

Data a Genova, addì 16 aprile 1984.


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