LEGGE n 47 1.03.75

 

TITOLO I

FINALITA’ PROGRAMMAZIONE E MEZZI DI PREVENZIONE


 


 

Art. 1

 

Ai fini della difesa e della conservazione del patrimonio boschivo dagli incendi, sono predisposti, nel termine di 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, piani regionali e interregionali, articolati per province o per aree territoriali omogenee, i piani elaborati dagli organi competenti delle regioni avvalendosi del personale tecnico del Corpo Forestale dello Stato e d’Intesa con il Corpo dei Vigili del fuoco, sentite le comunità montane, sono coordinati ed approvati dal Ministero per l’agricoltura e le foreste di concerto con il Ministero per l’interno e con il Ministero per i beni culturali e ambientali, entro sessanta giorni dalla loro presentazione.

In caso di mancata predisposizione e presentazione del piano, entro il predetto, il Ministero per l’agricoltura e per le foreste è autorizzato a provvedervi.

 

Art. 2

 

I piani sottoposti a revisione periodica con le procedure di cui al 2º comma del precedente art 1, contengono elementi sugli indici di pericolosità degli incendi boschivi nelle diverse zone del territorio, indicano la consistenza e la localizzazione dei mezzi e degli strumenti per la prevenzione ed estinzione degli incendi boschivi nelle diverse zone del territorio, indicano la consistenza e la localizzazione dei mezzi e degli strumenti per la prevenzione ed estinzione degli incendi, stabiliscono tempo, modi, luoghi e strumenti necessari per la costituzione di nuovi e completi dispositivi di prevenzione ed intervento dettano norme per la rilevazione dei sinistri, prevedono un piano organico di ricostituzione forestale.

Le norme della presente legge e le relative sanzioni si applicano a tutti i terreni boscati, anche se non sottoposti al vincolo idrogeologico di cui all’art. 1 del regio decreto 30 dicembre 1923 n. 3267, purché compresi nei piani di cui al precedente art. 1.

 

Art. 3

 

Si considerano opere e mezzi per la prevenzione ed estinzione degli incendi boschivi:

  1. la graduale sostituzione delle aree a clima arido, sia nel caso di boschi distrutti da incendi, sia in quelli minacciati, con essenze meno combustibili di quelle precedentemente impiegate nei rimboschimenti;
  2. l’autorizzazione, secondo le indicazioni dei piani, della immissione di bestiame bovino, ovino, suino nei boschi, al fine di utilizzare le risorse foraggere e di conseguire la spontanea ripulitura dei boschi;
  3. le opere culturali di manutenzione dei soprassuoli boschivi e le periodiche ripuliture delle scarpate delle strade di accesso e di attraversamento delle zone boscate;
  4. i viali frangifuoco di qualsiasi tipo, anche se ottenuti mediante l’impiego di prodotti chimici;
  5. i serbatoi d’acqua, gli invasi, le canalizzazioni, le condutture fisse e mobili, nonché pompe motori e impianti di sollevamento d’acqua di qualsiasi tipo;
  6. le torri e altri posti di avvistamento e le relative attrezzature;
  7. gli apparecchi di segnalazione e di comunicazione fissi e mobili;
  8. i mezzi di trasporto necessari;
  9. i mezzi aerei e gli apprestamenti relativi al loro impiego;

l) la formazione e l’addestramento nei singoli comuni, indicanti nei piani, di squadre volontarie di pronto intervento ivi compresi i vigili volontari del fuoco, le cui prestazioni in occasione di incendi boschivi saranno compensate secondo quanto disposto nel penultimo comma dell’art 7 della presente legge;

  1. ogni altra attrezzatura o mezzo idoneo.

Le opere di prevenzione ed i mezzi di cui sopra, se contemplati nei piani di cui all’art. 1, sono a totale carico dello Stato.

Per le opere di prevenzione e le attrezzature di cui alle lettere a), c), d), e), f), g), h), ed m) qualora non siano contemplate dai piani è concesso un contributo fino al 75% della spesa.

I contributi di cui al precedente comma sono erogati dalle regioni.

 

Art. 4

 

Il ministero dell’agricoltura e delle foreste, con la collaborazione delle regioni interessate e dell’Istituto geografico militare provvede entro due anni dall’entrata in vigore della presente legge alla pubblicazione della carta forestale d’Italia in scala 1:50.000, da servire di base per la compilazione di carte tematiche a carattere scientifico e pratico.

Il contenuto e le indicazioni delle carte tematiche a carattere scientifico e pratico sono stabiliti con proprio decreto dal Ministero per l’agricoltura e per le foreste. Il Ministero per l’agricoltura e per le foreste cura l’aggiornamento periodico della cartografia di cui al presente articolo.

 

Art. 5

 

Il Ministero per l’Agricoltura e per le foreste, per mezzo del Corpo forestale dello Stato, costituisce il servizio antincendi boschivo, articolato in uno o più centri operativi mediante gruppi meccanizzati di alta specializzazione e di pronto impiego.

Per le attrezzature speciali e gli aereomobili, di cui all’art. 3 lettera i), il Ministero dell’agricoltura e delle foreste può ricorrere al noleggio, all’affitto o a particolari convenzioni con imprese pubbliche o private.

 

Art. 6

 

E’ istituito nell’ambito del ministero dell’agricoltura e delle foreste, un ufficio per lo studio e la difesa dei boschi dagli incendi. Il Ministero dell’agricoltura e delle foreste in collaborazione con i Ministeri interessati e con le regioni provvede all’elaborazione ed attuazione di un piano nazionale per l’educazione civica e la propaganda per la prevenzione degli incendi boschivi e per la tutela e lo sviluppo del patrimonio forestale.


 


 

TITOLO II

 

DIFESA E RICOSTITUZIONE DEL PATRIMONIO BOSCHIVO

 

Art. 7

 

In esecuzione dei piani elaborati ai sensi degli articoli 1 e 2 della presente legge, l’avvistamento, lo spegnimento e la circoscrizione degli incendi boschivi sono, in prima istanza, compito delle autorità locali competenti e precisamente delle stazioni forestali, delle stazioni dei carabinieri e dei Comuni.

Esse sono congiuntamente tenute:

 

  1. a dare immediata comunicazione dell’incendio e del suo andamento, oltre che al prefetto, all’organo forestale competente;
  2. alla immediata mobilitazione delle apposite squadre di volontari previamente organizzate, come indicato alla lettera l) dell’art 3.

 

L’organo forestale competente curerà l’immediato invio di propri tecnici i quali, qualora l’incendio abbia assunto o minacci di assumere caratteri tali da non poter essere circoscritto e spento con le sole forze a disposizione degli organi locali, dirigono e coordinano gli interventi, chiedendo la collaborazione dei vigili del fuoco, l’intervento dello speciale servizio predisposto ai sensi dell’art 5 e l’intervento delle forze armate. In caso di infortunio durante l’opera di estinzione del fuoco o quella di salvataggio di persone o di cose, a chi è stato chiamato a partecipare all’opera di spegnimento o è intervenuto volontariamente e ai suoi aventi causa si applicano le norme relative agli infortuni sul lavoro di cui al titolo I del decreto del Presidente della repubblica 30 giugno 1965, n 1124. Alle persone comunque impiegate nelle operazioni di spegnimento di cui ai commi precedenti è corrisposto, per le prestazioni effettuate, un compenso orario determinato in base alle vigenti tariffe dalle tabelle provinciali per gli operai addetti ai lavori agricoli e forestali.

Il compenso grava sul bilancio del Ministero dell’agricoltura e foreste.

Al personale del Corpo Forestale dello Stato, per i compiti connessi per l’applicazione della presente legge compete un’indennità di rischio secondo i criteri stabiliti dal regolamento.

 

Art. 8

 

Alla ricostruzione dei boschi percorsi dal fuoco provvedono le regioni con finanziamenti a totale carico dello Stato.

Per l’occupazione temporanea dei terreni boscati da ricostituire a norma del precedente comma, non viene corrisposta, in deroga alle vigenti leggi, alcuna indennità al proprietario.

 

TITOLO III

 

DIVIETI E SANZIONI

 

Art. 9

 

Nei periodi durante i quali il pericolo d’incendio è maggiore, le amministrazioni regionali avvalendosi del personale del Corpo Forestale dello Stato, nonché delle associazioni per la protezione della natura, rendono noto nei rispettivi territori, lo stato di grave pericolosità. La comunicazione data anche ai comandi militari, i quali, nell’esecuzione di esercitazioni, campi e tiri, adottano tutte le precauzioni necessarie per prevenire gli incendi. Ad integrazione delle norme contenute nel regio decreto 30.12.1923 n 3267, e relative norme regolamentari, durante il periodo di grave pericolosità è vietato: accendere fuochi, far brillare mine, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producano faville o brace, fumare o compiere ogni altra operazione che possa creare incendio. Nelle zone boscate, comprese nei piani di cui all’art 1 della presente legge, i cui soprassuoli boschivi siano stati distrutti o danneggiati dal fuoco, è vietato l’insediamento di costruzioni di qualsiasi tipo. Tali zone non possono comunque avere una destinazione diversa da quella in atto prima dell’incendio.

 

Art. 10

 

Ferme restando le norme previste dagli articoli 423 e 449 del codice penale, costituiscono reato contravvenzionale anche indipendentemente dai casi previsti dalla presente legge, le infrazioni alla legge forestale 30.12.1923 n 3267, e sono punite con ammenda ai sensi degli art. 24, 26, 54 e 135 e con le aggravanti di cui agli art. 27 e 28 della stessa legge forestale e con l’applicazione delle norme del titolo I, capo VI, del regolamento 16 maggio 1926 n 1126.

Le ammende di cui all’art 24 della legge 30.12.23 n 3267, sono ulteriormente elevate di 40 volte dopo aver considerato gli aumenti previsti dalla legge 12 luglio 1961 n. 603. Tali ammende sono ulteriormente levate nel minimo a lire 100.000 e nel massimo a lire 500.000 per ogni decara o frazione di decara per la inosservanza al divieto di cui al IV comma dell’art 9, fermo restando le sanzioni di carattere penale ed amministrativo, su proposta dell’Ispettore forestale, competente per territorio, l’autorità giudiziaria dispone mediante ordinanza provvisoriamente esecutiva, il ripristino entro sei mesi, dello stato dei luoghi da eseguire a cura e spesa del trasgressore in solido con il proprietario o il possessore.

Trascorso il termine predetto in caso di inadempienza, i lavori di ripristino sono eseguiti dall’autorità forestale e le relative spese sono anticipate dallo Stato con diritto di rivalsa, secondo quanto stabilito dall’ultimo comma dell’art 25 del regio decreto 30.12.1923 n 3267.

 

Art. 11

 

Per le trasgressioni di divieti di cui al III comma dell’articolo 9, effettuate durante il periodo di grave pericolosità, si applica la sanzione amministrativa non inferiore a L. 20.000 e non superiore a L. 200.000.

Le sanzioni amministrative previste dall’art 3 della legge 9 ottobre 1967 n 950 e relative alle norme di prevenzione degli incendi boschivi previste nei regolamenti delle prescrizioni di massima e di polizia forestale sono elevate nel minimo a lire 20.000 e nel massimo a lire 200.000. Tutte le somme riscosse per sanzioni amministrative in applicazione della presente legge e della legge 9 ottobre 1967 n. 950 verranno imputate sul apposito capitolo da istituire nel bilancio di ciascuna regione. I pagamenti delle predette somme anziché all’ufficio del registro saranno effettuati alla regione, anche a mezzo di conto corrente postale. Nel caso di mancato pagamento l’esecuzione forzata sui beni dell’obbligato sarà promossa dalla regione che è tenuta ad intervenire con propri legali nei giudizi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative suddette. Per il resto si osservano le procedure previste dalla legge 9 ottobre 1967 n. 950.


 


 

TITOLO IV

 

Art. 12

 

Per l’attuazione delle disposizioni contenute nella presente legge, è autorizzata per un quinquennio a partire dall’anno finanziario 1975, la spesa di L. 1.000 milioni, per l’anno finanziario 1975 e di L. 4.000 milioni per ciascuno dei successivi quattro anni, da iscriversi nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’agricoltura e foreste.

La spesa prevista verrà così ripartita:

  1. lire 50 milioni per l’esercizio finanziario 1975 e lire 200 milioni per ciascuno degli esercizi finanziari dal 1976 al 1979 per la realizzazione dei piani di cui all’art. 1 e delle carte di cui all’art. 4.
  2. lire 350 milioni per l’esercizio finanziario 1975 e lire 1400 milioni per ciascuno degli esercizi finanziari dal 1976 al 1979, per la realizzazione delle iniziative, delle opere e l’acquisto dei mezzi e delle attrezzature previsti nell’art. 3, di cui lire 250 milioni per l’esercizio finanziario 1975 e lire 900 milioni per ciascuno degli esercizi finanziari dal 1976 al 1979 a disposizione dello Stato.
  3. lire 100 milioni per l’esercizio finanziario 1975 e lire 400 milioni per ciascuno degli esercizi finanziari dal 1976 al 1979 per le spese di mano d’opera di cui V comma dell’art 7 e per la speciale indennità di rischio di cui al Vi comma dell’art stesso.
  4. lire 100 milioni per l’esercizio finanziario 1975 e lire 400 milioni per ciascuno degli esercizi finanziari dal 1976 al 1979 per il funzionamento del Servizio antincendi boschivo di cui all’art 5 e dell’ufficio di cui all’art 6.
  5. lire 350 milioni per l’esercizio finanziario 1975 e lire 1400 milioni per ciascuno degli esercizi finanziari dal 1976 al 1979 per gli interventi previsti nell’art 8, da ripartirsi fra le regioni in ragione delle superfici boscate distrutte o danneggiate dal fuoco e da ricostruire.
  6. lire 50 milioni per l’esercizio finanziario 1975 e lire 200 milioni per ciascuno degli esercizi finanziari dal 1976 al 1979 per l’anticipo delle spese di ripristino di cui all’ultimo comma dell’art. 10.
    Le somme non utilizzate nell’anno per cui sono state stanziate possono essere utilizzate negli anni successivi. All’onere di lire 1.000 milioni per l’anno finanziario 1975, si provvede mediante corrispondente riduzione del capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno medesimo.
    Il Ministero per il tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti le necessarie variazioni di bilancio.

 

Art. 13

 

Entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge dovrà essere approvato il relativo regolamento.

 

Art. 14

 

Restano comunque ferme tutte le competenze in materia delle regioni a statuto speciale e delle province autonome, in ordine alle quali provvedono con propri atti legislativi.

 

Art. 15

 

La presente legge entra in vigore nel giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. La presente legge munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

 


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