Il Giornale
Roma Cronaca
Martedì, 25 agosto 1998
Di Carlo Marzano

 

Segnalate presunte irregolarità nella prevenzione dei roghi. Denunciato l'assessore all'Ambiente

Dossier di fuoco alla Procura
Esposto degli ambientalisti dell'Oikos sugli incendi nel Lazio

I volontari dell'associazione Oikos presentano alla magistratura un dossier che raccoglie tutte le inefficienze e ritardi del piano regionale contro gli incendi e denunciano l'assessore alla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali, Giovanni Hermanin, per omissione di atti d'ufficio e concorso in danneggiamento colposo di beni ambientali. Secondo l'Oikos, la Regione Lazio ha impostato la sua attività in funzione dell'emergenza e a discapito della prevenzione. "Sono anni che denunciamo il rischio a cui sono esposte le aree protette - dichiara il responsabile dell'Oikos Alfonso D'Ippolito - ma di anno in anno si registrano i problemi di sempre: boschi distrutti, volontari mandati allo sbaraglio su mezzi inadatti, litigi con i Comuni. Per non parlare del conio continuo di frasi a effetto pur di difendere il proprio operato".

Gli inquirenti di piazzale Clodio hanno già ricevuto in passato numerosi esposti e denunce presentati dall'associazione. "Nel '95 - aggiunge D'Ippolito - abbiamo presentato una denuncia alla magistratura sulla quale stava indagando il dottor Barbieri. Conteneva tutta l'attività antincendio della regione, dall'87 al '94". "Il punto è - continua - che secondo noi l'80 % degli incendi è di matrice dolosa, anche se la Forestale abbassa la percentuale al 65 %. Noi il dolo lo vogliamo prevenire. Se invece il piano regionale non lo previene non è un piano serio".

Il dossier presentato in tribunale contiene la richiesta di indagini su una lunga serie di episodi registrati durante alcune operazioni di spegnimento. Primo fra tutti l'incidente che ha coinvolto i tre volontari chiamati il primo agosto a spegnere un focolaio segnalato sulla via Tiberina. Secondo l'esposto, l'associazione da cui proveniva la squadra, la Fvres, non è regolarmente convenzionata con i Comuni di Formello e Sacrofano. L'impiego delle associazioni di volontariato, spesso in assenza di regolare convenzione, ha quindi di fatto tamponato l'assenza dei corpi istituzionalmente preposti.

Secondo un altro esposto il ritardo con cui quest'anno è stato varato il piano di prevenzione incendi è in parte responsabile dei disastri ambientali registrati quest'estate. Il ritardo avrebbe anche determinato l'impossibilità della messa in opera delle relative convenzioni tra le associazioni di volontariato e i coordinamenti provinciali del corpo forestale. L'attività delle sale operative sarebbe stata penalizzata dall'impossibilità di conoscere in tempo la consistenza e la collocazione delle risorse disponibili per fronteggiare gli incendi boschivi.

Oltretutto, lo scorso anno, quattro coordinamenti provinciali su cinque hanno giudicato inapplicabili gli schemi di convenzione proposti dagli uffici regionali.

La legge fissa al 30 aprile di ogni anno il termine per predisporre i programmi annuali di prevenzione e lotta agli incendi. L'assessore Hermanin ha varato l'atto di indirizzo il 9 giugno e l'approvazione del programma annuale il 23 giugno. Entrambe le delibere sono state rese pubbliche il 30 giugno. Entro il termine prescritto, nessun ente od organismo coinvolto nella difesa del patrimonio boschivo regionale, si legge nel documento, ha ricevuto idonee informazioni in merito ai programmi di prevenzione varati dalla Giunta. Nel territorio non è stata attivata nessuna campagna di informazione e sensibilizzazione. Come conseguenza dei ritardi, l'attività di quest'anno si è limitata a registrare le numerose emergenze e organizzare le operazioni di spegnimento.

"La Regione Lazio ha contribuito a smobilitare quella rete di prevenzione capillare diffusa sul territorio - dichiara il presidente dell'Oikos Vincenzo Minissi - che il volontariato aveva faticosamente costruito negli ultimi anni. Era una rete fittissima che faceva capo a sale operative dislocale nei vari presidi zonali. Abbiamo avuti per anni assessori all'Ambiente che se ne sono fregati altamente, ma quello che succede da tre anni a questa parte è veramente assurdo. I livelli di incompetenza arrivano a tal punto che c'è da chiedersi se non lo facciano apposta". "Molti incendi nei boschi - continua - sono provocati dalle sterpaglie che ne delimitano il confine. Ma non si possono tagliare perché, secondo Hermanin, potrebbero essere delle specie vegetali protette. Abbiamo tentato di spiegargli che in questo periodo le uniche specie vegetali protette sono ancora sotto forma di bulbi e si trovano sottoterra, ma non ci siamo riusciti. Poi c'è il problema della legge che dovrebbe impedire il pascolo, la caccia e l'edificazione nelle aree bruciate fino al ripristino della situazione originaria. In teoria, se va a fuoco un fustaia (bosco d'alto fusto) ci vogliono cinquant'anni per far ricrescere ciò che il fuoco ha distrutto in poche ore. Manca però un certo tipo di competenza tecnica, perché non tutti i pompieri sanno rilevare esattamente le particelle catastali oggetto dell'incendio. Non facendo questi rilievi nelle loro relazioni, va a finire che la legge rimane lettera morta". "A parte l'Argentario e il parco del Circeo - gli unici dove c'è controllo, il resto delle zone verdi boschive della regione, che poi è quasi il 90 % del totale non può essere tenuto sotto controllo. Capita spesso che dopo un incendio una casa spunta come un fungo e nessuno se ne accorgerà mai". "Da due anni - aggiunge - nonostante un maggior impiego di risorse il fenomeno ha registrato una preoccupante impennata. Per questo occorre cambiare metodo e mettersi a lavorare seriamente". "A questo proposito - conclude - una delle denunce contenute nel dossier riguarda un episodio di chiara origine dolosa di cui siamo stati testimoni oculari. E' accaduto nella Sughereta di Spinaceto, un territorio compreso tra Castel di Decima, Trigoria e Tor de' Cenci. Oltre alle gravi violazioni delle norme di prevenzione abbiamo registrato ritardi nei soccorsi e inefficienza nell'attività di spegnimento. Un elicottero è stato chiamato alle due e mezza ma è arrivato alle 8,15 quando l'incendio era ormai spento".

Hermanin: "Solo chiacchiere"

Non si fa attendere la replica dell'assessore regionale all'Ambiente Giovanni Hermanin. "E' del tutto inutile occuparsi delle chiacchiere in malafede di sedicenti volontari - dichiara - quali quelli dell'associazione Oikos, già denunciata dai vigili de fuoco per ostacolo all'attività di soccorso". "Trovo miserabile speculare - continua - su un incidente che ha avuto gravi conseguenze per tre volontari nel concorso di un'azione antincendio". "La capacità operativa dell'antincendio regionale - conclude annunciando denunce civili e penali - al di là delle sciocchezze della fantomatica associazione Oikos, è testimoniata da precise cifre. Il Lazio è l'unica regione che sull'antincendio è in netta e clamorosa controtendenza, e che ha visto scendere gli ettari di superficie percorsa dal fuoco del 40 % dal '97. Un risultato straordinario che sarà presentato in dettaglio a fine stagione".


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