Caldo, afa e ozono: una miscela
infernale che ha reso irrespirabile l'aria della città. Per il
terzo giorno consecutivo l'ozono presente nell'atmosfera ha
superato il livello di attenzione: la percentuale ha toccato i
223 microgrammi per metro cubo d'aria a Castel di Guido e 180 a Villa Ada. E le previsioni meteorologiche, almeno per
l'inquinamento, non prevedono nulla di buono: sono favorevoli al
ristagno. Come sempre in questi casi il Campidoglio raccomanda
per le persone anziane e per i bambini di non uscire di casa
nelle ore più calde, fra mezzogiorno e le cinque del pomeriggio.
Ma caldo e smog sono diventati
insopportabili non solo per anziani e bambini, ma per tutti. Di
fronte a temperature così elevate c'è chi pensa a «El nino» e chi alla
desertificazione prossima ventura. «In realtà i 33,4 gradi di questi giorni -
spiega la dottoressa Franca Mangianti,
direttrice dell'Osservatorio meteorologico del Collegio Romano - si sono
avute altre volte nel mese di giugno. Ma mai per tre giorni di seguito come in
questo caso. Ed è il fenomeno che rende l'aria così pesante, oltre al fatto che
le minime notturne non sono mai scese al di sotto dei 22 gradi». Cambierà? «Da
lunedì le cose dovrebbero andar meglio - risponde la dottoressa Mangianti - al
nord le temperature sono già scese».
Ed è scattato il rischio
incendi. L'associazione ambientalista Oikos ha ieri denunciato il rischio
ricordando che «a Roma il piano di emergenza stagionale parte solo il primo
luglio». Non è possibile fissare burocraticamente qual è il periodo di rischio -
afferma Alfonso d'Ippolito,
segretario dell'Oikos - anche i dati dello scorso anno parlano chiaro: la
maggior parte dei danni si sono avuti nella seconda metà di giugno».