Il Messaggero
Mercoledì, 22 luglio 1998
Pag 27
Di Ferruccio Sansa

 

E dalla Balduina alla Pontina un giorno di fiamme

 

Sarebbe stato contento Nerone: ieri a Roma sono scoppiati ben 110 incendi. Una giornata di fuoco e fiamme. La causa principale è il grande caldo, che prosciuga, dissecca, arroventa. Così basta una scintilla è nasce un incendio.
Il primo si è sviluppato di mattina. Sono le nove quando in un’area boschiva tra via Pineta Sacchetti e la Balduina comincia a salire un fumo acre e denso. Subito vengono avvertiti i vigili del fuoco e arrivano due autobotti.
I pompieri e i volontari della protezione civile si trovano di fronte fiamme alte che si propagano velocemente. E poco distante ci sono condomini e soprattutto il Policlinico Gemelli. Ci vogliono cinque ore perché le fiamme vengano domate. Alle due al posto di diversi ettari di vegetazione c’è soltanto una distesa bruciata.
Ma l’emergenza si è già spostata altrove : al ventesimo chilometro della via Pontina. A bruciare, però, questa volta non è boscaglia abbandonata, ma la riserva di Decima.
Anche qui l’incendio nasce tra la sterpaglia, ma in un attimo si propaga fino a raggiungere la macchia mediterranea. Ancora intervengono i vigili del fuoco, le autobotti del servizio giardini del Comune e i volontari. In aria si alza persino un aereo antincendio.
Ma non basta : le fiamme distruggono la vegetazione.
E se anche l’incendio viene spento, si accendono le polemiche. Adriana Spera, consigliera comunale di Rifondazione Comunista, attacca il piano predisposto dal Comune contro gli incendi : "Perché l’intervento non è stato rapido, nonostante i volontari di zona avessero allertato la protezione civile? Perché creare aree protette e pubblicizzarle, per poi abbandonarle agli elementi naturali o umani". Rincara la dose l’associazione di volontariato Oikos che da 20 anni è in prima fila nella lotta contro gli incendi : "L’amministrazione capitolina – dice Alfonso D’Ippolito, segretario di Oikos – ha sottovalutato il problema. Per esempio ha autorizzato noi volontari a intervenire solo dalle 14 alle 18. Oggi (ieri per chi legge) a Decima saremmo potuti intervenire a mezzogiorno, ma abbiamo dovuto aspettare due ore". Ma D’Ippolito aggiunge : "Nel periodo di massimo rischio per gli incendi, dal primo giugno al 30 novembre, è vietato accendere fuochi, ma nessuno rispetta il divieto. Non solo: entro il 10 luglio chi ha mietuto era obbligato a sotterrare le stoppie. Neanche quest’obbligo è stato rispettato e nessuno controlla". Polemiche, insomma. E intanto un ultimo incendio: in via Scorticabove, sulla Tiburtina, bruciano tre capannoni di vernici infiammabili. Ancora paura, ancora pompieri al lavoro con nove automezzi.

Ma dalla Magliana a Ostia, a Campagnana, ieri le fiamme erano quasi dappertutto.


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