Il Giornale
Sabato, 25 luglio 1998
Francesca D’Avello

 

Gli ecologisti dei Verdi ambiente e società pronti a presentare un esposto denuncia

«Incendi, ci pensi l'esercito»

I volontari dell'Oikos denunciano l'inefficienza dei sistemi di prevenzione

 

"Noi non giochiamo a fare i soldati. Gli incendi sono una cosa seria ".I volontari dell’Oikos (Associazione culturale scuola campo antincendio) mettono sotto accusa il sistema di prevenzione del Comune. "E’ costoso e poco efficace", dicono. Vigili del fuoco, Corpo forestale e volontariato. Una task force messa in campo per affrontare i fuochi che devastano i boschi e le pinete del Lazio. Ma a quanto pare il coordinamento auspicato dall’Amministrazione capitolina non funziona. Tanto che l’Oikos chiede di mobilitare anche l’esercito. A scatenare le polemiche un episodio piuttosto recente. Martedì scorso alla base dell’ Associazione arriva la segnalazione di un incendio a Macchia di Decima. Erano circa le 12.15. Le fiamme sono state domate soltanto cinque ore dopo, alle 17.00. Risultato: 7 ettari di macchia mediterranea andati in fumo. Scarso impegno dei volontari? "No – risponde Alfonso D’Ippolito, responsabile dell’Oikos -, una convenzione firmata con il Campidoglio ci concede di operare sul territorio solo dalle 14.00 in poi. Quindi non siamo intervenuti e abbiamo girato la chiamata alla centrale operativa comunale". I mezzi sono arrivati sul posto solo dopo un’ora. Erano presenti due squadre die vigili del fuoco, di cui una ferma, e una del Servizio giardini. Ma la situazione è precipitata. E’ stata allertata anche la Guardia forestale che ha inviato un elicottero. Ma sono trascorse altre due ore prima del suo arrivo. Nel frattempo, dopo le 14.00, si sono messi al lavoro anche i volontari e un’autobotte ha subito raggiunto Castel di Decima. Costo di tutta l’operazione: 8 milioni l’ora, circa. "E’ inaudito – continua D’Ippolito - . Cosi non si tutela l’ambiente. Si spreca solo denaro. Il bosco è bruciato e il Comune ha speso in un giorno circa 30 milioni." La Macchia di Decima non prendeva fuoco dal 1989 e, secondo l’Oikos, se i volontari fossero stati in servizio una parte della macchia mediterranea bruciata si sarebbe salvata. "Per esser attivi 24 ore – aggiunge D’Ippolito – il Campidoglio dovrebbe concedere un finanziamento di 40 milioni. Con 22 volontari all’opera si tratterebbe solo di un rimborso spese, se non altro per la benzina e le attrezzature. Temiamo che dietro questa disorganizzazione possano esserci interessi di cui vogliamo verificare la liceità". Per questo l’Oikos chiederà chiarimenti alla Prefettura, al Corpo forestale, alla Regione e ai Vigili del fuoco. Tempi che scottano. Soprattutto per le istituzioni. Il bilancio della campagna. "Preveniamo gli incendi", promossa dall’associazione Verdi ambiente e il sindacato di Polizia Coisp, non è incoraggiante. "Il nostro numero verde – dice Stefano Zuppello, coordinatore nazionale dell’iniziativa, - è stato tempestano di telefonate. Segnalazioni cui poi non sono seguiti interventi di soccorso da parte delle amministrazioni locali". I Verdi ambiente e società e il Coisp sono pronti, dunque, a presentare un esposto affinché si indaghi sull’efficacia dell’opera preventiva svolta dal Comune e dalla Regione. Perché l’Italia brucia. E col fuoco non si scherza.


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