Il Messaggero
Giovedė, 30 Luglio 1998
Di Davide Desario

 

 

E' il terzo incendio doloso in due giorni. Sorpreso un uomo mentre appicca il fuoco a un'area verde

Nuovo attentato alla pineta

Ostia, devastata dalle fiamme la zona delle Acque Rosse

 

Fiamme senza tregua sul litorale romano. Dopo il vasto incendio che martedė ha distrutto alcuni ettari della pineta di Castel Fusano costringendo i vigili del fuoco, il Corpo Forestale dello Stato e gli operatori dell’ufficio giardini del Comune di Roma a lavorare fino a notte inoltrata, nella tarda mattina di ieri un nuovo rogo č divampato ad Ostia ponente. Questa volta il fuoco ha interessato la pineta delle Acque Rosse: una vasta area compresa tra via delle Azzorre, Via Tancredi di Chiaraluce e via dei Romagnoli. E nuovamente si torna a parlare di origini dolose. L’allarme incendi, dunque, non č rientrato, anzi. L’ultimo episodio risale a ieri quando poco prima delle 14 i vigili del fuoco del Lido sono dovuti intervenire all’interno della pineta delle Acque Rosse, alle spalle del depuratore di via Tancredi di Chiaraluce. La zona interessata dall’incendio si č velocemente allargata a macchia d’olio. Cosė, in breve sono giunti sul posto sia gli uomini della Guardia Forestale della Stato che un’autobotte dell’ufficio giardini di Castel Fusano. Alle 15, l’incendio sembrava domato ma complice un forte vento qualche ora dopo le fiamme si sono rialzate, minacciose. Per alcuni agenti della polizia municipale le cause dei roghi che in questi ultimi giorni sono quantomeno dubbie: "In alcuni casi – dicono gli incendi partono inspiegabilmente dal centro delle pinete e non dal ciglio della strada dove qualcuno potrebbe aver, distrattamente, gettato un mozzicone di sigaretta ancora acceso". E i vigili del fuoco del Lido azzardano un commento: "Alcuni giorni fa, in via Isole del Capo Verde, č stato avvistato un uomo che tentava di appiccare il fuoco. Abbiamo tentato di fermarlo ma č riuscito a scappare". Intanto l’assessore all’ambiente della Regione Lazio, Giovanni Hermanin, ha chiesto un incontro al Prefetto di Roma Giorgio Musio per chiedere un maggior impegno delle forze dell’ordine nell’opera di prevenzione. La Regione ha realizzato ha sottolineato Hermanin l’unificazione delle centrali operative dei vigili del fuoco e del Corpo forestale dello stato aperta anche alle associazioni di volontariato", ma evidentemente non č sufficiente. Basta pensare che dall’inizio del mese nel Lazio sono andati distrutti circa 1500 ettari tra boschi e sterpaglie a causa di 349 incendi (in tutto il ’97 ce ne sono stati 739 ndr) la maggior parte dei quali, secondo l’assessore Hermanin e il coordinatore regionale della forestale Marco Rondinara – di origine dolosa (le stime parlando di circa 65 per centro)". Sulla questione sono intervenuti anche i volontari dell’associazione Oikos secondo i quali: "E’ necessario mobilitare i militari di leva per l’attuazione dei piani di prevenzione antincendio".


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