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Il Messaggero
E' il terzo incendio doloso in due giorni. Sorpreso un uomo mentre appicca il fuoco a un'area verde Nuovo attentato alla pineta Ostia, devastata dalle fiamme la zona delle Acque Rosse
Fiamme senza tregua sul litorale romano. Dopo il vasto incendio che martedė ha distrutto alcuni ettari della pineta di Castel Fusano costringendo i vigili del fuoco, il Corpo Forestale dello Stato e gli operatori dellufficio giardini del Comune di Roma a lavorare fino a notte inoltrata, nella tarda mattina di ieri un nuovo rogo č divampato ad Ostia ponente. Questa volta il fuoco ha interessato la pineta delle Acque Rosse: una vasta area compresa tra via delle Azzorre, Via Tancredi di Chiaraluce e via dei Romagnoli. E nuovamente si torna a parlare di origini dolose. Lallarme incendi, dunque, non č rientrato, anzi. Lultimo episodio risale a ieri quando poco prima delle 14 i vigili del fuoco del Lido sono dovuti intervenire allinterno della pineta delle Acque Rosse, alle spalle del depuratore di via Tancredi di Chiaraluce. La zona interessata dallincendio si č velocemente allargata a macchia dolio. Cosė, in breve sono giunti sul posto sia gli uomini della Guardia Forestale della Stato che unautobotte dellufficio giardini di Castel Fusano. Alle 15, lincendio sembrava domato ma complice un forte vento qualche ora dopo le fiamme si sono rialzate, minacciose. Per alcuni agenti della polizia municipale le cause dei roghi che in questi ultimi giorni sono quantomeno dubbie: "In alcuni casi dicono gli incendi partono inspiegabilmente dal centro delle pinete e non dal ciglio della strada dove qualcuno potrebbe aver, distrattamente, gettato un mozzicone di sigaretta ancora acceso". E i vigili del fuoco del Lido azzardano un commento: "Alcuni giorni fa, in via Isole del Capo Verde, č stato avvistato un uomo che tentava di appiccare il fuoco. Abbiamo tentato di fermarlo ma č riuscito a scappare". Intanto lassessore allambiente della Regione Lazio, Giovanni Hermanin, ha chiesto un incontro al Prefetto di Roma Giorgio Musio per chiedere un maggior impegno delle forze dellordine nellopera di prevenzione. La Regione ha realizzato ha sottolineato Hermanin lunificazione delle centrali operative dei vigili del fuoco e del Corpo forestale dello stato aperta anche alle associazioni di volontariato", ma evidentemente non č sufficiente. Basta pensare che dallinizio del mese nel Lazio sono andati distrutti circa 1500 ettari tra boschi e sterpaglie a causa di 349 incendi (in tutto il 97 ce ne sono stati 739 ndr) la maggior parte dei quali, secondo lassessore Hermanin e il coordinatore regionale della forestale Marco Rondinara di origine dolosa (le stime parlando di circa 65 per centro)". Sulla questione sono intervenuti anche i volontari dellassociazione Oikos secondo i quali: "E necessario mobilitare i militari di leva per lattuazione dei piani di prevenzione antincendio".
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