l'Unità
Domenica, 5 luglio 1998

 

Sono in arrivo temperature meno torride. Ieri è andato in fiamme un deposito di auto sulla Nomentana

E' finito il grande caldo

Ma intanto continua l'allarme-incendi

Il bollettino meteorologico è rassicurante: scende la temperatura, ritorna il «caldo normale», quello insomma, che dovrebbe esserci a luglio. E mentre i livelli di ozono - proprio a causa delle alte temperature - si sono abbassati, la città brucia. L'incendio più grande è divampato ieri pomeriggio in un eposito della Citroen Italia, sulla Nomentana, all'altezza del civico 1085, mandando in fumo 50 auto. Quattro mezzi dei vigili del fuoco e 30 pompieri hanno evitato che le fiamme minacciassero le abitazioni vicine. I danni dovrebbero superare il miliardo di lire. La Nomentana è comunque rimasta chiusa tra le 17 e le 18.45. Un altro incendio si è sviluppato all'altezza di via Romagnoli e via Acqua Rossa, vicino Ostia, mentre altri focolai sono divampati a ridosso del Gra, sulla Casilina e in via della Grande Muraglia, al Torrino.

Dunque, è allarme, anche perché le temperature ruoteranno sempre intorno ai 30 gradi (quest'anno a Roma giugno ha raggiunto livelli record, come non succedeva più da 35 anni, con le temperature massime intorno ai 29 gradi di media e quelle minime sui 19,7).

«Insieme agli incendi, quest'anno iniziati nel Sud in maniera davvero preoccupante - dice Stefano Zuppello, coordinatore dell'iniziativa «preveniamo gli incedi» - sono iniziate le polemiche su quanto si poteva fare e non è stato fatto». I Verdi Ambiente e società, insieme al sindacato al coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forze di polizia, il Coisp, da otto anni portano avanti la campagna di prevenzione che intende far rispettare una legge del 1975 che prevede «l'obbligo della prevenzione degli incendi estivi attraverso i piani regionali e le ordinanze comunali per la ripulitura e il risanamento di tutte le situazioni di degrado e incuria». Ma le sanzioni, ricorda Stefano Zuppello, per chi danneggia il patrimonio per incuria e disattenzione, sono ancora «ridicole». Da Roma e Lazio i cittadini hanno già fatto250 segnalazioni al numero verde 167-866158, a dimostrazione di una «particolare attenzione, ma anche di un pericoloso ritardo delle amministrazioni locali». Per questo motivo, annuncia Zuppello, a fine luglio scatteranno le verifiche per controllare quante delle aree segnalate saranno state davvero ripulite e se i responsabili dell'incuria saranno stati perseguiti.

Anche l'associazione Oikos lancia un appello ai cittadini: «Il vostro comportamento diventa fondamentale soprattutto quando le istituzioni continuano a mettere insieme carenze». La giunta regionale lo scorso aprile ha varato una disposizione che stabilisce obblighi e divieti finalizzati a prevenire il fenomeno. A ribadire le disposizione regionali è stata anche la giunta Rutelli, con un'ordinanza che vieta fino al 30 novembre di bruciare nei campi sterpaglie.


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