Repubblica
Lunedì, 6 luglio 1998

Di Anna Maria Liguori

 

Ieri giornata record: 160 richieste d'intervento ai Vigili, 70 alla Forestale

Fuoco a Villa Pamphili

Caldo e piromani, scatta l'allarme incendi

 

Una domenica all'insegna dell'allarme incendi a Roma e provincia: ieri i Vigili del fuoco hanno ricevuto oltre 160 richieste d'intervento, 70 la Forestale.

Piccoli focolai, sterpaglie secche in fiamme in molti quartieri della città, tanto fumo, panico tra i residenti. E ancora fuoco nei campi interno all'Università di Torvergata, a Campagnano, Ostia, Tivoli e più lontano a Latina, Gaeta, Itri. Le fiamme non hanno fatto danni, sempre domate in tempo, prima che il vento le spingesse verso le abitazioni o fino al bosco nelle zone dove la vegetazione è più intensa. In ogni caso oggi i rapporti fatti da Vigili e Forestale saranno mandati alla Procura della Repubblica per la verifica di eventuale dolo. Il sospetto è che la gran parte dei roghi siano appiccati da piromani.

Nemmeno Villa Pamphili, il polmone verde dei quartieri Prati, Aurelio, e Monteverde, dove molte persone rimaste in città in questi giorni cercano il fresco, è stata risparmiata. All'una e mezza di ieri il fuoco ha aggredito gli arbusti sul lato di via Vitellia. Il crepitare delle fiamme che, partite dal sottobosco, stavano minacciando anche alcune piante ad alto fusto, ha richiamato l'attenzione che circondano quel lato del parco che hanno chiamato i Vigili del fuoco. Solo pochi minuti per lo spegnimento, nessun danno.

Tutti gli incendi, in città e fuori, sono stati spenti "a terra" senza cioè l'ausilio dell'elicottero porta acqua, tranne quello più grosso divampato a Montecelio (Guidonia): i mezzi dei Vigili inutili, il costone non raggiungibile. L'elicottero della Forestale lo ha spento versando tre serbatoi prima che il fuoco prendesse di più.

Ed proprio l'intervento sui grandi incendi, e quindi le mansioni del Corpo forestale, a preoccupare addetti ai lavori e non.

Una riforma vuole che la gestione dei mezzi e del personale sia, come previsto dalla bozza di decreto predisposta dal ministero della Funzione pubblica, trasferita alle Regioni. In questo caso l'operatività del Corpo, frazionato in tante piccole strutture, potrebbe risentirne al punto da non riuscire a fare da barriera nè all'operato dei piromani nè alle conseguenze dei mancati controlli preventivi nelle zone verdi.

"In questa stagione, quando la catastrofe si ripete", afferma Enzo Minissi, presidente dell'associazione di volontariato ambientalista e di protezione civile Oikos, "ripeto alle autorità le soluzioni per salvaguardare il patrimonio boschivo nazionale. Primo, fare più prevenzione ovvero rimuovere la vegetazione erbacea secca. Secondo, aumentare i controlli, ci sono aree che possono essere facilmente sorvegliate da pochi volontari. Terzo gestire meglio il personale a disposizione. Ma soprattutto fare attenzione agli interessi economici legati all'utilizzo di tecnologie costose."


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