I nemici delle tecnologie
Dalla rivista Le Scienze settembre 1998 n°361 un articolo di Tullio Regge
Il referendum svizzero sulle biotecnologie ha scatenato una canea di insinuazioni e volgari accuse contro
l'ingegneria genetica. Al coro jodel si è aggiunto anche Dario Fo che ha inveito con toni da X-files contro i trapianti di genoma umano in mammiferi e batteri usati nella sintesi di biomolecole complesse, quali l'insulina o 1 'eritropoietina, insostituibili nella pratica medica. Giova ripetere che l'unica speranza di cura di gravi malattie quali il cancro e l'AIDS, e di gravi malformazioni genetiche riposa sull'identificazione e la sintesi di biomolecole che hanno un ruolo essenziale nel metabolismo umano. Nessuno dei critici ha sentito il dovere morale di suggerire alternative valide e serie che non siano la triaca, il bere urine oppure le battute irresponsabili di Dario Fo. Di diritto del cittadino a una cura che non sia bere acqua distillata o il metodo Di Bella non se ne parla.
L'irrazionalità dilaga, il nuovo Medioevo batte alle porte e pone sotto accusa vaccinazioni, energia nucleare, inceneritori e mais transgenico con il solito corredo di invettive prefabbricate in cui la fantasia non è considerata una virtù. Guai a parlare di statistiche, dichiarate tout Court una congiura delle multinazionali. Il primo comandamento è ora: «ricordati di dire sempre di no».
Un armata di ambientalisti tedeschi si è fatta incatenare alla strada ferrata per bloccare un carico di scorie nucleari vetrificate destinato a siti privi d'acqua che riducono al minimo i rischi ambientali. Sulla ragione prevale la vendetta:
le scorie, non trattate, debbono restare presso le centrali che le hanno prodotte. Con poca coerenza gli stessi ambientalisti sostengono che le 2000 tonnellate di plutonio messe in libertà dal disarmo nucleare dovrebbero essere interrate con i criteri da loro stessi respinti per scorie infinitamente meno pericolose. Il buon senso suggerirebbe di bruciare il plutonio ricavando energia ma questo implica riconoscere la liceità morale del reattore nucleare. L'eventualità per nulla remota che nei prossimi secoli il plutonio cada in mano a qualche irresponsabile non li preoccupa:
l'importante è che non alimenti la bestia nera del reattore.
Altra bestia nera è 1 'inceneritore, parola eco-oscena. Di certo la raccolta differenziata permette il riciclaggio energetico e di materie prime dai rifiuti e riduce l'impatto dell 'inceneritore. Tuttavia componenti tossiche quali fenoli e diossine o altre che provengono da industrie chimiche possono essere distrutte solo da impianti che operino oltre i 2000 gradi La tecnologia ha fatto passi avanti e non è possibile porre a confronto vecchi inceneritori, obsoleti e inquinanti, con nuovi progetti costruiti a regola d'arte e secondo le norme comunitarie.
Storicamente il movimento ambientalista è nato come reazione all 'uso massiccio di insetticidi in agricoltura ma gli stessi gruppi insorgono ora unanimi contro il mais transgenico che fa a meno degli insetticidi. Un collega biologo a cui ho detto che avrei mangiato volentieri in pubblico a scopo dimostrativo una polenta mutata mi ha risposto che era un gesto inutile: da tempo importiamo in Italia generi alimentari transgenici, identici a quelli casalinghi, di cui si nutrono anche ambientalisti ignari. La legge italiana che proibisce il mais mutato ha raggiunto due risultati brillanti:
continuiamo a spargere insetticidi e la nostra agricoltura ha perso competitività. In Uzbekistan è stato creato un fungo mutante che attacca il papavero dell'oppio e potrebbe stroncare il commercio dell 'eroina. Non ho bisogno di ascoltarli: so già che diranno di no."
Un commento all'articolo di Giancarlo Capobianco
E doveroso un commento a questo articolo in quanto esso dice delle cose condividibili nel merito dei singoli argomenti, ma non condividibili in una visione più ampia della ecologia, quella proposta dagli ecologisti.
Se e pur vero che alcuni ritrovati biotek sono al momento gli unici rimedi contro terribili malattie come cancro e AIDS e anche vero che in ecologia il combattere la malattia del singolo individuo non è lobiettivo più importante. Mentre lobiettivo più importante per lecologista e quello della riproduzione della specie. In ecologia la morte del singolo può essere congeniale al sistema di riproduzione della specie, mentre è meno congeniale alla riproduzione della specie quello della modifica dellambiente dove vive la specie.
Gli ecologisti temono che per curare la malattia del singolo si modifichi lambiente e quindi si mettano a rischio molte specie fra cui quelle umane. E quindi per raggiungere un obiettivo di livello inferiore si creano le condizioni per creare problemi a quello che è un obiettivo di livello superiore. Fortunatamente questo non sempre avviene, ma sicuramente con questo sistema senza controllo sulle biotecnologie e sulle tecnologie in generale che mette in produzione tutto quello che emerge dalla ricerca con una insufficiente analisi critica ambientale potrebbe produrre danni davvero gravi per quellobbiettivo che si ripropone lecologista.
Per quanto riguarda le altre cose dette nellarticolo indubbiamente Tullio Regge ha ragione nel ritenere che al momento attuale il bruciare in un reattore nucleare il plutonio prodotto potrebbe essere una soluzione. Ma un ecologista può rispondere a tale proposito che e proprio questo che si teme: che da una parte le tecnologie per risolvere un problema (in questo caso la produzione di energia) producono degli effetti (in questo caso scorie di plutonio) che per essere nuovamente essere messi sotto controllo hanno bisogno di altre tecnologie che possono produrre nuove modifiche dellambiente.E soprattutto il bisogno di questa corsa ad inseguimento che farncamente anche a noi dell Ancea mette un po paura. E questo proprio ai fini dellobiettivo piu in alto quello della riproduzione delle specie.
Giancarlo Capobianco