I Volontari 2010 in Palestina
Giovanni Emma e Francesca Bellotti
Lajee Center (Palestina) 25 luglio - 8 agosto 2010
Siamo una coppia di 26 anni (nell'anno 2010) che partecipava per la prima volta ad un campo di lavoro.
Entrambi siamo molto sensibili alle problematiche del Medio Oriente ed alla questione israelo-palestinese, soprattutto Francesca, che ne ha trattato nella sua tesi di Laurea.
Quando abbiamo deciso di partecipare a questo campo di lavoro, non sapevamo cosa esattamente ci aspettava, ma entrambi eravamo incuriositi e motivati dall’avere un'esperienza in un campo profughi palestinesi, una realtà di cui poco si conosce.Perchè se è vero che è risaputo dell'esistenza di profughi palestinesi, poco si sa sulla sulla loro reale situazione economica e sociale.
L'associazione di destinazione, il Lajee Center, (lajee significa rifugiato in arabo) è una ONG palestinese che ha lo scopo di creare attività per bambini e ragazzi di rifugiati palestinesi in questo centro ricreativo, in Aida Camp, un campo profughi a Beit Jala, tra Gerusalemme e Betlemme.
La vista del campo è di forte d'impatto, in quanto si trova letteralmente a ridosso del muro israeliano ed è costituito da una serie di edifici realizzati disordinatamente, senza una logica apparente.
Sono presenti alcuni negozi ed un paio di scuole (maschile e femminile) gestite dall'UNRWA (agenzia
delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi).
Questo luogo è diventato famoso anche grazie alla visita che vi fece Papa Benedetto XVI.
I volontari del più varie nazioni (una trentina nel 2010) sono stati ospitati in una scuola poco lontano dal campo insieme ad alcuni ragazzi palestinesi che collaborano attivamente al centro. Uno dei successi di questo campo è anche la presenza di numerosi giovani di varie fasce d'età provenienti da diverse nazionalità, che socializzano con un folto gruppo di ragazzi palestinesi.
I volontari si sono attivati per abbellire il campo dietro al centro Lajee, che diventerà un parco per le famiglie e i bambini di Aida. Buona parte dell’area è stata ripulita ed è stato abbellito il muro di cinta con piccole pietre. I bambini che mai mancavano, ogni giorno si presentavano da noi per giocare e divertirsi con una semplicità ed una tenerezza incredibili, tanto che, al termine del campo di lavoro, il giorno dei saluti si è trasformato in una silenziosa giornata di lacrime.
Oltre a queste attività, ogni giorno si organizzavano diversi incontri con varie associazioni o organizzazioni palestinesi e israeliane, che hanno a cuore il tema palestinese.
Gli argomenti erano i più vari: dalla condizione delle donne (a tal proposito vorremmo precisare che in quella zona, religiosamente parlando, sono molto "aperti": donne senza velo non sono una rarità) a quella
dei bambini, dai prigionieri palestinesi alla condizione di rifugiato; insomma una carrellata di incontri e seminari. Sono stati , inoltre, frequenti anche gli spostamenti in vari villaggi o cittadine nei paraggi: Abu Dis e Al Walaja ed i problemi con il muro; Hebron, in cui la situazione tra palestinesi e coloni è davvero molto tesa. Anche questo è stato, a nostro avviso, un successo perchè leggere sui libri ciò che accade non è nulla in confronto a vedere con i propri occhi la realtà.
Molti anche i momenti di svago tra i volontari e con i bambini, in piscina e al luna park a Ramallah;
Memorabile è stata la notte vissuta nel deserto nei pressi di Mar Saba.
Un' esperienza incredibile che sempre ci porteremo nel cuore.
Abbiamo compreso solo adesso cosa ha portato Adriana, Enzo e Silvia, di cui abbiano visto i commenti in Palestina ne 2007 e 2008, a decidere di ritornarci.
Inshallah !!!