I Volontari 2010 in  Sri-Lanka


 


 Karin Chiaradon

 

Dopo un volo che supera le mie aspettative apocalittiche, arrivo finalmente a Colombo dove ad aspettarmi trovo Dhammike, il coordinatore del mio progetto. Dopo un buon thé e 5 ore di viaggio durante le quali ci fermiamo per riparare il minibus sul quale viaggiamo, arrivo infine a Mawilmada nei pressi di Kandy. Lì trovo Surangi e Ashika che per le successive due settimane saranno la mia famiglia.

La prima settimana è di introduzione e passa in fretta; visito i vari templi hindu e buddhisti di Kandy e dintorni, passeggio nel caotico centro città, cerco di trovare un senso logico alla stazione degli autobus, visito l'Elephant Orphanage e i giardini botanici infestati da corvi e pipistrelli e vado a vedere il luogo dove si terrà il mio progetto: la Quill Peers Pre-School.

Il fine settimana è libero e io, insieme ad un altro volontario inglese, James, andiamo a Uppuveli e Nilaveli, a nord-est dell'isola nei pressi di Trincomalee dove troviamo splendide spiagge quasi deserte sulle quali rilassarci.

La seconda settimana passa ancora più velocemente della prima. La mattina vado all'asilo e i pomeriggi li passo tra una passeggiata al mercato locale, un massaggio ayurvedico e la visita agli ultimi templi. Il primo giorno all'asilo i bimbi mi guardano curiosi, quasi nessuno si avvicina a me, (sembra che si vergognino). Ma già dal secondo giorno passa tutto e diventa quasi una gara a chi mi fa vedere per primo il suo quaderno, a chi si fa spingere sull'altalena da me o a chi mi da la mano. Io intanto cerco di insegnargli i numeri e le lettere in inglese; le insegnanti sono molto carine e pazienti con me e ogni giorno mi spiegano cosa c'è da fare.
Facciamo collages, disegni, costruiamo un coniglio di carta, impariamo nuove filastrocche in inglese.  Un giorno indiciamo una piccola gara: ho portato solo 11 pelouche con me e chi canterà meglio una delle canzoncine in inglese che  abbiamo imparato, lo riceverà come premio. Ad uno ad uno i bimbi vengono vicino a me e cantano; c'è quello che urla a squarciagola e quello di cui si percepisce appena la voce; io mi commuovo ad ogni filastrocca e quasi mi viene da piangere!

 

Sono tutti bravissimi e chi non avrà il pelouche riceverà comunque una cioccolata.

É  stata una bellissima esperienza, il mio coordinatore sempre presente e disponibile, la mia famiglia ospitante molto gentile. Ma come capita spesso in queste situazioni è più quello che si impara che quello che si insegna.

 


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