I Volontari in Germania 2006
Alessandra Versace
Marbug è una pittoresca città universitaria situata a 100 km a Nord di Francoforte, con una popolazione di 80.000 persone di cui 2000 studenti. Rimasta indenne ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, Marburg conserva i caratteristici tratti della Germania tradizionale, priva di qualsiasi invasione post-moderna e futurista. Piacevoli passeggiate nel cuore del centro storico della città mi hanno accompagnata verso la riscoperta di incredibili paesaggi, resi ancora più suggestivi dalla vista del fiume Lahn. Ho cercato e ho trovato un diretto contatto con la popolazione locale, sia con gli studenti che con i cittadini, entrambi distinti da una grande educazione civica.
Fermata Weissen Rose con l’autobus n° 8 da Guttemberg strasse, siamo arrivati a Stadtwald. Una bellissima foresta tutto intorno attira lo sguardo e rapisce l’attenzione. Alti fusti e lunghi rami abbracciano il cammino di quasi 1 km, per arrivare alla casetta.
L’unica nota spiacevole è stato l’arrivo. Sprovvisti di un meeting point, siamo stati assistiti dalla fortuna. Sono partita da Pisa insieme ad un'altra volontaria italiana e arrivate alla stazione, casualmente abbiamo incontrato gli altri due volontari dal Giappone. Abbiamo preso un taxi che ci ha potuto accompagnare vicino alla piazza Weissen Rose per la troppa neve. Fortunatamente passava una donna e, sganciando il mio zaino da campeggio, le sono corsa incontro. E’ stata la nostra fata. Ci ha accompagnati alla casa dove era il nostro alloggio, percorrendo con noi la foresta nera e gelida.
La casa in cui alloggiavamo era molto accogliente. Nella stanza in cui dormivo eravamo in 4 persone (io, l’italiana e i 2 giapponesi) con 2 letti a castello e una bellissima finestra sul letto che dava sulla foresta. Una spaziosa cucina, una stanza doccia e 2 bagni. All'interno della casa la temperatura era ottima, riscaldata molto bene nonostante la troppa neve che c’era fuori.
Il gruppo era composto da due italiane, due russe, una ucraina, una sud coreana, una giapponese, un giapponese e una ragazza tedesca ovvero la nostra group-leader. Abbiamo subito fatto amicizia e si è subito instaurato un clima disteso e amichevole. Per conoscerci meglio abbiamo fatto dei giochi, a voler quasi ricercare un approccio più spontaneo come è proprio nell’infanzia. Abbiamo parlato sulle eventuali proposte e ci siamo trovati d’accordo su tutto. Anche nella gestione dei camp-money non ci sono stati problemi. D’accordo sul voler organizzare piccole escursioni, abbiamo visitato Heidelberg e Kassel. A parer mio Heidelberg è un gioiellino che consiglio veramente di andare a vedere. Kassel mi è piaciuta un po' meno anche per il brutto tempo e la troppa neve che non ci ha permesso di visitare il castello (attrazione se non unica, ma principale del posto). Insieme abbiamo pulito alcune zone di Stadtwald dalla neve. Abbiamo pulito e sistemato una falegnameria. Abbiamo montato due tendoni abbastanza grandi, per le vacanze estive che si organizzano per i bambini. Abbiamo, infine, sempre tutti insieme, trasportato tronchi abbastanza pesanti dalla foresta.
L’Associazione nasce dall’incessante bisogno dell’uomo di riconoscersi ad essere riconosciuto all’interno di un gruppo che persegue i suoi stessi obiettivi o, in modo meno ambizioso, ne condivide attivamente o passivamente determinati interessi. La volontarietà, a sentirsi parte integrante di uno tutto uno, coincide con la maturità dell’individuo stesso nel superare egoistiche interpretazioni-reazioni di un coatto collettivismo. La cooperazione tra diverse culture può scardinare le ignoranti stereotipie. Noi come tele vergini assorbiamo i colori dal mondo e spesso senza capirne il significato o l’importanza li facciamo nostri.
Cambiare punto di vista significa mettersi in discussione, significa essere pronti e aperti a ciò che realmente può dare senso anche a ripetitivi e monotoni comportamenti. Questo campo di lavoro in Marburg per me è stato molto interessante e stimolante. Mi ha permesso di conoscere nella praticità e nella quotidianità della vita, gente proveniente da luoghi molto diversi e in alcuni casi molto lontani. Abbiamo, infatti, esposto ognuno una presentazione del proprio paese di origine con relativi dibattiti sulle ricerche di identità in gastronomici scenari abbiamo cooperato e collaborato insieme per un restauro ambientale. Avrei voluto imparare il tedesco, anche se è molto più comodo comunicare in inglese e avrei inserito un numero maggiore di appuntamenti culturali, attraverso visioni di particolari film o approfondendo sensazioni e informazioni sull’assetto attuale del mondo.
Elena Torta
Ciao mi chiamo Elena e ho partecipato al campo PRO370 a Marburg-Marbach. Questo era un campo di lingua tedesca e il nostro compito era preparare uno spettacolo teatrale per la festa del cinquantesimo di PRO-International (l'organizzazione tedesca che ci ha ospitato).
In Germania ho trovato persone sempre disposte ad aiutarti, di cui molte parlano inglese o quantomeno lo capiscono. Gli amici del campo sono stati fantastici e tuttora continuiamo a sentirci. La lingua non è un problema se si è disposti a buttarsi e ad accettare l'aiuto delle altre persone. In un primo momento mi sono trovata in difficoltà perché di tedesco sapevo si e no 10 parole e tre frasi ma poi ho imparato in fretta! E' stupefacente quello che si riesce a fare quando l'ambiente in cui stai è quello giusto. Il lavoro che dovevamo svolgere non è mai stato faticoso. Il nostro compito era di imparare il tedesco e di preparare lo spettacolo teatrale per la festa del 50° di PRO-International. Una volta ogni due giorni veniva una signora tedesca che ci insegnava i rudimenti del teatro. Preparare lo spettacolo ha coinvolto tutti perfino quelli un po' più timidi (me compresa) e lo spettacolo finale ci ha dato molta soddisfazione. Ci ha fatto visita anche un gruppo di cinesi che voleva vedere cosa sono i workcamps per proporli anche in Cina. Abbiamo organizzato per loro una cena in cui molti di noi hanno mostrato aspetti artistici del loro paese e loro ci hanno cantato una parte dell'opera Cinese. I pasti li cucinavamo a gruppi e questo ci ha permesso di assaggiare diversi tipi di cucina. Abbiamo fatto due gite, una a Kassel e l'altra a Koln senza contare le uscite quasi giornaliere a Marburg (che è una città molto carina e accogliente), cinema e pub compresi. E' stata un'esperienza molto bella che incuriosisce e apre la mente.