I Volontari in Palestina
2005


 Simone Todaro

Il campo di lavoro è stato per me positivo sotto tutti i punti di vista.
L'interazione con i ragazzi del Lajee Center è stata ottima, si è instaurato fin da subito un ottimo rapporto. Si sono svolte attività ricreative e di risistemazione del giardino della scuola in cui eravamo ospitati.
Forse i responsabili del Lajee si aspettavano volontari con particolari capacità tali da realizzare dei workshops con i ragazzi, cosa che è avvenuta solo in piccola misura.
Oltre al lavoro con i ragazzi, ci sono state delle uscite in altre città o villaggi palestinesi (Hebron, Ramallah) ed anche incontri con persone provenienti da numerosi ambiti della società palestinese (anziani che avevano vissuto la fuga del 1948, ex prigionieri, giornalisti...): tutto ciò ha consentito a noi volontari di avere una panoramica molto ampia della situazione e ha reso il campo molto interessante, dal mio punto di vista.
Non ci sono state situazioni di particolare pericolo. A Betlemme la situazione è stata tranquilla per tutto il periodo della nostra permanenza. Essendo priva di coloni, Betlemme è sicuramente più tranquilla di altre città palestinesi.
Il rapporto con gli altri volontari è stato soddisfacente. Essendo noi italiani in maggioranza e poiché alcuni parlavano poco l'inglese, tra noi si parlava spesso in italiano, cosa che ovviamente escludeva altri dalla conversazione.
Alcuni volontari hanno avuto grossi problemi di adattamento. Ritengo, quindi, che sia fondamentale la preparazione antecedente alla partenza da parte dell'associazione di invio. La sistemazione dei volontari era assicurata presso una scuola, in cui le classi erano state adibite a camere, con materassi sui pavimenti. C'era il bagno e l'acqua calda. 
Personalmente non mi è mancato nulla.


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