I Volontari 2008 in Ghana
Luca Grillandini
ADDAI 20, GHANA ACCRA (24 MAGGIO 2008)
Il mio primo campo di lavoro in Africa e’ cominciato il 24 di maggio 2008, quando sono atterrato all’aeroporto di Accra in Ghana.
Non essendo mai sceso al di sotto del Marocco, e solo per vacanza, mi sentivo allo stesso tempo incuriosito ed intimorito….anche perchè ero da solo.
All’arrivo una ragazza dell’organizzazione viene a prendermi ed in men che non si dica ci ritroviamo sul pullmann per Kumasi,la meta del campo di lavoro.
La mattina successiva incontro Nicholas, il responsabile dell’organizzazione, ed insieme andiamo al Columbus Orphanage alla periferia di Kumasi.
Appena arrivato tutti si sono precipitati a prendermi i bagagli per portarli in camera, ed io mentre facevo la conoscenza di alcune persone del posto, guardandomi intorno avevo già paura di non farcela. L’orfanotrofio e’ una specie di costruzione divisa in 3 parti: le “abitazioni” del personale fisso, che consistono in una stanza per ciascuno priva di bagno e con tetto di lamiera, la chiesa, luogo usato continuamente per cerimonie spesso molto chiassose ma anche tetto per molti poveri,ed infine la scuola, una specie di magazzino con piccoli muretti innalzati a dividere le classi.
L’impatto visivo e’ stato quindi abbastanza drammatico ma i miei timori iniziali dopo poche ore erano già svaniti.
L’allegria e l’umanita’ di questa gente mi fecero sentire ben presto a casa mia e l’incontro con i primi bambini mi coinvolse ancora di più.
Nei giorni successivi la mia attività consisteva nell’alzarsi alle 6 del mattino prendere un tro-tro (piccoli pulmini pubblici a 10 posti) e recarsi nelle bidonville limitrofe per prendere i bambini e portali a scuola. Queste bidonville sono luoghi pazzeschi dove la gente vive nelle baracche in mezzo ai rottami di vecchie auto e camion senza acqua corrente nè luce, cose che fino ad ora avevo visto solo in televisione.
Una volta arrivati a scuola stavo con i bambini, aiutavo la maestre, scattavo foto per la gioia di tutti, parlavo con il preside (persona squisita) ed il pomeriggio verso le 2 riportavamo i bambini nelle loro baracche.
Dopo ero libero e spesso mi recavo in centro città accompagnato da Paul e Daniel, che mi facevano da guida nel caos di quelle vie e del mercato (uno dei più grandi del centro africa).
Non ho avuto molta fortuna con la salute, in 20 giorni mi sono beccato malaria e salmonella.
Chiaramente il fatto che io fossi bianco faceva di me ai loro occhi un uomo ricco, quindi la richiesta di cose da comprare era praticamente una costante e quando andavo in città con qualcuno di loro era sottinteso che gli pagassi il pranzo. Grazie a Dio la vita costava pochissimo, ed il giorno che comprai un po’ di stoffa per le divise degli scolari, per ringraziarmi mi fecero una festa dentro la scuola.
Posso comunque dire che e’ stata una bellissima esperienza e ciò che ho ricevuto supera di gran lunga ciò che ho dato.
Spero di tornarci presto, quella gente mi e’ rimasta nel cuore (ogni tanto ricevo sms con i saluti) e sicuramente questo tipo di Africa e’ ben lontana da ciò che immaginiamo, ma sicuramente molto autentica.