I Volontari in India


Matilde Giovannini


Matilde Giovannini

LAVORO

Ho iniziato il mio servizio di volontariato con un gruppo di attivisti, pacifisti teatrali a Bangalore, la più grande città del sud dell’India. Essi sono chiamati “Janothsova” che vuol dire “gente in festa” in Sanscritis. 
Janothsova è un gruppo capeggiato da un talentuoso artista John Devenaj. 
John lavora in molti campi relazionati all’India, che riguardano, ad esempio, il tragico problema del lavoro minorile (100 milioni di bambini non vanno a scuola tentando di sopravvivere lavorando per strada, in fabbrica, in agricoltura ecc. ecc. naturalmente pagati molto meno di un adulto!)
 

La scuola aveva un preside molto progressista che nell’educazione ai bambini cercava di distruggere l’idea del sistema delle caste. 
John ed il gruppo Janothsava di molti volontari stranieri (come noi) hanno fatto di questa scuola “un’oasi “ in mezzo alla zona rurale (o forse periferica!) della città.
Abbiamo dipinto diverse pareti, fatto molti disegni sui muri e decorato per lungo e per largo questo incantevole luogo, e devo dire che la scuola è esteticamente “fantastica”. 
Tutto il nostro lavoro è stato fatto a contatto con i bambini che, sia che collaborassero con noi sia che fossero a lezione, ed erano una magnifica presenza costante.
I bambini hanno visi magnifici, ma la povertà è inquietante.
 

ORGANIZZAZIONE

Eravamo 9  volontari: 5 Sud Koreani, 2 Giapponesi, 2 Americane ed io...
Il gruppo Jonothsova è un gruppo di talentuosi pittori, ballerini, scultori, ed attori teatrali accomunati dal sogno della pace.
Noi vivevamo in una divertentissima “farm house”, che John aveva disegnato e costruito, che è a pochi minuti di cammino dalla scuola dove abbiamo lavorato la maggior parte del tempo ed a 18 Km da Bangalore (il villaggio si chiama Banjarpalya).
 

ESPERIENZA


U
n giorno la macchina fotografica di una delle volontarie americane è scomparsa ed a furia di indagini si è “costituita” una bambina di 7/8 anni che l’aveva presa per potersi comprare dei vestiti (i suoi come quelli di molti di loro, erano tutti strappati, rotti o malamente rammendati).
 

ABITUDINI

Ogni sera si stava nella “farm” tutti insieme cantando canzoni di tutti i paesi e questo ha creato quell’atmosfera che credo non dimenticherò mai.
La nostra ultima notte nella “farm” è stata molto bella, perché ognuno di noi ha cucinato un piatto del proprio paese (io, naturalmente, spaghetti!)
Il giorno della fine del work-camp, John ci ha portato in gita a Mysore, una bella cittadina a tre ore da Bangalore, dove io sono rimasta, salutando tutti, per poi proseguire il giro che ho fatto nel Sud dell’India….

TRADIZIONI

Cosa posso dire dell’India?
E’ tutto ciò che mi sono sempre immaginata ed allo stesso tempo completamente differente….
Anche nelle più grandi città, le mucche (sacre, per la religione Hindu) sono in mezzo alla strada. La maggior parte delle donne  veste con il sari e questo crea una varietà di colori che immerge le strade  sempre piene di gente.
Molti uomini e molte donne hanno in mezzo alla fronte un puntino rosso o giallo, fatto di polvere, oppure un bellissimo “bindi” che è una sorta di adesivo o piccolo disegno fatto con l’eyeliner. 
Tutto ciò è esteticamente e culturalmente ricco.
Devo ammettere che nonostante la mia idea di “volontariato” fosse completamente differente, ho avuto molte avventure emozionanti, scoperte ed amicizie interessanti.

AMBITO CULTURALE

Un altro grande problema dell’India e di cui “Janothsova” si occupa è il “sistema delle Caste”.
Le persone hanno un determinato ruolo nella società a seconda di quale casta appartengano, e 
la casta è determinata dalla nascita (in una piuttosto che in un’altra). 
I Bramini sono la casta più alta (nella religione Hindu), e poi altri livelli di caste più basse fino ad arrivare agli “intoccabili”, che è la più bassa. Loro non  hanno nessun diritto (neanche quello di stare nello stesso ristorante di un Bramino!). Incredibile!!!
John e Janothsova si occupano anche dei problemi del mondo, infatti sono stati in Kossovo ed in altri paesi con situazioni di crisi. 
Mentre ci trovavamo a Bangalore abbiamo anche partecipato ad una protesta contro la guerra in Iraq e ci siamo esibiti in una recita in una Università.
Il giorno dopo eravamo anche sul giornale (5 giornali!).  
 

CONCLUSIONE

Per concludere in breve: della mia permanenza in India, vedendo tutti quei bambini per strada, quei malati di malattie che da noi sono scomparse da anni e tutto quello che si può pensare di un paese veramente povero con storie e situazioni realmente da incubo, inimmaginabili, la cosa che per prima mi viene in mente è che in un paese di milioni e milioni di persone ci sono 53 membri di “un’associazioncina” chiamate Janothsova che fanno la differenza…… combattendo per la pace in India e nel mondo cantando e dando anche ad una trentunenne come me la speranza (che non avevo più) che la pace è possibile e che ci si può contribuire anche con un semplice sorriso (anche se sembra un po’ banale e retorico).


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