I Volontari 2008 in Kenya


 


Giorgia Mosetti


Il progetto a cui avevo scelto di partecipare, e per il quale mi era stata comunicata l’accettazione prima di partire dall’Italia, era un campo di soccorso ed intervento gestito dalla Kenya Red Cross Society (Emergency Refugees Camps THIVS/ERC1/08). Il cambio di progetto mi è stato comunicato solo una volta arrivata a Nairobi con tale motivazione: sarei stata “più utile a lavorare con bambini dal momento che gli adulti hanno meno bisogno”.

Sono arrivata a Nairobi domenica 27 aprile, il giorno prima dell’inizio del campo di lavoro, e sono stata ospitata dal responsabile del progetto.

Sono stata accompagnata all’orfanotrofio, situato nel villaggio di Kirengero, a 40 km da Nakuru, da un dipendente di una agenzia turistica.

Arrivata a destinazione, in serata, ho avuto modo di conoscere i bambini ospiti della struttura e il personale che si occupa della preparazione dei pasti e di parte delle pulizie dell’edificio.   Mi è stato chiesto di leggere un quaderno scritto dai volontari che mi avevano preceduto nel quale erano contenute la descrizione di ciò che loro avevano realizzato e alcune indicazioni riguardanti ciò che io avrei potuto fare durante la mia permanenza.  Ulteriori indicazioni riguardo a ciò che avrei potuto fare mi sono state date da una delle ragazze più grandi che, avendo terminato da poco le scuole, in attesa di poter andare all’università, si trovava ancora nell’orfanotrofio e svolgeva alcune mansioni di carattere organizzativo, tra le quali i contatti e le richieste per i volontari.

Descrizione della struttura

L’orfanotrofio ospita circa 70 bambini dai 4 ai 18 anni. Si trova a Kirengero, un villaggio rurale a 30 km dalla cittadina di Nakuru. Le spese dell’orfanotrofio (istruzione, spese sanitarie, beni alimentari e di prima necessità) sono sostenute principalmente da James Njaaga, tramite l’attività dell’agenzia turistica di cui è il titolare, e dai volontari dell’orfanotrofio, oltre che da saltuarie donazioni.

Le condizioni igienico-sanitarie sono piuttosto carenti:

Tutti i bambini beneficiano di un’istruzione fino alla fine della scuola superiore e, quando l’hanno terminata, solitamente trovano impiego presso l’agenzia turistica. Recente è la possibilità per alcuni dei ragazzi che hanno appena terminato la scuola superiore di proseguire gli studi a livello universitario (durante la mia permanenza 5 ragazzi si trovavano in attesa di essere ammessi). I bambini sotto i 6 anni (4 bambine) non si recano a scuola e restano all’orfanotrofio durante la mattina (mi è stato riferito che precedentemente veniva attivata una nursery school presso l’orfanotrofio, al momento sospesa).

I pasti vengono preparati da 3 donne, che svolgono anche parte delle pulizie domestiche durante i giorni di scuola. Le restanti faccende domestiche sono svolte dai bambini principalmente durante il fine settimana.

L’orfanotrofio si compone di una struttura più grande che comprende 2 camerate per le ragazze, 2 camere per i volontari, una stanza adibita a magazzino, una alla raccolta dell’acqua, una a deposito stoviglie, una libreria fornita di libri e materiale per colorare e giocare, un deposito vestiti, una stanza studio dove ci si riunisce per pregare, giocare e guardare la televisione.  E’,inoltre, presente un riparo esterno in lamiera dove vengono preparati la maggior parte dei pasti, un edificio dove dormono i ragazzi, 2 serie di latrine. L’orfanotrofio possiede il terreno circostante, in parte adibito alla coltivazione di the, un pollaio e 2 mucche. Sono presenti, inoltre, 5 computer di cui 2 portatili sui quali sono stati installati alcuni giochi e programmi educativi per bambini.

                                                   

 Progettazione delle attività

Sul quaderno scritto dai volontari veniva proposto di sviluppare alcuni progetti:
-
la profilassi per i vermi e le amebe per tutti i bambini e lo staff da effettuare ogni 3 mesi e che non veniva svolta da dicembre
-
 la riparazione della recinzione che circonda la struttura
-
   interventi di tipo sanitario con acquisto di medicine da effettuare in collaborazione con un farmacista locale
-
  rimessa in funzione di alcune pompe elettriche che portavano in passato l’acqua direttamente nella casa.
-
  accompagnamento dei bambini a scuola e assistenza nelle attività didattiche
-
  aiuto nella preparazione dei pasti
-
  attività ludico-ricreativo.

In modo molto diretto, una delle ragazze mi ha suggerito che potevo fare “qualsiasi cosa il mio cuore mi suggerisse” e che, in particolare:
-
c’era necessità di provvedere all’acquisto di alcuni beni alimentari e non e di penne per l’inizio della scuola (quando sono arrivata iniziava l’ultima settimana di vacanza),
- ci si aspettava che io accompagnassi i bambini all’ospedale quando erano malati e che provvedessi alle spese relative,
-
  avrei potuto accompagnare i bambini a scuola ed assistere gli insegnanti durante le lezioni
-
  avrei potuto aiutare i bambini nei compiti.
-  avrei potuto insegnare a usare programmi di videoscrittura e internet.

Di fronte a tali richieste di carattere prevalentemente economico  ho deciso di utilizzare  una parte  dei miei risparmi per soddisfare alcune delle richieste più urgenti, come l’assistenza sanitaria ai bambini (nel caso in cui si fossero ammalati)  e l’acquisto delle penne per la scuola, mentre ho deciso di non venire incontro a  richieste  più onerose.  
Avevo deciso, invece, di provare a fornire un aiuto più concreto e meno a carattere “assistenziale” cercando di mettere in atto queste iniziative:
1.
  promozione di alcune norme igienico-sanitarie di base,
2.
 Manutenzione delle aree verdi intorno alla casa,
3.
 accompagnamento a scuola e assistenza durante le lezioni,
4.  aiuto nelle faccende domestiche e nella preparazione dei pasti
5.  insegnamento a usare i programmi di videoscrittura ed internet
6.  attività ludico-ricreative.

 Realizzazione delle attività

  1. Norme igienico-sanitarie di base

L’idea di promuovere alcune norme igienico-sanitarie di base è nata dalla considerazione che, modificando alcune abitudini, si poteva ridurre l’incidenza di alcune malattie come la febbre tifoidea, amebe e vermi intestinali, senza dover ricorrere a interventi successivi di tipo sanitario e si poteva promuovere l’idea che grazie ad alcuni comportamenti si possono prevenire alcune malattie.

- bollitura dell’acqua da bere e uso delle zanzariere: colloqui con le donne responsabili dei pasti relativamente alla bollitura dell’acqua e con alcuni dei ragazzi più grandi relativamente ai rischi relativi al bere acqua raccolta direttamente dal fiume e ai benefici derivanti dall’uso delle zanzariere. Purtroppo, nonostante i numerosi casi di amebe e tifo verificatisi che renderebbero necessaria la profilassi preventiva e periodica per queste malattie, non è stato possibile introdurre la pratica di bollire l’acqua prima di berla né l’uso delle zanzariere;

- lavarsi le mani prima di mangiare: tale problema si riscontra solo a livello marginale per i ragazzi più grandi, mentre, per quanto riguarda i bambini più piccoli (che mangiano quasi sempre con le mani),  a partire dai 4 agli 8-10 anni di età, tale problema si verifica molto spesso. Per introdurre questa abitudine, mangiavo tutti i giorni con i bambini più piccoli chiedendo di lavarci tutti le mani prima di mangiare. Alla fine del mio periodo di permanenza tale comportamento si era abbastanza radicato ma senza interiorizzazione delle motivazioni sanitarie di base;

- medicinali: l’orfanotrofio ha in dotazione molti farmaci generici, donati  dai precedenti volontari, conservati nella stanza dove i volontari dormono e somministrati dai volontari stessi. Dopo aver eliminato tutti i farmaci scaduti, ho proceduto alla sistemazione dei farmaci risistemandoli per categoria (antipiretici, antidolorifici,...)

  1. Manutenzione del giardino:

La casa è circondata da un’ampia area verde dove i bambini giocano che i precedenti volontari avevano sistemato ed organizzato in spazi distinti con scale e muretti fatti di pietre. Ho liberato in parte dalle erbacce e pulito regolarmente le scale più utilizzate e ho  fornito aiuto nella zappatura di parte del giardino per la semina invernale.

  1. Accompagnamento a scuola e assistenza durante le lezioni

Nonostante al mio arrivo mi fosse stata illustrata inizialmente tale possibilità, e nonostante i precedenti volontari avessero svolto tale attività, una volta iniziata scuola mi è stato comunicato che non era possibile andare a scuola con i bambini. Le mie ripetute richieste in tal senso non sono state accolte nè mi sono state  fornite ragioni plausibili se non un generico “il preside non vuole”. Per tale motivo, durante la mattina svolgevo attività ludico-ricreative e di insegnamento della lettura e scrittura con i 4 bambini più piccoli che rimanevano a casa, oppure svolgevo attività di manutenzione del giardino.

  1. Aiuto nelle faccende domestiche e nella preparazione dei pasti

Saltuariamente, prima che i bambini più piccoli si svegliassero, assistevo le donne nella pulizia della casa che veniva svolta ogni mattina aiutando nella pulizia dei pavimenti o dei piatti. Saltuariamente, ho aiutato anche nella preparazione dei pasti.

  1. Insegnamento ad usare programmi di videoscrittura ed Internet

Purtroppo non è stato possibile soddisfare le richieste in tal senso perché non erano installati nei computer programmi di videoscrittura né programmi di connessione a Internet e, per me, non era possibile acquistarli.

  1. Attività ludico-ricreative

Tale attività, a partire dalla terza settimana, è stata quella sulla quale mi sono maggiormente focalizzata. Venivano svolte delle attività di disegno, di intrattenimento, di lettura, di piccoli laboratori di creazione di oggetti di carta nella stanza adibita a libreria all’interno dell’orfanotrofio. Tali attività venivano svolte dalle 8:30 alle 12:30 con i 4 bambini più piccoli, e dalle 14:00 alle 18:00 circa  anche con  un gruppo variabile di 13-15 bambini dai 6 ai 10 anni. Ho utilizzato i materiali trovati all’interno della libreria che ho reintegrato con materiali acquistati presso il vicino centro di Nakuru. Tramite tali attività ho cercato di incoraggiare le loro abilità espressive e la loro capacità creativa, di sviluppare le loro abilità di relazione con i coetanei e la loro capacità di collaborazione all’interno del gruppo, di insegnare alcuni piccoli giochi, di stimolare la loro curiosità tramite la lettura.

A livello individuale, vista anche l’opportunità fornita da mezzi grafici ed espressivi, è stato possibile avvalersi di tali mezzi per aiutare alcuni bambini con particolari difficoltà a livello cognitivo e relazionale ad esprimere i propri stati emotivi interni.

Conclusioni

Premetto che si è trattata, per me, della prima esperienza di volontariato internazionale e, anche, della mia prima esperienza di lavoro con bambini.

Il mio giudizio globale su tale esperienza è positivo trattandosi di un percorso dall’alto valore formativo a livello personale, anche solo per la possibilità di venire a contatto con uno stile di vita ed una mentalità totalmente diversi da quelli occidentali.

Purtroppo l’impossibilità di comunicare con l’Italia non mi ha permesso di mettermi in contatto con l’associazione di riferimento italiana e di potermi confrontare relativamente ad alcuni dubbi e difficoltà verificatisi durante la mia permanenza.
Una volta ripristinata tale possibilità ad una settimana dalla fine di maggio, ho deciso di non contattare l’organizzazione italiana ma di rientrare una settimana prima del previsto perché le mie disponibilità economiche si stavano esaurendo.

Ho trovato particolarmente difficile confrontarmi con l’atteggiamento di continua richiesta di sostegno economico che mi venivano rivolte all’orfanotrofio.
Da un lato, a causa della mia inesperienza, non riuscivo a capire se tali richieste fossero legittime, anche perché veniva dato per scontato che io le soddisfacessi e parte dei ragazzi più grandi aveva messo in atto comportamenti di ritiro del saluto o della parola.  Dall’altro, mi ha stupito l’assenza in queste persone di un senso critico verso l’idea di uno straniero che provveda totalmente ai loro bisogni, anche in considerazione dell’elevato numero di volontari che mi avevano preceduta. L’impressione che ne ho avuto è stata più di precedenti esperienze di volontariato in questa struttura incentrate sul fornire beni di prima necessità (cibo, vestiti, materiale scolastico), di cui questi bambini sono comunque bisognosi, o anche voluttuari (come gite) piuttosto che sull’introduzione di misure concrete, ad esempio, di promozione di basilari norme igieniche

Inoltre, in seguito alle violenze post-elettorali, si è verificato nel Paese un calo dell’afflusso di turisti e, quindi, anche di volontari (precedentemente c’era una presenza continua anche di 20 persone). Pertanto, credo che la qualità di vita di tali bambini sia notevolmente peggiorata negli ultimi mesi (nel quaderno dei volontari è, ad esempio, riportata un’alimentazione comprensiva di frutta e verdura, mentre, durante la mia permanenza, l’unica verdura che i bambini hanno mangiato solo  cavoli  e solo in tre occasioni ).

Ritengo, quindi, che le maggiori difficoltà e le loro pressanti richieste di un sostegno economico nascano anche da questa situazione contingente, dal momento che non ci sono stati volontari a prendersi cura di loro per 4 mesi. Inoltre, penso che abbia influito anche il fatto che si trattasse della mia prima esperienza di questo genere.

Ribadisco, comunque, nonostante le difficoltà, la mia soddisfazione per aver potuto svolgere questo tipo di esperienza.


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